Foto Carlo di Ampezzo

Foto Carlo di Ampezzo
Il nostro bellissimo paesello con tutta la Valle del Tagliamento. Quella nontagna a Punta è il Monte Amariana che svetta sopra Tolmezzo.

sabato 26 maggio 2012

La zia Polliciona (Zia Venerina)

Nel mio paese natale, in mezzo alle risaie, ho una zia speciale che chiamo Zia Polliciona, ha un pollice verde che più verde non si può.
Giovedì sono passata a salutarla e ho fatto un pò di foto ai suoi fiori ... altre foto le ho cancellate perchè le batterie della macchina fotografica erano quasi scariche e non sono venute bene ... ma mi rifarò perchè penso di tornare presto.
La prima foto non ha nulla a che fare con la Zia Polliciona, ma già che ho postato dei fiori, volevo farvi notare come la natura si appropria dei suoi spazi.
Nella grondaia o sul tetto di questa casa di montagna, è cresciuto un arbusto ... se non lo toglieranno, vedremo di che si tratta.
I volatili "lanciano i loro missili in volo" e i semi contenuti si rigenerano ^____^


La Ellis (mia mamma) ha regalato questa Santipaulia alla Zia Polliciona (zia Venerina sua sorella), 20 anni fa circa. La zia l'ha posizionata in casa vicino alla finestra e da lì non l'ha più spostata, le ha cambiato il vaso una volta sola. E' una bellezza vederla.

Questo pungitopo l'ho regalato io alla Zia prima di Natale, staziona vicino alla Santipaulia e, meraviglia delle meraviglie, è nata una bacca che per ora è verde ma che presto diventerà rossa.
Quei pirolini rossi sono finti ma la bacca vicino al ramo è vera e quando sarà rossa la fotograferò di nuovo.

 Uno dei tantissimi gerani.

Di questo cespuglio non mi ha saputo dire il nome ... qualche anno fa una signora le ha dato un rametto, lei lo ha piantato ed è cresciuto un cespuglio ... quando ci sono dei punti del giardino vuoto, ne strappa un rametto  
e attecchisce subito.

 Un altro dei tanti gerani, ma mi dispiace che proprio le composizioni messe sui cavalletti non mi siano venuti.

 Questi ultimi due sono vasi composti

In montagna il gusto ci guadagna

Niente ricette dettagliate, sono cosine semplicissime, d'altra parte questo è per me un blog archivio e prima di perdere le foto, è meglio che io le posti qui.
Queste sono alcune cosine preparate in montagna e ho pure trovato  una vignetta che vi dice quanto buoni erano.
Buona serata e buona domenica a tutti.


BACCALA' con SUGO e polenta bianca
Edaije, lo so che lo direte subito ^___^ questo è un semplice baccalà bollito, avevo del sugo di cipolla e pomodori e l'ho ricoperto, un filo di olio e una buona polenta bianca abbrustolita, gnam gnam 

GNOCCHI di BIETE da COSTA ROSSE
Per le biete da costa rosse, c'è un'interessante spiegazione qui http://www.gentedelfud.it/prodotto/dettaglio/bieta-a-costa-rossa/
Gli gnocchi vengono fatti esattamente come quelli agli spinaci ... si lessano le biete si tritano e si mischiano alle patate.
Il sugo è di sclopit, burro fuso e ricotta affumicata

GARGANELLI con ASPARAGI SELVATICI
I garganelli non li ho fatti io, il sughetto è di salsiccia con qualche asparago per guarnizione.

Piattoni bianchi delicati

Finalmente è arrivata la stagione dei cornetti freschi e i cornetti piattoni sono sempre ben accolti, quelli bianchi sono carucci rispetto a quelli verdi, ma sul banco del supermercato c'erano sia gli uni che gli altri e quindi ci siamo tolti un capriccetto acquistandone 1 vaschetta di bianchi e una di verdi.
Avevo già scritto che il mio ex fruttivendolo mi disse che quelli bianchi costano molto di più perchè sono molto delicati e quindi il raccolto avviene tutto a mano.
Questa qualità di piattoni si presta meglio per le cotture in umido, ma come le ho fatti oggi, erano veramente buoni e altrettanto gustosi.

