Foto Rosetta marzo 2017

Foto Rosetta marzo 2017
Primavera ad Ampezzo

sabato 14 marzo 2009

Pasta o riso all'arrabbiata

In mancanza di materie prime, non avete mai usato il preparato per la pasta all’arrabbiata ?
Io sì e come al solito la mia è una pasta similarrabbiata perché in casa ho di scorta soltanto il formaggio stagionato da grattugiare Montasio anziché il pecorino … il preparato è veloce e come gusto ci siamo :-)))

Un po' di storia
La ricetta della pasta all’arrabiata è di tradizione romana ma pare che non appartenga al passato, probabilmente è pura fantasia di un oste rinomato che desiderava dare un sapore diverso ai già famosi bucatini all’amatriciana nei primi anni del 900.
Gli ingredienti sono naturali e tipici della zona: peperoncino, pomodoro, olio, pecorino.

PASTA O RISO ALL’ARRABBIATA
Per 4 persone

400 g di pasta di vostro gradimento
2 cucchiai di preparato per Pasta all’arrabbiata
500 g pomodori pelati e tagliati a pezzetti
4 cucchiai di olio ex v oliva
50 g formaggio Montasio stagionato grattugiato

In un tegame riscaldare l’olio, aggiungere il preparato, soffriggere 1 minuto a fuoco bassissimo,aggiungere i pelati, salare e cuocere 15 minuti.
Cuocere al dente la pasta scelta, scolarla e versarla in una terrina.
Mescolare bene, preparare le porzioni nei piatti e spolverare con Montasio grattugiato.
Una spolveratina di prezzemolo fresco tritato molto fine, appaga l’occhio.

*** Il preparato è molto versatile, ho fatto anche il risotto che è piaciuto perchè diverso dal solito.
Ho preparato un risottino morbido, alla fine ho aggiunto il sugo, ho mescolato bene e via come sopra.

SPAGHETTI alla GALLINELLA con il suo pesto
Per 1 persona

Cuocere 100 g di spaghetti al dente, scolarli e tenere a parte un poco di acqua di cottura.
Versare gli spaghetti nel piatto, sbriciolare sopra una parte di gallinella e un paio di cucchiaiate di pesto di sugo di gallinella (vedi qui http://ilfogolar.blogspot.com/2009/03/gallinella-ripiena-trittico.html#links )
Se occorre, aggiungere ancora un poco di acqua di cottura della pasta e una spruzzata di prezzemolo.
GALLINELLA col suo PESTO - quasi light
Verdure cotte

½ gallinella al forno (vedi qui http://ilfogolar.blogspot.com/2009/03/gallinella-ripiena-trittico.html#links )
Versare sopra il pesto (vedi qui http://ilfogolar.blogspot.com/2009/03/gallinella-ripiena-trittico.html#links )

*** ho scritto quasi light … per la presenza dello strutto nel ripieno, che viene poi aggiunto ai pomodorini ecc. – non è molto … ma le dietedipendenti sanno che non si dovrebbe usare
… e va bèèè, un mini mini premio ogni tanto non fa certo male :-)))

Gallinella ripiena - trittico

Trittico di gallinella di mare.

Questo pesce mi piace un sacco, molto pratico ha solo la spina dorsale grossa e poche spine grosse, la polpa rimane soda e gustosa e la trovo molto versatile.
Ho scritto trittico, perché con la stessa ricetta ho fatto 3 preparazioni per 2 persone, ½ porzione per me, ½ per gli spaghetti del marito e con il sughetto ho fatto il pesto che mi è servito per condire gli spaghetti e la mia porzione di pesce..

