Foto Carlo di Ampezzo

Foto Carlo di Ampezzo
Il nostro bellissimo paesello con tutta la Valle del Tagliamento. Quella nontagna a Punta è il Monte Amariana che svetta sopra Tolmezzo.

sabato 15 gennaio 2011

Pasticcio di taccole ricche

TACCOLE o PISELLI MANGIATUTTO
Occhio ragazzi, fra non molto arriva la primavera e insieme la natura si risveglia donandoci frutta e verdura buona e salutare.
Non tutti conoscono le taccole, sono piselli con il baccello molto grande e il pisellino piccolo e piatto ^__^ e non ridete, cosa avete capito !?! piuttosto guardate bene la foto e poi ditemi se non ho ragione.
Sono ottimi e li potete cucinare in tanti e svariati modi. Vi propongo una ricetta di piattoni stufati ma ricordate che potete farci anche un buon minestrone.
Buon appetito

PASTICCIO di TACCOLE RICCHE
per 4 persone
600 gr taccole 2 uovaformaggio montasio grattugiatoburro q.b.sale e pepe

Besciamella
Fatela nel vostro solito modo
Io la faccio con la farina di riso ed è più digeribile
- Lasciarla intiepidire, pepare generosamente e incorporare velocemente le uova.

Cuocere le taccole per una decina di minuti in acqua salata, scolarle e passarle sotto acqua fredda perché rimangano belle verdi.
Ponetele in una teglia da forno imburrata e mescolatele con ¾ della besciamella preparata.
Versate sopra la rimanente besciamella, spolverate con abbondante formaggio grattugiato e infornare nel forno preriscaldato a 200° finchè si è formata una bella crosticina dorata.
Servire caldi

venerdì 14 gennaio 2011

Lasagne, spinaci, pinoli uvetta

Fate i bravi, non sono una suocera degenere perciò, dopo lo sbavamento di Andrea alla vista dei suoi bimbi davanti a degli ottimi cannelloni di spinaci, ho fatto provviste e a lui ho preparato le lasagne.
Non mischio mai il dolce con il salato, però questa volta ho provato ad aggiungere dell’uvetta passa o sultanina alla preparazione … non male, ha conferito al preparato un sapore delicato e particolare.
Avevo giusto 2 fettine di salmone affumicato, l’ho spezzettato e l’ho inserito nel secondo strato di lasagne. (ha dato una marcia in più al sapore delle lasagne)
Anche gli Orsi hanno gradito.


LASAGNE , SPINACI , PINOLI , UVETTA

Per … questa volta ho fatto a occhio, a voi rimane l’impostazione dei quantitativi.

lasagne, le ho impastate io
spinaci surgelati già tritati
uva passa o sultanina
pinoli
brodo di carne o dado
aglio
besciamella pronta
olio q.b.
pimenta
formaggio montasio grattugiato

Preparare l’impasto con farina di semola e uova
Tirare un po’ di lasagne con la sfogliatrice e sbollentarle per qualche minuto.
Per non farle attaccare, mettere nell’acqua di cottura un cucchiaio di olio.
Scolarle, passarle velocemente sotto acqua fredda (così non si appiccicano) e stenderle su un canovaccio.

Soffriggere l’aglio in un tegame con un poco di olio e unire gli spinaci ancora surgelati.
Aggiungere un po’ di brodo di carne o di dado e portare a cottura mescolando di tanto in tanto. (gli spinaci devono rimanere leggermente brodosi per permettere alle lasagne di cuocere completamente).
Quasi alla fine, aggiungere un poco di pimenta grattugiata, i pinoli, l’uvetta e aggiustare di sale se necessario.

Unire agli spinaci ¾ della besciamella e amalgamare con cura.

In una teglia imburrata appoggiare uno strato di lasagne, uno di salsa di spinaci e così via sino ad esaurimento prodotti.
Terminare con la salsa di lasagne e sopra besciamella e formaggio grattugiato.