PIATTONI BIANCHI DELICATI
per 3 porzioni

1 vaschetta di cornetti piattoni bianchi (credo circa 500 g)
germogli di cipolla
olio
aceto
aceto balsamico
sale e pepe

***Premetto: i germogli di cipolle sono quei barbigli che si formano sulla sommità della cipolla quando non viene usata per diverso tempo. Ha un sapore molto delicato e meno aggressivo della cipolla stessa. Lo potete usare in tutte quelle preparazioni dove mettereste l'erba cipollina.

Togliere la cimetta e la codina ai piattoni (come fate abitualmente con i cornetti normali).
Spezzarli in due o in tre parti, secondo la lunghezza che preferite, lavateli bene e lasciateli sgrondare.
Portare ad ebollizione acqua e sale e appena inizia a prendere il bollore, tuffate i piattoni portandoli a completa cottura ... 20 minuti circa.
Scolateli per bene e porzionateli nelle piccole insalatiere.
Spolverateli con generosi germogli di cipolla e conditeli.
Per me solo l'olio consentito, poco sale e pepe.
Padreorso con l'aggiunta di aceto normale - Orsino con aceto balsamico.
Ottimo e soddisfacente contorno.

Cipollata con gambuccio e pollo

Sì, sì, ho scopato tutto in pentola ... della serie non si butta niente. Ehei, tutto curato, lavato e cucinato come Dio comanda,  mi raccomando ^___^
Ecco, quando sono andata in montagna ho dimenticato a casa 6 belle cipolle bianche che dovevo portare con me, Orsino non le ha usate e le mie belle cipolle hanno germogliato, così di ritorno a MI, le ho recuperate con un buon botto.
Peccato gettare tutto, perchè tutto era recuperabile, ho solo gettato la buccia, i germogli li ho tagliati alla radice che in parte ho usato in sostituzione dell'erba cipollina per insaporire l'insalata di cornetti piattoni bianchi, gli altri per ora sono depositati accuratamente nel frigorifero.
Le cipolle, sono finite nella cipollata di gambuccio ^____^.
Non so voi come lo chiamate ma è la parte terminale del prosciutto crudo che, ripulito della cotenna e del grasso superfluo, può essere mangiato a sfogliette, o messo negli intingoli, nei minestroni e io , aggiungendo 1/2 petto di pollo ho ricavato dei gustosi spezzatini con cipolle.


CIPOLLATA con GAMBUCCIO e POLLO
per 3 porzioni


gambuccio: parte terminale del prosciutto crudo
1/2 petto di pollo
1 cucchiaio di triplo concentrato di pomodoro Mutti
1 noce di burro
poco olio
6 pomodorini interi
erbe di provenza
6 cipolle bianche
No sale (il gambuccio è saporito di suo)
pepe e un goccio di olio a filo sopra alle porzioni


Pentola a pressione
Ripulire il gambuccio della cotenna e del grasso, il prosciutto tagliarlo a dadotti e metterlo nella pentola con olio, burro, il petto di pollo tagliato a dadotti, i pomodorini e un pizzicotto di erbe di provenza.
Aggiungere 1/2 bicchiere di vino bianco e 1 bicchiere di acqua.
Chiudere la pentola con il coperchio e dal fischio della valvola abbassare la fiamma e calcolare 3/4 d'ora di cottura, avendo cura di scuotere un paio di volte la pentola.
Togliere il coperchio dopo aver lsciato sfiatare per bene la valvola, mescolare (a questo punto dovrebbe esserci pochissima acqua), aggiungetene 1/2 bicchiere di bollente e le cipolle tagliate in 4.
Mescolare accuratamente, rimettere il coperchio e cuocere per 5 minuti dal fischio della valvola.
Spegnere il fuoco, scoperchiare e controllare il sugo, eventualmente cuocere a fuoco vivace per lasciarlo rapprendere al punto giusto, avendo cura di mescolare.
Preparare la pietanza nei piatti, macinare un pò di pepe fresco e versare un filo di olio.



