Foto Carlo di Ampezzo

Foto Carlo di Ampezzo
Il nostro bellissimo paesello con tutta la Valle del Tagliamento. Quella nontagna a Punta è il Monte Amariana che svetta sopra Tolmezzo.

sabato 3 novembre 2012

Pasta mista e lenticchie

E se proponi una leggera minestrina di brodo di pollo e la dolce metà ti risponde che non è ammalato ?
E' vero, ma il brodo l'avevo fatto per fare un risotto oggi e invece abbiamo accompagnato il pargolo all'aeroporto e siamo rientrati molto tardi e così il brodo è rimasto.
Di buttarlo non se ne parla e quindi si rimedia ^____^
A tavola mi dice, ma non c'era il brodino di pollo ? ... lo stai mangiando caro ... per una frazione di secondo è rimasto con gli occhi spalancati e la bocca aperta.


PASTA MISTA e LENTICCHIE
per 2 porzioni

brodo di pollo (brodo fatto ieri con i petti di pollo)
120 g pasta mista Garofolo (ci sono tanti tipi di pasta anche spezzettata)
1 scatola di lenticchie Bonduelle
2 spicchi d'aglio
2 patate medie
2 carote
sale e pepe macinato al momento
giro di olio alla fine

Versare le lenticchie con l'aglio nel brodo pronto e avviare la cottura, intanto sbucciare, lavare patate e carote intere e metterle in pentola.
Appena le patate e le carote sono cotte, toglierle delicatamente con la schiumarola e metterli in una terrina.
Quando è il momento, cuocere la pasta.
Servire e versare un filino di olio e pepe se si desidera.


*** Questa pasta della Garofalo mi porta indietro nel tempo. Quando nonna cuoceva la pasta, di qualsiasi formato fosse, vedevo che ne teneva sempre una manciata prima di cuocerla e la metteva in un sacchetto di tela che teneva ben nascosto. Appena aveva la giusta quantità, preparava un proverbiale minestrone di fagioli e ci metteva questa pasta mista ...ma nonna mischiava insieme anche un poco di riso e il tutto diventava veramente speciale.
... mi sembra ancora di sentire il profumo della cucina di nonna e il buon sapore di questa pasta molto buona.

*** le patate e le carote che ho tolto intere, le ho usate per fare l'insalata ^___^ 2 in uan

Torta Banana Joe

Mi sono sempre divertita un mondo a guardare i film con i miei ragazzi e questo film è in auge da parecchio tempo.
Immancabilmente, quando la televisione ripropone Banana Joe, mi siedo vicino al mio Matteo e ci facciamo un sacco di risate come se fosse la prima volta che lo vediamo.
L'altro giorno avevamo preso un pò di banane e poi Matteo e Maria me ne hanno portate delle altre ... veramente tante,  a me non piace vederle annerire e quindi oggi che è festa, ho rimediato con una torta che è piaciuta ... la prossima volta la vanillina non la metto (ma era sola e raminga e  ho preferito disfarmene).
Era pronta alle 4 pm, ma ora è già meno della metà ^___^


TORTA BANANA JOE
contenitore da pizza Ø 36

350 g farina 00
100 g burro fuso intiepidito
1 bicchiere e poco più di latte
1 uovo
100 g zucchero
1 pizzico di sale
scorza di limone grattugiata
1 bustina di lievito 
1 bustina di vanillina
3 banane non troppo mature
1 mela grande

Introdurre nella planetaria nell'ordine:
Metà della farina, il sale, il burro fuso intiepidito, l'uovo, lo zucchero, la scorza di limone il latte  e avviare l'impastatrice.
Dopo pochi minuti aggiungere il lievito e la vanillina. Lavorare per qualche minuto finchè tutto è amalgamato e poi a mano mescolare insieme all'impasto le banane,  la mela sbucciata e detorsolata e tagliati a pezzettini.
Versare nella tortiera foderata con carta forno,  livellare bene e infornare,
Forno caldo 200° per 45 minuti


Questo è l'impasto della crostata Olimondo, ho aggiunto più latte. L'impasto deve essere  morbido ma non molle.

venerdì 2 novembre 2012

Anatra stufata

Ahaaa, finalmente anatra, di solito la cucino quando siamo più di due e se ne rimane, finisce tritata insieme al sugo che rimane, per  condire una buona pasta.
E questa volta ho scoperto che al mio pargolo non piace l'anatra ... 
Gli ho chiesto perchè non me l'ha mai detto e lui di rimando: tanto sai che mangio tutto, e poi hai fatto il brodo di pollo, preferisco mangiarmi i petti.
Contento lui ! ... in ogni caso non ha saltato il pranzo ^_____^
Per ragioni di tempo, ho fatto tutto nella pentola a pressione.


