Foto Rosetta marzo 2017

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Primavera ad Ampezzo

sabato 28 gennaio 2012

Rindsgulasch della val pusteria

Ho avuto la ricetta di questi teneri bocconcini di carne che si sciolgono in bocca, dalla Nonna Gelmina, una Signora conosciuta a Trento nel periodo in cui siamo stati trasferiti per il lavoro di mio marito.

Trent’anni fa Nonna Gelmina era un’arzilla novantenne che ancora cucinava per se e la sorella ottantenne e oltre alla ricetta, preparata secondo una delle più tipiche usanze montanare, mi raccontò la storia di questo piatto … che riporto a piè pagina.

Questa è una bellissima immagine presa dal web: http://manzotin.blogspot.com/2010/04/il-muscolo-di-manzo.html

RINDSGULASCH della VAL PUSTERIA
per 4 porzini

800gdi muscolo di manzo

5cipolle

2 dita di vino rosso

25gdi farina

1cucchiainodi paprica rossa dolce

1 pizzico di cumino

1 ramettodi rosmarino

1 ramettodi maggiorana

1foglia di alloro

scorza di 1 limone

2bicchierid'acqua

olio extravergine di oliva

1 cucchiaio colmo di triplo concentrato di pomodoro

sale e pepe q.b.

In una pentola scaldare l’olio sul fuoco medio basso, aggiungere la cipolla affettata sottilmente e la carne tagliata a cubetti della grandezza che preferite.

In ½ bicchiere di acqua, sciogliere la farina con la paprica e versarla sulla carne, quando questa sarà ben rosolata da tutte le parti. Aggiungere subito anche il vino.

Quando tutto sarà evaporato, aggiungere il rosmarino e la maggiorana tritati finissimi con la foglia di alloro e il cumino. Grattugiare finemente la buccia di limone e unirla al composto con il concentrato di pomodoro.

Allungare con un bicchiere di acqua, coprire il recipiente e cuocere per 2 e ½ ore circa, aggiungendo qualche goccio d’acqua durante la cottura, per evitare che si attacchi.

A metà cottura salare e pepare con parsimonia, e alla fine aggiustare con sale e pepe se occorre. Servite caldo, accompagnato da polenta o patate bollite o canederli oppure spatzly

*** Storia del piatto

Il Gulasch è un piatto povero di origine medievale che veniva preparato dai mandriani ungheresi durante le loro lunghe permanenze nei pascoli assieme al bestiame.

La parola ungherese “Gulasch” o “Gulyas” al significato di “pastore o bovaro”, ma anche di “carne preparata al modo del pastore”. Infatti, pare che la parola, originariamente, significasse solo “bovaro”, mentre il piatto fosse chiamato gulydshùs (carne di gulasch), un pasto preparato dai bovari della Puszta regno di pascolo di grandi mandrie bovine; da qui i capi più pregiati attraversavano l’Europa centrale per raggiungere i macelli europei di Vienna, Norimberga o Venezia.

Nonostante le sue umili origini, già verso la fine del XVIII secolo il gulasch si diffuse nelle cucine di corte ed è diventata una ricetta molto famosa ed amata, tanto da diffondersi nell’impero austroungarico e dai confini dell’Austria è passata lungo tutto l’arco alpino orientale diventando un classico tipico del nord-est italiano.

Il gulasch si può preparare in più modi ma l’unico punto sul quale non esiste disputa è che la farina è necessaria per legare la salsa e che la paprika, sempre usata con generosità, conferisce alla zuppa una consistenza cremosa ed una tonalità rossa particolare.


Pâtè di fegato d’anatra al picolit

Questa è un'altra delle ricette che ho nel mio archivio e che ho pubblicato anni fa in siti di cucina.
In origine era fatta con il Cognac, poi l'ho raffinata.
Dovevo prepararlo per Natale, ma il diavolo ha messo lo zampino e io sono rimasta a letto con l'influenza e i miei hanno pensato bene di usare il fegato in modo diverso.

