sabato 19 febbraio 2011

Crostata il sole di mirtilli

Il 19 febbraio, è una data speciale per Nonnalosetta,
Oggi Marco il fratellino di Martino compie 1 anno.
E si poteva perdere l’occasione per festeggiare ?
Nain!
ho preso spunto da una ricetta di http://mentaeliquirizia.blogspot.com/ per preparare una buona crostata che ho potuto assaggiare anch’io.
E’ una crostata particolare morbida, friabile e poco dolce.
Di diverso dalla ricetta originale, c’è solo il bicarbonato al posto del lievito normale perché non mi piace lasciare le bustine aperte e lo stampo l’ho imburrato e ho usato la farina di mandorle per infarinarlo.

CROSTATA il SOLE di MIRTILLI

Stampo per crostata Ø 24

300 gr. di farina “00”
100 gr. di zucchero di canna
60 gr. di olio di riso
60 gr. di acqua
1 cucchiaio di latte (solo se è necessario)
buccia grattugiata di un limone
½ cucchiaino raso di bicarbonato
sale un pizzico
marmellata di mirtilli

farina di mandorle o nocciole per la teglia imburrata
e burro per teglia

Nella ciotola del Ken, versare gli ingredienti solidi con l’olio e iniziare a mescolare.
Versare a filo l’acqua, e il sale.
Formare una palla.
Tenere a parte una piccola quantità dell’impasto per fare le decorazioni.
Stendere con il matterello la rimanente pasta su un foglio di carta da forno.
Imburrare una teglia da crostata e cospargerla con la farina di mandorle o nocciole.
Rivestirla con l’impasto steso e versare all’interno la marmellata.
Con il piccolo quantitativo di impasto tenuto a parte, formare i disegni che più preferite.
Infornare a forno già caldo a 180° per circa 20 minuti.

Lo stesso giorno, 2 anni fa, è nato il mio blog-archivio.

giovedì 17 febbraio 2011

Polenta dolce alla triestina

Quando i miei ragazzi erano piccoli, facevo spesso questo dolce di polenta bianca, che mangiavano volentieri a colazione o a merenda.
Ho ritrovato la ricetta che mi aveva dato un’amica di mia suocera … sembra quasi secoli fa ^___^, la foto della polenta è mia, quella delle pannocchie no.
Appena troverò la materia prima … la farina bianca, rifarò questo dolce perché merita.
Vi ho scritto anche qualche notizia del mais bianco

POLENTA DOLCE alla TRIESTINA

250 gr farina di mais bianca
1 lt di acqua
250 gr prugne secche possibilmente snocciolate
1 noce di burro
zucchero
rhum

Scegliere delle belle prugne secche, grosse e farle rinvenire coperte di rhum tiepido per qualche ora.
Sbollentarle per qualche minuti nel suo rhum insieme ad un bicchiere di acqua e unire lo zucchero a piacere.
Scolarle con un mestolo forato, tritarle e tenere a parte lo sciroppo formatosiIntanto preparare la polenta nel solito modo.
Quando è quasi cotta, unire le prugne e una generosa noce di burro.
Mescolare molto bene e versare in uno stampo o terrina a cupola strofinato con burro.
Quando la polenta sarà fredda, girarla su un piatto da portata e ricoprirla col sugo di cottura delle prugne.
Questa polenta, si può servire sia calda che fredda

La polenta bianca deriva dalla cariosside del mais bianco, varietà maggiormente pregiata di mais e dal sapore più delicato.
La storia gastronomica del Veneto è legata a un piatto molto importante “la polenta” e quando si parla di polenta si intende in genere la polenta gialla ottenuta dai chicchi del mais giallo marano.
Sino al secondo dopoguerra, nel Polesine, nel Trevigiano e nel Veneziano si cucinava soprattutto una polenta bianca, considerata di maggior pregio.
Il mais utilizzato è bianco perla, acclimatatosi maggiormente nella pianura veneta da molto tempo.
Giacomo Agostinetti, agronomo di Cimadolmo, nei suoi “Cento e dieci ricordi che formano il buon fattor di villa” segnala la presenza diffusa di un sorgoturco bianco già a fine seicento.
La maggior diffusione si ebbe nella seconda metà dell’ottocento grazie alla conservabilità più prolungata, le pannocchie sono affusolate, allungate, con grandi chicchi bianco perlacei, brillanti, e vitrei.
Dalla macinatura dei chicchi si ricava la polenta bianca detta anche “di Treviso”, fine, delicata e saporita.
La polenta bianca si accompagna con diversi piatti di pesce povero di fiume e di laguna.
Un tempo, nelle campagne si usava consumarla con il latte freddo, ottenendo una sorta di semolino molto digeribile per bimbi e anziani.
Per ogni litro d'acqua calcolare: 300 g di farina di mais per una polenta soda, 250 g per una polenta di media consistenza, 200 g per una polenta molto tenera.

lunedì 14 febbraio 2011

RÖSTI FARLOCCHI
Sì, sono proprio farlocchi perché i veri rösti sono fatti con solo patate mentre le mie hanno un tocco extra, sono piaciuti e senz’altro li rifarò.
Il radicchio non era molto fresco e quindi ha fatto una buona fine. Al posto dello speck, potete mettere i rimasugli dell’affettato che gironzola per il frigorifero.

RÖSTI FARLOCCHI

1 cespo di radicchio rosso di chioggia (quello tondo rosso)
2 patate medie
2 scalogni
100 g di speck a fette non troppo sottili
2 cucchiai di olio
3 cucchiai di pane grattugiato
1 uovo
latte se occorre
sale e pepe

Tagliare a listarelle il radicchio rosso, versarlo nell’acqua bollente leggermente salata, scolarla molto bene e asciugarla in un telo da cucina.
Sbucciare le patate, lavarle asciugarle e grattugiarle con l’apposito arnese a fori grossi.
Tritare gli scalogni e affettare a striscioline lo speck.
Mettere tutto in una terrina con il sale, il pepe, il pane l’olio, l’uovo e amalgamare tutti gli ingredienti.
Lasciare riposare un’oretta.
Preriscaldare il forno a 200°, appoggiare un foglio di carta forno su una teglia e disporre dei mucchietti di impasto ben schiacciato.
Infornare, girare i rosti una volta e cuocere per mezz’ora circa.
Servire con una buona insalata o con verdure cotte.

*** l’olio nell’impasto serve a cuocere uniformemente i rosti, senza passarli in padella con i condimenti.

domenica 13 febbraio 2011

Mele

Da noi la mela cotta è considerata un cibo o dessert per ammalati … credetemi nelle sere invernali è uno sfizietto piacevole che soddisfa lo stomaco e la mente.
Questi sono alcuni modi “miei” di preparare le mele ma potrei proporvene tanti e tanti altri .
… anche agli Orsi piacciono tanto le mie mele ^__^

Mela renetta, 2 albicocche tagliate a pezzettini, granelle di arancia ottenuti dalla macinatura grossolana delle bucce essiccate. (mela intera, poca acqua 10 minuti al MO a 850 W)

Mele di montagna sbucciate, detorsolate con 1 prugna secca al posto del torsolo, ingabbiate nella pasta sfoglia, spennellate con il latte e cosparse di zucchero, e cotte al forno per 25 minuti

Mele di montagna detorsolate, ingabbiate nella pasta sfoglia, zuccherate e cosparse di cannella.
La sfoglia è spennellata con il latte e zuccherata, cotta al forno per 25 minuti.

Mela renetta con foglie di alloro, cotta al MO per 10 minuti a 850W
A voi l'ardua sentenza.