Petuccia

Vi presento la Petuccia, non cercatela al di fuori del territorio, perchè non la trovate. E' solo da Pasqua che l'ho vista sul banco dell'unica cooperativa del paese in montagna.
L'avevo già trovata a Forni di Sopra e avevo avuto modo di assaggiare diverso tempo fa la Pitina originale di Tramonti di Sopra in occasione di un bel giretto sul Mont di Rest che è proprio vicino ad Ampezzo ... valicato il Mont di Rest, c'è subito Tramonti, dove coltivano da secoli la produzione di questo prezioso salume.
La polenta e il formaggio di malga accompagnati alla Petuccia, sono d'obbligo naturalmente e un tempo era cibo da Re.
L'ho portata a MI e Matteo mi ha detto, ma mamma, ne hai portata solo una ? ecchenesò, all'Orsopadre non piace, la mangio solo io ... bè mi ha risposto, questa la requisisco, tanto tu la trovi ancora in montagna.
E pensare che avevo della buona polenta a fette da grigliare, del buon formaggio di malga e mi è rimasta la lingua fuori.
Pazienza ^___^



Pitina e verzottino condito con olio pepe e sale



La pitina è un prodotto a base di carne di pecora, capra o selvaggina, prodotta tradizionalmente nelle zone montane del Friuli Venezia Giulia, in particolare nel comune di Tramonti di Sopra e nelle zone limitrofe della Valtramontina, in provincia di Pordenone.
La pitina è classificata tra i salumi, anche se non è propriamente un insaccato,  ha la forma di una grande polpetta e l'impanatura con farina di mais.
 La pitina viene prodotta anche nelle sue due varianti: la peta di Andreis , che si distingue dalla pitina per le dimensioni più grandi e la petuccia di Claut, che viene ottenuta con un diverso trito di erbe aromatiche aggiunte all'impasto.
 Ma peta e petuccia sono prodotti più commerciali, a differenza della pitina che, invece, nel corso dei secoli è rimasta fedele alle origini, grazie ai macellai della zona.
Fin dal 1800, in epoche molto meno abbienti di quella attuale soprattutto per le zone di montagna, nelle malghe della Valtramontina quando si ammalava una pecora, o quando una capra si rompeva una zampa, o quando venivano cacciati e uccisi camosci e caprioli, si trovava il modo di non sprecare nulla dell'animale appena morto, quindi, mentre una parte delle carni era destinata al consumo immediato, tutto il resto doveva essere conservato il più a lungo possibile.
Nacquero così le pitine, che altro non sono che polpette di carne macinata, passate nella farina di mais e poi messe ad affumicare e a stagionare per fare in modo che potessero durare mesi in dispensa e garantissero la sopravvivenza nei momenti più difficili.
Le pitine hanno sempre avuto una diffusione strettamente localizzata in Valtramontina e in poche altre zone montane del Friuli.
Una volta recuperato l'animale, capra, pecora o camoscio che sia, lo si disossa e le sue carni vengono triturate nella pestadora (un recipiente incavato nel legno). All'impasto vengono aggiunti sale, aglio, pepe nero e aromi, di solito erbe alpine, e anche una piccola percentuale di grasso di maiale che ingentilisce il sapore selvatico della pitina.
Poi si continua a lavorare l'impasto con le mani formando delle polpette rotonde e un po' appiattite.
Queste vengono passate nella farina di mais e poi poste su mensole di legno in un locale adibito all'affumicatura per combustione di legno di faggio.
Infine si lasciano stagionare per almeno 30 giorni.
Una volta pronta, la pitina si presenta come una palla gialla, per via della farina di mais, con chiazze dovute a delle muffe innocue, viene quindi spazzolata e lavata con acqua e aceto e consumata cruda a fette abbinata al pane, oppure cotta bollita nel latte o rosolata in padella con il burro e accompagnata da cipolle, patate o polenta.
Pitina
Pallotte di Pitina pronte da infarinare con farina di mais