PÂTÈ di FEGATO d’ANATRA al PICOLIT

Per 5/6 porzioni

500 g di fegato d'anatra
300 g di burro di malga
1 bicchierino di vino Picolit
1 bicchiere di vino Riesling
2 scalogni
sale e pepe nero

Mondare, tagliare sottilmente gli scalogni e rosolateli con poco burro a fiamma bassa.
Appena saranno imbionditi, aggiungere il fegato intero.
Dorare per alcuni minuti da ambo le parti, e poi bagnarli con il riesling per non farli seccare.
Dopo 10 minuti (circa) di cottura, versare i fegati in una terrina e lasciarli raffreddare per 1/2 ora circa.
Frullare con il minipimer o con il robot da cucina il fegato col suo sughetto, con il burro e un bicchierino di vino Picolit sino ad ottenere una crema liscia e morbida.
Salare, pepare a piacere e poi versare il composto in una terrina (per i patè.
Lasciare raffreddare in frigorifero alcune ore, prima di servire su crostini o fette di pane nero o crostoni di polenta.

*** Il fegato che avevo trovato in una macelleria di fiducia, era di anatra muta.
L’ Anatra Muta (o di Barberia o Muschiata) derivata dalla Chairina moschata, specie originaria dell’America del Sud e giunta in Europa già nella sua forma domestica. E’ specializzata per la produzione di una carne di eccellente qualità e del fegato che è adatto per produrre foie gras.

***Vino PICOLIT
Il Picolit è considerato una gemma dell'enologia italiana. Così chiamato per la scarsa produzione dei suoi acini e grappoli, oppure secondo altre versioni, per le ridotte dimensioni della sua uva.

Custodia hard disk













Il bradipo informatico, a Natale ha ricevuto in regalato l'Hard Disk.
Devo studiarmi bene le sue proprietà. (sono un pò orgogliosa e non mi va di chiedere al Pargolo)
Chissà se riesco ad aggiornare tutti i programmi che ho sul pc di casa e trasferirli sul portatile quando vado via, sarebbe geniale visto che con la chiavetta devo sempre lasciare indietro qualche cosa che alla fine mi serve.
Ho pensato di fare un vestitino ricamato per questo aggeggio (ancora sconosciuto), era da tanto tempo che non prendevo in mano un ricamo e visto il buon risultato, mi sa che fra le altre cose farò dei lavoretti che mi possono essere utili.

CUSTODIA HARD DISK


Piccata di vitello

Oggi un'amica mi ha chiesto come cucinare le fettine di punta di vitello, voleva una ricetta diversa dalle solite fettine passate alla griglia.
Di solito, per fare questa ricetta uso l'ossocollo di maiale, questa carne è già saporita di suo e in questo sistema accontento bene anche i miei ometti.
E' una ricetta che ho messo in qualche forum di cucina ancora un decennio fa, ne ho tante nel mio archivio, ma tutte senza foto, perchè a quei tempi non c'era la macchina fotografica digitale.
Provatela, e poi mi saprete dire.

PICCATA di VITELLO di Rosy
per 4 porzioni

4 fettine di vitello (anche pollo - o maiale)
farina qb
capperi
prezzemolo
succo di limone
1/2 bicchiere vino bianco
Olio e burro q.b.
sale e pepe

Infarinare le fettine di carne e metterle a parte.
In un tegame che le contenga ben distese, sciogliere il burro nell'olio e quando inizia a spumeggiare appoggiare le fettine.
Rosolare tutti e due i lati e girarla solo quando è ben cotta da una parte.
Salare leggermente.
Togliere la carne dalla padella e tenerla al caldo al caldo.
Unire il vino bianco al fondo di cottura, il succo di limone i capperi, eventualmente tagliuzzati, ed il prezzemolo.
Restringere il sughetto sino a quando si sarà addensato al punto giusto.
ettere le fettine tenute al caldo nel sughetto e lasciarle insaporire.
Servire caldo.

venerdì 27 gennaio 2012

Canederli di baccalà al pesto



Mi tratto bene, visto che il pesce veloce del Baltico mi piace in tutte le salse ? ho pensato bene di farmi i Canederli di Baccalà ... buoni, li ho mangiati di gusto e una porzione (3 canederli), me li sono congelati ... pronti per l'uso.
Forse il sugo non era molto indicato ... ma quello avevo pronto e quello ho fatto.
Premetto, ho fatto una cavolata, ho passato il pane al minipimer ed è venuta tutta una pappetta.
Se avessi immerso la mia manina per amalgamare tutto, il pane non si sarebbe spappolato completamente e i sapori sarebbero rimasti ben distinti.

