Foto Rosetta marzo 2017

Foto Rosetta marzo 2017
Primavera ad Ampezzo

sabato 27 settembre 2008

Baccalà speciale




















BACCALA’ SPECIALE

Questo baccalè è grigliato, disfatto a pezzetti, con patate, cipolla,uovo e condito con olio aromatizzato con aglio oppure con olio e uova sode.

Per 4 persone
4 pezzi di baccalà da 200 g circa
750 g patate
3 dl di olio
2 uova
Sale e pimenta q.b.
3 spicchi di aglio.
qualche rondella di cipolla

Sbucciare, lavare le patate, tagliarle a rotelle e cuocerle in acqua salata.
Cuocere le uova.
Portare a bollore l’acqua con il bacalà, scolarlo, asciugarlo, togliere le spine e grigliarlo per bene.
Intanto sbucciare e tritare l’aglio, sbucciare un uovo già cotto, tenere a parte l’albume mettere il tuorlo in una insalatiera insieme al pimento macinato, l’aglio e olio sufficiente per condire e amalgamare molto bene.
Quando il baccalà è ben grigliato, immergerlo in una piccola porzione di olio bollente e disfarlo a pezzetti.
In una teglia di ceramica sistemare uno strato di patate, uno di baccalà e spolverare con pimenta.
Ripetere gli strati e in cima sistemare l’uovo e il bianco rimasto, tagliati a pezzetti, rondelle di cipolla fresca e qualche oliva nera.
Condire con la salsina preparata con aglio, olio e rosso di 1 uovo.

Cotolette finte










COTOLETTE FINTE

200 g di pollo tritato
200 g di carne di maiale magra tritata
50 g di mollica di pane del giorno prima
50 g di burro morbido
100 ml di latte
1 uovo battuto
sale e pimento macinato
sarina q.b.
pane grattugiato
olio Cuore
1 limone tagliato a rotelle

In una scodella sbriciolare grossolanamente la mollica del pane.
Bagnare con latte e lasciarlo ammollare un poco.
Mettere la carne in una insalatiera, aggiungere il pane strizzato, il burro morbido, salare e aggiungere il pimento macinato.
Mescolare molto bene con una forchetta o con le mani.
Prendere delle piccole porzioni di impasto, dargli la forma di cotoletta, passarla nella farina, nell’uovo battuto e infine nel pane grattugiato.
Versare poco olio in una padella, dorare le cotolette da una parte e dall’altra a fuoco medio finchè saranno dorate fuori e ben cotte dentro.
Scolarle bene e appoggiarle su carta assorbente da cucina.
Trasferirle in un piatto da portata caldo, guarnirle con rotelle di limone e servire ben caldo.
Accompagnare con una buona insalata mista.

*** Dal momento che nell'impasto c'è del burro, si possono cuocere al forno, appoggiate su cartaforno senza nessun'altro condimento e rigirandole diverse volte. I tempi di cottura saranno più lunghetti.


*** il pimento è un tipo di pepe garofanato e ha le bacche più grossine del pepe normale

Cavolfiore con le noci












Per la riuscita di questa preparazione è importante che il cavolfiore sia freschissimo, perchè va mangiato crudo.

Eè una ricetta molto particolare e gustosa.


CAVOLFIORE con LE NOCI

1 piccolo cavolfiore freschissimo
prezzemolo tritato
noci nostrane o noci Pecans (sono più delicate)

succo di limone
sale
olio extravergine di oliva


Lavare e asciugare molto bene un cavolfiore freschissimo.
Dividerlo in 4 parti e tagliarlo con la mandolina (oppure molto fine con un coltello).
Condirlo delicatamente con succo di limone sale e olio.
Versarlo in un piatto da portata, guarnire con noci e spruzzare con prezzemolo tritato.

Baccalà con cavolfiore

























BACCALA’ con CAVOLFIORE

750 g di baccalà
1 cavolfiore

Condimento:
aceto forte q.b.
2 spicchi di aglio
1 cipolla tritata
Olio q.b.