Infornare a 200° in forno caldo per 20 minuti circa finchè anche la superficie ha preso colore.

giovedì 13 gennaio 2011

Cannelloni di ricotta e spinaci


Lo sapete già che i miei nipotini vivono in Inghilterra e che li vedo poco vero ?
E quando Martino (chiacchierino) di 3 anni dice a nonna che vuole diventare come Braccio di Ferro, nonna che cosa fa ? Ma si inventa qualche cosa di goloso per un bimbo piccolo vi pare ? non ci pensa su troppo e prepara una piccola pasta sfoglia fresca per i suoi monelli.
Pochi cannelloni solo per Martino e per Marcolino di 10 mesi che mangia come un porcellino di tutto e di più.
^__^ il papà Andrea è rimasto con la bocca aperta e gli occhi spalancati, gli mancava la bauscina e poi era sistemato.
Alla fine ha ritrovato la voce e ha chiesto … e io ???
finito spinaci - poca ricottina - pappa buona solo per bimbi di nonna

CANNELLONI di RICOTTA e SPINACI
per la pasta
200 g farina
2 uova
Impastare la farina con le uova, lasciarla riposare un poco e poi tirarla fine con la sfogliatrice del Ken (o con la nonna papera o con il mattarello).
Tagliare delle lasagne rettangolari regolari.
Sbollentarle in acqua salata per alcuni minuti, scolarle e passarle velocemente in acqua fredda.
(Per evitare che si attacchino, versare nell’acqua salata un cucchiaio di olio)
Stenderle provvisoriamente su un canovaccio.

per il ripieno
100 g spinaci cotti
1 ricottina
Cuocere gli spinaci surgelati, strizzarli bene, tritarli a coltello e mischiarli alla ricotta .
Appoggiare un poco di composto ottenuto su ogni rettangolo di sfgoglia e arrotolare la lasagna a cannellone.
Imburrare una pirofila e appoggiare i cannelloni man mano che sono pronti.
Bechamella
L’avevo già pronta, ho aggiungo formaggio grattugiato
sale e pimenta
Avevo di scorta un cartoncino di bechamella, l’ho versato in una terrinetta, ho aggiunto un poco di latte, sale formaggio grattugiato e pimenta tritata col macinino da caffè o con un mulinello.
Mescolare molto bene e versare questo composto sopra ai cannelloni.
Mettere la teglia nel forno preriscaldato e cuocere 20/30 minuti finchè la superficie inizia a dorarsi

PIMENTO
Giamaica Pepper, o pimento è la bacca secca familiarmente chiamata pimento, perché ha il sapore di una combinazione di chiodi di garofano, bacche di ginepro, cannella e pepe.
La spezia prende il nome dal portoghese Pimenta , pimienta spagnolo - pepe, che è stato dato dalla sua somiglianza con grani di pepe.

Uova a funghetto

Chi non ha mai fatto le uova a funghetto ? E’ una delle prime ricettine che mi ha insegnato la mia vicina di casa quando ancora ero una bimbetta.
Un tempo faceva parte degli antipasti dei giorni di festa … magari non così arricchiti ma con tonno e maionese, sempre.

UOVA a FUNGHETTO

Ingredienti

uova sode
tonno sott'olio sgocciolato
acciughe sott’olio
alcuni capperi dissalati
poche olive verdi snocciolate
poco burro
pomodori rossi, piccoli e sodi
maionese insalata per guarnire – radicchio verde o rosso – a foglia larga o tagliata fine

Cuocere le uova per 7 minuti dall’inizio del bollore.
Passarle sotto l’acqua fredda per fermare la cottura, altrimenti il tuorlo tende a diventare nero.
Tagliare il bianco del fondo largo dell’uovo e sfilare il tuorlo giallo.
Mettere nel tritatutto i tuorli e tutti gli altri ingredienti (burro compreso tagliato a pezzettini) e frullare sino ad ottenere un composto omogeneo.
Togliere la calotta superiore dei pomodorini, svuotarli e asciugarli con carta da cucina.
Riempire delicatamente le uova con la crema e appoggiarli sul letto di verdure.
Appoggiare i pomodori sulle uova a mò di cappello e guarnire con delle lacrimucce di maionese.

