Foto Rosetta marzo 2017

Foto Rosetta marzo 2017
Primavera ad Ampezzo

sabato 27 giugno 2015

Frittata di sclopit a spicchi





Perfetta, prendetene 2 spicchi e poi allontanate il piatto di portata ... crea dipendenza.
Il mio Matteo, che di solito ridacchia sotto i baffi e nulla dice, non finiva più di osannarmi. Aveva già visto una frittata a spicchi sul mio blog, ma sino all'altra sera per lui era solo una visione.
La prossima volta devo correggere il tiro, in questa frittata non ho messo la farina e quindi in cottura la frittata si è alzata, ma poi si è afflosciata ... per contro, la prima frittata spicchiosa era rimasta bella gonfia.
http://ilfogolar.blogspot.it/2015/06/frittata-spicchiosa.html#links


FRITTATA di SCLOPIT
Silene - strigoli - bubbolini -
1 stampo in silicone per cibi a spicchi - per 4 porzioni

8 uova 
1 manciatona di sclopit
1 cipollotto simil Tropea
100 g montasio grattugiato
latte 1 bicchiere circa
sale e pepe 
olio

Staccare tutte le foglie dai rametti di sclopit, lavarle, asciugarle e tritarle bene con il cipollotto similtropea.
In una capiente terrina sbattere le uova con 3 cucchiai di olio.
Aggiungere gli sclopit, il montasio e amalgamare con delicatezza.
Diluire con l'olio, aggiustare di pepe e sale e lasciare riposare una mezz'oretta.
Intanto accendere il forno a 180°, e pennellare con l'olio lo stampo.
Con un mestolo versare l'impasto negli spicchi dello stampo.
Infornare la frittatona, dopo 10 minuti alzare il forno a 230° circa e cuocere finchè la frittata è dorata.
Quando è ben cotta spegnere il forno, sformarla appoggiando sopra un piatto e poi girarla su un altro piatto in modo che la frittata dorata si presenti bene.
Per la gioia dei golosastri, ho spolverato la frittata con altro formaggio e portato in tavola.
Il contorno era di lattuga gentile e rucola.

Impasto

Stampo riempito con l'impasto di uova

Frittata sformata e girata


Sclopit o silene che ho seminato nel mio orto

STORIE …
In friulano si chiamano sclopit, perché quando la pianta invecchia produce un fiore bianco e panciuto che, schiacciato sul dorso della mano o altro, produce uno schiocco.

Etimologia secondo Wikipedia
Il nome del genere (Silene) si riferisce alla forma del palloncino del fiore. Si racconta che Bacco avesse un compagno di nome Sileno con una gran pancia rotonda. Ma probabilmente questo nome è anche connesso con la parola greca “sialon” (= saliva); un riferimento alla sostanza bianca attaccaticcia secreta dal fusto di molte specie del genere.
In francese il nostro genere si chiama “Silène” o “Sormillet”, in tedesco si chiama “Leimkraut” e in inglese “Catchfly”.

Lattuga gentile di nostra produzione

Rucola selvatica di nostra produzione.

venerdì 26 giugno 2015

Cascina Corba Ristorante







Sono a Milano di passaggio per pratiche urgenti da sbrigare.
Mio figlio è molto contento di vederci  e l'altra sera mi ha fatto una sorpresa molto gradita, portando me e babbo a cena.
Sa che mi piace il pesce e quindi ha scelto un posticino che conosco da una vita, da quando siamo approdati a Milano negli anni 50, arrivando dalle risaie della Lomellina, che però non ho mai frequentato.
La cascina Corba è una vecchia cascina a corte chiusa del 600; a corte chiusa vuol dire che le case e le stalle dei vari animali, chiudevano a quadrato un grande cortile.
La ricostruzione di Milano dopo la guerra, ha fatto sì che si espandessero le case e i confini della città e quindi le cascine, non avendo più marcite e prati per l'erba per gli animali, hanno cominciato a trasferirsi altrove oppure eliminando completamente le cascine per dare spazio a nuovi quartieri e quindi nuove case.
Negli anni 50 anche la cascina Corba ha subìto una trasformazione, è stata ripristinata  e ristrutturata la vecchia casa padronale che è diventata ristorante, il resto è stato demolito per lasciare spazio ad un bellissimo giardino annesso al ristorante.
Col tempo il locale è stata classificato fra i migliori ristoranti, per il prestigio e l'alta qualità del servizio, mantenendo in essere il nome di "Cascina Corba".

CASCINA CORBA Ristorante



Detto di Charles Boudelaire


Piccolo assaggio

Pane e focaccia

Il mio antipasto di mare alla catalana (se non ricordo male)

Babbo e figlio hanno chiesto una tagliata di salmone accompagnata da crostini e burro da spalmare.

