2017

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Foto mia - Sauris UD dicembre 2014

sabato 21 gennaio 2012

Kipferli di zucca


Tempo fa frequentavo assiduamente il sito di cucina www.coquinaria.it, diventando nonna, anche se i miei bimbi sono lontani, ho cambiato un pò le abitudini, vado in montagna per lunghi periodi oppure volo a Londra e ho aperto anche il blog, quindi il tempo è abbastanza risicato e in Coqui ci entro poco.
La scorsa settimana sono entrata nel sito e mi è arrivato un macigno sulo stomaco.
Marco Metelli alias Cansado, Cansy per tutti noi non c'è più. Se ne era andato in punta di piedi poco prima di Natale.
Inutile dire che sono veramente dispiaciuta per la perdita di un amico meraviglioso, anche se ero poco in contatto col forum, mi bastava scrivergli una mail per consigli e ne ricevevo a yosa, sempre gentile, educato e molto intelligente.
Nel post precedente vi ho parlato della zucca che mi hanno portato i ragazzi QUI e siccome 1 kg di zucca solo per gnocchi erano veramente tanti, ho deciso di dedicare questi kipferli al mio amico Cansi.
Lui aveva dato una bellissima ricetta di Kipferli biscotti però so che nella cucina austroungarica che lui prediligeva, si fanno anche i kipferli di patate ... io gli ho dedicato quelli di zucca.
L'impasto è quello degli gnocchi, ho solo aggiunto 1 bustina di lievito per pizza. Vi riporto ugualmente gli ingredienti.
... dù è meglio che one ... con un impasto ho preparato un primo e un accompagnamento per la sera.
KIPFERLI di ZUCCA

Impasto per metà gnocchi (vedi ricetta precedente) e metà Kipferli
per 6 porzioni (ci vengono tutte e 6)

1 kg di polpa di zucca cotta
1 uovo
3 cucchiai colmi di farina di rito
500 g di farina 00 (non buttatela tutta insieme, iniziate con poco più di metà e poi aggiungetene sino a raggiungere la consistenza giusta).
1 busta di fiocchi di purè
100 g formaggio montasio grattugiato (o quello che preferito, mi sarebbe piaciuto pecorino ma gli Orsi non gradiscono)
Una buona macinata di pepe e un poco di sale (occhio che anche il sugo viene salato)
Nella metà dell'impasto per kipferli, ho aggiunto 1 bustina di lievito per pizza.

Amalgamare il lievito con l'impasto già pronto.
Formare i rotolini, tagliarli ad una lunghezza uguale e piegarli a ferro di cavallo.
Portare l'olio al giusto "punto fumo" e cuocere pochi kipferli per volta.
Dorarli da ambo le parti e con una schiumarola sgrondarli dall'olio e depositarli su carta assorbente.

I miei li hanno mangiati così com'erano ... volendo:
** andrebbero spolverati con un poco di sale come le patatine
*** per i golosi, spolverarli con zucchero al velo misto a cannella e diventa un delizioso dopo pasto
^______^

Cansy, ce n'è qualc'uno un poco bruciacchiato, pedonami stavo pensando ai bei post che hai lasciato su Coquinaria e i miei occhi erano gonfi di lacrime, non vedevano più se i kipferli erano pronti o bruciacchiati.
La prossima volta saranno perfetti.
Mandi amico mio.


Gnocchi di zucca col sugo di salsiccia


Arrivano Pargolo e Morosina ...
mamma, abbiamo un pezzetto di zucca, domani a 1/2 giorno fai gli gnocchi ?
Certo che te li faccio, dovrei avere della macinata nel congelatore ...
No no, abbiamo portato noi la salsiccia .........
Marpioni, la spesa l'avevo già fatta ma loro hanno pensato bene di portare le cose che piacciono a loro.
Ma bene, stamane ho fatto un buon sugo di salsiccia e nel congelatore avevo 1/4 di cappone (la parte dell'ala) e di questo ho messo il pezzo intero, una scatola di pelati e un buon soffritto.
Sugo ottimo.
Messo a cuocere il sugo, ho lavato la zucca, ho tolto i semi, l'ho tagliata in tre fette e le ho appoggiate in contenitore per MO con poca acqua. Ho coperto con l'apposito coperchio bucato e ho cotto la zucca a 850 W per 40 minuti.
Era perfettamente cotta, ho tolto la polpa e messa in una bacinella che uso solo per la cucina, in modo da lavorare bene l'impasto.
eee ........

