2017

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Foto mia - Sauris UD dicembre 2014

sabato 8 giugno 2013

Poesia-dedica di Gianni Passalenti all'Albergo Leon Bianco


Poesia-dedica  di Gianni Passalenti all'Albergo Leon Bianco

Non conosco a fondo la storia di Gianni Passalenti pittore, scultore, scrittore in prosa e poesia.
So solo che un giorno, cercando dei fogolar per dare un nome al mio blog che ancora non era aperto, mi sono imbattuta in una bella poesia che questo scrittore ha dedicato all'Albergo Leon Bianco.
La poesia mi è piaciuta tanto e l'ho sempre conservata, pensando che prima o poi l'avrei pubblicata insieme al bel fogolar del Leon Bianco.
Spero che la poesia vi piaccia e sopratutto che vi piacciano le notizie che vi ho riportato ... almeno spero di rallegrarvi un poco la serata.


L’Albergo Ristorante Bar Leon Bianco si trova proprio nel centro del paese e la sua origine accertata risale al 1750, mentre l’alare in ferro battuto del fogolar interno risale al 1800. Nel 1956 fu acquistato da noi, Famiglia De Reggi, attuali proprietari e gestori.
L’ambiente è tuttora a conduzione famigliare dove tutti noi ci diamo da fare per soddisfare al meglio i nostri clienti, siano essi per il ristorante, il bar o l’albergo.
Il nostro locale è da sempre un punto di ritrovo, sia per chi vive nelle immediate vicinanze, sia per chi viene da lontano e desidera trascorrere qualche ora piacevole gustando le nostre specialità del ristorante, oppure semplicemente per scambiare quattro chiacchiere tra amici, seduti al classico fogolar, sorseggiando con tranquillità un buon calice di vino (principalmente del Collio) e assaporando i profumi di una bella grigliata di carne oppure del capretto allo spiedo (a Pasqua e durante tutto l’anno su prenotazione), o magari improvvisando in autunno una bella castagnata con vino novello in compagnia di buona gente.




DEDICA di Gianni Passalenti al ristorante .......
                                  Al “LEON BIANCO” di Moggio Udinese
                                   Fiamme di un tempo che non può sparire
                                   Fiamme di sogni antichi e di domani
                                   Fiamme di Alpini dopo la bufera
                                   Fiamme di bimbe dal sorriso puro
                                   Fiamme di amici senza volto e nome
                                   Fiamme di vino coi fiori nel boccale
                                   Fiamme e profumo di tenera braciola
                                   Lingue di fuoco e racconti veri
                                   in un sommesso canto di preghiera
                                   Nel cuore di un poeta innamorato
                                   nel fogolar più bello delle valli
                                   Al “Leon Bianco” di Moggio
                                   in un sospiro.
                                                                       Gianni Passalenti

Passalenti Gianni, pittore, scultore, scrittore in prosa e poesia, nato nel 1941, figlio d'arte. Il papà Pino era un valente pittore, nonché gallerista, e la mamma nobildonna Felicita Cigolotti era figlia del pittore Edoardo che in Argentina aveva fondato un'Accademia d'arte. Ha fatto l'istitutore al Toppo col mitico Ottavio Valerio; ha frequentato l'Accademia a Venezia e per guadagnarsi da vivere ha fatto anche il precettore.
Alpino della Julia, al tempo del terremoto è diventato uno dei protagonisti nei soccorsi dell'A.N.A. e uno degli autori più prolifici e ispirati nella pubblicistica di allora. Ha cominciato a dipingere a 16 anni; ha fondato il Loggione, associazione culturale che organizzava concerti, mostre d'arte, conferenze. Nel 1968 ha pubblicato un romanzo, ma ha anche scritto libri di poesie; con De Anna ha fondato l'Orchestra Udinese da Camera; nel 1979 ha cominciato a pubblicare il trimestrale "Mandi", una vivace rivista di attualità, cultura, politica e turismo; è di quel periodo la sua opera più importante: il maxivolume "Dal fronte del Friuli". Fotografo appassionato, colleziona ritratti di vip; ha scolpito in altorilievo importanti personaggi locali e internazionali.

giovedì 6 giugno 2013

Guance di vitello in bianco

Bellissime e buonissime le guanciotte di vitello, qui le trovo senza chiederle con largo anticipo e sono bocconcini veramente prelibati.
Le avevo fatte poco tempo fa, ma la presentazione non era delle più felici ... ultimamente perdo i colpi ^______^ e non mi ricordo di fotografare per tempo le preparazioni. Avevo un paio di foto ma solo con gli avanzi e non mi è piaciuto proporle sul blog, le avevo cucinate con le patate ... ottime ma ho preferito rifarle, perchè ormai le trovo qui


ora abbiamo il negozio anche ad Ampezzo ... ma mi raccomando, lasciatemi qualche guanciotta ... sono talmente tenere che vengono spazzolate senza se e senza ma persino dall'Orsomio.
Sono in bianco, a Carlo non piacciono molto i sughetti rossi e quando siamo solo noi due lo accontento.