ANATRA STUFATA
per 4 porzioni

4 cosce complete di anatra (coscia e controcoscia)
1 canna di sedano
3 carote medie
2 cipolle ramate
3 spicchi d'aglio interi (si disfano da soli in cottura)
1 foglia di alloro
1 cucchiaino colmo di triploconcentrato di pomodoro Mutti
2 bicchieri di vino Aragosta di Alghero
1 dado ai funghi
burro e olio q.b.
1 cucchiaio di farina
sale e pepe 

Mettere nella pentola a pressione l'olio, il burro,  le cosce dell'anatra e l'aglio intero.
Avviare la cottura, a fuoco molto basso.
Intanto tagliare a rondelline il sedano, le carote e versarle nella pentola.
Tritare grossolanamente la cipolla, aggiungerla insieme alla foglia di alloro, il dado, il vino,  il concentrato di pomodoro sciolto in 1 bicchiere scarso di acqua calda.
Chiudere il coperchio e dal fischio della valvola, calcolare un'ora e mezza di cottura agitando di tanto in tanto la pentola e senza mai aprire il coperchio.
Trascorso il tempo, spegnere la fiamma, sfiatare completamente la valvola della pentola ed infine aprire il coperchio.
In un recipiente versare la farina e aggiungere un pò del sugo dell'anatra, mescolare per stemperare la farina con il liquido e poi versare in pentola.
Restringere il sugo, mescolando spesso per non far attaccare le verdure.
Da servire con o senza polenta, con verdure cotte o crude.
Questa volta ho preparato anche un buon purè.


Questo è il pranzo del pargolo, petto di pollo lesso, con carote allo speck e purè ^____^

Carote allo speck

Sono fortunata, da noi la verdura va a gonfie vele sia cotta che cruda, e quando ce n'è in esubero tutti i sistemi sono buoni.
Di solito se sono fresche le grattugio crude in insalata, ma quando è da qualche giorno che le ho in casa, preferisco cuocerle, da fare in insalata o in altri modi e queste piacciono parecchio ai miei.


CAROTE allo SPECK
per 3 porzioni

carote
100 g speck affetttato
1 spicchio di aglio
1 mazzetto di prezzemolo
1 pezzetto di burro
poco olio
sale e pepe q.b.

Tritare finemente il prezzemolo con l'aglio e tagliare a striscioline lo speck.
In un tegame sciogliere il burro con l'olio e poi unire il trito e le striscioline.
Lasciare soffriggere finchè il prezzemolo inizia ad appassire e aggiungere le carote pelate, lavate, tagliate a rondelle e sgrondate dall'acqua in eccedenza.
Lasciare insaporire per bene e poi aggiungere 1 bicchiere di acqua calda.
Chiudere con il coperchio e cuocere a fiamma allegra per 10 minuti.
Controllare la cottura, salare, pepare e lasciare asciugare il sughetto.
Noi le verdure le preferiamo croccanti, ma nulla vieta di cuocerle più a lungo.

giovedì 1 novembre 2012

Rigatoni alle sogliole

Quasi ordinaria amministrazione ... non sono andata a fare la spesa con lui ... e quando è solo, fa sempre di testa sua, oppure mi telefona almeno 5 volte,
Ti raccomando, le sogliole le prendi impanate della Findus o altro, ma non mi prendere le sogliole surgelate naturali ...
Eheee, avete parlato con un mulo ? io credo di sì, perchè mio marito è tornato dalla spesa con un sacchetto grande di sogliole surgelate naturali ... e mò ? e mò te le faccio mangiare piano piano.
Non ama il pesce l'Orso mio, ma qualche volta deve pur mangiarlo anche lui e oggi glie l'ho rifilato nella pasta; appena l'ha visto ha grugnito un poco ma poi ha spazzolato tutto.


