martedì 6 ottobre 2009

Gnocchi di barbabietole

Gnam gnam !!!!!
A noi piacciono le barbabietole, di solito condite in insalata con olio, aceto, pepe e sale, oppure faccio i Casunziei ampezzani ( ravioli tipici di Cortina d’Ampezzo).
Questa volta ho voluto cambiare … gli gnocchi si fanno in tanti modi, li ho già fatti altre volte ma non li ho mai fotografati, questa volta vi accontento.
Le barbabietole rosse già cotte, si trovano sui banchi dei supermercati tutto l’anno e perciò gli gnocchi potete prepararli in tutte le stagioni, sicuri di soddisfare molti palati.

Piccola porzione per me, condita solo con olio consentito




GNOCCHI di BARBABIETOLE

per 4 o 6 persone

400 g di barbabietole rosse
2 patate medie
3 cucchiai colmi di farina di grano saraceno
1 cucchiaio di farina 00
½ cucchiaino di cannella (facoltativo)
2 cucchiai colmi di formaggio montasio grattugiato
sale affumicato della Danimarca
pepe appena macinato
burro fuso per condire

sbucciare lavare e tagliare a pezzetti le patate, cuocerle nell’acqua leggermente salata, e quando sono cotte lasciarle raffreddare, poi schiacciarle con i rebbi della forchetta.
Inserire nel tritatutto le barbabietole tagliate sbucciate e tagliate a pezzetti, l’uovo e ridurre in purè.
Versare le barbabietole in una terrina, aggiungere le patate, le farine, il pane, la cannella, il formaggio, il sale e il pepe.
Amalgamare per bene, se necessario aggiungere altra farina, l’impasto non deve essere troppo consistente ma neppure molle.
Lasciare riposare un’oretta e poi formare delle pallotte grosse quanto un’albicocca.
Cuocere gli gnocchi in acqeua . che appena sobbolle, in questo modo non si rischia di romperli.

*** Preparare il burro fuso sino a diventare color nocciola, condire con questo gli gnocchi porzionati nei singoli piatti, già spolverati con altro formaggio grattugiato.

***Ricordo che mia nonna me li faceva sempre alla Cecco Beppe … cotti e conditi con il burro fuso versato sugli gnocchi spolverati con zucchero e abbondante cannella.

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Polenta dolce

Latte di muccaaaa ! questa è una ricetta fatta in montagna, si è capito ???
Quando metto le zampette sul latte appena munto, per me è vero latte !, il cuore si allarga e l’acquolina scende spontaneamente.
Questa volta ho pensato alla mia dietaperennedipendenza … una buona polentina che ho diviso con la mia amica Maria … Agli uomini queste cosine non piacciono tanto.
Si può fare più dolce mettendoci lo zucchero però a me andava bene così, c’era già il dolce dell’uvetta e poi … via a fare una lunga passeggiata per smaltire.

piccola porzione per me
Porzione Per l'amica Maria
POLENTA DOLCE

250 g farina di riso
1 lt di latte di mucca (latte intero)
1 bustina di uvetta di Corinto
Cannella a piacere
1 pizzico di sale

Portare a bollore il latte con l’uvetta, il sale e la cannella.
Versare la farina di riso piano piano sbattendo con una frusta perché non si formino i grumi.
Cuocere piano finchè tutto il latte si è asciugato bene, deve formarsi una buona polentina soda.
Versare sul tagliere e lasciarla raffreddare.
A me è servita come piatto unico a cena e un pezzetto l’ho tenuto per colazione.
La mia amica l’ ha tagliata a fette, cosparsa di zucchero e grigliata al MO (microonde) … ma lei è una golosastra nata :-))))

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lunedì 5 ottobre 2009

Cannelloni di melanzane

Qualche cosa di diverso per accontentare i miei uomini, dovevo farmi perdonare per la pasta di oggi… l’ho cotta senza sale. Evabbè, raramente, ma capita !
Con i cannelloni di melanzana, sono riuscita a farmi perdonare, hanno molto gradito.
Oltre che buoni, anche veloci, volendo si possono usare le melanzane surgelate.





