Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois

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Vita genuina di montagna ... Voltois UD
Visualizzazione post con etichetta Marmellate mostarde chutney. Mostra tutti i post
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mercoledì 4 febbraio 2015

La sciccosa di limone



Un po' strano come nome di torta, ma se avessi scommesso, questo dolce non mi sarebbe venuto così superbo.
Credo di aver trovato l'equilibrio giusto per i miei pasticciotti ... ve l'ho detto tante volte che non sono una cuoca, leggo le ricette, mi piacciono e poi quando inizio a realizzarle mi distraggo e inizia il mio pasticcio.
Per carità, i materiali sono sempre buoni ma per un'eccedenza o per una mancanza, i miei manicaretti non sono mai belli come quelli che vedo.


La SCICCOSA di LIMONE
1 stampo da plum cake

200 g farina lievita
50 g fecola
NO SCIROPPO di AGAVE - NO ZUCCHERO
170 g yogurt greco
3 uova
1 pizzico di sale
g 340 - 1 vasetto di marmellata di limone senza zucchero (lascia comunque un buon dolcino)
1 bustina di lievito
1 cucchiaino raso di bicarbonato

un poco di burro fuso per spennellare lo stampo

All'infuori della bustina di lievito, inserire tutto nel boccale e amalgamare con il frullatore sino ad incorporare bene le farine.
Per ultimo inserire la bustina di lievito e frullare finchè il composto è liscio ed inizia a fare le bollicine.
Cuocere in forno già caldo a 180° per 45 minuti.

Ho sbucciato un limone con il pelapatate per avere la buccia gialla senza la parte bianca. Bollita  in poca acqua e 1 cucchiaio di succhero.
Scolate le bucce, asciugate e messe sopra alla torta per decorarla.

*** non mi ricordavo che la farina era già lievita e ho aggiunto lievito e bicarbonato.
Va bene così, il profumo che aleggia è paradisiaco.




lunedì 3 febbraio 2014

Marmellata di arance allo sciroppo di agave

Il buzzo buono per cimentarmi in una piacevole marmellata di arance, mi è venuto leggendo la ricetta della mia amica Daniela del forum: http://ilcortiledellematte.forumattivo.it/t4206-marmellata-di-arance.
Arance e limoni sono naturali e non trattati perciò ho potuto procedere.
Daniela dice di mettere un pompelmo e la fruttapec (per addensare) ma non ne avevo e quindi ho rimediato diversamente, azzeccando un successone che mi ha resa felice.
Tre arance e due limoni mi sembravano pochi e quindi ho aggiunto un'arancia in più e al posto del fruttapec, ho aggiunto le mele renette, ma vediamo ora il procedimento.

MARMELLATA di ARANCE 
allo SCIROPPO di AGAVE

4 arance non trattate
2 limoni
3 mele renette
150 g di sciroppo di agave (vedi nota in fondo)

Lavare accuratamente le arance, i limoni e le mele renette. Asciugarle.
Tagliare le arance e i limoni a fettine sottili come da fotografia e sistemarle in una pentola antiaderente con acqua fredda appena a filo della frutta)
(se sonofresche lasciarle a bagno poche ore, altrimenti tutta una notte)
I miei erano freschi e quindi dopo 3 ore ho proceduto alla cottura senza sostituire l'acqua.
Prima di portare la frutta a bollore, sbucciare e detorsolare le mele renette.
La polpa tagliarla a quadrettini piccoli, le bucce e i torsoli sistemarli in un panno ben pulito e legato a sacchetto. (vedi foto).
Cuocere finchè la marmellata si è addensata e mescolare di tanto in tanto per evitare che si attacchi. (non ho calcolato i tempi di cottura, ma credo che ci siano volute circa due orette, ma non abbiate premura, eventualmente allungate o accorciate i tempi di cottura.)
Versare la marmellata nei vasi, quando ancora è bollente.
Chiudere ermeticamente il coperchio, capovolgere i vasi sopra ad un panno e lasciarli raffreddare.



Arance e limoni non trattati


Arancia aggiunta in più


Arancia tagliata in 4 e poi a fettine


Arancia pronta da cuocere


Limone pronto per la marmellata


Sacchetto che contiene le bucce e i torsoli delle mele renette


Mele renette tagliate a cubettini


Sacchetto di bucce tenuto sospeso nella marmellata


Le mele e il sacchetto con bucce e torsolo, hanno la funzione di addensante. Mancando il fruttapec ho proceduto con i vecchi sistemi della nonna ^____^


Marmellata pronta nei vasi

*** SCIROPPO d'AGAVE   è insapore e non altera le bevande o altre preparazioni.
Dolcifica bene con la metà delle calorie dello zucchero ed è indicato anche per diabetici (così mi hanno detto)
Al posto dei dolcificanti chimici che uso per evitare lo zucchero, uso questo sciroppo d’agave che non lascia retrogusto e ne basta veramente poco.

domenica 19 maggio 2013

Marmellata di rosa canina al miele


Ecco Fiorella, questa è un'altra ricetta di rosa canina ... trattandosi di marmellata non cotta, la vitamina C è assicurata.