RIGATONI alle SOGLIOLE
per 1 porzione

80 g di pasta Rigatoni
3 sogliole surgelate
1 spicchio di aglio
un mazzetto di prezzemolo
sale e pepe macinato fresco
1 pezzetto di burro
olio necessario q.b.

Intanto che si avvia la cottura della pasta, tritare l'aglio con il prezzemolo e soffriggerli in un tegamino con l'olio e il burro.
Appena il soffritto inizia ad appassire, unire le sogliole scongelate. (non ha importanza se sono sovrapposte, dopo la cottura devono essersi disfatte).
Se occorre aggiungere un poco di acqua di cottura della pasta e tenerne un poco a disposizione.
Scolare i rigatoni, unire il sugo e mescolare, se la pasta risulta troppo asciutta, aggiungere ancora qualche goccio di acqua di cottura della pasta.

Intervallo

Piccolo intervallo ... in una settimana siamo passati dall'autunno all'inverno

INTERVALLO


Parco delle Cave Milano


Parco delle Cave di Milano


Parco delle Cave Milano


Parco delle Cave di Milano


Lago di Sauris


Montagne di Sauris


Ampezzo (UD)


Monte Tinisa mt 2120



Ampezzo (UD)



Cima Corso - Ampezzo (UD)

Albergo Riglerahus di Sauris


Peperone porcello ^_______^

mercoledì 31 ottobre 2012

Fagiolata del tempo brutto

Qualche giorno faceva freddo,  pioveva e su tutto l'arco alpino nevicava ... anche sulle mie montagne.
In fb ho trovato un paio di foto molto significative di miei amici, mi hanno fatto venire voglia di polenta et voilà, una bella fagiolata da accompagnare allo spezzatino che ancora sta cuocendo nella pentola a pressione.
C'è chi non vuole gli spezzatini, e quindi ecco anche qualche wurstel.
I fagioli sono stati graditissimi e sono partiti tutti, gli spezzatini mica tanto e della polenta ne è rimasta per metterla nel latte alla sera a cena.
La polenta è proprio quella che vedete, la Valsugana che lascio cuocere come l'altra ... non avevo più farina friulana e quando sono senza, la Valsugana la tengo sempre di scorta.
Come potete notare, ho messo la polenta rimasta nel guscio, poichè nel mio paiolo antiaderente si forma la crosta e riesco a toglierla tutta intera.


FAGIOLATA del BRUTTO TEMPO
per 4 porzioni

1 scatola di fagioli borlotti da 400 g
3 cipolle bianche
3 spicchi d'aglio
prezzemolo
1 cucchiaino di triplo concentrato di pomodoro
1 dado da brodo ai funghi Star
brodo vegetale
sale se occorre e pepe fresco
olio e burro q.b.

Tritare grossolanamente la cipolla con l'aglio e il prezzemolo.
In una larga padella sciogliere il burro nell'olio e soffriggere il battuto.
Appena la cipolla inizia ad imbiondire, aggiungere i fagioli scolati e 1 bicchiere di brodo vegetale nel quale è stato sciolto il pomodoro concentrato.
Aggiungere il dado e coprire a filo con altro brodo vegetale.
Cuocere a fuoco dolce, finchè il sughetto si è abbastanza ritirato.
Aggiustare di sale se occorre, macinare pepe fresco, e appena anche il sughetto è pronto, spegnere.