CANNELLONI di MELANZANE

per 2 porzioni

1 melanzana
speck per ricoprire le fette di melanzana
1 mozzarella
Sugo pronto o passata di pomodoro
Formaggio montasio grattugiato

per il sugo:
scegliete a vostro gusto, io ho portato dalla montagna il sugo di pomodoro che ho fatto con tutte le verdure dell’orto … ottimo

Grigliare le melanzane tagliate a fettine. (Quando sono pronte sovrapporle una sopra l’altra in modo che si mantengano morbide).
Su ogni fetta di melanzana appoggiare una fetta di speck e 1 fettina di mozzarella.
Arrotolare, partendo dal lato più sottile della melanzana, lasciare il lembo di chiusura verso il basso, pressare leggermente con il palmo della mano e proseguire con le altre fette.
Ho soffritto uno scalogno, ho versato un po’ di sugo mio con qualche cucchiaiata di acqua calda e l’ho cotto quel tanto che basta per scottare lo scalogno.
In due ciotole ho messo una parte di sugo e sopra ho appoggiato i cannelloni.
Li ho ricoperti con il rimanente sugo, spolverato con abbondante formaggio montasio grattugiato e li ho messi nel MO (microonde) a 750 W per 10 minuti.

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domenica 4 ottobre 2009

Coniglio ubriaco

In questa casa non si mangiano le cosce del coniglio posteriore, più polpose e cicciute, i miei dicono che “inglucchiano come i petti di pollo” (soffocano come il petto di pollo J))) ), restano meno saporite e sono più stoppose.

CONIGLIO UBRIACO

per 2 porzioni

2 spallotte di coniglio (sono le zampette anteriori)
6 spicchi di aglio
erbe di provenza o quello che preferite
vino lambrusco amabile q.b.
poco olio
sale

Sistemare a freddo le spallotte di coniglio in un tegame che le contenga (io ho usato una padella da wok) con un goccio di olio e l’aglio.
Spolverare la carne con le erbe di provenza e il sale.
Rosolare la carne da ambo i lati.
Versare vino lambrusco amabile, sino a coprire leggermente il coniglio.
Appena prende il bollore, chiudere con il coperchio e cuocere piano piano finchè è cotto.
Eventualmente alzare la fiamma per restringere il sughetto.

Servire con verdure saltate o con una buona insalata trevisana.

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Trucco per patate











PATATE MORBIDE DENTRO e CROCCANTI FUORI

Sim sala min ! :-)))))

E’ un vecchio trucco che ho imparato anni fa, quando ancora frequentavo con assiduità i forum di cucina.
Questo sistema l’ho adottato subito e non mi ha mai deluso.

Volete patate morbide dentro e croccanti fuori ?

*** non chiedetemi perchè, so che l'aceto chiude i pori delle patate, formando una patina resistente, che mantiene morbido l'interno.

Inoltre, formandosi la patina, le patate assorbono pochissimo condimento

Basta una semplice regola, mettere le patate sbucciate, lavate e tagliate a rondelle o come meglio preferite in una pentola con acqua fredda che le copra appena.
Salare leggermente, aggiungere aceto possibilmente bianco (così le patate non rimangono macchiate), portare a bollore l’acqua e da quel momento calcolare 5 minuti di cottura.
Scolare e procedere come preferite
Per le patate in insalata portate a termine la cottura direttamente.
Per le patate arrosto in padella seguite la regola dei 5 minuti
Per le patate al forno idem
Per le patate in umido, se non volete che si sfaldino, idem

Le patate lesse da preparare in insalata si portano a cottura nella stessa acqua, scolate, condite con olio, aceto, pepe, sale, prezzemolo tritato fine e uno spicchio d'aglio che serve solo per insaporire, sarà tolto prima di portare la verdura in tavola.

Le patate arrosto o al forno, vanno cotte 5 minuti, scolate, versate in padella con sale q.b. e un pizzico degli aromi che preferite.

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Funghi mazze di tamburo o ombrellone

Questa volta niente foto del piatto pronto, mia cognata lo faceva impanato come la cotoletta mentre io le ho sempre mischiate insieme ad altri funghi; anche quei due che vedete nella foto sono finiti nella padella con quei funghi.





