“Mandi, è il saluto friulano che equivale a ciao. Il significato si perde nella notte dei tempi e vorrebbe dire “nelle mani di Dio” ;ma forse è di origine precristiana, con la frase “nelle mani degli dei”. Nella lingua latina mandi vorrebbe dire: “La mano di Dio ti protegga” (“Manus Dei”) o, anche “Conservati a lungo!” (“Mane diu”) ed ancora dal latino “mane-diu” Vai nelle mani di Dio.” “che tu rimanga a lungo (su questa terra) ”. Mandi a dûc
Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois
Vita genuina di montagna ... Voltois UD
sabato 20 febbraio 2016
Cottura cotechino, muset o simili
Vi ho già fatto un post con la cottura del cotechino avvolto nella carta da forno.
Questa volta vi indico come mi ha insegnato la mia amica Angela.
Non ci credevo, ma devo dire che ho sveltito il lavoro, è avvenuta una cottura perfetta e cotechino ben sgrassato.
COTTURA COTECHINO - MUSET o SIMILI
PENTOLA a PRESSIONE da 3,5 lt
CESTELLO COI PIEDINI
Io ho un cestello leggermente diverso senza il manico.
Potete usare anche la pentola più grande.
In ogni caso posizionare il cestello nella pentola.
Versare acqua sino ad un dito appena sopra al cestello.
Bucherellare in tanti punti il cotechino e appoggiarlo nel cestello.
Chiudere la pentola e dal fischio della valvola del coperchio abbbassare completamente al minimo la fiamma del gas piccolo.
Cuocere 1 ora e 1/2.
Spegnere il fuoco e lasciare che si intiepidisca tutto.
Togliere il coperchio e portare in tavola il cotechino.
*** l'ho fatto così per 3 volte, si è rotta la pelle ma il salume è rimasto intero , cotto e ben sgrassato.
Angela mi ha fatto vedere che con lo stesso sistema, avendo diversi invitati, ha cotto in una volta sola 3 cotechini con la pentola a pressione da 7 lt.
Per avere un cicinin di acqua in più, ha messo sotto al cestello 3 vecchie posate, in modo da tenere più sollevato il cestello stesso.
sabato 5 luglio 2014
Tajine di baccalà
sabato 27 ottobre 2012
Piatto mattonella di sale dell'Himalaya
venerdì 5 ottobre 2012
Panini allo yogurt
martedì 17 aprile 2012
Muset - cotechino friulano come impacchettarlo
venerdì 27 gennaio 2012
Pinze da cucina

mercoledì 25 gennaio 2012
Tortiera da forno

sabato 22 maggio 2010
Svizzere e hamburgher fatti in casa
venerdì 9 ottobre 2009
Schiscètta

SCHISCĖTTA
Macchè bento e bento, ormai in molti si dimenticano della bella e ricca lingua italiana.
Da cosa deriva il termine schiscètta non lo so, secondo me deriva dal fatto che :
nella parte inferiore del recipiente si metteva pasta asciutta o risotto abbondante e, appoggiando sopra il recipiente piccolo che di solito conteneva insalata, polpette o salumi o formaggio o altro, schiacciava le preparazioni del recipiente grande sotto.
In milanese schiacciava = schisciava e da qui penso che sia derivato il nome di schiscètta.
Chissà nelle altre regioni se c’era e come veniva chiamata.
Io ho fatto in tempo ad usarla per diverso tempo, lavoravo nella parte opposta di Milano e nell’intervallo del mezzogiorno non facevo in tempo a tornare a casa.
Che tempi e che ricordi ragazzi !
Evviva la schiscètta !!!
Schiscètta chiusa
Recipiente grande che si riempiva sino a metà con pasta o altro
Recipiente grande e piccolo
Il recipiente piccolo per polpette o altro si appoggiava supra alla pasta, si chiudeva con il coperchio e si sigillava con dei ganci laterali. il termine italiano esatto è gavetta che deriva dal latino e vuol dire ciotola o scodella
sta schish cioè stai schiacciato, proprio perchè all'interno il cibo si metteva ben pigiato.
Gavetta quella del rancio dei soldati
Gamèla in emiliano e friulano
Pignatì o schiseta in bergamasco
Barachin in piemontese
Gamelin a Chiavari
domenica 4 ottobre 2009
Trucco per patate

PATATE MORBIDE DENTRO e CROCCANTI FUORI
Sim sala min ! :-)))))
E’ un vecchio trucco che ho imparato anni fa, quando ancora frequentavo con assiduità i forum di cucina.
Questo sistema l’ho adottato subito e non mi ha mai deluso.
Volete patate morbide dentro e croccanti fuori ?
*** non chiedetemi perchè, so che l'aceto chiude i pori delle patate, formando una patina resistente, che mantiene morbido l'interno.
Inoltre, formandosi la patina, le patate assorbono pochissimo condimento
Basta una semplice regola, mettere le patate sbucciate, lavate e tagliate a rondelle o come meglio preferite in una pentola con acqua fredda che le copra appena.
Salare leggermente, aggiungere aceto possibilmente bianco (così le patate non rimangono macchiate), portare a bollore l’acqua e da quel momento calcolare 5 minuti di cottura.
Scolare e procedere come preferite
Per le patate in insalata portate a termine la cottura direttamente.
Per le patate arrosto in padella seguite la regola dei 5 minuti
Per le patate al forno idem
Per le patate in umido, se non volete che si sfaldino, idem
Le patate lesse da preparare in insalata si portano a cottura nella stessa acqua, scolate, condite con olio, aceto, pepe, sale, prezzemolo tritato fine e uno spicchio d'aglio che serve solo per insaporire, sarà tolto prima di portare la verdura in tavola.
Le patate arrosto o al forno, vanno cotte 5 minuti, scolate, versate in padella con sale q.b. e un pizzico degli aromi che preferite.




