GUANCE di VITELLO in BIANCO
per 3 porzioni
Pentola a pressione per accelerare i tempi ...altrimenti ci vuole un pò più t

3 guance di vitello o vitellone
1 cipolla ramata piccola
1 gambo di sedano bianco
1 carota piccola
3 gambi di origano fresco
3 gambi di maggiorana fresca
1 ciuffetto di timo
1 ciuffetto di rosmarino
1 ciuffetto di salvia
aglio quanto ne gradite
1 bicchiere di tocai-friulano
brodo vegetale vostro o dado
1 pezzetto di burro
olio ex v quanto basta

Pulire, lavare, asciugare tutte le verdure 
Tritarle nel robottino secondo la consistenza ^___^ aglio e cipolla ... erbe aromatiche ... sedano ... carota ... in modo che tutte siano tritate allo stesso modo.
Sciogliere nella pentola a pressione un pezzetto di burro con l'olio, unire le verdure e lasciarle sfrigolare leggermente.
Aggiungere subito le guanciotte, insaporirle da una parte e dall'altra sempre a fuoco basso.
Versare 1 bicchiere di tocai-friulano, chiudere la pentola e cuocere 15 minuti a fuoco dolce.
Spegnere, aprire la pentola e aggiungere 1 bicchiere di brodo vegetale oppure un dado come preferite.
Sempre a fuoco molto dolce, cuocere una mezz'oretta, riaprire e vedere il sughetto a che punto è ... le guanciotte sono tenerissime e cuociono in fretta.
Se le preferite veramente burrose, aggiungete altro brodo vegetale e a questo punto cuocetele a pentola scoperta.
Polenta alla piastra e funghi descritti qui proprio ieri





Non sgridatemi se non vi metto i link come si deve, una volta mi vengono e tre no e quindi preferisco metterli per intero
E poi vi dirò che quando in una ricetta vedo scritto il riferimento è qui ... quel qui non lo vedo mai e     
mi tocca rileggere per capire dov'è scappato il riferimento qui.

mercoledì 5 giugno 2013

Mushroom ovvero funghi champignon

Lo so, mica a tutti piacciono ma con tutta l'acqua che abbiamo preso qui, quest'anno i funghi cresceranno solo nelle ossa ... di acqua ce n'è stata in abbondanza ma se non è mai venuto un briciolo di sole ... hai voglia a far crescere funghi nel sottobosco.
Quando ci saranno, ne troveremo tanti  e tutti fradici perchè il terreno non si è asciugato abbastanza.
E quindi di necessità virtù, desideravo un contorno di funghi e perciò ho acquistato i funghi champignon ... detto fra noi preferisco i finferli, i galletti o meglio ancora i porcini ... ma ormai anche loro arrivano solo se hanno voglia ^_____^.
Come contorno mi ha soddisfatto, se volete provateli.


MUSHROOM ovvero 
FUNGHI CHAMPIGNON
per 2 porzioni

funghi champignon
burro
3 fettine di pancetta arrotolata
50 g circa di panna per cucina
alcune foglie di maggiorana fresca
aglio intero a piacere
1/2 bicchiere vino friulano ex tocai
sale e pepe q.b.

Lavare delicatamente i funghi, asciugarli e tagliarli a fettine.
In una padella antiaderente sfrigolare il burro con l'aglio, la pancetta battuta a coltello e qualche foglia di maggiorana.
(a fine cottura potete togliere l'aglio ... a noi piace e quindi lo schiaccio con i rebbi della forchetta).
Aggiungere i funghi e lasciarli saltare allegramente per qualche minuto e poi versare il vino.
Cuocere a fuoco allegro ancora un poco, salare, pepare mescolare e unire la panna.
Chiudere con il coperchio, abbassare la fiamma del gas al minimo e cuocere per 20 minuti circa.
Servire molto caldi.
Ne sono rimasti pochi e li ho usati per condire una buona pasta asciutta.

martedì 4 giugno 2013

Cavolo in pacchetto

Un poco di verdura non fa mai male e a volte faccio un pranzo o una cena di sola verdura.
Mica che sia tanto tanto light, ma per lo meno ci sono sole poche proteine per insaporire e questa volta vi parlo del cavolo cappUuccio ... per intenderci quello a palla compatta che si usa grattugiato per fare i crauti.
Vi avverto subito, cuocerlo al forno ci vuole il suo tempo ma ne vale la pena ... nulla toglie che si possono sbollentare prima le fette ma secondo me in questo ultimo modo si gettano al vento molte sostanze del cavolo, che devono rimanere racchiuse nel pacchetto.
Quando lo aprite ... attenti al nasino, il vapore vi può ustionare e quindi aprire il pacchetto con cautela e in questo modo il profumo vi avvolgerà in una nuova delizia.
Per intenderci il cavolo che dico io, lo vedete in fondo alla pagina.


