Foto Rosetta marzo 2017

Foto Rosetta marzo 2017
Primavera ad Ampezzo

sabato 22 gennaio 2011

Saccotto di erbette, brie e crudo Sauris

Della serie … abbiamo appena finito di strafogarci per le feste (Orsi e Morosina) e cominci già a preparare cibi in più ???
Io: … non vi preoccupate, il congelatore di nonna è vuoto e appena è freddo lo congelo per tempi migliori.
Ahiòòò ragazzi, il tempo di condire l’insalata, scolare la pasta, condirla e porzionarla nei piatti e quando sono arrivata in tavola del saccotto ne era rimasto 1/4, un pezzetto alla Ellis, io la piccola velina e tutto è finito.
Non era grande, ma non sapevo che la loro dieta è fatta in questo modo. ^___^

SACCOTTO di ERBETTE , BRIE e CRUDO SAURIS

1 rotolo di pasta brisè
1 mazzetto di erbette
1 spicchio di aglio
200 g formaggio brie
80 g prosciutto crudo di Sauris
olio ex v oliva
sale e pepe
latte
pinoli pochi

Pulire e lavare accuratamente le erbette.
In una padella rosolare leggermente l’aglio, aggiungere le erbette appena sgrondate e tagliate in 3 parti.
Saltarle, salare, pepare e quando sono cotte e ben asciutte, lasciarle raffreddare.
Accendere il forno a 200°.
Togliere la crosta del formaggio e tagliarlo a pezzetti.
Srotolare la pasta brisè, al centro disporre un poco di formaggio tagliato a pezzettini.
Sopra adagiare le erbette e coprirle con il rimanente formaggio e le fette di prosciutto.
Chiudere a saccotto e spennellare per bene con il latte.
Ho distribuito sopra un poco di pinoli perché mi sono dimenticata di aggiungerle alle erbette.
Infornare per 30 e servire il saccotto caldo … ottimo anche freddo.

*** ne è rimasta una fettina che sembrava una velina eee … ho pur dovuto assaggiarla. :-)))

Per fortuna ho detto di farmi una bella foto ...

Rotolo di mele

Eccolo qua !!!
Ciao Marco! Angela mi ha detto che aspetti la torta … ^__^
Eccoti accontentato per la felicità degli Orsi miei, che l’hanno molto ma molto gradita, (tu la guarderai soltanto al pc) ^_^ …
E’ stata fatta con le ultime meline che mi hai dato tu in montagna e ti assicuro che questa volta mi è venuto un capolavoro di bontà … parola loro.
Marco e Angela sono amici di Udine che vengono ad Ampezzo a trovare me e i nostri amici in comune, sono anche i miei fornitori di mele … o meglio andiamo a raccogliercele sulle loro piante e così abbiamo la scorta per tutto l’inverno.


ROTOLO di MELE e ALBICOCCHE

1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare
mele
6 biscotti krumiri (non avevo gli amaretti)
10 albicocche secche (io le mantengo molto morbide così come me le da la mia fornitrice)
zucchero poco
pinoli pochi

Le mele le ho preparate la sera prima, ne ho arrostite una bella padella così ce le siamo godute anche come frutta cotta.
Disporre le mele in una padella e spruzzarle con poco zucchero, avviare la cottura a fuoco basso in modo che facciano l’acqua da sole.
Mescolare e quando iniziano a sfaldarsi, alzare al massimo la fiamma per asciugare bene le mele.
Tenere a parte un po’ di mele e mescolarle con i biscotti krumiri.
Il giorno dopo accendere il forno a 200° e appena raggiunge il calore giusto, srotolare la pasta sfoglia.
Appoggiare sulla pasta le mele coi biscotti, distribuire sopra le albicocche tagliate a pezzettini e i pinoli.
Arrotolare come lo strudel e bagnare con il latte i bordi in modo da sigillare la pasta.
Trasferire il rotolo sulla teglia da forno con la sua carta, spennellarlo con il latte e spolverare con lo zucchero.
Cuocere per 30 minuti, buono sia caldo che freddo.