FUNGHI MAZZE di TAMBURO

Le Mazze di Tamburo, si trovano in estate-inizio autunno, ai margini e nelle radure dei boschi di latifoglie ed aghifoglie, ed è una specie comune e abbondante.
Il Cappello con forma ad ombrello, presenta decorazioni squamose da biancastre a marrone-grigiastre, larghe, regolari.
Le lamelle sono, fitte, larghe, facilmente separabili dal cappello, da bianche a bianco-crema, quando è in maturità.

E’ un ottimo fungo commestibile, da preparare soprattutto impanato, fritto e arrostito alla griglia o in padella con poco aglio, olio ex v ed erbe di provenza.
In genere viene usato solo il cappello.
La mazza di tamburo è molto apprezzata in cucina

Il mio amico Giancarlo mi ha insegnato a non buttare il gambo della mazza di tamburo, può essere mischiato ad altri funghi oppure essiccato, sbriciolato e all’occorrenza spolverato su risotti, pasta asciutta o per insaporire altri cibi.

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Sfoglia Belbake




Finalmente ho trovato la sfoglia “Belbake “ presso il supermercato Lidl, la pasta sfoglia rettangolare, molto versatile e molto buona.
Fatta una prova, … me l’hanno gettonata tutta l’estate, parenti amici ecc … ovunque mi chiedevano di portare un vassoi etto di sfizietti … si ma quando si è in 14 un vassoi etto non basta neppure, fortuna vuole che in montagna ho una cucina molto fresca e quindi il caldo del forno non mi ha infastidito, altrimenti questi manicaretti li avrei fuori dalle orbite.
E’ stato un successone, questi sono solo una piccola parte, lavorando di fantasia le combinazioni sono tante … ho provato a fare anche una girellona unica, però non è che gli amici ne fossero molto contenti, perciò sono tornata a dare la forma degli occhiali con un gusto solo o con altri gusti.
Molto successo hanno avuto anche le salsicce o wurstel, trovate sempre al Lidl, sono giganti e della lunghezza giusta della sfoglia che potete arrotolare singolarmente sino a metà e l’altra farcita come preferite, oppure potete mettere due wusteroni e arrotolarli ad occhiale.

Per fare gli occhiali:
si stendono i salumi o i formaggi sulla sfoglia, si arrotola da una parte e si arriva a metà, poi si arrotola dall’altro lato e si finisce di chiudere.
Molto semplice e poi dalle foto si vede molto bene.

Gusti:
-Prosciutto di Praga e semi di papavero
-Speck cotto, carciofini, acciughe sott’olio
-Speck, olive, funghetti
-Concentrato di pomodoro spalmato sulla sfoglia, origano, olive nere acciughe, cotto
- Prosciutto di Praga e acciughe
-Salame, funghetti e scaglie di formaggio di latteria

E via ragazzi, lasciate la fantasia a briglia sciolte

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Fichi bresaola salame e formaggio

Sono generosa, non potevo mangiare i fichi e lasciare i miei Orsi a guardarmi, così i fichi bianchi raccolti dalla pianta della mia amica Angela, sono finiti nelle loro boccucce, loro li hanno mangiati come antipasto … si erano già abbuffati prima, (mi ero salvata quelli neri perché li avevo messi in un luogo sicuro :-)))))


FICHI BRESAOLA SALAME AFFUMICATO e FORMAGGIO di LATTERIA

7 mezzi fichi maturi al punto giusto
7 fette di bresaola
6 fette di salame leggermente affumicato
12 scagliette di formaggio di latteria

Tagliare i fichi a metà, disporli in un piatto e decorare con bresaola, salame e formaggio, inframmezzandoli fra i fichi.

:-)))))))) e lo so che la conta non torna … ma mentre preparavo il piatto mi sono vista sfilare da sotto il naso mezzo fico, con una velocità impressionante.
Indovinate dove è finita ??? … in boca ad Orsino

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Fichi, speck e formaggio di latteria

Cosa c’è di più buono dei fichi raccolti da poco dalla pianta, con qualche fetta di speck di Sauris e qualche scaglia di formaggio di latteria ???
Da sballo ragazzi, va bene che sono a dieta, va bene che rinuncio a tante cose, ma almeno una volta all’anno lasciatemi gustare in santa pace un piatto divino.