CAVOLO in PACCHETTO
per 3 porzioni

3 spicchi  di cavolo cappuccio (tagliati a fette d'anguria)
100 g pancetta arrotolata
100 g speck
6 foglie di porro appena sbollentato
aghi di rosmarino fresco
sale grosso
olio ... per lasciare il cavolo leggero ho messo olio di semi di mais
vino friulano ... preferisco dire tocai q.b.

carta stagnola

Tagliare il cavolo cappuccio a fette (come le angurie) sciacquarlo senza dividere le foglie e tamponarlo per togliere l'acqua in eccesso.
Sbollentare pochi minuti le foglie di porro ... quelle più esterne.
Preparare i fogli di carta stagnola
sopra ogni foglio appoggiare la fetta di cavolo
Ricoprirla accuratamente con fettine di pancetta (nel suo piccolo condisce e rilascia sapore)
Coprire la pancetta con le foglie di porro
E infine rivestire il tutto con le fette di speck.
Iniziare a racchiudere la carta stagnola sui lati della confezione, salare leggermente, condire con olio e qualche cucchiaiata di tocai  e aggiungere degli aghetti di rosmarino.
Chiudere bene il pacchetto e appoggiarlo su una teglia da forno ... appena sistemati gli altri pacchetti, versare nella teglia 3 dita di acqua.
Infornare a forno caldo 200° per 1 ora se si vuole la verdura croccante ... mezz'ora e più se si desidera la verdura molto cotta.
Man mano che l'acqua nella teglia si consuma, aggiungerne altra già calda.
Io mi sono goduta il mio cavolo cappuccio e voi se volete, provate un gusto diverso.


Fetta di cavolo cappuccio, volendo potete togliere il pezzo di torsolo ma ve lo sconsiglio altrimenti le foglie si sparpagliano.


Pancetta appoggiata sulla fetta di cavolo


Foglie di porro che coprono la pancetta


Speck che fodera tutto


Fetta di cavolo ben bardata appoggiata sulla carta stagnola
poi si aggiunge, sale, aghi di rosmarino, olio e tocai
si chiude a pacchetto e si appoggia sulla teglia da forno.


Cavolo pronto


Cavolo cappuccio per crauti

lunedì 3 giugno 2013

Foto Festa del Pane di Ampezzo dell' 1 e 2 giugno 2013

Eccomi ad accontentarvi, domenica nonostante tutto è stata una buona giornata, niente pioggia e sole discreto.
C'è stato un buon flusso di gente locale e di turisti ... magari solo di passaggio, ma che hanno incrementato questa bella iniziativa.
Al contrario di altri anni, c'è stato un buon numero di bancarelle di artigianato e di prodotti locali. Diverse bancarelle non le ho fotografate, ma vi presento quelle che ho ripreso per rappresentare la sagra della Festa del Pane di Ampezzo.
So che ne hanno parlato anche in Speciale Rai 1 ma purtroppo non l'ho visto ... a noi restano le foto che vi presento.

1 e 2 Giugno 
FESTA del PANE di AMPEZZO


Il tempo inclemente di qualche giorno prima


Milena la commessa del panificio Spangaro di Ampezzo


Milena è una giovane ragazza molto disponibile e cordiale


Via Nazionale, sulla destra Piazza Rop piena di bancarelle


Lavori all'uncinetto "amigurumi" un nuovo tipo di artigianato 


Formaggi locali e vendita del Formadi Frant, ve ne ho parlato in questo post


Artigianato locale


Dove c'è pane non possono mancare i salumi e qui abbiamo una rappresentazione di prodotti tipici dell'Alto Adige ... non c'era solo questa bancarella, ma ce n'erano anche un paio con i dolci tipici tirolesi.


Artigianato


Dolci tipici e altre bancarelle


Questo simpaticissimo nonnetto intagliava stelle alpine con un'agilità impressionante.


Stelle alpine intagliate


Da noi non manca certo il legno e questi sono alcuni prodotti locali


Mestoli, mattarelli, zangole, cestini, non mancavano di certo, si poteva scegliere alla grande



Ancora artigianato locale


Taglieri speciali


Ceramiche e altro



Queste due ultime foto rappresentano ancora lavori artigianali