Peccato, la foto l'ho fatta di corsa ... gli affamati reclamavano il dolcetto ^__^

venerdì 21 gennaio 2011

Lidrìc e formadi - radicchio e formaggio

Borgo di Sauris

Il radicchio pan di zucchero era una delle poche insalate che crescevano bene in montagna, sino ad una trentina di anni fa. Poi il clima è cambiato, i semi sono stati selezionati seguendo caratteristiche ambientali più consone e ora anche altri tipi di ortaggi crescono bene.
In montagna tutto era prezioso e anche dell’orto veniva scartato il meno possibile perciò le prime foglie esterne di questa buonissima insalata erano usate per saltarle in padella o per farne involtini con ingredienti vari.
Questa è un’altra delle preparazioni che faceva mia suocera e che io non ricordavo più. E’ stata la mia amica Maria a rammentarmela durante la visita in malga da suo zio “barba Carli”.
Vedendo quelle file ordinate di forme di formaggio “latteria” sdraiate sui ripiani della stanza di raccolta, Maria mi ha detto: ma non hai mai mangiato gli involtini di Lidrìc e formadi ?
Alla mia risposta negativa mi ha detto che si metteva il formaggio poco stagionato di latteria in una foglia di radicchio pan di zucchero ecc.ecc.
Appena sposata, ricordo la latteria funzionante che c’era proprio vicino alla casa dei miei suoceri, i contadini arrivavano ogni mattina con il latte e il casaro iniziava la produzione giornaliera.
Mia suocera acquistava sempre lì la forma di formaggio fresco, altri costumi, altre abitudini … quando arrivavano amici in visita, sul tavolo c’era subito formaggio e vino … polenta se ce n’era (di quella avanzata) oppure pane acquistato nel forno vicino.
E’ così che per presentare il taglio del formaggio fresco, si toglieva la prima fetta e questa insieme ad altre, veniva utilizzata per gli involtini.

Formaggio latteria fresco

LIDRÌC e FORMADI – RADICCHIO e FORMAGGIO
Porzioni secondo necessità

foglie di radicchio pan di zucchero
fettine non molto spesse di formaggio “ latteria” fresco (non più di 3 mesi)
poco sale e pepe
olio e burro poco

Lavare molto bene le prime foglie del radicchio e sgrondarle senza asciugarle.
Tagliare il pezzettino di costola all’inizio (troppo dura da arrotolare).
Allargare le foglie, spolverare con pochissimo sale e pepe a piacere.
Nel centro di ogni foglia, appoggiare un paio di fettine di formaggio latteria.
Arrotolare le foglie e sigillarle con degli stecchini.
Disporre gli involtini in un tegame o teglia con un poco di burro e olio (poco mi raccomando, il formaggio è già grasso di suo).
In inverno Mamma Katina li cuoceva sempre nel forno dello “spolert” stufa a legna” e in estate le cuoceva sulla fiamma del gas.
In cottura girare gli involtini una volta (se cotti nel forno), più volte se cotti sul gas.
Saranno pronti quando le foglie saranno appassite.

Radicchio pan di zucchero

giovedì 20 gennaio 2011

Toç in braide - Intingolo di ricotta affumicata

TOÇ in BRAIDE

*** ONT burro cotto solidificato
*** MORCHIA residui di burro brunito solidificato


Il toç in braide è un piatto con ingredienti semplici ma come detto molto calorici. Intanto ci vuole l’”ont” che vi descrivo e poi ci vuole il brodo di polenta che in sostanza è quel brodino che si crea nel paiolo appena messa la farina e non ancora mescolata.

ONT (come lo faceva mia suocera e dosi sue)
1 kg di burro di malga
1 pentola capiente
(c’era chi ci metteva salvia e rosmarino ma Mamma Katina non li ha mai messi)
Tanta paziernza e occhio vigile

Inserire il burro nella pentola
Lasciarlo sciogliere e spumeggiare piano piano (in un angolo del “spolert” stufa a legna)
Lasciarlo diventare color nocciola senza lasciarlo tostare o bruciare.
Toglierlo dal fuoco e lasciarlo intiepidire.
Katina aveva una padella di smalto bianco e in questa travasava piano il burro sciolto(ont), stando attenta a non versare anche la morchia (i residui del burro).
L’ont veniva poi usato come burro normale (era molto saporito per la cottura di tutte le pietanze.
La “morchia” invece, serviva e ancora la usano, per condire la pasta o il riso in bianco.