CANEDERLI di BACCALA' al PESTO
per 2 porzioni

1 pezzo di baccalà dissalato e lessato 150 g circa
1 panino vecchio tipo ciabatta da 120 g
1 scalogno tritato
1 spicchio di aglio
1 ciuffetto di prezzemolo
1 ciuffetto di aneto
pizzichino di sale e pepe
1 cucchiaio di farina
1 cucchiaio di pesto sciolto con un poco di acqua di cottura
formaggio montasio grattugiato.

Cuocere il baccalà, dal bollore abbassare la fiamma e continuare la cottura per 20 minuti circa.
Scolare il baccalà con una schiumarola e tenere l'acqua di cottura.
Tagliare grossolanamente il pane e bagnarlo con l'acqua di cottura del baccalà.
Disfare il pane con le mani, unire il baccalà tritato con lo scalogno, l'aglio e il prezzemolo e un ciuffetto di aneto.
Aggiungere un pizzico di sale, il pepe, la farina e continuare ad amalgamare con la mano.
Formare delle pallotte grandi come le palle da tennis, passarle nel pane grattugiato e lasciarle riposare un poco.
Portare a bollore l'acqua leggermente salata (attente a non metterne troppo), inserire nella pentola 3 canederli (per 1 porzione) e appena l'acqua riprende il bollore, abbassare la fiamma.
Dopo una decina di minuti circa, i canederli vengono a galla da soli.
Scolarli per bene, appoggiarli nel piatto e condirli con il pesto diluito con un poco di acqua di cottura dei canederli.
Spolverata di formaggio eeee ... gnam gnam.

Canederli già formati. (3 li ho messi in una vaschetta e li ho messi a congelari. (una volta congelati, li ho passati in un sacchetto per occupare meno posto). ... Gli altri 3 me li sono mangiati io.

Impasto dei canederli

Aggiunta di farina all'impasto.

Pane ammollato ... meglio amalgamare con le mani così rimangono i pezzetti (passato al minipimer è diventato papparella.

Baccalà, scalogno, aglio, prezzemolo, aneto

Baccalà allo scalogno













Ci risiamo, devo mangiare pesce ... e che colpa ne ho se preferisco il baccalà a tutti gli altri pesci ?
e va bene ... in un'altra vita devo essere stata un gran bel baccalà ! ^___^ ^__^

*** l'ho già scritto però ve lo ripeto.
Quando faccio un soffritto con lo scalogno o con le cipolle, metto subito un pizzico di sale grosso.
Chiude i pori delle verdure e non bruciano ... ma mi raccomando, non abbandonate a lungo le padelle ^___^

Quando cucinate il baccalà, il sale mettetelo sempre in ultimo ... ma solo se occorre.

Chi è pratico riesce a dissalare bene il baccalà, però capita anche che per premura o perchè non si è cambiata spesso l'acqua, che il pesce sia ancora un poco salmastro.

BACCALA' allo SCALOGNO
per 3 porzioni

3 pezzi di baccalà fritto (circa 180 g cad.)
5 scalogni grandini
2 spicchi di aglio
1 cucchiaio di triplo concentrato di pomodoro Mutti
olio q.b.

Tritare finemente lo scalogno con l'aglio e stufarli piano in un poco di olio.
Sciogliere il concentrato di pomodoro in un bicchiere con acqua bollente e versarlo sullo scalogno.
Cuocere una decina di minuti e poi appoggiare il baccalà fritto.
Lasciarlo insaporire e cuocere per una ventina di minuti a fuoco basso, aggiungendo poco brodo vegetale se si dovesse asciugare troppo.
Servire caldo.