GALLINELLA RIPIENA al pesto di pomodorini
Per 2 persone


1 gallinella di mare
1 acciughina sott’olio
3 spicchi di aglio
2 cucchiai di birra http://ilfogolar.blogspot.com/2008/10/birra-di-sauris.html#links
Pomodorini secchi sott’olio (la mia ricetta è qui: http://ilfogolar.blogspot.com/2008/04/pomodorini-secchi-sottolio.html#links
NO SALE, è già contenuto nei pomodorini secchi

Per il ripieno:
50 g grissini grattugiati
1 cucchiaino raso di prezzemolo
1 pizzico di preparato secco per la pasta all’arrabbiata (contiene peperoncino, aglio, prezzemolo ecc)
1 cucchiaino raso di maggiorana
1 spicchio di aglio 1 cucchiaino raso di buccia di limone grattugiato
1 cucchiaino generoso di strutto

Preparazione ripieno:
Spezzettare nel mixer i grissini con l’aglio, dare una prima frullata, unire il prezzemolo, il preparato per l’arrabbiata, la maggiorana e dare un’altra frullata. Aggiungere il limone grattugiato, lo strutto e mixare per bene.

Preparazione gallinella:
Inserire il ripieno nel pancino della gallinella.
In una teglia che la contenga, versare un poco di olio, l’acciughina spezzettata, la birra e appoggiare la gallinella ripiena con il dorso verso l’alto.
Disporre nella teglia i pomodorini con qualche cappero, e l’aglio e coprire (senza sigillare) con un foglio di alluminio.
Preriscaldare il forno a 230°, inserire la teglia e cuocere per 30/40 minuti, secondo la grandezza della gallinella.


PESTO di SUGO di GALLINELLA
Nel mixer inserire il sugo della gallinella compresi pomodorini, capperi, aglio (chi vuole lo elimina) e il ripieno che rimane molto morbido. Aggiungere un poco di olio e qualche cucchiaiata di acqua di cottura della pasta.Frullare sino ad ottenere una crema morbida e leggere le prossime preparazioni.

Caffè alla Vittoria


Ormai Renzo, del “Caffè alla Vittoria dal 1925” è diventato un amico prezioso.
Al mattino con una o l’altra delle amiche che incontro durante l’orario della spesa, è diventata un’abitudine entrare alla Vittoria, salutare Renzo o la sua simpatica barista e berci un caffè o un orzo macchiato.
Come già vi ho detto qui http://ilfogolar.blogspot.com/2008/10/bar-alla-vittoria-di-ampezzo-carnico.html#links il bar caffè fornisce su prenotazione un servizio di cucina casalinga e proprio da Renzo ho saputo della bella iniziativa che ha incominciato con il primo venerdì di quaresima e cioè, previo prenotazione, c’è una cena a base di pesce.
Alla prima cena ci sono andata, alla seconda non ho potuto per impegni familiari e purtroppo ieri sera ero già a MI …
Spero che Renzo mantenga questa bella tradizione del pesce al venerdì così potrò partecipare ai prossimi convivi al ritorno sulle mie montagne.
Come vedete dalla locandina, il menù è soddisfacente e il prezzo contenuto, mi è piaciuto e sarei ben felice di tornare ancora.
Grazie Renzo

(Mi dispiace non potervi dare le foto di questa cenetta da Bengodi, ho prestato la mia macchina fotografica al Figliolprodigo che ha cambiato le esposizioni … io non ho controllato e le foto sono venute tutte sfocate ggggrrrrrrr)

Vino freddo di osteria - poesia


Vi segnalo questa bella poesia che racchiude l’essenza, il significato e l’importanza che ha il fogolar friulano, il primo raccoglie attorno a se quasi sempre gli avventori di un'osteria ancora ai giorni nostri, i fogolar di casa erano più pratici, per riscaldare la cucina, per cucinare, tenere attorno tutta la famiglia, (quante suole di scarpetti sono state fatte vicino a questo fuoco) … e perché no, per affumicare le pindule (le salsicce) i salamp, il guancial, la squeta fumada (ricotta affumicata) e per tenere al caldo le vivande.

Ora è raro trovare ancora i veri fogolar di casa, sono stati soppiantati dalle stufe economiche che ancora abbondano, nonostante l'era delle più moderne cucine a gas.
Eligio Nassivera, l’autore della poesia è nato ad Ampezzo e la sua poesia è sulla locandina che pubblicizza la Locanda Vittoria di Preone di cui vi ho già parlato nella categoria “aaa Bengodi”; la foto sotto raffigura il fogolar che c’è nella locanda stessa e gli altri fogolar sono stati presi da altri siti.