Cuocere il baccalà per 10 minuti e toglierlo dall’acqua.
Nella stessa acqua cuocere il cavolfiore ridotto a cimette.
Togliere le spine dal baccalà, tagliarlo a pezzetti e appena il cavolfiore è quasi cotto versarlo insieme.
Portare a cottura, preparare il condimento con olio, cipolla e aglio tritati molto fine, aceto.
Scolare il baccalà coi broccoli, metterli in un’insalatiera e condirli con il condimento.
Mescolare e servire molto caldo.

Mi hanno regalato delle splendide trotelle, i miei le gradiscono il più semplice possibile e perciò le ho fatte al forno.
Vi inserisco la sequenza fotografica, perché la teglia è particolare.

TROTELLE di TORRENTE

trotelle
alloro
limoni
rosmarino
sale e pepe q.b.
olio


La teglia ha una scannellatura sul fondo, nella quale si versa l’acqua.
Si forma un letto di foglie di alloro e si appoggia sopra la griglia.
Sulla griglia si prepara uno strato di fette di limone.
Nel pancino delle trote (già eviscerate) si inseriscono sale e pepe e un pezzetto di limone.
Con un pennello, bagnare la superficie delle trotelle con olio, spolverare appena con sale, mettere il coperchio e infornare a forno caldo 200° per mezz’ora circa.
Il pesce è cotto, quando l’occhio è perfettamente bianco.
Non ci crederete, ma la foto finale non ce l’ho. Purtroppo sono stata intrattenuta al telefono più del necessario e al ritorno ho trovato solo la mia trotina nel piatto.
E vabbè, l’idea ce l’ho data, ora provateci voi.


























Baccalà di nonna Maria









BACCALA’ di NONNA MARIA


2 tranci di baccalà da 250 g circa
1 foglia di alloro
1 spicchio di aglio
1 pezzetto di sedano
5 chicchi di pimento
1 patata grandina
1 uovo
1 carota grande
4 cime di rapa
Una manciata di piccole fave
Prezzemolo
Sale e pepe q.b.
Olio e aceto q.b.

Mettere il baccalà in una pentola e portarlo a bollore con 1 foglia di alloro, 1 spicchio di aglio, un pezzetto di sedano e 5 chicchi di pimento.
Dall’inizio del bollore dell’acqua, cuocere per 5 minuti, spegnere il fuoco e lasciar raffreddare il baccalà nella sua acqua.
A parte lessare singolarmente 1 uovo, una patata grandina, 1 carota grande, 4 cime di rapa e una manciata di piccole fave (le cime di rapa e le fave ci sono anche surgelate).
In un piatto ovale sistemare il baccalà al centro, bagnarlo con un poco di olio, peparlo e girarlo un paio di volte.
In un piatto fondo condire la patata con poco olio, salare, mescolare e sistemarle come da foto.
Spruzzare con prezzemolo tritato fine.
Nello stesso piatto condire le cime di rapa e tenerle a parte ( vanno appoggiate in cima dopo le carote).
Condire le carote tagliate a rondelle con olio, aceto, sale e pepe - mescolarle e sistemare le rondelle sopra alle rondelle di patate.
Le uova vanno sgusciate, tagliate a metà e sistemate ai lati.
Un pezzetto di baccalà va tenuto a parte, sbriciolato, condito con le favette e sistemato sull’altro lato del piatto.

Rabarbaro












Checco mi ha spiegato che in montagna i gambi delle foglie di rabarbaro non diventano rossi come comunemente li conosciamo, restano verdi.
I filamenti si tolgono come si fa con il sedano o con i cardi, paretendo dalla base del gambo, sino ad arrivare alla cima sottile.