Volendo - abbellire con cipoline sott’aceto piccole e qualche cetriolino tagliato a ventaglio.


*** Un tempo questo era l'antipasto canonico, sempre con quegli ingredienti.

da un pò di tempo mi sono sbizzarrita, insieme al tuorlo ci metto: salsiccia con funghi - arrosto con carciofi e tutto ciò che la fantasia e il vostro gusto vi suggeriscono.

Un'amica di forum di cucina, non ha capito bene il procedimento ... lo riscrivo anche qui per semplificarvi il lavoro:

Molto semplice Vale:
le uova hanno due poli ...
uno è più piccolo,
l'altro è più grande

le uova sode le sgusci
tagli un pezzettino di calotta del polo più grande
estrai piano il tuorlo sodo

il tuorlo lo triti con quello che più ti piace
poi torni a riempire il pancino dell'uovo che è rimasto vuoto

*************

Pomodorini usa quelli Camone che sono quasi perfetti per le uova.

tagli un pezzetto di pomodoro dalla parte dove c'è il picciolo (non ti serve)
scavi il resto del pomodorino e lo asciughi bene

lo appoggi sopra all'uovo come fosse un cappello
e lo decori con dei puntini di maionese


Molto semplici
molto facili
molto d'effetto
molto buoni ... peccato perchè ne mangerei ben più di uno o due.

Ravioloni, montasio, carciofi, ossocollo di maiale

I ravioloni o Maultaschen li faccio spesso, sono belli cicciosi, rendono bene e appagano la vista oltre che il palato.
Sono veloci e si possono riempire come si desidera. Per la pasta sfoglia proseguite come siete abituate, anche se fate dell’impasto in eccedenza, basta tagliare delle tagliatelle o pappardelle e condirle con un buon ragù.

RAVIOLONI con MONTASIO , CARCIOFI e ossocollo

per 4 persone (1 a testa … )

4 fette di ossocollo di maiale8 fette di prosciutto San Daniele4 fette di Montasio fresco4 carciofi
½ bicchiere di vino Friulano ex tocai
1 carota piccola2 scalogni
½ gamba di sedano 1 spicchio di aglio1 ciuffo di prezzemolosale e pepe

formaggio montasio grattugiato

per la pasta fresca
400 g di farina 00 + 4 uova (se ne cresce, tagliare delle tagliatelline)

Mondare i carciofi, togliere le spine e tenere a parte le foglie più dure.Tagliarli a metà e metterli subito in un tegamino con olio caldo.
Girarli e sfumarli con vino bianco (l’alcool caldo del vino mantiene verdi i carciofi).
Aggiungere la carota, il sedano, lo scalogno , l’aglio tritati e portare a cottura.Quando i carciofi sono cotti e toglierli dal tegamino.
Unire al sughetto 1 noce di burro, il prezzemolo tritato e aggiustare di sale e pepe.
A parte rosolare le fette battute di ossocollo e tagliate a metà oppure in 4 (dipende dalla grandezza..
Stendere la pasta e tagliare 16 dischetti della grandezza dell’imboccatura di una scodella.

PROCEDIMENTO:
spennellare con il tuorlo 8 dischetti,
appoggiare ½ fetta di ossocollo,
1 fetta di prosciutto,
½ fettina di montasio,
½ carciofo
e ricoprire il tutto con l’altro dischetto facendo attenzione di far aderire bene i lembi della pasta.Cuocere come i ravioli, scolarli e scolarli uno ad uno con la schiumarola.
Servirli nei piatti singoli e condirli con il sughetto dei carciofi.
Spolverare con formaggio grattugiato