venerdì 25 maggio 2012

Muffins con frutta secca mela e olio Olys

Vi avevo detto che non vi avrei più tediato con i muffin e invece ho fatto un esperimento con un risultato più che soddisfacente.
I dolci non mi piacciono con l'olio perchè in genere io sento sempre il retrogusto di quell'ingrediente.
Aurora del  http://www.ilcortiledellematte.com  mi ha fatto unacapatanta, spiegandomi le virtù, i benefici, i nessi e connessi dell'olio OLYS della Carapelli, più sotto vi riporto le coordinate.
Ho avuto difficoltà a trovarlo, infatti Aurora aveva segnalato il Pam come distributore e ci sono dovuta andare apposta, così ora l'ho provato.
Costa pochissimo, circa 2 €,  non ha odore ed è veramente insapore.
Questi Muffins li ho fatti con Olys al posto del burro e sono molto leggeri.


MUFFINS con FRUTTA SECCA MELA 
olio OLYS
per 7 muffins e 1/2


Solidi:
90 g Mix di frutta secca
1 piccola mela renetta tagliata a cubettini
60 g farina di grano saraceno
60 g di fecola
1 cucchiaino di bicarbonato
1 puntina di bicarbonato
2 cucchiai di orzo solubile
30 g zucchero di canna
cannella a piacere
1 pizzico di sale


Liquidi:
40 g olio Olys
100 ml di latte
1 uovo grande


Preriscaldare il forno a 190° (e dopo 10 minuti di cottura abbassarlo a 180°)


In una ciotola mescolare gli ingredienti solidi esclusa la frutta secca e la mela.
In un'altra ciotola, montare leggermente con le fruste l'uovo con l'olio e il latte.


Versare gli ingredienti liquidi nella ciotola di quelli solidi, mescolare senza essere troppo precisi.


Unire tutta la frutta, amalgamare leggermente e versare l'impasto nei singoli pirottini (ho quelli in silicone), riempiendoli solo per 3/4.
Infornare e cuocere per 20 minuti non di più.

BB MIX ... ad onor del vero è una bomba calorica, adatta per sportivi ecc, ma era in scadenza e ne ho approfittato per aggiungerli alla mia colazione.
E' un composto di frutta secca e di mirtilli secchi (a mio avviso è un miscuglio troppo dolce), ma ormai la colazione ce l'ho per un paio di giorni ... se non me li arraffano prima.


OLYS è il nuovo olio di Cereali e Frutti che unisce le proprietà nutrizionali dei cereali (Germe di Grano, Germe di Mais e Riso) a quelle benefiche dei frutti (Ribes e Noce). Per la sua innovativa composizione, OLYS è un condimento delicato, naturalmente ricco di proprietà utili al tuo benessere Quotidiano, nell'ambito di una alimentazione equilibrata. Poiché le sostanze nutritive che contiene non sono aggiunte, ma al contrario sono presenti nei suoi ingredienti, OLYS è naturalmente ricco di Vitamina E, Acidi Grassi Essenziali, Omega 3 e Gamma Orizanolo. Ciascuno dei componenti, germe di grano, germe di mais, riso, noce e ribes, contribuisce alla ricchezza di Olys con un proprio valore aggiunto e un proprio specifico apporto.
Per maggiori informazioni visita il sito www.olys.com