TOÇ in BRAIDE
ont
ricotta affumicata
brodo di polenta

Sciogliere l’ont in una larga padella, versare la ricotta affumicata grattugiata e lasciarla sciogliere piano piano, sino a formare una cremina.
Il tempismo è padrone.
Versare la farina di polenta nell’acqua che inizia a bollire, attendere un minuto o due e prelevare col mestolo un po’ del brodo che si è formato con la farina e metterlo momentaneamente in una scodella appoggiata in un angolo dello spolert.
Mentre a parte cuoce la polenta, versare nella crema di ricotta piccole quantità di brodo di polenta e portare a cottura insieme alla polenta stessa.
Più semplice a dirsi che a farsi.


La foto purtroppo non è mia, rimango a lungo lontana dal blog per motivi di collegamento e poi non trovo più quello che cerco. Il proprietario della foto se mi avvisa, mi fa un favore, provvederò a inserire il suo nome.

Questa è una bomba calorica ma se vi capita di poterla gustare sul luogo “del peccato” in Carnia, provatela è fantastica.
Quello che faceva mia suocera non me lo ricordavo più, c’è voluto un Orso nelle vicinanze del paese per poterla mangiare di nuovo.
Alcuni anni fa, la nostra amica Olimpia ha pensato bene di riunire noi amiche in un suo stavolo fuori dal paese per una cena fra di noi (7 amiche).
L’orso c’era davvero, lo avevano avvistato in diversi posti ma noi golosastre, pur di stare insieme siamo andate allo stavolo munite di pile più o meno potenti
Lo stavolo è una casetta per gli attrezzi di campagna, in genere c’è un camino, un tavolo con i sedili in legno, una cucina a gas (bombola) lavandino.
Niente luce, solo quella del fuoco nel camino, sul gas e delle candele. Io ero vicino alla finestra e ogni tanto mi giravo per vedere se vedevo qualche cosa al buio … e sì, tanti occhietti gialli che spiavano più o meno da lontano.
Bene abbiamo cenato bene con un goccetto di quello buono e poi si trattava di tornare a casa.
Vuoi la polenta, vuoi il toç di braide, vuoi un pezzetto di formaggio salato con insalata e macedonia (non ci siamo fatte mancare nulla), ci eravamo appesantite non poco.
Dalla casetta fai la salita per arrivare sulla strada che da Sauris porta al paese … fiatone … e poi cammina un po’ velocemente perché pensi all’orso … e poi tutti quegli occhietti che ti guardano dal folto del bosco …
Ahioòòò sono arrivata alle porte del paese con gli occhi fuori dalle orbite.
Da allora, ogni volta che ci troviamo (non più allo stavolo), rammentiamo la nostra avventura e ci pieghiamo in due dal ridere

mercoledì 19 gennaio 2011

Cardi e salsiccia

Sgamati nèèèè ??? il sarago non vi piace e allora via di verdure.
Ma perché scegliere pesci pregiati quando anche i meno conosciuti sono molto buoni e salutari ???
Evabbè le verdure fanno altrettanto bene e i cardi sono da annoverare fra gli ortaggi pregiati … così è scritto da Plinio nella sua “Storia Naturale”; ha inoltre, caratteristiche molto simili ai carciofi ed è ricco di proteine, zuccheri, vitamine, e potassio.
E’ un ortaggio bruttino da vedere, però gli esperti dicono che ha un sacco di qualità nutrizionali.
Solo i cardi di ottima qualità, come quelli gobbi, si possono mangiare crudi, gli altri vanno sottoposti a cottura anche piuttosto prolungata (30-60 minuti).

^___^ il cardo ha i requisiti ottimali per questa ricetta:
ha pochissime calorie e un indice di sazietà piuttosto alto, quindi può essere arricchito di sapore utilizzando una certa quantità di grassi … salumi compresi :-))))



CARDI E SALSICCIA

per 4 persone

1 kg di cardi teneri
farina
succo di limone
olio ex v di oliva
salciccia fresca a piacere
1 spicchio d'aglio
Montasio stagionato grattugiato
sale pepe

Pulire i cardi, eliminando le coste con le foglie più dure e i filamenti.
Tagliarli a pezzi della lunghezza di 4 cm, lavarli, scolarli e metterli in una ciotola con acqua acidulata con succo di limone per non farli annerire.
Stemperare la farina in poca acqua fredda, aggiungere ancora succo di limone, un litro e mezzo d'acqua e i cardi scolati, versare anche un cucchiaio d'olio e un pizzico di sale.
Cuocere per 40 minuti nel modo tradizionale e togliere la schiuma che si forma e poi scolarli.
Togliere la pelle alla salsiccia, sbriciolarla e rosolarla in un tegame
In un altro tegame scaldare l'olio con l'aglio e lasciarlo appassire.
Aggiungere la salsiccia ( scolata dal suo grasso se ce n'è troppo ) e i cardi, un pizzico di sale, pepe e continuate la cottura a fuoco moderato per 10 minuti circa.
Mescolare di tanto in tanto e a cottura ultimata, spolverare generosamente con il formaggio grattugiato e servirli caldi.