Carne fresca di ossocollo

Carciofi stufati in cottura

mercoledì 12 gennaio 2011

Fagioli di Lamon e salumi di Sauris

^__^ questa non è la chiesa iihhhhh, è il Palazzo Beorchia ovvero il Bar della piazza di Ampezzo.
Dietro c'è il campanile della chiesa che rimane nascosta dal Bar.
La foto è presa dal web, compare in diversi siti

Ho messo ½ kg di fagioli secchi nella pentola a pressione, lo so che sono tanti ma porca paletta volevo fare diverse cosette e invece …
Chi ci mette lo zampino ? i soliti 8

Eccoli,
la masnada degli affamati …
Dai forza, carichiamo l’affettatrice (l’unica, la mia) , andiamo nella baita del Tunin !
E tu cosa porti ? iiiooooo ??? arrivate qui in batteria senza dire nulla e mi chiedete cosa porto ?
… si sente un profumooo !?! che cos’hai nella pentola a pressione ??? (da 7 lt) …
Fagioli ragazzi … fagioli di Lamon appena cotti !
E allora non serve altro, mettili nella terrina grande mi raccomando, l’insalata ce l’abbiamo già pulita, abbiamo la polenta da abbrustolire e siamo a posto.

Ci vuole poco per passare una festa in compagnia e in allegria, i miei amici hanno tutti un buon appetito semplice ma robusto, di affettati e salamini vari ce n’erano e c’era anche formaggio, però dal desco è sparito tutto.


FAGIOLI di LAMON e SALUMI di SAURIS

½ kg di fagioli secchi di Lamon
2 fogliette di alloro fresco
5 bacche di ginepro
5 spicchi di aglio schiacciati (in cottura si disfano)

Condimento
4 cipolle rosse (tipo Tropea) (affettate fini con la mandolina)
sale (non molto, ci sono già gli affettati che sono salmastri)
abbondante pepe
olio e aceto q.b. (sono stata generosa, perché alla fine gli uomini si sono divertiti a fare scarpetta con la polenta)

Ammollare i fagioli Lamon per una notte.
Scolarli e sciacquarli.
Metterli nella pentola a pressione insieme all’alloro, il ginepro e l’aglio.
Riempire la pentola di acqua fredda sino alla tacca.
Chiudere il coperchio e eppena inizia a fischiare abbassare la fiamma.
Mi sembra di averli cotti per 1 ora e ½ ma non ricordo bene i tempi.
Scolarli con la schiumarola e versarli in una larga insalatiera.

Ma va bene così, alla prossima rimpatriata ragazzi !

Insalata di farro

Anche se è inverno, qualche volta si ha voglia di qualche cosa che non ti scotta la lingua eee allora vai di farro che ti rinfresca.
Loro ^__^ sono contenti di variare ogni tanto.
Provare per credere



INSALATA DI FARRO
Farro, tonno, rucola e fagioli di Lamon

140 g di farro perlato
1 cucchiaio d'olio extravergine di oliva
50 g di tonno sott'olio
50 g di rucola
125 g di fagioli di Lamon

Lessare in acqua salata per il tempo indicato sulla confezione, di solito circa 20/30 minuti.
Scolare e versarlo in una pirofila condito con l'olio e lasciarlo raffreddare.
Mentre raffredda il farro preparare gli altri ingredienti.
Scolare il tonno e pulire la rucola eliminando anche le parti più dure del gambo.
Se hai i fagioli di Lamon già cotti è meglio, altrimenti una scatola di cannellini o borlotti scolati.
Unire tutti gli ingredienti al farro, mescolare bene e lasciar riposare in frigorifero almeno un'oretta.