Informazioni tratte da http://www.carapelli.com/prodotti/al-ristorante/olys.aspx

giovedì 24 maggio 2012

Ravioli carnico-cinesi

Si finisce mai di imparare, dovevo andare in montagna per farmi insegnare da una signora croata come si fanno i ravioli cinesi, e li prepara con una sveltezza incredibile.
Più che il ripieno, mi interessava l'impasto, sottile e delicato ... i ravioli cinesi li ho mangiati una volta a Londra ed ero rimasta favorevolmente impressionata e così, imparato a fare l'impasto, al ripieno ci ho pensato io ^___^.
Provateli, sembrano lunghi da fare, una volta presa la mano, spianate veloci e tutto l'insieme li rende diversi dai nostri, anche se il ripieno è di casa nostra.



RAVIOLI CARNICO-CINESI
per 4 porzioni d'assaggio ^__^

Per l'impasto:
200 g di farina 00
200 g di semola di grano duro
1 albume (solo il bianco) di un uovo grande
130 ml di acqua  fredda
1 pizzicotto di sale

Per il ripieno:
3 scalogni grandi
300 g prosciutto di Sauris in 3 fette
Souvignon blanc del Collio
50 g di burro buono di malga
poco sale e pepe

Per il condimento:
burro di malga
montasio grattugiato
un poco di erba cipollina tagliata piccola piccola

Per l'impasto:
Setacciare le farine insieme, lasciandole cadere direttamente sulla spianatoia (per chi impasta a mano), o nella ciotola dell'impastatrice, il sale, l'albume e l'acqua aggiunta poco alla volta per farla assorbire bene.
***130 ml dovrebbero bastare, se l'impasto dovesse risultare troppo sodo, aggiungerne ancora poco a filo.
Appena l'impasto è ben amalgamato, versarlo sulla spianatoia leggermente infarinata e copritelo con la ciotola stessa dell'impastatrice per 1/2 ora. (se lavorate a mano, coprite con un canovaccio.
Intanto che l'impasto riposa, preparare il ripieno.
Quando riprendete l'impasto, lavoratelo ancora un paio di minuti a mano, e poi formate dei rotoli come per gli gnocchi, tagliate questi rotoli a forma di gnocco grande poco meno di una noce, rotolateli nella farina e poi ogni gnocco spianatelo sino a farlo diventare sfogliette sottili del Ø di 8-9 cm.
Distribuire al centro dei dischetti un poco di ripieno di prosciutto di Sauris, piegare a metà, schiacciare bene con le dita i bordi per farli aderire e poi passateci sopra i rebbi della forchetta per ricamarli un pò.

Per il ripieno:
In un tegame, dorare gli scalogni sbucciati e tritati, tagliare a cubettini le fette di Sauris e unirli allo scalogno.
Spruzzare il buon Sauris con una generosa spruzzata di Souvignon del Collio e lasciar sfumare a fuoco vivace.
Spegnere e passare tutto al mixer.

Per la cottura:
In mancanza del cestello di bambù, distribuite in piano i ravioli in un colapasta (basta non sovrapporli), appoggiatelo sopra ad una pentola con l'acqua in ebollizione, copritelo con il coperchio o carta stagnola e cuocere per una ventina di minuti da quando bolle l'acqua.

Condimento:
Distribuire i ravioli nei singoli piatti fondi ben caldi, spolverateli con generoso montasio grattugiato, bagnateli con un paio di cucchiai di burro fuso e spruzzateli con erba cipollina.
(il burro sul formaggio deve sfrigolare, perciò deve essere ben caldo).

mercoledì 23 maggio 2012

Mais dolce-piccante

Finalmente sono riuscita a trovare una bella ricetta di mais, che mi ha dato a Londra l'amica di mia figlia, loro fanno molto uso di mais, lo cucinano in tutte le salse e lo vendono anche surgelato in pacchi da kg.
Molto buono in verità, noi ne facciamo poco uso, ma ho aperto un vasetto che ho portato da Londra e ho deciso di prepararmi anch'io un pò di vasetti, perchè così preparato si può aggiungere alle insalate, mangiarlo come contorno, sui crackers spalmati con robiola e dove la fantasia lo suggerisce.
Questa ricetta fantastica: 1) Può essere facilmente raddoppiata 2) Se conservate il mais nel congelatore, può essere fatto tutto l'anno 3) E 'estremamente versatile e particolarmente delizioso.