Polenta con il suo guscio


Aggiustato di sale e aggiunto il pepe e i wurstel


Osteria Cucina "Mont Jof - foto della mia amica Carla  -  Località Cima Corso Ampezzo

Riglarhaus di Sauris

martedì 30 ottobre 2012

Risotto con Panerone (o Pannerone) e pere

Il risotto con le pere è un piatto gustoso nato dall’abbinamento  del panerone con le pere, più precisamente  le pere decana che hanno una polpa molto succosa.
Il panerone è un formaggio antico molto diffuso all’epoca dei nostri nonni e oggi è diventato molto più difficile trovare questo formaggio in commercio poiché il suo sapore è decisamente lontano dal gusto moderno e dei comuni formaggi.
Questa ricetta che vi propongo, me l’ha data la mia vicina di casa milanese doc, moltissimi anni fa.
Non l’ho mai fatto perché nella mia famiglia la cucina dolce salata non è mai stata amata però ne approfitto per far conoscere un’importante ricetta antica che diversamente si perderebbe nella notte dei tempi, come tante altre bellissime ricette.

^____^ Se però mi chiedete se ho mai fatto il risotto con Panerone e salsiccia, allora mi ridono anche i baffi, perchè in casa nostra era una goduria.
Finchè c'era Luigi, un vecchio salumiere in Piazza Tirana a Milano, il Panerone lo trovavo tranquillamente. Ora i supermercati non lo tengono perchè poco conosciuto e perchè non hanno richieste.


RISOTTO con PANERONE e PERE

1 lt circa di brodo  leggero di carne o vegetale (ma forse non serve tutto
20 g di burro
1 piccola cipolla bionda
3 cucchiai di olio ex v di oliva
200 g di Panerone o Pannerone
200 g di pere decana
350 g riso carnaroli
1 bicchiere di vino bianco

Sciogliere in una casseruola il burro nell’olio, unire la cipolla tritata molto fine e lasciarla appassire.
Appena la cipolla diventa trasparente, aggiungere il riso e lasciarlo tostare.
Versare il vino e lasciare sfumare.
Continuare la cottura, aggiungendo un mestolo di brodo bollente di tanto in tanto e mescolare.
Durante la cottura del riso, sbucciare la pera eliminando il torsolo e i filamenti che arrivano al piccioli, quindi tagliarla a pezzetti.
Tagliare a pezzetti anche il Panerone e mescolarlo con le pere.
Quando il riso è quasi cotto, aggiungere formaggio e pere, amalgamare e lasciare mantecare qualche minuto.

*** a piacere aggiungere 3 o 4 cucchiai di panna fresca liquida, 5 minuti prima della fine della cottura del riso.

STORIA

Il nome Pannerone o Panerone nel dialetto lombardo, deriva da Panera, e cioè panna o crema di latte.
Sempre considerato una leccornia come la panna, hanno sempre goduto molta notorietà fin dai tempi passati, però ora il Panerone stà perdendo lustro perché formaggio troppo grasso e perchè ha un sapore particolare.
Il Panerone è un formaggio crudo e di breve maturazione, si ottiene con latte vaccino intero selezionato dai migliori allevamenti del Pandinese, zona tra Crema e Lodi.
Per il Panerone si usa il latte intero caldo di mungitura,  a cui si aggiunge il caglio.
Dopo la cagliata e la sua conseguente rottura, lo si lascia riposare.
Quindi si procede alla raccolta della massa caseosa e si mette in forma all’interno degli stampi.
Infine viene stufato per 7 giorni alla temperatura di 30-35° e al riposo in frigorifero per 1 giorno.
La stagionatura in luogo fresco è breve, di soli 10-15 giorni.
Per l’aspetto della sua crosta che ricorda quella del gorgonzola, il Panerone è detto anche gorgonzola bianco, poiché non presenta le tipiche muffe verdi del vero gorgonzola.
La produzione e le caratteristiche organolettiche dei due formaggi, sono completamente differenti.
Il gusto e l’aroma del Panerone  sono decisamente caratteristici, poiché a differenza di tutti gli altri formaggi non subisce alcun trattamento di salatura.
Ha una forma cilindrica del Ø di 25-30 cm ed un peso che varia dai 10 ai 13 kg.
Il sapore amarognolo tipico del panerone, è stato offuscato per la diffusa richiesta  di formaggi tipo dolce, e oggi vive essenzialmente per la fedeltà di pochi amatori affezionati a questo formaggio tipico e tradizionale lombardo.
Il formaggio pronto ha la crosta sottile, liscia, di colore giallognolo tendente al rosato.
La pasta ha un colore bianco, è morbida,  si fonde bene in bocca e presenta la caratteristica occhiatura diffusa con occhi grandi e alveolari.
Il sapore  del Panerone è dolce e aromatico con una tipica sfumatura amarognola dovuta alle dosi elevate di caglio, impiegate durante la sua produzione
In cucina il Panerone è utilizzato nei classici risotti, che in Lombardia non mancano mai, oppure si accompagna piacevolmente con del semplice pane casereccio oppure a sapori dolci come il miele, la marmellata, la mostarda o la frutta particolarmente dolce; in cucina occupa un posto privilegiato nella preparazione di svariati risotti,   infine il Panerone è prodotto  essenzialmente, nella  provincia di Lodi.

