Foto Carlo di Ampezzo

Foto Carlo di Ampezzo
Il nostro bellissimo paesello con tutta la Valle del Tagliamento. Quella nontagna a Punta è il Monte Amariana che svetta sopra Tolmezzo.

martedì 3 settembre 2013

Rane arrosto

Ho dei cugini che mi vogliono un beeeneee ! Renzo poi è speciale !
Conoscendo il mio punto debole, mi propongono delle golosità che mi ricordano l’infanzia, i cibi buoni cucinati da nonna Maria che era una donna meravigliosa.
Ormai lo sapete che sono nata nella Lomellina, paese di risaie  – località nel triangolo fra Alessandria, Novara, Vercelli.
Il mio paese è posto sulla vecchia strada Milano Alessandria (ora c’è una tale marea di strade, superstrade, rotonde … che se uno non sa di preciso dove andare si trova a Roma senza saperlo … va a capire tu ^___^;  fatto sta che si è più vicini a Casale Monferrato e a Milano, che a Pavia che è la vera provincia del paese.
Il paese è piatto, classico della pianura padana … in primavera gli specchi d’acqua che lambiscono la strada, sono dapprima solo acquitrini, poi si vede crescere una bellissima barbetta verde e man  mano si vedono le piante di riso che crescono.
Un tempo questi campi erano invasi dalle mondine e dai loro canti che arrivavano anche da lontano … donne arrivate da tutte le parti d’Italia, che mondavano e poi tagliavano il riso. Queste donne che spesso lasciavano marito e figli nei loro paesi, trovavano ospitalità nei grandi dormitori delle cascine e qui avevano diritto a pasti caldi.
Per noi bambini, il bello del periodo delle mondine era il sabato sera … era facile che qualche suonatore di fisarmonica iniziasse a suonare sull’aia e pian piano le mondine uscivano dalle camerate e iniziavano a ballare fra di loro oppure si riunivano in allegri cori per sfogare la loro stanchezza.

RANE ARROSTO

Questo ben di Dio una volta era cibo quasi quotidiano, la carne c'era solo per gli ammalati o per le feste comandate. 
Questa è la trattoria ma, come dice Renzo ...

Trattoria con locanda DA CARLA
via Necchi 3/5 fraz. Molino d'Isella Gambolò (PV) tel.0381 939582
Attenzione
Il termine trattoria potrebbe fuorviare, è un vecchio mulino ristrutturato nella valle del Ticino
con salone con ampio camino e salette ben arredate,ottima cucina





Ma parliamo di rane, un tempo le risaie erano piene di rane, di carpe  e altri pesci che stavano bene fra le acque delle risaie.
Quando ormai abitavo a Milano, papà ci portava al paese quando aveva il riposo dal lavoro alla domenica, logicamente alla sera si tornava dopo cena (che per altro in campagna è sempre prestino), ormai era buio, i fari della vecchia topolino di papà illuminavano la strada e quelle stupide rane, anziché scappare a grandi salti, si radunavano sull’asfalto in massa ed era difficile scansarle.
Di conseguenza sotto le ruote della macchina il cric crac delle povere bestiole schiacciate era inevitabile.
… Ma quanto erano buone quelle rane, Nonna Maria e Nonna Marcella le cucinavano divinamente.
Nonna Marcella faceva ed era specializzata nei risotti  che erano sublimi,  Nonna Maria invece le preparava arrosto che sembravano dei piccoli croccanti, oppure le faceva in umido o le metteva nella frittata … insomma erano una goduria.
Le ultime rane che ho cucinato io, le ho mangiate una quindicina di anni fa quando me le ha gentilmente regalate la Zia Tina che con la sua bacchetta magica  se ne andava nelle stradine in mezzo alla campagna a caccia di ranocchi.
Poi più nulla … ormai le rane erano già dimezzate dai diserbanti, alcuni pesci spariti perché le acque inquinate e ora, i cugini che ancora abitano da quelle parti, mi hanno detto che se ne trovano molto poche.
Qualche trattoria buona che le sa cucinare come si deve, c’è e bisogna coccolarle e prenotarsi per poter gustare un buon piatto di fritto di rane.
Quel vile di mio cugino me le ha sviolinate sotto il naso, è stato a mangiarle domenica scorsa, mi ha riportato alla memoria parecchi aneddoti della nostra infanzia e mi ha lasciato pure il nome della trattoria … caso mai mi decidessi a fare una bella visitina …….
 Ma ti pare caro cugino che io parto di qui e mi sgamello quasi 600 km per raggiungere Molino d’Isella di Gambolò (PV) ???
Ma quando ti vedo, non farti beccare ^____^.




Gli aironi erano spariti ... ora con il freno ai diserbanti, sono tornati aironi bianchi e aironi cinerini.

Ecco cugino Renzo, io sto sbavando davanti al monitor ma la prossima volta ti prego, spediscimi un piccolo assaggio tramite la SDA o TNT, fai il bravo.

8 commenti:

Ely ha detto...

Mi hai scaldato il cuore con i tuoi racconti, amica mia. Trovo che tu sia bellissima, perchè permetti al passato di rivivere, di non morire mai. E ti voglio bene. Mandissimo. Ma lo sai che non ho mai assaggiato le ranette?? :D

edvige ha detto...

Non ricordavo che è da li che vieni mi hai fatto ricordare tante cose incluse le rane che mi piacciono tanto. Grazie per questo rivivere il passato. Un abbraccio
Mandi

la belle auberge ha detto...

non sapevo fossi originaria di quelle terre. Certo che le rane ne sono un po' l'emblema gastronomico.Devono essere squisite, peccato non averle mai assaggiate.

Penso che la musica suonata con la fisarmonica sia davvero trascinante e inviti a danzare!

Tiziano ha detto...

Ciao Rosetta, finalmente sono tornato un po con il fiatone ma sono qua,prima di tutto anche se sono in ritardo ti faccio i mie piu sinceri auguri di buon onomastico,e poi anche se sono un po stanco il tuo bellissimo post dai racconti emozionanti e piatti da favola mi hanno fanno sparire tutte le stanchezze ciaoo!!

Un strucon grant co tut el cor, no inporta se le trevisan o furlan le un strocon de amicizia affetto e simpatia che el fa sparir i malani e el porta tanta alegria

Tiziano.

Rosetta ha detto...

Grazie Ely, sei sempre straordinaria.
Un forte abbraccio
M<andi

Rosetta ha detto...

Un forte abbraccio anche a te Edvige
Mandi

Rosetta ha detto...

Sì Eugenia, sono originaria di Zeme vicino a Mortara ... trapiantata a Milano a 8 anni quando a papà hanno assegnato la casa dellì'ATM.
Non ti scandalizzare, ma io sono stata allevata con il brodo di rane ... la storia è lunga e prima o poi la racconterò.
Le serate sull'aia ? erano una favola, la stanchezza spariva per dare posto all'allegria e alla voglia di danzare.
Un abbraccione amica mia
Mandi

Rosetta ha detto...

Tiziano, l'importante è che la tua mostra sia andata bene e abbia avuto successo, la stancheza passa in fretta.
Un abbraccione ... anzi un grosso strucon amichevole e una busciada.
Mandi