Foto Carlo di Ampezzo

Foto Carlo di Ampezzo
Il nostro bellissimo paesello con tutta la Valle del Tagliamento. Quella nontagna a Punta è il Monte Amariana che svetta sopra Tolmezzo.

sabato 7 settembre 2013

Pesto di basilico nero

Questa primavera abbiamo deciso di piantare basilico normale, basilico greco e basilico nero o rosso come preferite. Questa qualità è molto delicata e in cottura purtroppo diventa verde.
Decisa a vedere il suo colore nel piatto, ho gironzolato un pò nel web e ho capito che gli unici modi per conservarlo nel suo colore, è quello di fare del pesto oppure metterlo sott'olio e sale ... in questo modo si conserva il suo colore ma sopratutto il suo aroma.
Gusto piacevole, delicato e il suo colore è assicurato.


PESTO di BASILICO NERO
le ciotoline non so quanto resistono, 

domani la mia amica Angela farà la grigliata e questo pesto volerà nei crostini prima di sederci a sgranocchiare costine, saslsicce, alucce di pollo e quant'altro ^___^

una terrinetta di vetro (ikea) piena di foglie di basilico nero
1 spicchio di aglio
1 manciatina di frutta secca (noci,nocciole,mandorle,pistacchi).
sale grosso
pepe bianco macinato al momento
olio q.b. per ottenere una crema piacevole sia da spalmare che da usare come sugo.
100 g di montasio grattugiato

Inserire nel boccale del frullatore (ho il kenwood), 
la frutta secca (se la spelate e tostate è meglio ma non ho avuto tempo) il sale grosso, e una parte del formaggio grattugiato. dare una prima decisiva frullata per frantumare la frutta secca.
Aprire il frullatore, inserire tutte le foglie di basilico, il resto del formaggio, il pepe e frullare aggiungendo contemporaneamente l'olio a filo.
Appena si forma una buona cremina spegnere, versare nelle ciotole ( a me va subito e non ci sono problemi), ma volendolo conservare versarlo in piccoli vasetti monoporzione e conservare ... se a lungo termine, nel congelatore.
Altrimenti in frigorifero sta bene anche una settimana.


Il colore è rimasto naturale



Boccale del kenwood riempito con foglie di basilico nero


Piccola insalatiera di vetro della Ikea colma di foglie di basilico nero

Il termine "basilico" deriva dal greco "basilikos", che significa "erba degna di re", per la grande rilevanza conferita a questa pianta.
Il basilico nero è una pianta originaria dell’India, paese nel quale è considerato la rappresentazione di una trinità divina. Questo avviene grazie alle capacità curative di questa varietà di basilico, in grado di agire sui tre principali livelli che regolano il nostro organismo: mente, corpo e spirito.
Definito da molti naturalisti “la regina delle erbe” per le numerose proprietà curative che lo contraddistinguono, il basilico nero è un ottimo antiossidante, e ha tra le principali virtù quella di essere un ottimo rimedio naturale contro lo stress.
Assumere con regolarità questa pianta contribuisce anche ad aumentare le difese del nostro sistema immunitario, e può aiutarci a combattere febbre, mal di testa, tosse, bronchite ed asma.
Ottimo condimento per i piatti mediterranei, il basilico nero va innaffiato frequentemente e necessita di molto sole.

mercoledì 4 settembre 2013

Zucchina cocuzza al forno con Tropea

Ecco finalmente una regina Cocuzza, le zucchine siciliane.
con una intera me ne è venuta una bella tegliata con la cipolla (simil cipolla di Tropea), fantastiche veramente.
Vamolà, che stamane mi faceva piacere avere il forno acceso, cielo terso - sole splendente - all'ombra frescolino e al sole caldo ... al mattino la cucina è in ombra e si sente freddo, così con il forno acceso mi sono riscaldata.

ZUCCHINA COCUZZA al FORNO 
con TROPEA
per 4 porzioni

1 zucchina cocuzza (non grande come da foto, ma quasi)
6 cipolle rosse simil Tropea
olio a filino
sale e pepe ognuno ha messo il suo

Lavare la zucchina, asciugarla e tagliarla a rondelle.
Sbucciare le cipolle e tagliarle a rondelle
Appoggiare la carta forno sulla teglia da forno, versare un poco di olio e spennarlo bene su tutta la carta.
Appoggiare tutte le rondelle delle zucchine e sopra quelle di cipolla.
Salare e versare appena appena un goccino di olio sopra alle verdure.
Cuocere in forno caldo a 220° per mezz'ora circa senza voltare le verdure.
Servire nei piatti e pepare a piacere