Fiore di cardo di montagna detto anche Regina delle Alpi.

Fiore di cardo
*** questa è una ricetta che ho postato tanto tempo fa su Cucinait - non ho foto e quelle che vedete sono foto del web.



martedì 18 gennaio 2011

Sarago saporito

Un po’ di pesce non fa male vero ?
Al pari del baccalà lo mangerei anche a colazione, solo che per i miei devo sempre stare ore a spinarli. Non che mi dispiaccia per carità … ma santo cielo non possono togliersele da soli ?
Li ho viziati troppo e adesso è dura tirargli via i vizietti … pazienza.
Per questa ricetta, se non siete capaci, fatevi togliere le squame dei pesci.
Vi lascio qualche notizia presa qua e la sul web, le ho trovate interessanti.

SARAGO SAPORITO

Gli ingredienti sono per 1 sarago, quindi regolatevi di conseguenza

1 sarago
1 spicchio piccolo di aglio
prezzemolo
maggiorana
rosmarino
pangrattato
patate
½ limone
olio q.b

Tritare finemente l’aglio con gli aghi di rosmarino, il prezzemolo, la maggiorana e mescolare insieme a poco sale.
Riempire il pancino del sarago con questo battuto.
Versare un poco di olio in una teglia, appoggiare in un solo strato le patate tagliate a rondelle e sopra appoggiare il sarago farcito.
Aggiungere ancora un paio di spicchi d’aglio in camicia schiacciati.
Spolverare con abbondante pane grattugiato, poco sale e pepe.
Bagnare tutto con olio mescolato al succo di limone e un poco di tocai-friulano.
Cuocere nel forno preriscaldato a 180° per 20 minuti.

*** la volete una chicca ???Soprattutto per coloro che hanno un brutto approccio con il pesce (anch’io ho iniziato tardi ad avvicinarmi ai pesci che non fossero baccalà.

Lasciate sempre la testa attaccata al pesce … questo sarò cotto quando vedrete l’occhio completamente bianco … trascorsi i termini indicati sulle varie ricette, se il vostro pesce non ha ancora questo requisito, vuol dire che necessita ancora di cottura.

Uso in cucina
Il sarago è un pesce dalle carni pregiate e saporite, che si presta a ricette simili a quelle con cui si prepara l'orata: ottimo al forno, al cartoccio o alla brace, è anche usato per insaporire le zuppe di pesce.
Come pulire
Eliminate le interiora incidendo il dorso sotto le branchie, poi sciacquate bene sotto l'acqua corrente. Se è necessario, eliminate le squame passando il coltello dalla coda verso la testa. Se la ricetta lo prevede, si può anche sfilettare, mantenendo la pelle.
Curiosità
Il sarago è molto apprezzato per le carni saporite, semigrasse, ricche di sali minerali, che lo rendono un alimento adatto nelle diete ricostituenti per adolescenti, sportivi, convalescenti e anziani.
Il quadro si riferisce alla pesca del tonno, non ha nulla a che fare con il sarago, però mi è piaciuto tantissimo e l'ho pubblicato. preso dal web

lunedì 17 gennaio 2011

Capùs in padiele - cavolo alla boscaiola

Ecco un’altra ricetta tipica friulana molto gustosa che potete fare anche voi sia con il cavolo cappuccio che con la verza.
Saporita piacevole al palato e insomma … provatela.