rabarbaro pulito








Checco toglie i filamenti ai gambi di rabarbaro











Sul tavolo c'è il rabarbaro pulito, nella carriola ci sono gli scarti

Marmellata di rabarbaro











MARMELLATA DI RABARBARO del buon Checco

1 kg di rabarbaro di montagna
4 hg di zucchero
Succo di 1 limone ben sugoso

In una pentola antiaderente sciogliere lo zucchero nel succo di limone, unire il rabarbaro mondato e tagliato a pezzetti e portare a cottura.
Fare la prova piattino: versare un poco di marmellata in un piattino e inclinarlo. Quando la marmellata scende lentamente, è pronta per essere invasata.
Per sterilizzare ci sono diverse scuole di pensiero:
Invasare con la marmellata bollente, chiudere ermeticamente, capovolgere i vasi e lasciarli raffreddare avvolti in una calda coperta di lana.
Lasciare raffreddare la marmellata, invasarla, chiudere ermeticamente e sterilizzare mettendo i vasi in una capiente pentola con i vasi coperti dall’acqua e bollire per 20/30 minuti circa.
*** Per spelare il rabarbaro, vedere in: per saperne di più - rabarbaro

Filini alle carote












Arrivano i primi freddi, cosa c'è di meglio di un buon piatto di filini fatti a mano cotti nel brodo ... magari preparati in un sabato uggioso e freddo come oggi a Milano ?

Provare per credere !

FILINI ALLE CAROTE

Per il brodo
Carne di manzo o gallina o …
Sedano
Carote (dipende dalla randezza e dalla quantità di filini che fate)
Cipolla
Chiodi di garofano

Per la pasta
Carote del brodo setacciate
2 tuorli d’uovo

noce moscata

grattatina di limone (poco) se piace
Farina q.b. per un impasto non troppo sodo

Preparare il brodo di carne di manzo o altro alla solita maniera, con sedano, carote e la solita cipolla steccata con chiodi di garofano.
Al bollore schiumare il brodo.
Passare al setaccio le carote, unirle alla farina, ai tuorli ‘uovo, profumare con noce moscata e una grattatina di buccia di limone.
Impastare bene, tirare l’impasto e tagliare le sfoglie a filini sottili.
Cuocere i filini nel brodo e, a piacere, aggiungere una grattata di buon Montasio stagionato grattugiato.
Buon appetito.

Micia










E questa dolce micia vi piace ? Il suo posto preferito è in cantina su un vecchio e sgangherato divano ... però ci deve essere la sua cesta preferita nella quale rifugiarsi.

venerdì 26 settembre 2008

Micini


C'è un cestone carico carico di ... micini ! non sono meravigliosi ???
Fortunatamente hanno trovato tutti una casa.

Premio Mika

Questo premio mi era stato dato da Stefano di Mestolo e Paiolo tempo fa.
Solo ora lo posso girare ad altri.
Grazie Stefano !

Premio Mika
Questo premio è davvero originale, mette di buon umore si riceverlo che assegnarlo. Un pò di buon umore è l'ideale per chi parte per le ferie e per chi invece ne ha già goduto ed ha ripreso a lavorare. Ringrazio Stefano per essersi ricordato di me. Vi invito a visitare il suo bellissimo ed interessante blog, Mestolo e Paiolo.
















Assegno questo premio a quattro amici ed ai loro blog che mi diverte visitare (in realtà sono molti, molti di più):
http://auroraeadriano.blogspot.com/
per incoraggiarla a riprendere di nuovo il suo bel blog

http://michela-pepepeperoncino.blogspot.com/

http://daisettelaghi.blogspot.com/
deliziosa mamma che ha avuto da poco il suo 5° bebè

http://atavolaconmammazan.blogspot.com/

Inutile dire che vi avrei premiati tutti...Buon fine settimana
Mamyros

Merendina !















Uno stacco ci vuole !
Un pezzo di Baguette fresca e una stecca di cioccolato !!!
Che goduria ragazzi !!!!!!!!!!

Vino Raboso


































Il nome "Raboso" può derivare da rabioso un termine dialettale usato per descrivere un frutto che è ancora un po' acerbo e pertanto un po' astringente.

Il Raboso dà il massimo in terreni pietrosi alluvionali ed è, molto probabilmente, il discendente di una varietà selvatica indigena della Valle del Piave.