Foto Fogolar della Locanda Vittoria di Preone

VINO FREDDO DI OSTERIA
Ampezzo 1975

Dalle mie parti
c’è ancora qualche vecchia osteria
coi quarti di vetro
ed il vino freddo di cantina.
Nel giro di panche, nell’angolo,
attorno a un fuoco di faggio,
i vecchi sono sempre gli stessi,riscaldano il vino
parlano di storie passate,
e perdono nella fiamma lo sguardo.

Eligio Nassivera

Foto www.icvalledeilaghi.it - fogolar delle cucine rurali

venerdì 13 marzo 2009

I scarpets



“I SCARPETS”

Vi regalo due belle immagini dei scarpets comunemente utilizzati sino agli anni 70 e che comunque si vedono calzati dalle donne carniche ancora oggi nelle valli alpine.
I scarpets sono una vera arte diventati un simbolo come il fogolar … poche donne anziane portano avanti questo lavoro lungo che richiede tanta pazienza e tanta precisione, oltretutto la loro realizzazione è molto faticosa per la particolarità delle suole che richiedono ognuna 1500-2000 nodi fatti con un filo di spago molto resistente che attraversa ogni volta centinaia di strati di tessuto bianco ricavato da lenzuola dismesse.
Ho fatto in tempo a portarle anch’io, mia suocera nelle sere d’inverno li confezionava per tutta la famiglia in velluto nero.
Per le donne di casa faceva ricamare il dorso che poi cuciva con le suolette per formare la scarpina.
Donne che confezionano le suolette originali sono rimaste in poche ed è sempre più difficile trovarle e molto spesso si trovano suolette industriali che non hanno più nulla a che fare con le vecchie tradizioni.
Spero che vi piacciano.
Foto del sito della Val D'Arzino

Foto tratta da www.viverearagogna.it

Krofin cjarsons di Timau

Festeggio 30130 visite di amici.
Intanto che scrivo, il contatore gira serenamente ed io vi dedico questa ricetta che ho realizzato in montagna con la mia amica Daniela, in una bellissima giornata nevosa.
Dopo aver preparato i Krofin, senza lasciarci scoraggiare dai fiocchi di neve che scendevano a falde grosse, siamo andate a festeggiare il compleanno dell’amica Maria con il prezioso frutto del nostro lavoro.
La vaschetta era piena, però le manine si sono allungate prima del tempo per riempire le boccucce golose … questo è quanto ho potuto fotografare …
I Krofin sono una versione dolce dei Cjarsons (tipici ravioli carnico-friulani), ogni località e persino ogni casa ha la sua versione. Quella che vi dedico è l’interpretazione dolce della mia amica.


KROFIN CJALSONS di TIMAU

Per la pasta:
½ kg di patate
400 g farina 00 + altra se occorre
3 tuorli d’uovo
pizzico di sale
1 cucchiaio scarso di olio ex v d’oliva

Per il ripieno:
150 g ricotta fresca
125 g marmellata di albicocche
100 g biscotti secchi
buccia di limone o arancia grattugiata
2 bicchierini di grappa
1 cucchiaio di cacao amaro
1 cucchiaino raso di cannella
sale 1 pizzico
50 g gocce di cioccolato
50 g burro
2 cucchiai scarsi di zucchero

strutto per friggere
zucchero a velo per guarnire

Per la pasta:
Lessare le patate in acqua leggermente salata, scolarle, sbucciarle e passarle nello schiacciapatate.
Lasciarle raffreddare, aggiungere la farina, i tuorli, un pizzico di sale e l’olio.
Impastare sino ad ottenere un composto più sodo degli gnocchi e ben omogeneo.
Stendere l’impasto con il mattarello, sino ad ottenere una sfoglia di 3 mm circa.
Ritagliare la sfoglia con un coppa pasta del Ø di 6 cm per ottenere dei cerchi regolari.