MARMELLATA 
di ROSA CANINA al MIELE
Ingredienti
rosa canina (bacche)
miele
Raccogliete le bacche di rosa canina quando sono così mature che si staccano facilmente dal ramo, e raccoglietene tante, perché ogni bacca contiene molta poca polpa. 


Pulitele e togliete loro il puntino nero che sta ad una delle estremità e che altro non è che il resto del fiore (ovvero della rosa).
A questo punto divertitevi a passare al passaverdure le bacche, in modo da eliminare bucce e semi, raccogliendo la polpa.
Pesate la polpa ottenuta ed aggiungete uguale peso di miele (consiglio un miele di acacia o un millefiori, comunque fluido e non troppo aromatico).
La vostra conserva è pronta, travasatela nei contenitori e gustatevela. Tenete presente che non essendo cotta contiene ancora tutta la sua vitamina C.

LEGGENDA
Narra la leggenda, che se oggi possiamo ammirare la bellezza della rosa, lo dobbiamo al dio del vino Bacco che , invaghitosi di una ninfa, tentò di conquistarla, ma lei fuggendo inciampò in un cespuglio. Cespuglio che per riconoscenza Bacco trasformò in rosa, facendogli spuntare splendidi fiori di un delicato color rosato, il colore delle guance della sua ninfa. 
Lasciando la mitologia per la scienza, apprendiamo che la rosa è nata in realtà più di quaranta milioni di anni fa, datano a quel tempo i reperti fossili di questo fiore ritrovati nel Colorado e nell´Oregon.
Le rose erano già importanti nell’antichità dove venivano utilizzate nei rituali, nella fabbricazione di cosmetici, in profumeria e in campo medico.
Fu la poetessa greca Saffo (IV secolo a.C.) a definire la rosa “regina dei fiori”
Gli Assiri, pare, furono i primi a scoprirne le virtù. In età romana si usavano i petali di rosa per fare "il piatto di rose con cervella, uova, vino e salsa di pesce".
Greci Romani e Persiani impiegavano diverse specie di rose a scopo terapeutico, nel 77 d.C. Plinio citava ben 32 disturbi che potevano essere curati con preparati a base di rose.
La famosa acqua di rose, venne inventata da Avicenna, un celebre medico persiano, tra il IX e il X secolo. 
Gli alchimisti persiani del XVI secolo producevano un essenza superiore per distillazione. L’essenza è un prodotto costosissimo, se si considera che per produrre 300 grammi di olio serve circa una tonnellata di petali, per questo motivo oggi viene largamente sintetizzata.
Circa il 96% dei profumi femminili e il 46% di quelli maschili contengono essenza di rosa.
La rosa canina ha avuto un ruolo importante nella fornitura di vitamina C ai bambini britannici durante la seconda guerra mondiale (i suoi frutti erano detti “arance del nord”), in sostituzione della fonte normale degli agrumi (allora difficili da reperire).
Nel linguaggio dei fiori alla Rosa canina si attribuisce l'indipendenza, ma anche la poesia.
i rami della Rosa canina hanno sovente galle sferiche fatte di lunghi peli rossicci, dovute alla puntura di un imenottero, Rhodites ro


Pulitele e togliete loro il puntino nero che sta ad una delle estremità e che altro non è che il resto del fiore (ovvero della rosa).
A questo punto divertitevi a passare al passaverdure le bacche, in modo da eliminare bucce e semi, raccogliendo la polpa.
Pesate la polpa ottenuta ed aggiungete uguale peso di miele (consiglio un miele di acacia o un millefiori, comunque fluido e non troppo aromatico).
La vostra conserva è pronta, travasatela nei contenitori e gustatevela. Tenete presente che non essendo cotta contiene ancora tutta la sua vitamina C.

Marmellata di rosa canina

La mia amica Fiorella mi ha chiesto la ricetta della marmellata di piciacûi, di ricette ne ho tante che ho pubblicato anni fa in Cucinaitaliana e che ora giacciono nel mio archivio, in attesa di essere trasportate qui sul blog.
I piciacûi sono i frutti della rosa canina.

Foto di www.fotocommunity.it

Drupe o bacche (o meglio cinorroidi) della rosa canina, questi interni sono i semi da togliere e bisogna togliere anche la barba interna - deve rimanere solo la polpa

Fiore di rosa canina - foto del web

I fiori su peduncoli glabri, solitari o in gruppi di 2÷3 , delicatamente profumati, presentano 5 sepali caduchi e 5 petali bianchi o rosati. I sepali sono concrescenti e formano un ricettacolo simile a una coppa chiusa che contiene molti ovari. Canale stigmatico stretto (Ø di 0,5 ÷ 0,8 mm), circondato da un disco largo, generalmente convesso. Il calice, alla maturazione del frutto, è per lo più rivolto all'indietro e presto caduco.
I frutti, detti anche cinorrodi, maturano in autunno e sono, in realtà, falsi frutti piriformi, carnosi e glabri, solitamente portati da peduncoli lunghi 10÷20 mm. In genere di colore rosso vivo a maturità, contengono molti acheni duri ricoperti di corti peli rigidi.