A causa, forse, del suo patrimonio genetico rustico, il Raboso è stata una delle poche varietà a passare quasi indenne attraverso il flagello della fillossera, anche se ha dovuto perdere un po' di terreno a vantaggio del Cabernet e dello Chardonnay quando le vigne vennero ripiantate all'inizio del XX secolo.

Ci sono due principali sottovarietà: il Raboso del Piave e il Raboso Veronese.Il Raboso del Piave viene coltivato in Veneto, soprattutto nella valle del fiume omonimo.

Sotto il nome di Friularo, questo vitigno compone nella misura del 90% il Friularo di Bagnoli di Sopra, la cui zona di produzione si trova in provincia di Padova.

Quando il vino viene invecchiato per almeno due anni (uno dei quali deve essere nel legno) può essere etichettato riserva. L'espressione vendemmia tardiva sull'etichetta indica che almeno il 60% delle uve usate per fare il vino sono state raccolte dopo l'11 Novembre.
Il Raboso del Piave e il Raboso Veronese, sia da soli che mescolati insieme, giocano un ruolo significativo in altri vini che ricadono sotto la doc Bagnoli di Sopra.

Infatti possono fare da base ai rossi, ai rosé, ai passiti, ai bianchi e agli spumanti della zona.
Uva Raboso
Le due varietà vengono anche usate insieme per la produzione della doc Piave Raboso, la cui zona è in parte situata in provincia di Treviso e in parte in provincia di Venezia.

Il Raboso Veronese viene soprattutto coltivato nelle province di Venezia, Vicenza e Rovigo dove con altri vini concorre alla doc Colli Euganei Rosso.

Il Raboso Veronese viene anche impiantato in Emilia-Romagna, dove viene usato in piccole percentuali per fare vini diversi.


SINONIMI: Il Raboso del Piave è anche noto come Raboso Nostrano, Friularo, Friularo di Bagnoli, Rabosa Friulara, Friulara. Il Raboso Veronese è anche noto come Rabosa, Raboso di Verona.


ABBINAMENTI

ll Raboso predilige piatti di pasta e di riso con salse di carne; oca farcita, gulasch, uccellagione.

A grandi linee conosco le origini del Raboso, ma non essendo un'esperta di vini, ho preferito riportarvi le notizie prese dal sito sotto segnato.



***I fichi della ricetta "FICHI SPECIALI", li ho cucinati con il Raboso perchè in forma salata possono essere accostati alle carni del BBQ.

Mentre in versione dolce, li ho abbinati ad un buon budino di riso.

Altre notizie prese da qui
Raboso IGT del VenetoArea di produzione

La zona di produzione di tale Raboso IGT del Veneto si estende nei comuni di Cona e Cavarzere per la provincia di Venezia e anche su alcuni comuni della provincia di Padova.

La superficie totale coltivata è di circa 25 ha.

Ambito agricolo di primario interesse: paesaggio della monocoltura intensivain territori di bonificaDenominazione

Per tale tipo di prodotto la denominazione “Raboso IGT” viene riservata solamente ai vini provenienti da uve di vitigni costituiti per il 100% dal Raboso Piave.

Particolarità ambientaleLa zona di produzione è caratterizzata da terreni argillosi-medio impasto, pesanti, con falda bassa.

La piovosità media annua è intorno ai 600-650 mm, e un’umidità media.

La temperatura media dei mesi più caldi è di circa 20 C°, quella dei mesi più freddi -1 e +1C°.Profilo merceologico e caratteristicheal consumoIl vino presenta un grado alcolico naturale di 10°, un’acidità elevata circa 10-11% in acido tartarico, un estratto secco di 20-22 per mille.

Colore: rosso rubino carico o rosato, tende al violetto;Odore: vinoso con caratteristico sentore di Marasca con l’invecchiamento

Sapore: secco, sapido giustamente tannico, austero.

Il raboso si presta anche a correggere altri vini nella fase di fermentazione e nella fasi successive per le sue caratteristiche di acidità, contenuto in tannini e corposità.

Viene commercializzato in bottiglie da 750 cl., con tappo in sughero ed etichetta a termini di legge.