Tozzetti malfatti

Come fai a stare seduta tranquilla a leggerti assorta una bella ricetta e a non sobbalzare quando tuo figlio alle spalle, col suo bel vocione ti dice ... forza mamma non l'hai ancora imparata a memoria ? vai e falla subito che questa sera ho gli amici.
Inutile protestare che non hai questo e non hai quello, lui ti replica ... mamma frullina, quando poi ti ci metti, ti viene in mente con cosa puoi fare le sostituzioni ... e così ho fatto.
Il ragazzo ha gradito, gli amici pure e hanno chiesto la replica al più presto, il babbo ne ha assaggiato mezzo ancora caldo ... l'altro mezzo gli è stato tolto dalle mani sapete già da chi ^_____^
Io li ho fatti, fotografati ed è tutto qui.
Ne era rimasto uno per grazia ... e il giorno dopo il figliolo ha detto che era ottimo anche freddo.
La ricetta originale è questa Tozzetti malfatti con noci e sbrinz
La prossima volta copierò pedissequamente, la ricetta originale, i miei in cottura si sono un poco spantegati e non so perchè.

TOZZETTI MALFATTI

200 g farina 00
90 g burro Lurpack salato
100 g pecorino romano
60 g gherigli di noci
60 g pistacchi salati
2 tuorli (per i miei tozzetti forse era meglio metterne 1 intero e 1 tuorlo) riproverò
sale solo se occorre
acqua fredda (circa 10- 12 cucchiai (mi dispiace ma non l'ho pesata)
un poco di noci e pistacchi tritati, tenerli a parte

Mettere in una terrinala farina, il burro tagliato a pezzettini i tuorli, pochissimo sale e il pecorino grattugiato.
Iniziare a mescolare sino ad ottenere delle grosse briciole e poi impastare sulla spianatoia, unendo piano piano le noci e i pistacchi frantumati e mescolati insieme.
Durante la lavorazione, aggiungere acqua fredda quanto basta per ottenere un composto leggermente sodo e omogeneo.
Avvolgere l'impasto in una pellicola per alimenti e lasciarla riposare in frigorifero per 1 ora circa.
Riprendere l'impasto e stenderlo per formare un salamotto schiacciato.
Con un coltello affilato, tagliare i tozzetti leggermente in diagonale, pennellare con acqua fredda la superficie dei tozzetti e passarli(dalla parte bagnata) nella piccola panure di noci e pistacchi schiacciati.
Sistemare un foglio di carta forno su una teglia capiente e appoggiare i malfatti distanziandoli fra di loro.
Infornare a forno caldo 200° per 20 minuti circa. Girarli delicatamente e proseguire la cottura per altri 20 minuti a 180°.



lunedì 29 ottobre 2012

Mini Gateau di Baccalà



Dovete rassegnarvi, lo so che il baccalà non è gradito da tutti, ma io ne vado matta e questo che vi propongo è il primo della stagione.
La mia spacciatrice di fiducia del mercato settimanale non c'è più e quindi ho dovuto ripiegare diversamente ... non mi ha soddisfatto molto il baccalà, ma la ricetta sì, la nostra amica 
ha postato giorni fa un bellissimo mini gateau di patate e avendo già delle patate cotte, ho girato la ricetta con il materiale che avevo.