MARMELLATA di ROSA CANINA
per circa 2 vasetti

1000 g frutti  (o cinorroidi) di rosa canina
1 bicchiere acqua
350 g zucchero

Innanzitutto recatevi a cogliere i frutti della rosa canina, ben maturi. 
Lavate e pulite i frutti, cercando di scartare la maggior quantità di semi possibile (e la minor quantità possibile di polpa...).
Da un chilo di frutti sarete passati a 250 g tra bucce e polpa ed altri 100 g di semi che non sarete riusciti a togliere.
Aggiungete 1/2 bicchiere d'acqua e mettete sul fuoco piuttosto basso. 
Lasciate cuocere per mezz'ora, poi passate il tutto al setaccio, eliminando così finalmente i semi.
Il risultato ricorda tremendamente il passato di pomodoro.
Rimettete sul fuoco.
Aggiungete un altro mezzo bicchiere d'acqua e 350 g di zucchero (ricordatevi che la rosa canina è piuttosto asprigna).
Lasciate cuocere un'altra mezz'ora, mescolando, poi lasciate raffreddare e mettete nei vasi.
***Volendo, si può sostituire l'acqua con del buon vino

domenica 12 ottobre 2008

Marmellata di zucca di Mamyros










MARMELLATA di ZUCCA di Mamyros
1 kg zucca pulita
850 gr zucchero1 limone non trattato (usare la buccia e il sugo)
Rhum a piacere
Tagliate la zucca a pezzetti e metteteli in una pentola dai bordi alti con 1/2 lt di acqua.
Quando la zucca è cotta e comincia a disfarsi, unire lo zucchero, la buccia e il succo del limone grattugiato.
Cuocere piano e togliere con la schiumarola l'eventuale schiuma che si forma.
Quasi alla fine unire il rhum.
La cottura è piuttosto lunga, comunque quando inizia ad addenzarsi e fate la prova del piattino, la marmellata è pronta. (mettere un poco di marmellata su un piattino, inclinare il piattino, se la marmellata resta ferma è pronta).
Ricordarsi di mescolare frequentemente sopratutto verso la fine perchè la marmellata si attacca.
Invasare la marmellata bollente, chiudere ermeticamente e capovolgere i barattoli.
Avvolgere i barattoli in un plaid e lasciarli completamente raffreddare.
*** per le marmellate e le lunghe cotture in genere, preferisco mettere uno spargifiamma tra il fuoco e la pentola, in modo che il calore si diffonda uniformemente e ci siano meno possibilità per la marmellata, di attaccarsi al fondo.












MOSTARDA DI ZUCCA

1,5 kg di zucca

1/2 litro di vino bianco secco

200 gr di miele

senape in grani (assaggiare il punto giusto del piccantino secondo il vostro gusto)

sale

qualche granello di pepe


Togliere la scorza della zucca, i semi, i filamenti e tagliarla a pezzetti.
Cuocerla in una casseruola con qualche cucchiaiata d’acqua e una presa di sale, per 20 minuti circa.
Versare il vino nel pentolino, portarlo ad ebollizione e aggiungere il miele, la senape pestata col pestacarne, un pizzico di sale e qualche granello di pepe.
Cuocere questo sciroppo finchè inizia ad addensarsi.
Disporre i pezzi di zucca in un vaso di vetro a bocca larga, coprire con lo sciroppo, fare uscire le bollicine d’aria e chiudere ermeticamente.
Mettere il vaso nella dispensa e lasciare riposare 1 mese prima di gustare la “mostarda di zucca

sabato 27 settembre 2008

Marmellata di rabarbaro











MARMELLATA DI RABARBARO del buon Checco

1 kg di rabarbaro di montagna
4 hg di zucchero
Succo di 1 limone ben sugoso

In una pentola antiaderente sciogliere lo zucchero nel succo di limone, unire il rabarbaro mondato e tagliato a pezzetti e portare a cottura.
Fare la prova piattino: versare un poco di marmellata in un piattino e inclinarlo. Quando la marmellata scende lentamente, è pronta per essere invasata.
Per sterilizzare ci sono diverse scuole di pensiero:
Invasare con la marmellata bollente, chiudere ermeticamente, capovolgere i vasi e lasciarli raffreddare avvolti in una calda coperta di lana.
Lasciare raffreddare la marmellata, invasarla, chiudere ermeticamente e sterilizzare mettendo i vasi in una capiente pentola con i vasi coperti dall’acqua e bollire per 20/30 minuti circa.
*** Per spelare il rabarbaro, vedere in: per saperne di più - rabarbaro