Per il fritto:
asciugare molto bene il baccalà spugnato.
Passarlo appena appena nella farina .
In una casseruola che li contenga, scaldare pochissimo olio e appoggiare i pezzi di baccalà.
Cuocerli a fuoco vivace da ambo i lati, senza arrossirli troppo.
Scolarli su carta assorbente più volte ed infine procedere come descritto sopra.




Turbantini Ikea


Li ho già proposti, ma questa volta ho azzeccato proprio il gusto dei turbantini della Ikea.
Ve li ripropongo perchè potrebbero piacere anche ai vostri bimbi.

TURBANTINI IKEA
per 6 turbantini

dosi a occhio ... sono gli ingredienti che ne danno un sapore unico.
2 patate piccole lessate
4 ciuffetti di cavolfiore verde di Roma lessato
4 ciuffettidi broccoli lessati
1 ciuffo di cavolfiore bianco lessato
1 scalogno grande crudo
Aneto crudo ... l'ingrediente magico che si accompagna bene anche sul salmone.
1 cucchiaio di farina
sale e pepe se piace.

Lessare tutte le verdure separatamente.
Scolarle e versarle in una terrina.
Schiacciarle con i rebbi della forchetta, lasciando anche dei pezzetti grossini.
Mettere sale, pepe, farina, aneto e cipolla tritati fini..
Mescolare con cura
Ho inaugurato gli stampini dei Muffin ... lavati, asciugati bene e unti con una pennellata di olio.
Pigiato negli stampini il composto e infornato a 200° per 30 minuti circa, appena hanno formato la crosticina di sopra, li ho portati in tavola.



Pinze da cucina











PINZE da CUCINA

Ricordate le pinze che erano apparse per la prima volta nella trasmissione La Prova del Cuoco con Anna Moroni ?
Erano piccole, ho sempre fatto fatica a pinzare i cibi per girarli ... quindi tante volte sono rimaste a riposare nel cassetto della cucina.
Qualche giorno fa ne ho trovato un tipo molto più pratico, con le punte larghe, che afferrano bene bistecche & C.
Io mi trovo bene, le segnalo ... non si sa mai che siate interessati.




mercoledì 25 gennaio 2012

Tortiera da forno












Questo è un meraviglioso regalo ricevuto a capodanno, quando sono venuti da noi per alcuni giorni gli amici di Matteo.
Bellissimo come soprammobile ...
e non dovevo inaugurarlo ? questa è solo la prima crostata ... ma poi ne sono venute altre.
Va molto bene per tenere morbide le crostate, perchè ha un coperchio decorativo che le mantiene morbide e nello stesso tempo fa da soprammobile ornamentale che mi piace.
Peccato averlo in montagna ... ma mica posso prendere un tir per trasportare tutte le mie mercanzie da MI alla montagna e viceversa vèèèè !
Meravigliosi Paola e Alessandro !

TORTIERA da FORNO




Cornetti alla pizzaiola


Velocissimi, buoni piccoli e simpatici
Niente di meglio quando hai premura ... e i complimenti fioccano ... pure dagli Orsi miei. ^___^

CORNETTI alla PIZZAIOLA
per 16 cornetti

1 confezione pasta sfoglia
formaggio montasio di media stagionatura
triplo concentrato di pomodoro Mutti (quello nei tubetti)
origano

Dividere in 16 spicchi la pasta sfoglia (rotonda)
Su ogni spicchio spalmare una punta di concentrato di pomodoro, appoggiare un pezzetto di formaggio e spolverare con origano.
Arrotolare i cornettini come quelli dolci, spolverare ancora con poco origano e infornare per 25/30 minuti in forno come consigliato dalla confezione della pasta sfoglia.

lunedì 23 gennaio 2012

Bussolan di S.Antonio


Ehei ! avete finito di ridere ?
Sfido tutti voi a fare la ciambella con un buco di traverso come un bigolotto ! ^_____^
Ho ancora nelle orecchie la risata di mio marito che si sganasciava. Se poi penso al mio amico silente ... sì, sì ... quello che mi passa le fotografie ... lassem perd.
Questa ciambella passerà alla storia come la ciambella bigolotta.
Ma torniamo seri, l'idea della ricetta l'ho presa QUI è una ricetta tipica del mantovano, che una volta si faceva il giorno di S.Antonio il 17 gennaio.
La ricetta è di Silvana è un'amica virtuale da una vita e ora siamo ancora insieme in un altro forum; come al solito la ciambella è un poco diversa perchè avevo poca farina e ho abbondato col limone perchè a Matteo piace limonciosa. (sotto vi scrivo la ricetta originale di Silvana).