FICHI NERI, speck di Sauris e formaggio di latteria

per 1 porzione

8 fichi neri
4 fette di speck
4 fettine di formaggio di latteria

Tagliare le fette di speck a metà e 4 fettine di formaggio con la mandolina.
Avvolgere i fichi neri nelle mezze fette di speck.
Sistemare i fichi in un piattino e decorare con il formaggio.
Ricetta facile, gustosa e mooolto consolante

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4 ottobre San Francesco




SAN FRANCESCO

Oggi è San Francesco, parlare di questa bellissima figura sarebbe molto lungo, per ricordarlo vi trascrivo il suo toccante cantico delle creature, non mi stancherei mai di leggerne le parole.

BUON ONOMASTICO
a tutt i FRANCESCO e FRANCESCA

Oggi 4 ottobre è San Francesco, il santo "poverello", Patrono d'Italia, nacque ad Assisi in Umbria nel 1181 ed è morto il 4 ottobre del 1226, nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli. E' vissuto in assoluta santità, predicando ai poveri, agli animali, agli elementi della natura e diffondendo un messaggio di fratellanza e amore universale.
La regola francescana si basava principalmente sui tre voti di castità, povertà ed obbedienza e le parole semplici del santo, in breve tempo richiamarono un gran numero di discepoli. Negli ultimi anni della sua vita, afflitto da una gravissima malattia, ha vissuto in solitudine, ricevendo da Dio le Sacre Stimmate che ha portato fino alla morte.

IL CANTICO DELLE CREATURE

Altissimo, onnipotente, bon Signore,
tue so le laude, la gloria e l’onore e onne benedizione.
A te solo, Altissimo, se confano
e nullo omo è digno te mentovare.
Laudato sie, mi Signore, cum tutte le tue creature,
specialmente messer lo frate Sole,
lo quale è iorno, e allumini noi per lui.
Ed ello è bello e radiante cum grande splendore:
de te, Altissimo, porta significazione.
Laudato si, mi Signore, per sora Luna e le Stelle:
in cielo l’hai formate clorite e preziose e belle.
Laudato si, mi Signore, per frate Vento,
e per Aere e Nubilo e Sereno e one tempo,
per lo quale a le tue creature dai sustentamento.
Laudato si, mi Signore, per sor Aqua,
la quale è molto utile e umile e preziosa e casta.
Laudato si, mi Signore, per frate Foco,
per lo quale enn’allumini la nocte:
ed ello è bello e giocondo e robusto e forte.
Laudato si, mi Signore, per sora nostra madre Terra,
la quale ne sostenta e governa,
e produce diversi fructi con coloriti fiori ed erba.
Laudato si, mi Signore, per quelli che perdonano
per lo tuo amore.
e sostegno infirmitate e tribolazione.
Beati quelli che ‘l sosterrano in pace,
ca da te, Altissimo, sirano incaronati.
Laudato si, mi Signore, per nostra Morte corporale,
da la quale nullo omo vivente po’ scampare.
Guai a quelli che morranno ne le peccata mortali!
Beati quelli che troverà ne le tue santissime volutati,
ca la morte seconda no li farrà male.Laudate e benedicite mi Signore,
e ringraziate e servitele cum grande umiliate.

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sabato 3 ottobre 2009

Festa del prosciutto di Sauris











FESTA del PROSCIUTTO di SAURIS

Quest’estate vi avevo segnalato la festa del prosciutto di Sauris, prosciutto particolare leggermente affumicato, ve lo avevo scritto qui:


http://ilfogolar.blogspot.com/2009/07/sagra-del-prosciutto-di-sauris.html#links


Purtroppo non vi avevo inserito la locandina, perché in montagna il collegamento internet con il telefonino è veramente penoso.
Sauris, era un borgo carnico della montagna del Friuli Venezia Giulia (oggi è un paesone allargato ma non troppo), è arroccato nel cuore delle montagne e nel passato era difficilmente raggiungibile, per questo ancora oggi le tradizioni sono vive.L’isolamento che un tempo lo teneva lontano dal resto dei paesi, risulta oggi la migliore offerta per accogliere turisti attenti ed esigenti alla ricerca di una vacanza autentica ed unica nel suo genere.
Se vi capita di passare da quelle parti, andate a visitarlo, ne vale la pena.
In estate offre delle bellissime passeggiate e in inverno le piste da ski sono aperte a lungo per le abbondanti nevicate.