Se provate i fagioli di Lamon, non li lasciate più

martedì 11 gennaio 2011

Piadinette farlocche e birichine

Aihòòò ! io ho mangiato, ma però gli Orsi le orecchie me le hanno tirate veèèè !
Avevo le voglie e mi sono fatta due piccole piadine che, sovrapposte, sono diventate un goduriosissimo panino imbottito.
Ho barato un pochino, ho detto che c’era solo farina acqua e peperoncino ma in effetti c’era un generoso cucchiaino di strutto che ha conferito alle piadinette un gusto paradisiaco.
Orsino era ignaro della mia cenetta e quindi si è prenotato per una buona piadinata domani sera … (io esclusa naturalmente)
Non ditemi che voi non sgarrate mai … altrimenti mi fate lacrimare come i coccodrilli ^__^

PIADINETTE FARLOCCHE e BIRICHINE

per 1 cena ( e domani si torna nei ranghi) ^__^

125 g farina 0 (Metton)
60 g acqua tiepida
1 cucchiaino colmo di strutto
1 pizzichino di sale
1 pizzico di peperoncino

60 g prosciutto crudo

1 cucchiaiata di verza stufata

In una ciotola impastare gli ingredienti sino ad ottenere una palla omogenea e dividerla in due parti.
L’impasto era morbido e quindi l’ho steso con le mani.
Sul fuoco ho scaldato la piccola piadiniera e ho cotto le piadine (una per volta), bucherellando la superficie con i rebbi della forchetta per non far formare le bolle.
Ho fatto le farlocche ripiene di verza e prosciutto.

VERZA STUFATA

In un tegamino, a freddo con un filo di olio, stufare la verza con un poco di cipolla, aglio e 1 dado ai funghi.
Aggiungere acqua tiepida.
Cuocere per 15 minuti circa.


Baccalà arrosto














Boccacce grandi …
Domani è giorno di mercato delle bancarelle, corro dalla mia spacciatrice di baccalà a fare rifornimento di baccalà perché con questo pezzetto ho terminato tutta la mia scorta fatta già molto prima di Natale.
Mamma che buono … semplice e gustoso
Talmente buono che il cavolfiore scondito mi ha fatto un baffo, ero troppo assorta a gustarmi il baccalà.

BACCALÀ ARROSTO

per 1 persona

1 pezzo di baccalà da 200 g circa (già dissalato)
1 filino di olio
Salvia
Rosmarino
1 fogliolina di alloro
2 spicchi di aglio

In un tegamino piccolo (che lo contenga), versare un filino di olio.
Appoggiare il baccalà dalla parte della pelle.
Negli spazi liberi inserire un pezzetto di rosmarino, la salvia, l’alloro e gli spicchi di aglio.
Chiudere con il coperchio e accendere il fuoco.
Appena inizia a sfrigolare, abbassare al minimo la fiamma della bocchetta del gas più piccola.
Ogni tanto sollevare il coperchio e lasciar cadere dentro la condensa formata in cottura.
Dopo 10 minuti girare delicatamente il baccalà.
Cuocere ancora 10 minuti e servire in un piatto riscaldato, insieme ad alcune cimette di cavolfiore.
Quel pochissimo sughetto che c’è, sgocciolarlo sul cavolfiore.

Mamma che buono

Fagiano alla cacciatora

I fagiani non li ho solo dagli amici della montagna, ma anche dallo zietto di Casale, anche lui appassionato cacciatore … (ma i suoi arrivano quasi sempre dall’allevamento) … ha un cane al quale è affezionatissimo, che gli fa scappare la selvaggina invece di puntarla e basta.
La ricetta che vi propongo è molto semplice e gustosa.
Di solito me li danno già frollati, spiumati, fiammeggiati, lavati, asciugato e congelati.

Foto del web

FAGIANO alla CACCIATORA

per 4/6 persone

1 fagiano da 1,5 kg
2 carote medie
2 gambi di sedano verde
1 cipolla ramata (gialla)
1 cucchiaio colmo di triplo concentrato di pomodoro Mutti
½ bicchiere di vino Raboso
brodo di carne o di dado
funghi secchi a piacere
burro e olio (dipende da quanto puccino volete)
sale e pepe q.b.