Bellissima teglia di rame con gli spaghettoni ai frutti di mare

Capperi, questo è Francesco un cameriere molto pratico, simpatico e svelto, che ha saputo consigliarci al meglio sulle nostre scelte. Grazie Francesco

Porzioncina di spaghetti per i miei uomini


Per me fritto misto, leggero e croccante, talmente buono che sul cartoccio sono rimaste solo le chele dei gamberoni.

Tiramisu rivisitato per Matteo

Sorbetto al limone per Carlo

Crema Catalana per me, delicata e goduriosa.

Ottima cena, serata meravigliosa con gli uomini della mia vita. Abbiamo cenato all'interno in un angolo strategico, mi sono goduta tutti i lavori del ristorante all'interno e lo spazio esterno adiacente al giardino tutto in fiore, con rose e ortensie in un tripudio di colori.


Queste ultime due foto sono prese dal web.

giovedì 25 giugno 2015

Fiori di zucchina al formadi frant



Elio Matiz è il papà del formadi frant, grazie a lui dopo tanti esperimenti è riuscito a ritrovare i sapori del vecchio formadi frant, che ormai più nessuno riproduceva e che di conseguenza non si trovava più sugli scaffali dei casari.
Elio Matiz ha il caseficio San Juri di Colza di Enemonzo, attualmente il suo Formadi Frant sta vivendo un periodo d’oro, poichè in Friuli è una prelibatezza sempre molto apprezzata. La leggenda racconta che gli avi friulani lo producessero con gli scarti di formaggi di varie stagionature, rimpastando il tutto con sale e pepe.
Non essendo più in commercio, negli anni 80 Elio ha pensato bene di riprodurre quel vecchio sapore che tanto amava e che i vecchi ricordavano con molto piacere e finalmente il Formadi Frant sta ottenendo il suo grande successo.
Assolutamente light, la porzione è per 2 ... all'Orsomio piace poco il formaggio salato, ma non ha fatto domande e zitta zitta non ho neppure fiatato.

Telefono e Fax
0433-746048
 
Indirizzo postale
 Via San Juri ,4  Fr. Colza  
         33020 Enemonzo  UD   ITALY
 
Posta elettronica
Informazioni generali e vendite: info@formadifrantcarnia.it


FIORI di ZUCCHINA 
al FORMADI FRANT
1 terrina per MO

5 patate lessate
80 g formadi frant
7 fiori di zucchina
rucola
pane grattugiato
sale solo il necessario
olio poco

Condire appena la terrina, appoggiare uno strato di patate lessate, sbucciate e tagliate a rondette.
Coprire con rucola
Pezzetti di formadi frant
Altro strato di patate
Fiori di zucchina in cima
Spolverare con pane grattugiato e condire con un filo di olio.
Cuocere al MO 3 minuti + 5 minuti + 2 minuti.
Ho cotto a intervalli perchè non li avevo mai fatti al microonde.
Ottimi







Produzione del mio orto, da sinistra: insalata gentile - rucola - sclopit o silene e fiori di zucchine

mercoledì 24 giugno 2015

Salvia in tempura




Questa è una salvia cinque teste.
Non faccio molti fritti e quindi ho sempre il timore che la pietanza non mi venga bene e perciò chiedo e richiedo, finchè sono soddisfatta delle informazioni e procedo.
Frequento da diversi anni il forum di cucina www.ilcortiledellematte.it
e devo dire che mi sono sempre trovata bene. Siamo un gruppo di simpatiche ragazze desiderose di stare in compagnia e consigliarci sulla cucina e non.
Non ero convinta di una ricetta che avevo usato tanto tempo fa per un fritto e ho lanciato sul forum la mia richiesta di aiuto.
Ed ecco Aurora, Graziana, Gisella e Valentina che mi dicono ognuno la sua ... gira e rigira, dopo tante risate perchè non capivo la consistenza della pastella, ho rimboccato le maniche e ho cucinato le mie foglione di salvia.
Questa stupenda salvia ha delle foglie particolarmente grandi.



SALVIA in TEMPURA
per 3 porzioni e più

30 foglie giganti di salvia
200 g farina 00
360 ml acqua naturale ghiacciata
1/2 bustina lievito pizzaiola

olio per friggere

Diluire la farina e il lievito con l'acqua ghiacciata.
Per evitare grumi, passate il minipimer, in un attimo vi trovate una pastella liscia della consistenza di uno yogurt naturale.
Scaldare l'olio e appena arriva al punto giusto, immergere le foglie della salvia, passate nella pastella.
Lasciarne dorare  poche per volta, in modo che non si sovrappongano.
Scolarle e appoggiarle su fogli di scottex ad asciugare.
Portare in tavola e volento salare poco poco.
Fritto bello asciutto, per nulla unto e molto digeribile.
Ottimo