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Albergo ristorante al Pura












ALBERGO RISTORANTE al PURA

Che dirvi ragazzi, quando penso alle mie montagne mi viene una nostalgia struggente, quindi non posso fare a meno di segnalarvi persone che ho conosciuto o posti che ho frequentato.

Quest’estate sono andata a pranzo nel RISTORANTE AL PURA, è un bell’ambiente familiare, gestito da Gian Pietro e Nilla, due persone squisite e alla mano.
Vi farei vedere anche un paio di foto dell’ambiente e dei piatti che hanno preparato, ma purtroppo non ho chiesto il permesso e per il momento vi lascio solo le coordinate per raggiungere il ristorante … di questo mi hanno detto sì.
Tornando a Gian Pietro e Nilla, sono straordinari, abbiamo (io & 8 company) gustato dei piatti veramente buoni … antipasti abbondanti con verdure della casa molto gradevoli, primi da bauscina (bavaglino), secondi perfetti e la torta della casa ragazzi, era da sballo (sono un’asina non mi ricordo neppure il nome ma era di un buono strepitoso e fra l'altro è l'unica cosa che non ho fotografato).
Per i miei problemini di dietaperennedipendente avevo mangiato troppo e credevo di schiattare da un momento all’altro, al contrario la leggerezza dei cibi e l’aria buona delle mie montagne, mi hanno risolto subito il problema.
Ve lo consiglio andateci con la vostra famigliola per un we, le camere sono molto accoglienti, Gian Pietro e Nilla sono persone gioviali, insomma è un Ristorante Albergo che merita.
Provare per credere







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venerdì 2 ottobre 2009

Stefano Dassiè - Infermiere a Tolmezzo e Udine


Mamaçita consiglia
E ora un po’ di pubblicità per un uomo straordinario conosciuto poco prima di tornare a MI
Stefano Dassiè infermiere specializzato nei massaggi e trattamenti POST riabilitativi.
Intanto è un chiacchierone col quale è molto piacevole dialogare, ha una voce molto pacata che ti invoglia al dialogo e nello stesso tempo ti rilassa … mentre Stefano lavorava sulle gambe, in un’altra seduta sulla schiena del mio Plantigrado, lui sapeva che soffriva a denti stretti, io sbirciavo le smorfie del marito e intanto parlavo tranquilla con Stefano … tanto noi non sentivamo dolore.

I fatti: durante una corsetta in montagna, mio marito ha preso uno strappo ad un polpaccio, un’amica di famiglia ci ha consigliato di andare da Stefano Dassiè a Tolmezzo ( opera anche a Udine )il quale ha fatto un tagliando di revisione super al mio stanco Orso.
In 4 sedute Stefano mi ha rinnovato il marito e ora vedo di spiegarvi due mosse che mi hanno lasciato a bocca aperta:
Carlo da tempo aveva un dolore continuo ad una spalla, Stefano l’ha messo in piedi e mi ha fatto notare che un braccio era ben disteso mentre l’altro era leggermente chiuso … mentre gli accarezzava la spalla davanti, ha cercato il punto più doloroso dietro, qui gli ha puntato tre dita, poi ho visto che è partita al volo l’altra mano e l’ha colpito col palmo della mano sulla punta della spalla (colpo di sciatsu se ho capito bene). A questo punto ho pensato: cribbio, gli ha fatto partire la spalla di sicuro.
Poi ho visto la smorfia di dolore di Carlo, lo sbiancamento del viso e poi riprendere subito il suo colore. In conclusione, usciti dallo studio il dolore non c’era più.