Il fegato del fagiano, se ce l’avete conferisce al sughetto un sapore particolare. (se non piace, ometterlo)

Scongelare il fagiano, asciugarlo e tagliarlo a pezzi.
In un tegame sciogliere il burro con l’olio e rosolare i pezzi di carne da tutte le parti.
Salare, pepare e bagnare con il vino rosso.
Lasciare evaporare e unire i funghi rinvenuti in acqua tiepida, risciacquati, strizzati e tagliati a pezzi grossi.
Aggiungere anche le carote, il sedano e la cipolla tritati finemente.
Bagnare con il brodo nel quale è stato diluito il concentrato di pomodoro e per ultimo aggiungere il fegato tritato finemente.
Mescolare , coprire il recipiente e cuocere a fuoco moderato per 45 minuti circa, girando i pezzi di tanto in tanto.
Aggiungere brodo di tanto in tanto, avendo cura che il cibo non si attacchi al fondo.
A cottura ultimata, disporre i pezzi di carne su un piatto da portata, passare il sughetto al setaccio e versarlo sul fagiano.
Servire molto caldo con polenta.

lunedì 10 gennaio 2011

Capriolo al picolit e friulano (Tocai)

Fra una ricetta e l’altra, vi scrivo anche qualche cosa del mio archivio dei vecchi tempi … quando la macchina foto-digitale manco sapevo cosa fosse.
Lo sapete già che il mio amico Marco è cacciatore e ogni tanto, quando in montagna facciamo una bella rimpatriata fra amici, mi tocca ……
Questa è un misto di ricette datemi dai vari amici, ottima direi e sono sempre ripagata da ottimi sorrisoni e da “autoinviti” ravvicinati.
Per la polenta ci alterniamo sempre, se non sono particolarmente stanca la faccio io sul fornello … però ci sono gli amici puristi che preferiscono farla loro sul “spolert” cucina a legna.
Ora il capriolo lo vendono anche nei grandi supermercati, quasi sempre congelato … ma è di allevamento.
Con ciò, nulla toglie che sia altrettanto buono, un po’ meno selvatico, ma pur sempre buono.

CAPRIOLO al PICOLIT e FRIULANO (tocai)

per 6 persone

1 kg di polpa di capriolo
1 cipolla
una leggera grattatina di noce moscata
1 pizzico di canella (preferisco metterne 1 pezzetto intero)
2 lt di brodo di carne
1 bicchiere di Picolit
1 bicchiere di friulano (ex tocai)
200 g di burro se è genuino di malga di montagna (è meglio)
pizzico di sale grosso
sale e pepe

Eliminare dalla polpa dell’animale i nervetti, lavarla sotto acqua corrente fredda, asciugarla e tagliarla a pezzi non troppo piccoli.
Soffriggere la cipolla tritata finemente in un tegame con il burro sciolto.
Mettete subito un pizzico di sale grosso (pare che rallenti il bruciacchiarsi della cipolla.
Rosolatela a fuoco basso e appena sarà dorata, aggiungere la carne.
Soffriggete i pezzi rigirandoli su tutti i lati in modo che siano tutti ben soffritti.
Salare pepare, aggiungere la cannella e la noce moscata e bagnare con il Picolit e poi con il Friulano ex tocai.
Appena i vini saranno evaporati, versare poco alla volta il brodo caldo e cuocere piano piano a tegame coperto.
Cuocere per 2 ore e ½ , sgocciolare la carne e sistemarla sul patto di portata.
Se necessario ridurre il fondo di cottura e versare sul capriolo.
Servire con polenta molto calda.

domenica 9 gennaio 2011

Cocktail di melagrane

Anche il mio Martino ha brindato alle 10 di sera del 31.12.10 (molto prima dei rintocchi della mezzanotte).
Per noi grandi era un brindisi di metà pasto, per il piccolo era un fine pasto … poco dopo si è addormentato beato sul divano.
Naturalmente con uno stratagemma, nonna ha mischiato il succo dei frutti con l’acqua … era molto felice perché ha brindato come i grandi.
Ci vuole molto poco per accontentare i bimbi … Trottolino mi manchi.

COCKTAIL di MELAGRANE
Di Federico Valicenti

2 flute di spumante secco
1/3 di bicchiere di sciroppo alla fragola
Succo di 4 melagrane spremute con lo spremiagrumi
Ghiaccio q.b.