GNOCCHI di ZUCCA col sugo di salsiccia
per 6 porzioni (ci vengono tutte e 6)

1 kg di polpa di zucca cotta
1 uovo
3 cucchiai colmi di farina di rito
500 g di farina 00 (non buttatela tutta insieme, iniziate con poco più di metà e poi aggiungetene sino a raggiungere la consistenza giusta).
1 busta di fiocchi di purè
100 g formaggio montasio grattugiato (o quello che preferito, mi sarebbe piaciuto pecorino ma gli Orsi non gradiscono)
Una buona macinata di pepe e un poco di sale (occhio che anche il sugo viene salato)

Nella bacinella mettete tutti gli ingredienti
(la farina 00 va messa poco più della metà e poi si aggiunge secondo quanta farina chiede la zucca.Se è acquosa ce ne vuole di più ... se è una zucca bella asciutta ce ne vuole di meno)
Impastare e amalgamare bene l'impasto.
Formare i rotolini classici e tagliare gli gnocchi secondo la grandezza che volete.
Mettere a bollire l'acqua col sale e appena inizia il bollore, inserire un poco di gnocchi per volta.
Scolarli appena sono tutti a galla e versarli in una terrina nella quale avrete messo un poco di sugo.
Ad ogni strato di gnocchi, mettere sugo e formaggio, sino alla fine della cottura degli gnocchi.
Lasciarli riposare qualche minuto, mescolare con delicatezza e servire ben caldi.

Gnocchi mescolati pronti da servire

Nella terrina iniziare con sugo, gnocchi poi ancora sugo, formaggio e poi ancora gnocchi.

Gnocchi pronti da cuocere

Impasto finito, pronto per preparare i rotolini e poi tagliare gli gnocchi.

Impasto pronto da amalgamare bene.

Polenta pasticciata al camembert de caractèr

Altro modo per riciclare la polenta avanzata ...

POLENTA PASTICCIATA al CAMEMBERT de CARACTER
per 1 porzione

150 g polenta avanzata
60 g formaggio camembert (avevo il camembert de caractér) quello nel contenitore di legno
sugo pomodoro peperoncino della Mutti (ne avevo giusto 2 cucchiaiate.

In una ciotola appoggiare la polenta affettata, coprirla con fettine di camembert e distribuire sopra il sugo (mai lasciare invecchiare i rimasugli).
Infornare nel MO a 850 W per 5 minuti e servire caldo.

Polenta pasticciata all'amatriciana al MO


Polenta polenta, non va mai buttata, come il pane viene riciclata sino alla fine.
Il Pargolo molto spesso è fuori e io non ho ancora preso completamente le proporzioni solo per due. Quindi prima facevo 1/2 kg di polenta per 3 e ora solo per due dovrei farne la metà, anche perchè ormai non mangiamo più come un tempo ... l'età galoppa ma noi no e quindi non si bruciano più tutti i grassi come un tempo.
Quindi se la polenta non finisce nel latte, si trova qualche altro sistema.
eccone uno ...

POLENTA PASTICCIATA all'AMATRICIANA al MO
per 1 porzione

150 g polenta avanzata, tagliata a fette sottili
sugo all'amatriciana (me ne era rimasto di quello che ho fatto io e per non lasciarlo diventare vecchio, l'ho utilizzato)
olive nere al forno per guarnire

Distribuire sul fondo di una ciotola 1 cucchiaio di sugo all'amatriciana.
Appoggiare un paio di fette di polenta e proseguire con altri due cucchiai di sugo.
Coprire con altre due fette di polenta e completare con il sugo rimasto.
Guarnire con qualche oliva nera.
Cuocere al MO a 850 W per 4 minuti.
Servire caldo.

venerdì 20 gennaio 2012

Galaverna











GALAVERNA - FENOMENO LEGATO alla NEBBIA

In questi giorni sui giornali impazzava tanto il termine “neve chimica” … e quando mai.