Altro fatto: Carlo ha sempre avuto problemi di schiena, da sdraiato gli ha cercato il punto doloroso poi l’ha fatto sedere sul lettino, Stefano si è posizionato dietro a mio marito, l’ha circondato con le braccia e dopo avergli fatto assumere posizioni specifiche gli ha dato un secco strappo verso l’alto.
Bè ragazzi si è sentito un crock forte e le mie rotelle hanno girato velocemente … porca puzzola, mi sono detta, questa volta me l’ha rotto in due.
E invece no, Stefano mi ha rinnovato l’Orso che ora manco si ricorda dei vecchi dolori.
Grazie Stefano ! quando torno lassù te lo riporto per qualche altro piccolo acciacco, è bello vedere il mio Orso saltellante che non grugnisce per male qui e male la.

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Festa dei nonni





















FESTA DEI NONNI

Il 1° venerdi di ottobre è stato proclamato Festa dei Nonni.
Bellissima iniziativa, i nonni sono un bene prezioso per i bimbi che imparano un sacco di cose che ai nonni piace tramandare.
Speriamo che questa festa rimanga solo come iniziativa per permettere di festeggiare i nonni a scuola con dolci preparati solo da loro.
Se dovesse diventare una festa commercializzata non mi piacerebbe più !!!

Con orgoglio vi annuncio che i primi di marzo la cicogna passerà di nuovo a Londra a casa di mia figlia, il piccolo Martino aspetta la “solellina”, ancora non sappiamo se sarà maschio o femminuccia, … sarà quello che Dio vorrà, chiediamo solo la grazia di farlo nascere bene e in salute.

AUGURI A TUTTI I NONNI DEL MONDO

Se ci diamo la mano, dite che riusciamo a raggiungere tutto il giro del mondo ???
Io dico di sì

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giovedì 1 ottobre 2009

Sfoglia con peperoni

FOTO SADICA con SPAVENTO

Quella che vedete è Maria la mia migliore amica, le avevo promesso una torta salata, le ho messo in mano la torta, ho fatto la foto e mentre facevo clik le ho detto che era una modella perfetta e che i miei orsi sarebbero stati veramente felici di papparsi la “sfoglia ai peperoni” … iiiiiihhhhhhhhhhhh
Questo è il risultato !
In ogni caso la torta era proprio per lei, peccato non riuscire a cogliere l’attimo, ha emesso un profondo respiro di sollievo e la sua bella risata l’hanno sentita in parecchi. Se ne è andata a casa felice con il suo bottino.
Su questo tema ne ho fatte diverse rotonde, finchè non ho finalmente trovato la sfoglia rettangolare presso il Lidl, in fondo pagina vi metto la foto.

SFOGLIA con PEPERONI
1 sfoglia “Belbake” della Lidl – rettangolare
1 peperone giallo
1 zucchina
½ cipolla
qualche fetta di salame agliato
1 confezione di sottilette Tigre
olio q.b.
sale e poco peperoncino

In un tegame con poco olio, soffriggere la cipolla affettata sottilmente con il salame tagliato a listarelle, inserire la zucchina tagliata e fettine, salarla e mescolare.
Aggiungere il peperone tagliato a listarelle e portare a mezza cottura spegnere e lasciar raffreddare.
Stendere la sfoglia e appoggiarla con la sua carta su una placca da forno, lasciare un margine di due dita tutto attorno e nel mezzo distribuire tutte le sottilette Tigre, cercando di sovrapporle il meno possibile.
I bordi lasciati liberi, rivortarli verso l’interno.
Infornare a forno caldo a 230° per 30 minuti.
Se la torta salata si presenta ancora anemica, prolungare la cottura di 5 minuti circa.

*** Le istruzioni della sfoglia indicano 220° ma il mio forno della montagna è un po’ particolare

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Pappardelle ai funghi sanguinelli


Quest’anno la montagna è stata avara nel regalarci funghi, ha piovuto poco e soltanto con la nuova luna che si è formata il 18 settembre e l’umidità della prima pioggia settembrina, ha bagnato quanto basta i boschi e ora che siamo tornati a casa, i miei amici trovano funghi a gogò.
Questo è uno dei magri bottini che ha trovato quest’estate mio marito, pochi finferli (quelli con il gambo arancione e la capocchia marrone) e pochissimi sanguinelli, quelli al centro.
Il fungo sanguinello è molto buono, croccante ma ha un piccolo difetto, se non lo usi subito diventa color violetto, è sempre buono ma ne va dell’estetica della pietanza da presentare.
Li ho preparati appena arrivati a casa con 4 gambette di finferli (gli altri li ho messi a seccare) ed ecco un buon piatto di pappardelle.