MINI GATEAU di BACCALA'
per 3 porzioni

600 g di baccalà salato (per i pigri consiglio il baccalà già dissalato)
1 kg di patate lessate
150 g di speck tagliato a dadini
50 g olive nere snocciolate
1 pizzico di origano
sale attenti ... solo il necessario
pepe macinato al momento a piacere
1 manciata di montasio grattugiato

Al mattino mettere in ammolo il baccalà salato (lavato dal sale che affiora, in una bacinella e lasciarlo per 24 ore, cambiando l'acqua almeno due volte o tre al giorno.
Sciacquarlo e metterlo in una pentola che lo copra a filo di acqua fredda.
Portare il pesce a bollore, cuocere 5 minuti, spegnere la fiamma e lasciarlo raffreddare nella sua acqua.
Sbucciare le patate lessate e passarle nello schiacciapatate.
Il purè ottenuto lasciarlo cadere in una terrina, unire lo speck, le olive nere l'origano e poso sale.
Mescolare tutto e tenere a parte.
Intanto scolare il baccalà, togliere pelle e spine,  disfarlo a scaglie e mescolarlo insieme a tutto il resto.
Aggiustare di sale se necessario e macinare pepe a volontà.
Foderare una tortiera  Ø  24 con carta forno lavata e ben strizzata, amalgamare di nuovo il composto e versarlo nella tortiera
Cospargere la superficie con poco pangrattato e montasio grattugiato mescolato insieme e fiocchetti di burro.
A forno caldo 200° per 25 minuti circa.
Volendo, passare sotto il grill per altri 5 minuti.

No foto, ma fidatevi, questa volta la grande voglia era mia ... non ci vedevo più dalla fame e quando me ne sono ricordata, era quasi tutto spazzolato

domenica 28 ottobre 2012

Cavolo cappuccio rosso stufato

 Quanto sono buoni i cavoli cappucci, quelli verdi mi piacciono trattati per fare i crauti, quelli rossi mi piacciono tantissimo stufati o in insalata e quindi ogni volta cambio ricetta.
Ma i miei uomini li preferiscono "cuinciat cul lardiel" conditi con il lardo ... in fondo vi metto altre ricette che ho già postato.

CAVOLO CAPPUCCIO ROSSO STUFATO
per 6 porzioni

1 cavolo cappuccio rosso
2 cipolle bianche
6 spicchi d'aglio
3 foglie di alloro
1 cucchiaio di trito con sedano, carota, cipolla prezzemolo (il classico battuto che io preparo e poi congelo)
2 hg di speck affettato non troppo sottilmente
2 vaschettine di cubetti di prosciutto cotto
5 bacche di ginepro macinate
2 dadi  ai funghi Star
burro e olio q.b.
sale e pepe q.b.
1 cucchiaio di farina sciolto in 1 bicchiere di vino tocai-friulano (da tenere a parte.

Ora le soluzioni sono 2
o sbollentate il crauto rosso e così perde un pò del suo colore
o lo cucinate direttamente e allora il piatto si presenta più scuro

In un capiente tegame versare l'olio e un pezzo di burro (metto tutto a freddo).
Affettare una cipolla e distribuirla bene nel tegame con il trito con le verdure
Affettare 1/2 crauto rosso e distribuirlo sopra alla cipolla con una vaschetta di prosciutto cotto.
Ora affettare l'altra cipolla, distribuirla sopra ed infine l'altro mezzo crauto con i cubetti di prosciutto.
Con lo speck preparare 4 involtini fermati con lo stecchetto e infilarli qua e la nel tegame.
Infilare anche gli spicchi di aglio interi (in cottura si disfano) con le foglie di alloro.
Distribuire le bacche di ginepro macinate o schiacciate fini e i dadi spezzettati.
Coprire a filo con l'acqua e portare ad ebollizione.
Dal bollore abbassare la fiamma, deve cuocere piano per 3 ore circa ... più cuoce e più buono e digeribile diventa.
Dopo 2 ore di cottura, versare il vino con la farina stemperata e continuare la cottura ... se il composto risulta troppo liquido, alzare la fiamma e ricordarsi di mescolare frequentemente.
Prima di spegnere la fiamma, aggiustare di sale e una buona macinata di pepe.

I crauti o cavoli cappucci, sono più gustosi se cucinati il giorno prima.