Foto mia

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Lavoro amigurumi eseguito dalla mia amica di Ampezzo, Alda Varnerin. Ha mani veramente d'oro, i suoi lavori sono sempre precisi.

lunedì 10 gennaio 2011

Capriolo al picolit e friulano (Tocai)

Fra una ricetta e l’altra, vi scrivo anche qualche cosa del mio archivio dei vecchi tempi … quando la macchina foto-digitale manco sapevo cosa fosse.
Lo sapete già che il mio amico Marco è cacciatore e ogni tanto, quando in montagna facciamo una bella rimpatriata fra amici, mi tocca ……
Questa è un misto di ricette datemi dai vari amici, ottima direi e sono sempre ripagata da ottimi sorrisoni e da “autoinviti” ravvicinati.
Per la polenta ci alterniamo sempre, se non sono particolarmente stanca la faccio io sul fornello … però ci sono gli amici puristi che preferiscono farla loro sul “spolert” cucina a legna.
Ora il capriolo lo vendono anche nei grandi supermercati, quasi sempre congelato … ma è di allevamento.
Con ciò, nulla toglie che sia altrettanto buono, un po’ meno selvatico, ma pur sempre buono.

CAPRIOLO al PICOLIT e FRIULANO (tocai)

per 6 persone

1 kg di polpa di capriolo
1 cipolla
una leggera grattatina di noce moscata
1 pizzico di canella (preferisco metterne 1 pezzetto intero)
2 lt di brodo di carne
1 bicchiere di Picolit
1 bicchiere di friulano (ex tocai)
200 g di burro se è genuino di malga di montagna (è meglio)
pizzico di sale grosso
sale e pepe

Eliminare dalla polpa dell’animale i nervetti, lavarla sotto acqua corrente fredda, asciugarla e tagliarla a pezzi non troppo piccoli.
Soffriggere la cipolla tritata finemente in un tegame con il burro sciolto.
Mettete subito un pizzico di sale grosso (pare che rallenti il bruciacchiarsi della cipolla.
Rosolatela a fuoco basso e appena sarà dorata, aggiungere la carne.
Soffriggete i pezzi rigirandoli su tutti i lati in modo che siano tutti ben soffritti.
Salare pepare, aggiungere la cannella e la noce moscata e bagnare con il Picolit e poi con il Friulano ex tocai.
Appena i vini saranno evaporati, versare poco alla volta il brodo caldo e cuocere piano piano a tegame coperto.
Cuocere per 2 ore e ½ , sgocciolare la carne e sistemarla sul patto di portata.
Se necessario ridurre il fondo di cottura e versare sul capriolo.
Servire con polenta molto calda.

6 commenti:

Ely ha detto...

mi piacciono queste ricette ma dove la si trova ora la carne del capriolo... davvero erano tempi diversi... mi ricordo quando in montagna da piccola i cacciatori ci regalavano qualche delizia....
baci Ely

Rosetta ha detto...

Ely, negli iper della Carrefour l'ho vista sui banchi anche fresca.
In altri grossi supermercati la trovi congelata.
Mandi

T. Tiziana ha detto...

Stavo per farti la stessa domanda...una volta ne presi un pò in un grande magazzino, ma o ho sbagliato la cottura...era un mattone!Ciaoo

Rosetta ha detto...

Tiziana, in genere la carne degli animali a pezzatura grande, diventa mattone se non è cucinata correttamente.
Baciottoni
Mandi

Torte & Decorazioni ha detto...

Mangiato tantissime volte,ma non ho mai avuto il coraggio di cucinarlo,la paura di sbagliare e di restare delusa del risultato mi ha sempre frenata anche perché non sapevo bene che spezie metterci...Quasi quasi ci provo,mi sa proprio che ci faccio un pensierino..
Complimenti bellissime e rare le tue ricette..una abbraccio Francesca

Rosetta ha detto...

Francesca, molto spesso metto abbondanti bacche di ginepro, schiacciate e avvolte in una garzolina così non persono i pezzettini.
Mandi