Foto Carlo di Ampezzo

Foto Carlo di Ampezzo
Il nostro bellissimo paesello con tutta la Valle del Tagliamento. Quella nontagna a Punta è il Monte Amariana che svetta sopra Tolmezzo.

venerdì 26 settembre 2008

Vino Raboso


































Il nome "Raboso" può derivare da rabioso un termine dialettale usato per descrivere un frutto che è ancora un po' acerbo e pertanto un po' astringente.

Il Raboso dà il massimo in terreni pietrosi alluvionali ed è, molto probabilmente, il discendente di una varietà selvatica indigena della Valle del Piave.

A causa, forse, del suo patrimonio genetico rustico, il Raboso è stata una delle poche varietà a passare quasi indenne attraverso il flagello della fillossera, anche se ha dovuto perdere un po' di terreno a vantaggio del Cabernet e dello Chardonnay quando le vigne vennero ripiantate all'inizio del XX secolo.

Ci sono due principali sottovarietà: il Raboso del Piave e il Raboso Veronese.Il Raboso del Piave viene coltivato in Veneto, soprattutto nella valle del fiume omonimo.

Sotto il nome di Friularo, questo vitigno compone nella misura del 90% il Friularo di Bagnoli di Sopra, la cui zona di produzione si trova in provincia di Padova.

Quando il vino viene invecchiato per almeno due anni (uno dei quali deve essere nel legno) può essere etichettato riserva. L'espressione vendemmia tardiva sull'etichetta indica che almeno il 60% delle uve usate per fare il vino sono state raccolte dopo l'11 Novembre.
Il Raboso del Piave e il Raboso Veronese, sia da soli che mescolati insieme, giocano un ruolo significativo in altri vini che ricadono sotto la doc Bagnoli di Sopra.

Infatti possono fare da base ai rossi, ai rosé, ai passiti, ai bianchi e agli spumanti della zona.
Uva Raboso
Le due varietà vengono anche usate insieme per la produzione della doc Piave Raboso, la cui zona è in parte situata in provincia di Treviso e in parte in provincia di Venezia.

Il Raboso Veronese viene soprattutto coltivato nelle province di Venezia, Vicenza e Rovigo dove con altri vini concorre alla doc Colli Euganei Rosso.

Il Raboso Veronese viene anche impiantato in Emilia-Romagna, dove viene usato in piccole percentuali per fare vini diversi.


SINONIMI: Il Raboso del Piave è anche noto come Raboso Nostrano, Friularo, Friularo di Bagnoli, Rabosa Friulara, Friulara. Il Raboso Veronese è anche noto come Rabosa, Raboso di Verona.


ABBINAMENTI

ll Raboso predilige piatti di pasta e di riso con salse di carne; oca farcita, gulasch, uccellagione.

A grandi linee conosco le origini del Raboso, ma non essendo un'esperta di vini, ho preferito riportarvi le notizie prese dal sito sotto segnato.



***I fichi della ricetta "FICHI SPECIALI", li ho cucinati con il Raboso perchè in forma salata possono essere accostati alle carni del BBQ.

Mentre in versione dolce, li ho abbinati ad un buon budino di riso.

Altre notizie prese da qui
Raboso IGT del VenetoArea di produzione

La zona di produzione di tale Raboso IGT del Veneto si estende nei comuni di Cona e Cavarzere per la provincia di Venezia e anche su alcuni comuni della provincia di Padova.

La superficie totale coltivata è di circa 25 ha.

Ambito agricolo di primario interesse: paesaggio della monocoltura intensivain territori di bonificaDenominazione

Per tale tipo di prodotto la denominazione “Raboso IGT” viene riservata solamente ai vini provenienti da uve di vitigni costituiti per il 100% dal Raboso Piave.

Particolarità ambientaleLa zona di produzione è caratterizzata da terreni argillosi-medio impasto, pesanti, con falda bassa.

La piovosità media annua è intorno ai 600-650 mm, e un’umidità media.

La temperatura media dei mesi più caldi è di circa 20 C°, quella dei mesi più freddi -1 e +1C°.Profilo merceologico e caratteristicheal consumoIl vino presenta un grado alcolico naturale di 10°, un’acidità elevata circa 10-11% in acido tartarico, un estratto secco di 20-22 per mille.

Colore: rosso rubino carico o rosato, tende al violetto;Odore: vinoso con caratteristico sentore di Marasca con l’invecchiamento

Sapore: secco, sapido giustamente tannico, austero.

Il raboso si presta anche a correggere altri vini nella fase di fermentazione e nella fasi successive per le sue caratteristiche di acidità, contenuto in tannini e corposità.

Viene commercializzato in bottiglie da 750 cl., con tappo in sughero ed etichetta a termini di legge.

Abbinamenti

Da giovane è vino da antipasti all’italiana a base di carne di maiale, (affettati, spiedini di pancetta affumicata e peperoni, crostini di lardo).

Si sposa bene con i piatti rustici tipici di ogni regione, grazie alla sua acidità.

Invecchiato in botti di rovere o in barriques è ottimo con gli intingoli di carni bianche e rosse, soprattutto selvaggina (lepre, fagiano o faraona in salmì o con la salsa peverada).

È ideale anche con formaggi stagionati e altri formaggi tipici regionali particolarmente piccanti.

Se bevuto giovane va servito alla temperatura di 14-16 C°; se invecchiato va servito alla temperatura di 18-20 C°.

Storia e tradizione

La vite nella zona viene coltivata fino dalla fine dell’Ottocento e primi del Novecento.

È possibile dimostrare la presenza del vitigno Raboso e la produzione di vino da quarant’anni tramite i registri dei conferimenti presso la Cantina sociale di Cona e Cavarzere.

Tecnica produttiva

Viene coltivato generalmente su terreni non inerbiti, con un sistema di allevamento a spalliera sylvoz.

La potatura tradizionale tende a mantenere la forma speronata.

Durante l’anno vengono effettuati circa 10 trattamenti a base di prodotti rameici.

Il periodo di raccolta generalmente tardiva si effettua a metà ottobre.

La produzione del mosto avviene tramite pigiatura-diraspatura, eventualmente con separazione delle vinacce.

La fermentazione può essere in bianco, rossa, e rossissima.

Vengono effettuati i rimontaggi ogni 12-14 ore per 3-4 giorni per il rosso, rimontaggi ogni 12-14 ore per 6-7 giorni per il rossissimo.

Per quanto concerne i travasi, il primo avviene dopo 7-8 giorni dalla svinatura e il secondo avviene dopo 5-6 giorni.

Può essere fatta anche una centrifugazione dopo il secondo travaso. Successivamente si effettua la chiarificazione a base di bentonite, gelatina e caseinato. L’imbottigliamento viene fatto con sistemi tradizionali dopo accurata preparazione.

Disponibilità e mercatoViene comunemente commercializzato nel nord Italia, il mercato straniero tende a non decollare.

L’uva è ricercata per il succo d’uva anche in Germania.

2 commenti:

clamilla ha detto...

Rosatea sei fantastica! Grazie mille!
Martina

rosatea ha detto...

Mi fa piacere che sia di tuo gradimento !
Mandi