Per il ripieno:
In una terrina capiente inserire i biscotti secchi macinati, la scorza del limone e la grappa. Dare una prima mescolata e poi aggiungere gli altri ingredienti con il burro leggermente sciolto al MO.
Mescolare molto bene e lasciare riposare per 3 ore.

Preparazione:
Versare un cucchiaino di composto in ogni cerchio preparato, chiuderlo a mezzaluna e friggerli poco per volta in abbondante strutto.
Scolarli su carta assorbente da cucina, lasciarli intiepidire e spolverarli con zucchero a velo.

giovedì 12 marzo 2009

Linguine radicchio salsiccia e Montasio

Lo spunto di questa ricetta, l’ho presa qui http://mestoloepaiolo.blogspot.comRicetteprimi nel blog di Stefano; l’ho letta ieri sera tardi, non la ricordavo bene e ho proceduto a lunghe spanne.
Non è venuta uguale, però è ugualmente ottima.
Unico inconveniente per chi ha premura, occorrono 3 padellini più la pentola per la pasta.


LINGUINE RADICCHIO, SALSICCIA E MONTASIO
Per 3 persone

250 g di linguine
2 salsicce leggermente affumicate
100 g formaggio Montasio ½ stagionatura
½ cespo di radicchio di Chioggia
½ cipolla
2 spicchi d’aglio in camicia
latte q.b.
poca birra
formaggio Montasio stagionato grattugiato
sale solo per la pasta e un pizzico per il radicchio

- Mettere in una padellina a freddo, un goccio d’olio, l’aglio in camicia schiacciato (poi si toglie,) il radicchio tagliato-lavato-asciugato con un goccio di birra.
Appena prende il bollore, coprire e cuocere piano mescolando di tanto in tanto.
- In una seconda padellina, distribuire la cipolla tritata grossolanamente e sopra la salsiccia sbriciolata a mano.
Cuocere piano, finchè la salsiccia è bene abbrustolita, mescolando spesso e schiacciandola con i rebbi della forchetta.
-Nella terza padellina versare un goccio di latte e inserire il formaggio tagliato a quadrettini.
Avviare la cottura solo quando la pasta è quasi cotta.
- Cuocere la pasta, scolarla (e tenere un poco di acqua di cottura), versarla in una terrina insieme al radicchio, alla salsiccia e mescolare.
Versare sopra il formaggio fuso con una manciata di Montasio grattugiato, mescolare di nuovo e servire.

Coniglio improvvisato light

Ciao a tutti !
Che mi piaccia il coniglio lo sapete già, che mi piaccia lo zafferano anche, però ho bisogno di mangiare carni bianche e quindi la preferenza cade sempre sulle spallotte del coniglio (la coscia posteriore la trovo più asciutta e meno gustosa della spallotta o gambetta anteriore).
Improvvisato, perché l’ho fatto con poche cose che avevo in giro.
Questa volta il sapore è deciso e forte anche per la presenza del sedano … l’aglio è un optional ma a me piace molto e non potendo usare troppo spesso pepe o peperoncino, il sapore dell’aglio mi consola, nulla vieta di ometterlo oppure di toglierlo a fine cottura.


CONIGLIO IMPROVVISATO light

1 spallotta di coniglio
1 cuoricino di sedano
½ cipolla
3 spicchi di aglio
½ bicchiere di birra di Sauris
1 bustina di zafferano
Sale q.b.

Tutto a freddo mettere in un tegamino il coniglio, il sedano e la cipolla tagliati a rondelle, l’aglio intero e ½ bicchiere di birra di Sauris (vedi nella categoria Bengodi).
Portare a ebollizione e poi cuocere piano per mezz’ora, girando il coniglio un paio di volte.
Quando la carne è ben cotta, toglierla, metterla in un piatto al caldo e aggiungere lo zafferano nel tegamino, insieme alle verdure.
Mescolare e mentre il sughetto si rapprende, schiacciare le verdurine con la forchetta sino a ridurle in purè.
Aggiungere il tutto al coniglio e buon appetito.

*** niente condimento, l’ho usato nell’insalata di contorno