CAPÛS in PADIELE –
CAVOLO CAPPUCCIO alla BOSCAIOLA
teglia Ø 20 se avete un tegame piccolo con i manici, foderate molto bene i manici con alcuni strati di carta stagnola

per 4 persone

1 cavolo cappuccio
150 g prosciutto di Praga
150 g castagne lesse o arrostite
1 cipolla
1 cucchiaino raso di semi di cumino
½ bicchiere di panna
Burro q.b.
Sale, pepe

Imburrare generosamente la teglia con il burro.
Dentro appoggiare 3 strati di foglie di cavolo cappuccio.
Al centro appoggiare un impasto ben amalgamato formato da:
prosciutto tritato, castagne spezzettate, cipolla tritata, semi di cumino, panna sale e spezie.
Coprire con altre foglie di cavolo e sistemare in modo che sembri una palla, pigiando poco poco per far aderire le foglie.
Infiocchettare la superficie con dei pezzetti di burro e infornare a forno preriscaldato a 200°.
Cuocere il preparato per 1 ora circa. (regolatevi con il vostro forno.
Non mi si è mai attaccato però la mia amica spruzza il tutto con ½ bicchiere di Pinot grigio.

ssstttt ... un pezzetto di gambetto di prosciutto di sauris ... non fa mica male nèèè !!!

Zuppa di cavolo rosso con fagioli di Lamon



Se c’è un a cosa che mi fa imbufalire, è non trovare il cavolo rosso (o crauto rosso) nella zona di MI dove abito io.
In certi posti lo trovi anche al mercato settimanale delle bancarelle, qui … non è zona e purtroppo questo non è un genere di cibi che puoi tenere per lunga durata.
Va bè, vi do la ricetta della preparazione che faccio spesso quando sono in montagna.
Buon appetito



ZUPPA di CAVOLO ROSSO e FAGIOLI di LAMON
300 g di fagioli lamon lessati al dente
1 cavolo rosso
1 patata
aglio
cipolla
carota
sedano
salvia
brodo vegetale se l’avete, oppure brodo di dado ai funghi
olio ex v oliva
sale e pepe se si desidera


Tritare le verdure e lasciarle appassire in una pentola.
Unire il cavolo affettato sottile e le patate (se si desidera tagliate a dadini oppure lasciate intere e schiacciate a fine cottura).
Unire i fagioli, mescolare e unire subito brodo di dado bollente.
Portare a cottura completa i fagioli, schiacciare le patate.
- Porzionare la zuppa nei piatti, appoggiata su crostoni di pane tostati e passati con l’aglio.
- Servita con semplici crostini tostati
- Oppure si può aggiungere pasta o riso

Giro d'olio e buon appetito.

C’è qualche golosastro che desidera una spolverata di formaggio grattugiato … non è male ma secondo me il formaggio toglie la pienezza del sapore della minestra.
Ai buoni intenditori non far sapere che al minestrone hai unito un osso di maiale affumicato o una cotennina ....

e mi raccomando non ditelo agli Orsi, altrimenti mi tolgono lo scalpo ^____^


domenica 16 gennaio 2011

Pacchetti di crespelle con zucca e gorgonzola

Questa è una ricetta che ho preparato in agosto, però la stagione delle zucche non è terminata e quindi ve la propongo.
Niente dosi, ho fatto a occhio … c’erano i soliti golosoni …

PACCHETTI di CRESPELLE
con ZUCCA e GORGONZOLA

Usate una padellina antiaderente che cuoccia delle crespelle non più grandi di un piattino da frutta.

base per crespelle:
3 uova,
250 g latte
125 g farina.
Sbattere le uova con il latte e unire la farina poca per volta, affinchè non formi i grumi.
Lasciare riposare mezz'ora in frigorofero.
Spennellare il fondo di una padellina antiaderente con il burro, scaldare la padella a fuoco moderato e versarvi un poco di pastella. (qualche cucchiaiata o un mestolino).
Ruotarla rapidamente in modo che il composto si allarghi fino a ricoprire con uno strato sottilissimo tutto il fondo.
Lasciare cuocere la pastella 10 secondi, girarla, cuocere l'altro lato e farla scivolare su un piatto.
per il ripieno
zucca
gorgonzola dolce
Cuocere la zucca in forno e ricavarne la polpa.
Amalgamare molto bene il gorgonzola con la polpa di zucca, schiacciandoli con i rebbi della forchetta.

composizione
Al centro di ogni crespella mettere un cucchiaio colmo di impasto di zucca e gorgonzola.
Chiudere i lembi a pacchetto.

Noi eravamo in tanti e perciò ho appoggiato i pacchetti di crespelle (senza sovrapporli in una placca da forno foderata con carta forno spennellata di burro fuso.

Versare sopra ogni pacchetto un bel fiocco di besciamella soda, spolverare con abbondante formaggio e lasciar prendere il colore nel forno preriscaldato a 200°.

Una spolveratina di noci tritate grossolanamente non ci sta male.

Presentazione senza condimento