Abbinamenti

Da giovane è vino da antipasti all’italiana a base di carne di maiale, (affettati, spiedini di pancetta affumicata e peperoni, crostini di lardo).

Si sposa bene con i piatti rustici tipici di ogni regione, grazie alla sua acidità.

Invecchiato in botti di rovere o in barriques è ottimo con gli intingoli di carni bianche e rosse, soprattutto selvaggina (lepre, fagiano o faraona in salmì o con la salsa peverada).

È ideale anche con formaggi stagionati e altri formaggi tipici regionali particolarmente piccanti.

Se bevuto giovane va servito alla temperatura di 14-16 C°; se invecchiato va servito alla temperatura di 18-20 C°.

Storia e tradizione

La vite nella zona viene coltivata fino dalla fine dell’Ottocento e primi del Novecento.

È possibile dimostrare la presenza del vitigno Raboso e la produzione di vino da quarant’anni tramite i registri dei conferimenti presso la Cantina sociale di Cona e Cavarzere.

Tecnica produttiva

Viene coltivato generalmente su terreni non inerbiti, con un sistema di allevamento a spalliera sylvoz.

La potatura tradizionale tende a mantenere la forma speronata.

Durante l’anno vengono effettuati circa 10 trattamenti a base di prodotti rameici.

Il periodo di raccolta generalmente tardiva si effettua a metà ottobre.

La produzione del mosto avviene tramite pigiatura-diraspatura, eventualmente con separazione delle vinacce.

La fermentazione può essere in bianco, rossa, e rossissima.

Vengono effettuati i rimontaggi ogni 12-14 ore per 3-4 giorni per il rosso, rimontaggi ogni 12-14 ore per 6-7 giorni per il rossissimo.

Per quanto concerne i travasi, il primo avviene dopo 7-8 giorni dalla svinatura e il secondo avviene dopo 5-6 giorni.

Può essere fatta anche una centrifugazione dopo il secondo travaso. Successivamente si effettua la chiarificazione a base di bentonite, gelatina e caseinato. L’imbottigliamento viene fatto con sistemi tradizionali dopo accurata preparazione.

Disponibilità e mercatoViene comunemente commercializzato nel nord Italia, il mercato straniero tende a non decollare.

L’uva è ricercata per il succo d’uva anche in Germania.











FICHI SPECIALI

fichi
vino Raboso
panna liquida
burro

Sale q.b. oppure 1 cucchiaino di zucchero (per la versione dolce)
In una padella antiaderente rosolare i fichi interi a fuoco dolce per qualche minuto.
Spolverarli con poco sale oppure con lo zucchero ( se si vuole la versione dolce ).
Innaffiare generosamente con il vino Raboso, cuocere per 5 minuti, aggiungere un poco di panna e continuare la cottura finchè il sughetto si è ristretto.

giovedì 25 settembre 2008

Video pasta fresca





















foto presa dal web


Qui trovate diversi filmati di come si confezionano diversi tipi di pasta, fra cui le trofie


Ce ne sono di molto interessanti !


http://video.google.it/videosearch?q=tagliatelle+fatte+in+casa&hl=it&emb=0&aq=f#q=pasta%20fatta%20a%20mano&hl=it&emb=0


Anche qui


http://it.youtube.com/watch?v=2_jf9A1tVu8


E qui


http://s61.photobucket.com/pbwidget.swf?pbwurl=http://w61.photobucket.com/albums/h76/fiofab/cucina/d76e252f.pbw




Le informazioni le ho attinte nel sito:



http://ilcortiledellematte.easyfreeforum.com/tagliatelle-t366357,eff,18064.html


***


http://ilcortiledellematte.easyfreeforum.com/


guarda in queste foto clicca per ingrandirle sulla 4 e la 5 foto si vede come tagliare le tagliatelle alla vecchia maniera,naturalmente sono degli specialisti e le tagliano tutte uguli, le mie non sono certo così! http://www.lavecchiascuola.com/Foto/fotoLezioni.php


Son tornata










LAVORI IN CORSO


Sono appena tornata, sto preparando il materiale da inserire nel blogghino.
Mandi mandi