Porre nello shaker il succo delle melagrane, lo sciroppo alla fragola e qualche cubetto di ghiaccio.
Shakerare, versare nei bicchieri e aggiungere lo spumante.

Prosit

Pan di gnocs di Davar pane di gnocchi di Ovaro






La conca di Gorto, con Ovaro e la sua folta famiglia di frazioni, 14 perle che l'ingegno e l'aspra fatica degli uomini hanno equamente distribuito nei secoli sulle due rive del Degano chiacchierone, ti appare all'improvviso come un affresco di natura armonioso e ospitale, vivace e laborioso, adagiato dolcemente lungo una vallata senza grandi asperità.Sul muro di una casa di Ovaro c'era scritto in friulano "Il timp è galantomp", il tempo è galantuomo, sistema le cose, ristabilisce gli equilibri, magari rende anche giustizia. Se non esiste un tempo che non passa mai, esiste un tempo buono, capace di scandire il giusto ritmo dell'andare dell'uomo. Qui ad Ovaro lo si avverte e lo si vive.
Qui a Ovaro, tra acqua e cielo, tra bosco e roccia, lontano dai frenetici rumori del mondo d'oggi, ci si può immergere in quel microcosmo rigenerante che altrove abbiamo sacrificato al progresso e alla corsa verso l'effimero.Ovaro è la valle del tempo giusto, dove la Natura è sempre Madre, quattordici paesi e uno scenario incantevole per riscoprire la musica e i forti colori del paesaggio, la pace dell'equilibrio tra cielo, montagna e acqua.Fede, storia, arte, operosità e un antico senso dell'ospitalità fanno di Ovaro e la Val di Gorto qualcosa di unico: un microcosmo ricco di colori per un affresco armonioso tutto da scoprire.Così introduce Nicola Cossar il libro "Ovaro. L'incanto della Carnia" di Antonio Zuccon, fotografo.

Oltre alle bellezze della natura descritte da Nicola Cossar nel succitato libro, torno a segnalarvi la splendita e fornitissila macelleria-salumeria della famiglia Beorchia, di cui vi ho già parlato qui http://ilfogolar.blogspot.com/2009/03/salumi-di-carnia-la-famiglia-beorchia.html#links

GNOCS di PAN di DAVÂR –
GNOCCHI di PANE di OVARO

formaggio grattugiato q.b.
½ lt latte
1 pizzico di sale
2 uova
3 pagnocche di pane raffermo
1 hg uva sultanina
¼ di forma di ricotta
1 hg burro fuso

Grattugiare il pane raffermo e preparare un impasto con il latte, le uova, il sale e l’uva sultanina.
Versare il composto a cucchiaiate nell’acqua bollente.
Scolare e condire gli gnocchi con burro fuso, ricotta affumicata e formaggio grattugiato

Gnocs di pan di Raviei - gnocchi di pane di Raveo

Ecco un'altra ricetta di pane raffermo che ho avuto da una signora di Raveo
RAVEO (ud)
Raveo, è uno dei borghi più piccoli della Carnia e della stessa Regione Friuli Venezia Giulia, sorge a 518 mt. s.l.m. adagiato in una conca verdeggiante e soleggiata, che si estende sino alle pendici Col Gentile tre i torrenti Degano e Chiarsò.
E’ un paesino che lascia una dolce impressione, anche se il territorio del comune è vasto, è da tener conto che Raveo ha 500 abitanti ed e lungo si e no 400 metri.
Da Villa Santina, dopo il ponte sul fiume Degano, si sale su una strada tutta curve in mezzo ai boschi, sino ad arrivare al paese.
Famosi sono:
i biscotti ESSE di RaveoConfezionati secondo un’antica ricetta e così chiamati per la loro caratteristica forma, gli "Esse di Raveo" sono perfetti accompagnati da un bicchiere di vino bianco o da una tazza di the. In vendita in molti negozi della Carnia, si possono acquistare direttamente anche nel laboratorio che si trova appena fuori dal paese di Raveo.
Gli gnocchi che vi propongo, fanno parte di una "cucina povera" caratterizzata da sapori autentici e che riflette il carattere e il modo di vivere degli ingegnosi abitanti carnici.