PAPPARDELLE ai FUNGHI SANGUINELLI

Per 3 persone

240 g di pappardelle
funghi sanguinelli
1 pomodoro sbucciato
¼ di cipolla
2 spicchi d’aglio tagliati a metà (che poi ho tolto)
6 pezzetti di guanciale (distribuiti poi nei piatti)
1 piccolo peperoncino rosso fresco
burro q.b.
sale q.b.
formaggio montasio grattugiato

In un tegamino sfrigolare il burro con la cipolla tritata fine, l’aglio e il guanciale.
Sbucciare il pomodoro e tagliarlo a pezzettini (quest’anno mio cognato ne aveva nell’orto una qualità stupenda con la buccia fine che a toglierla era un piacere).
Lavare accuratamente i sanguinelli e tagliarli a pezzi – le 4 gambette di finferli le ho lavate e lasciate intere.
Versare nel tegamino con le verdure rosolate i funghi senza sgrondarli troppo, lasciarli insaporire e poi aggiungere i pomodori con una spruzzata di sale.
Cuocere a fuoco lento per ½ ora circa, se il sughetto risulta troppo acquoso, alzare la fiamma e lasciarlo restringere al punto giusto.
Cuocere le pappardelle, scolarle e condirle con il sugo di sanguinelli.
Il formaggio grattugiato, rigorosamente in tavola, ognuno si serve come meglio crede.

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Premio francobollo










Amici, amiche, ringrazio per i premi che mi avete sino ad ora regalato però, per non passare da persona ingrata vi informo che il mio tempo da dedicare al blog si è ridotto parecchio e il fatto di fotografare, scrivere la ricetta e riportare tutto sul blog stesso mi induce a rinunciare ,(purtroppo) a seguirvi in queste belle iniziative.
Se volete, ogni volta vi riporto questa formula e segnalo da chi l'ho ricevuto ma niente di più, per me siete tutti dei carissimi amici incontrati nella blogosfera.
Il premio l'ho ricevuto da Germana della "terra dei violini" che a sua volta l'ha ricevuto da Barbara da "ricette barbare"
che a sua volta .......
Approfitto del post per ringraziare di cuore Serafina per aver pensato a me nel donare questo bel premio:
Seguo le regole del premio (pubblicare il francobollo sul blog con il riferimento di chi te lo ha donato, passarlo ad altri 10 amici e chiedere loro di pubblicare le regole, assicurarsi che il francobollo passi ad altri affinché si conoscano nuovi blogs), credo che valga davvero la pena dare un'occhiata ai blog di Vale, Morena, Lenny, Nanny, Serena, Roberta, Marica, Germana, Chiara, Gea e per questo lo passo a tutte loro!

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Cotenne e fagioli


Yabadabaduuuuuu ! ecco le porcate che mi piacciono di piùùùù !!! …
ma un ze pòòò ! dietaperennedipendente deve stare alla larga da queste leccornìe che un tempo hanno corroborato bambini, giovani e vecchi.
La cotenna, insieme alle trippe e alle frattaglie sono denominate “il quinto quarto” dell’animale cioè lo scarto ancora fruibile e meno pregiato.
Ma si sa, un tempo la fame era tanta, la miseria c’era per tutti coloro che non erano possidenti, benestanti, clero ecc. , questi alimenti costavano molto poco e si trovavano molto spesso sulle tavole dei contadini, operai, minatori ecc.
Le massaie si sbizzarrivano con le ricette e per certe preparazioni il profumino aleggiava nell’aria già dal mattino presto … che dire, i buoni ricordi non si scordano mai.