BUSSOLAN di S.ANTONIO
tortiera Ø 22 con bicchierino popov per formare il buco

200 g farina 00
200 g fecola di patate
150 g zucchero
3 uova
+ 1 uovo e latte per spennellare la torta.
100 g burro fuso
buccia grattugiata di 1 limone
1/2 limone spelato a vivo e tritato Unito con il suo succo.
1 pizzicotto sale fine
1 bustina di lievito.

Unire tutti gli ingredienti (meno il 4° uovo) in una terrina alta e impastare per bene.
Versare il composto in una tortiera a cerniera a forma di ciambella e spianare bene con una forchetta.
In una ciotola sbattere l'uovo (ma era meglio mettere solo il tuorlo), con il latte e un paio di cucchiaini di zucchero a velo. (ce l'avevo in una bustina e ho preferito usarlo).
Spennellare abbondantemente l'uovo sulla superficie della torta e infornare a forno caldo 180° per 40 minuti.

Ricetta di Silvana - www.ilcortiledellematte.com

Ho impastato
400g. di farina,
150 g. di zucchero ,
3 uova,
100 g. di burro fuso,
la buccia grattugiata di un limone ,
una bustina di lievito.
Ho messo l’impasto in uno stampo a ciambella ,ho pennellato la superficie con uovo e latte e ho infornato a 180° per 40 minuti.




La rifarò con il fondo giusto della ciambella ... questa volta ho ovviato con una formina di popov, perchè l'angolo recipienti dolciari è tutto un ribaltone ^___^

domenica 22 gennaio 2012

Cavolo cinese o meglio Bok Choy o Pak Choi


Ehei ragazzi, qui non si mangiano solo primi e secondi o dolci, ma ci cibiamo anche di verdure e non mi dispiace provarne di nuove , quando le trovo sui banchi del mercato settimanale o supermercati.
Questi sono cavoli cinesi.

CAVOLO CINESE o meglio BOK CHOY o (PAK CHOI)
per 4 porzioni

4 cavoli cinesi
4 scalogni
1 nocciolina di burro
1 filo di olio

Lavare bene i cespi di cavolo, sgrondarli dall'acqua e tagliarli a metà.
Appoggiarli bene allineati in una casseruola che li contenga bene.
Montare e tagliare in quattro gli scalogni e inserirli nelle fessure che trovate.
Inserire la nocciolina di burro, bagnarli di olio, salare leggermente e chiudere con il coperchio.
Appena inizia il bollore abbassare al minimo la fiamma piccola.
Cuocere senza aprire per una decina di minuti.
Formano da soli acqua di vegetazione, perciò se ne trovate un pò, cuocete senza coperchio a fiamma più sostenuta.
Cuociono in fretta, non richiedono una cottura lunga, perciò appena il sughetto si è ristretto servire.
Preparrte le porzioni e spolverizzare con pepe macinato al momento.


*** Bok Choi appartiene alla famiglia della crucifera (bot.: Cruciferae, Brassicacee), la stessa del cavolo.

Originario dell’Asia, il Pak –choi è un ortaggio a foglia coltivato soprattutto in Cina e Giappone.

In Europa il Pak- Choi è stato introdotto dagli asiatici residenti ad Amsterdam, oggi questo ortaggio viene prodotto in Europa solo in quantità limitata, e proviene in massima parte dall’Olanda.

Le foglie del Pak-Choi sono simili per aspetto e forma a quella delle bietole a costa larga, ma dal sapore amarognolo.