MAIS DOLCE-PICCANTE
per  6 vasetti

1 cucchiaio di olio vegetale
3 o 4 peperoni rossi tagliati a dadini
1 cucchiaio di sale grosso
800 g  chicchi di mais freschi (non secchi) o decongelati
1 cipolla molto grande tagliata a dadini
400 ml  di aceto di mele
300 g di zucchero
1/2 cucchiaino di curcuma

Se si desidera piccante, aggiungere al liquido di governo:
paprika ungherese o  di peperoncino piccante finemente tritato  come jalapenos, ecc a piacere
2 cucchiaini di senape secca
1 cucchiaino di semi di sedano

Iniziare sterilizzando i vasetti in un bagno di acqua bollente e lasciarli al caldo.

Scaldate l'olio in una grande casseruola dai bordi alti a fuoco medio.
Aggiungere i peperoni e il sale e far rosolare per circa 12 minuti o fino a quando iniziano a caramellare, diventando morbidi e di  colorazione brunastra.
Unire  il mais, e cuocere ancora per circa 3-4 minuti sino a quando il mais è riscaldato.
Spegnere il fuoco e aggiungere la cipolla nel tegame. Mescolare bene e tenere coperto al caldo.

Per il liquido di governo, unire in un altro tegame l'aceto, lo zucchero, la curcuma  e a fuoco medio portare ad ebollizione, mescolando di tanto in tanto fino a quando tutto lo zucchero è sciolto.
Se si desidera più piccante, aggiungere la paprika e gli altri ingredienti.

A questo punto versare la miscela di mais nei vasetti tenuti caldi, sino a riempirli per ¾ lasciando il resto del vasetto vuoto.
Coprire con liquido di governo fino al raggiungimento dello spazio di testa, assicurandosi che il mais sia coperto completamente.
Chiudere ermeticamente i vasetti con i coperchi ben asciugati e sterilizzarli  a bagnomaria per 15 minuti.
Lasciare raffreddare per 12 ore prima di riporre in dispensa.
Da consumarsi entro 1 anno
Senza sterilizzazione  porre in frigo per un massimo di 6 mesi!

Tegame di seppie

Questa non è una mia foto, finalmente sono tornata a casa ieri e mi sono accorta stamane di avere la macchina fotografica scarica, così non ho potuto fotografarvi il piatto finito.
Buono, ottimo e sono stata fortunata a trovare al mercate le seppie pulite (dal mio solito pescivendolo), così ho fatto anche in tempo a preparare una polentina bona bona ... tornata dalla montagna mi mancava proprio ^___^


TEGAME di SEPPIE
per 2 porzioni

2 seppie
2 acciughe dissalate
3 spicchi di aglio (io abbondo sempre, fa bene alla pressione)
2 cipolle ramate piccole
2 pomodori a grappolo maturi
2 patate medie
prezzemolo
10 olive al forno o snocciolate
olio q.b.
Sale e pepe q.b.

Pulire le seppie, lavarle, tagliare a pezzettini i tentacoli e a filetti la sacca aperta.
In un tegame versare l'olio, le acciughe dissalate e spezzettate, e l'aglio e la cipolla tritati. 
Rosolare dolcemente finchè le acciughe sono sciolte.
Unire le seppie, le olive, lasciarle insaporire e aggiungere i pomodori tritati.
Cuocere per 15 minuti, salare, pepare e poi aggiungere le patate.
Portare a cottura per altri 15 minuti circa, spolverare con prezzemolo tritato e servire.