GNOCS di PAN di RAVIEI –
GNOCCHI di PANE di RAVEO

per 1 persona

250 g pane raffermo
1 uovo
1 bicchiere di latte
acqua q.b.
noce moscata
altre spezie preferite (cannela, chiodi di garofano,)
sale q.b.
burro fuso (o burro cotto o ont)
50 g ricotta affumicata grattugiata

Amalgamare il pane tagliato a quadrettini con l’uovo, il latte, il sale, le spezie e aggiungere acqua sino ad ottenere la densità dell’impasto per gnocchi.
Formare gli gnocchi e portare ad ebollizione l’acqua.
Cuocere per alcuni minuti, scolaree condire con burro fuso (diventato color nocciola) e spolverare con ricotta affumicata.

Biscotti S di Raveo

Gnocs di pan di Sauris gnocchi di pane di Sauris

Sauris è un ridente e bellissimo paese incastonato in una bellissima vallata delle Dolomiti carniche.
Un tempo, in inverno, rimaneva isolata per lunghi mesi, la neve, le slavine e la mancanza di collegamenti, impedivano i normali collegamenti; c’erano solo delle forti e intraprendenti donne carniche che da Ampezzo o viceversa da Sauris, si caricavano di fagotti pieni di merci varie e affrontando le intemperie facevano libero scambio di quelle poche cose utili che riuscivano a smerciare.
Con il Ponte sul fiume Lumiei prima e la diga di Sauris costruita dopo la guerra, il collegamento stradale con la Carnia (primo paese vicino Ampezzo) è normale.
Diversamente il collegamento con la vallata bellunese (Razzo) , in inverno a causa della neve alta e delle abbondanti slavine, la strada rimane interrotta per lunghi periodi.
Il microclima costante della vallata di Sauris e il metodo di lavorazione, permettono al salumificio locale di ottenere dei prosciutti, degli speck e dei salumi unici ed eccezionali.
Sauris merita una visita sia in estate che in inverno poiché accoglie i suoi ospiti, in piste da ski che si snodano sinuosamente nell’ampia vallata saurana.
I paesani, parlano ancora un tedesco stretto importato secoli prima, quando sono emigrati i primi residenti dal vicino confine austriaco/tedesco.
La ricetta è semplice, “calorica” quel tanto che basta per aiutare a superare le fatiche giornaliere ^_^ ^_^

La ricotta affumicata ??? privilegio di pochi, sono andata alcune volte con i miei amici Giulio e Maria nella Malga Novarzutta sopra Lateis auris) ad acquistarla appena tolta dalla gratella di affumicatura.
Barba Carli è lo zio dei miei amici, insieme alla figlia, al genero e ai nipoti, in estate conduce questa caratteristica Malga d’alta montagna.
In estate non è difficile vedere le Marmotte, animali curiosi e alquanto simpatici.


GNOCS di PAN di SAURIS

1 kg di pane
½ lt latte intero
3 fette di salame di Sauris
prezzemolo a piacere (tritato finissimo)
150 g ricotta affumicata
100 g formaggio latteria
1 uovo
farina q.b. (1 cucchiaio circa)
sale q.b.
100 g burro fuso (un bel nocciola accentuato) (questo è un simil ont)

Impastare il pane raffermo tagliato a cubetti con il latte, il salame disfatto, il prezzemolo, la ricotta affumicata grattugiata, il formaggio di latteria grattugiato, l’uovo, la farina e il sale.
Quando è tutto ben amalgamato, formare gli gnocchi di pane, cuocerli per 3/5 minuti in abbondante acqua salata e condirli con l’ont (il burro fuso).
Spolverarli ancora con altra ricotta grattugiata.