Zucchine pronte, per me con ricotta di malga affumicata



Zucchine pronte da infornare


Zucchine nel forno


La regina delle zucchine di cui vi ho già parlato ... questa era un poco più piccola e nella protuberanza finale c'erano un pò di semi, ma lo scarfto di queste zucchine è pochissimo

martedì 3 settembre 2013

Rane arrosto

Ho dei cugini che mi vogliono un beeeneee ! Renzo poi è speciale !
Conoscendo il mio punto debole, mi propongono delle golosità che mi ricordano l’infanzia, i cibi buoni cucinati da nonna Maria che era una donna meravigliosa.
Ormai lo sapete che sono nata nella Lomellina, paese di risaie  – località nel triangolo fra Alessandria, Novara, Vercelli.
Il mio paese è posto sulla vecchia strada Milano Alessandria (ora c’è una tale marea di strade, superstrade, rotonde … che se uno non sa di preciso dove andare si trova a Roma senza saperlo … va a capire tu ^___^;  fatto sta che si è più vicini a Casale Monferrato e a Milano, che a Pavia che è la vera provincia del paese.
Il paese è piatto, classico della pianura padana … in primavera gli specchi d’acqua che lambiscono la strada, sono dapprima solo acquitrini, poi si vede crescere una bellissima barbetta verde e man  mano si vedono le piante di riso che crescono.
Un tempo questi campi erano invasi dalle mondine e dai loro canti che arrivavano anche da lontano … donne arrivate da tutte le parti d’Italia, che mondavano e poi tagliavano il riso. Queste donne che spesso lasciavano marito e figli nei loro paesi, trovavano ospitalità nei grandi dormitori delle cascine e qui avevano diritto a pasti caldi.
Per noi bambini, il bello del periodo delle mondine era il sabato sera … era facile che qualche suonatore di fisarmonica iniziasse a suonare sull’aia e pian piano le mondine uscivano dalle camerate e iniziavano a ballare fra di loro oppure si riunivano in allegri cori per sfogare la loro stanchezza.

RANE ARROSTO

Questo ben di Dio una volta era cibo quasi quotidiano, la carne c'era solo per gli ammalati o per le feste comandate. 
Questa è la trattoria ma, come dice Renzo ...

Trattoria con locanda DA CARLA
via Necchi 3/5 fraz. Molino d'Isella Gambolò (PV) tel.0381 939582
Attenzione
Il termine trattoria potrebbe fuorviare, è un vecchio mulino ristrutturato nella valle del Ticino
con salone con ampio camino e salette ben arredate,ottima cucina





Ma parliamo di rane, un tempo le risaie erano piene di rane, di carpe  e altri pesci che stavano bene fra le acque delle risaie.
Quando ormai abitavo a Milano, papà ci portava al paese quando aveva il riposo dal lavoro alla domenica, logicamente alla sera si tornava dopo cena (che per altro in campagna è sempre prestino), ormai era buio, i fari della vecchia topolino di papà illuminavano la strada e quelle stupide rane, anziché scappare a grandi salti, si radunavano sull’asfalto in massa ed era difficile scansarle.
Di conseguenza sotto le ruote della macchina il cric crac delle povere bestiole schiacciate era inevitabile.
… Ma quanto erano buone quelle rane, Nonna Maria e Nonna Marcella le cucinavano divinamente.
Nonna Marcella faceva ed era specializzata nei risotti  che erano sublimi,  Nonna Maria invece le preparava arrosto che sembravano dei piccoli croccanti, oppure le faceva in umido o le metteva nella frittata … insomma erano una goduria.
Le ultime rane che ho cucinato io, le ho mangiate una quindicina di anni fa quando me le ha gentilmente regalate la Zia Tina che con la sua bacchetta magica  se ne andava nelle stradine in mezzo alla campagna a caccia di ranocchi.
Poi più nulla … ormai le rane erano già dimezzate dai diserbanti, alcuni pesci spariti perché le acque inquinate e ora, i cugini che ancora abitano da quelle parti, mi hanno detto che se ne trovano molto poche.
Qualche trattoria buona che le sa cucinare come si deve, c’è e bisogna coccolarle e prenotarsi per poter gustare un buon piatto di fritto di rane.
Quel vile di mio cugino me le ha sviolinate sotto il naso, è stato a mangiarle domenica scorsa, mi ha riportato alla memoria parecchi aneddoti della nostra infanzia e mi ha lasciato pure il nome della trattoria … caso mai mi decidessi a fare una bella visitina …….
 Ma ti pare caro cugino che io parto di qui e mi sgamello quasi 600 km per raggiungere Molino d’Isella di Gambolò (PV) ???
Ma quando ti vedo, non farti beccare ^____^.




Gli aironi erano spariti ... ora con il freno ai diserbanti, sono tornati aironi bianchi e aironi cinerini.

Ecco cugino Renzo, io sto sbavando davanti al monitor ma la prossima volta ti prego, spediscimi un piccolo assaggio tramite la SDA o TNT, fai il bravo.