Dal punto di vista nutrizionale il Pak choi è una verdura preziosa, ricchissima di sostanze nutritive, in quantità anche doppia rispetto al cavolo bianco.

Il nome bak choy in lingua cantonese significa verdura bianca (bei/bak=bianco, choy=verdura

Le caratteristiche nutrizionali sono superiori a quelle dei cavoli normali, a parer mio è una verdura molto gradevole, ha un sapore che si avvicina molto al cavolo verza e ben diverso dalle bietole a cost.

Le varietà che si trovano normalmente qui da noi sono con il gambo bianco, ma ci sono anche con le coste verde che sono più rustiche sopportando brevi geli.


Polpette di ricotta


L'idea delle polpette di ricotta, l'ho presa dal sito www. il cortiledellematte.com e la ricetta è di Aurora.
Mi è venuta a fagiolo al momento giusto, quando avevo la ricotta in scadenza. Pensavo di confezionare poca roba, però ho dovuto fare un impasto un pò sodo e quindi il volume si è moltiplicato ... meglio dù che one ! ^___^
In questo modo ho preparato gli gnocchi per me (vedi ricetta QUI) e le polpette per i miei uomini ... gradite e divorate !

POLPETTE di RICOTTA
per 1 porzione di gnocchi e due di polpette di ricotta

250 g ricotta sgocciolata
5 cucchiai di pane grattugiato
3 cucchiai di formaggio montasio grattugiato
pepe macinato al momento
sale poco.

Sgocciolare per bene la ricotta.
Unire tutti gli ingredienti e amalgamare il composto.
Formare delle polpette e usarle al momento che vi servono. (riporre in frigorifero).
Preparare un sugo rosolando per bene 1 scalogno
Appena inizia ad imbiondire, aggiungere 6 cucchiaiate di sugo pomodori peperoncino della Mutti.
Allungare con 1/2 bicchiere di brodo vegetale caldo e cuocere una decina di minuti a fuoco bassissimo.
Aggiungere delicatamente le polpette e lasciarle insaporire da ambo le parti.
Servire calde.
Le ho servite con del radicchio grigliato.




Gnocchi di ricotta al pesto


Ricotta scaduta il giorno prima, non venitemi a dire che si deve buttare, è tutta una forma di consumismo e a cui prodest ?
Li ho fatti ormai la settimana scorsa e sono qui a raccontarvi le mie ricette, a proposito ... dù ricette sono meglio di one ^____^, perciò dopo la ricetta degli gnocchi vi passo un'altra ricettina da sballo.

GNOCCHI di RICOTTA al PESTO
per 1 porzione di gnocchi e due di polpette di ricotta

250 g ricotta sgocciolata
5 cucchiai di pane grattugiato
3 cucchiai di formaggio montasio grattugiato
pepe macinato al momento
sale poco.

Sgocciolare per bene la ricotta.
Unire tutti gli ingredienti e amalgamare il composto.
Formare 10 gnocchi della grandezza di una noce e schiacciarli in mezzo.
Portare a bollore l'acqua e immergere gli gnocchi.
Appena tornano a galla sgocciolarli con una schiumarola e condirli con del buon pesto passato in padella con una nocciolina di burro e un paio di cucchiai di acqua di cottura degli gnocchi.
Servire caldi.

*** la storia del buco in mezzo:
Metto nel palmo di una mano un poco di impasto e con l'altra arrotolo per formare una pallina decente. Purtroppo da una parte la pallina mi viene sempre bene, mentre dall'altra mi viene bislunga tipo trottola. Schiaccio in dentro il pirolino lungo ed ecco formato il buchino.


S.O.S ^___^
Quando ero piccola, la mia bisnonna Amalia veneta cantava un ritornello mentre preparava gli gnocchi insieme alla nonna Maria.
Le parole non le ricordo più bene, se qualc'uno di voi la sapesse mi può contattare per favore ?

Gnochi bufoti
la pistagnochi
Me mama la gà fato i gnochi
mi vago a magnar

Non ricordo altro e non so neppure se le parole sono proprio uguali.