Veniamo ai giorni nostri, in montagna ho un giro di amicizie mica male e uno di questi, (Vinicio), si è presentato a casa mia con 1 Kg di cotenne e 8 hg di fagioli secchi dicendo che sarebbe tornato a prendermi con pentole al seguito, per una abbuffata serale per la sera dopo ...
… disgraziato !!!!! … vile attentatore alla mia dieta !!!
… ma con la scusa che sono brava a rientrare nei ranghi, con la scusa che era roba di casa e ormai eravamo a metà settembre faceva già fresco e che di lì a una settimana sarei tornata a MI e che non sarei più stata indotta in tentazioni, mi sono lasciata corrompere :-)))))
Eravamo in 5 coppie, 10 persone, il tutto era accompagnato da una grossa polentona fatta rigorosamente da Giulio sul “spolert” (stufa a legna), annaffiato da friulano bianco(ex denominazione tocai) per le donne e vino di casa spremuto da Vinicio e Giulio (spazzolato tutto). Vinicio è anche il nostro fornitore ufficiale di formaggio salato, ne fa parecchie forme che gli bruciano via in un lampo, ma non chiedeteglielo se il formaggio non è ancora maturo, perché non ve lo da neppure se piangete in cinese.

E ora bando alle ciance, eccovi la ricetta.

COTENNE E FAGIOLI
Per 10 persone

1 kg di cotenne
800 g fagioli secchi
2 cipolle
5 spicchi di aglio
1 costola di sedano grande
1 cuoricino piccolo di sedano
2 carote
2 foglie di salvia
un poco di aghi di rosmarino
timo abbondante
2 foglie di alloro
Olio q.b.
1 noce di burro
Sale
2 peperoncini piccanti freschi

Cotenne:
le ho solo lavate, erano già pronte per la cottura, le ho messe nella pentola a pressione in acqua fredda, con 1 cipolla intera, la costola di sedano grande, 1 carota intera e 1 foglia di salvia.
Salare leggermente, chiudere la pentola a pressione, portare a ebollizione e cuocere per 1 ora e 1/2 .
Sfiatare bene la valvola del coperchio, aprire la pentola a pressione, scolare tenendo a parte l'acqua di cottura delle cotenne e tenerle a parte.

Fagioli:
Dopo aver lavato la pentola a pressione, mettere a cuocere metà dei fagioli scolati dall’acqua di geverno notturno e risciacquati.
*I fagioli raddoppiano di volume e la pentola che ho in montagna è di soli 5 lt, perciò
Ho diviso la cottura per due volte.*

Nella pentola con i fagioli aggiungere 1foglia di alloro (NIENTE SALE per carità, i legumi vanno salati quasi alla fine della cottura altrimenti rimangono sassolini duri che non cuocciono mai).
Dal fischio della valvola della pentola a pressione, cuocere per 30 minuti.
Scolare in modo da poter conservare le acque delle cotture dei fagioli riunite.

Preparare un trito molto fine con la cipolla rimasta, l’aglio, il cuoricino di sedano, la carota rimasta, la foglia di salvia rimasta, gli aghi di rosmarino e le foglie fresche di timo.
In un largo tegame che contenga tutto sciogliere il burro con l’olio e i peperoncini, aggiungere il trito preparato e lasciare rosolare per qualche minuto.
Versare i fagioli e le cotenne, mescolare e lasciare insaporire tutto.
Aggiungere 3 mestoli di acqua di cottura delle cotenne e acqua dei fagioli sino a coprirli interamente.
Portare a bollore e poi lasciar borbottare la pentola.
Aggiungere acqua di cottura dei fagioli, man mano che si asciuga la precedente, mescolando spesso e cuocere a lungo finchè i fagioli saranno ben cotti e le cotenne molto molto morbide.
Una decina di minuti prima di spegnere, salare, mescolare e con i rebbi della forchetta schiacciare un po’ di fagioli in modo da formare un puccino leggermente denso.
Ragazzi “chi ghe voeur la baüscina” qui ci vuole il bavaglino: fra l’acquolina in bocca, la fame, l’aria fine di mezza montagna, è stato spazzolato tutto.
Meno male che certe pazze idee non vengono spesso, altrimenti dovrei stare a semidigiuno per una settimana ogni volta.

*** Il tegame era colmo e per paura che si rovesciasse il contenuto durante il trasporto, ho messo una parte di fagioli in un altro tegame più piccolo. Quindi le foto si riferiscono al contenuto del tegame piccolo.

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