Fin dalla notte dei tempi la galaverna si è spesso presentata puntuale per un fenomeno ben definito.

L’ etimologia del termine è per metà germanico/longobardo e per metà latino e proviene dalla nebbia (“cala” di “calìgo”) che si congela (“hibernus”).

E’ un fenomeno spettacolare meteorologico, che si appalesa in inverno.
E il fascino della galaverna, tecnicamente è dovuto ad una precipitazione determinata dalla nebbia ghiacciata.
Di solito, la nebbia provoca pioggerelline simili ad “aerosol”; quando le temperature scendono al di sotto dello zero, queste pioggerelline che sono composte da piccoli aghetti di ghiaccio, si posano soprattutto sull’erba, sugli alberi, nelle campagne, sviluppando l’effetto della neve.

Fenomeno saltuario, soprattutto nella pianura Padana. E’ molto frequente in montagna sia sulle Alpi che su tutto l’Appennino dove capita che la nebbia lasci questo strato di ghiaccio bianco posato sulla vegetazione.
Le piccolissime goccioline di vapore sospeso in aria, che accompagnano ogni fenomeno di nebbia, quando le temperature sono sottozero si congelano, rendendo ancor più suggestivo il paesaggio che ci circonda.
Il fenomeno, è uno tra i più emozionanti, capita di andare in montagna e insieme ai cumuli di neve, con gli alberi spogli dalle foglie, ma vestiti da un manto bianco tipico della galaverna, rende il paesaggio fatato e incantevole.
Se il fenomeno si presenta con vento forte, capita di avere cumuli di ghiaccio per diversi centimetri non solo nelle campagne e sugli arbusti, ma anche sui pali della luce e sui ripetitori.
Dipende sempre dalle condizioni atmosferiche che accompagnano la nebbia.

Solitamente la galaverna si posa sui fili d’erba più alti, sui rami più esterni degli alberi, ma anche sui fili stesi ed alle linee aeree dell’alta tensione, sulle rocce sporgenti, sulle croci di vetta, arriva addirittura a posarsi sulla barba, sui capelli e sulle sopracciglia degli uomini che si trovano di passaggio in mezzo a questa fredda nebbia.
La comparsa della galaverna nelle zone di pianura è solitamente indice di tempo stabile, anticiclonico, con temperature basse e assenza di nubi.

*** A proposito di galaverna, ricordo quando ero ancora bambina e abitavo in mezzo alle risaie, che queste sembravano vere steppe russe con solchi coperti da ghiaccio sul quale noi bimbi ci divertivamo a scivolare.

Ricordo il nonno che tornava dal paese (abitavamo un poco in fuori) con la sua “bareta de lana” e il “tabarro a ruota” ben avvoltolato attorno al corpo, ma quando si avvicinava, i suoi baffi e le sue sopraciglia erano proprio ricoperti di galaverna a volte formavano persino dei ghiaccioli.















Una settimana di freddo sotto zero








Capperi che freddo, questo è uno dei laghetti del Parco delle Cave Milano-Ovest ...
direte... ancora ?
Dai lasciatemi sfogare, è così bello vedere i mutamenti delle varie stagioni e la natura ci regala dei paesaggi fantastici.
Si avvicinano i giorni della merla e se farà ancora più freddo come è stato detto, più avanti vi farò le foto di qualche piccola differenza.
Buona visione ... fra una ricetta e l'altra, uno svago ci vuole ... poi vi sazierò di cose buone a dovere.








Vegetazione del Parco delle Cave Milano-Ovest





Non chiedetemi il nome degli arbusti o sterpi o cespugli di queste foto, non sno botanica e quindi non voglio vendere fischi per fiaschi.
Le foto le ho sempre fatte il giorno 17.01.12 al Parco delle Cave Milano-Ovest, in uno dei giorni più freddi, quando la temperatura non è salita sopra lo 0° neppure a 1/2 giorno.
Sono solo foto (magari un pò da manovale), ma a me piacciono ... migliorerò.
Se vi va di passare qualche minuto in compagnia, accomodatevi, intanto vi preparo un buon tè.