Foto Carlo di Ampezzo

Foto Carlo di Ampezzo
Il nostro bellissimo paesello con tutta la Valle del Tagliamento. Quella nontagna a Punta è il Monte Amariana che svetta sopra Tolmezzo.

venerdì 18 aprile 2008

Oeuf a' la bela Rusin + storia








STORIA
La Bela Rosin
Vittorio Emanuele II di Savoia, all'epoca ventisettenne e non ancora re, conobbe la quattordicenne Rosa Vercellana nel 1847 probabilmente a Racconigi (dove il padre di Rosa, ufficiale delle guardie del re, comandava la tenuta reale di caccia), innamorandosene subito.
Con Rosa Vercellana Vittorio Emanuele ebbe due figli, cui diede il cognome Guerrieri ed il nome di Vittoria (1848) ed Emanuele (1851), pur rimanendo formalmente sposato con Maria Adelaide d'Asburgo Lorena, da cui aveva già avuto 4 figli.
L'amore e l'affetto che Rosina provava verso il re rimase sempre molto forte, tanto da non essere scalfito dal fatto che Vittorio Emanuele, oltre ai 4 figli avuti con la moglie, la regina Maria Adelaide, aveva molti altri figli in varie parti d'Italia, frutto di passioni tanto occasionali, quanto numerose, figli cui dava sempre il cognome di Guerrieri o Guerriero.
Con il trasferimento della capitale, nel 1864 Rosina seguì il re d'Italia a Firenze, stabilendosi nella villa La Pietraia. Nel 1869 Vittorio Emanuele II si ammalò di polmonite nella Tenuta di San Rossore.
Temendo di morire, il re improvvisamente sposò Rosa Vercellana con il solo rito religioso (che non conferiva alla Vercellana nessuno dei diritti e poteri di regina).
Ripresosi dalla malattia, a Roma, anni più tardi, il 7 ottobre 1877 Vittorio Emanuele II sposò Rosa Vercellana anche con matrimonio civile.
Rosina diventò moglie del re anche per lo Stato, ma senza acquisire il titolo e la dignità di regina e rimanendo pertanto, agli effetti legali, moglie "morganatica".Isolata e disprezzata dai nobili, che la consideravano una arrampicatrice sociale, e dai politici (fra i quali Cavour, che temeva per il prestigio e l'immagine internazionale che il Regno di Sardegna stava acquisendo), Rosa Vercellana, che non sapeva leggere e scrivere e parlava solo la lingua piemontese, fu invece molto amata dal popolo per le sue umili origini.
www.parks.it/parco.po.to/pun.torinese.html


OEUF A’ LA BELA RUSIN

Per 4 persone
4 uova maionese
Inserire le uova nel tegame con acqua fredda e un pizzico di sale.
Portare ad ebollizione e dal momento del bollore, calcolare 7 minuti.
Trasferire le uova sotto l’acqua fredda e sgusciarle.
Tagliare le uova a metà, tenere a parte il giallo e riempire il bianco con la maionese.
Preparare in un piatto ovale da portata, un letto di foglie di insalata trevisana o lattuga, appoggiare sopra i bianchi delle uova e sopra spolverare uniformemente con il giallo delle uova che passa attraverso il passaverdure.
Servire subito altrimenti il giallo dell’uovo si secca troppo.
* Nella maionese si può mettere del prezzemolo tritato fine insieme ai capperi e una cipollina fresca.
* Servire come antipasto o come piatto freddo estivo accompagnato dal salame.

*** Il sale è un addensante per il guscio delle uova, così si evita la rottura delle uova.

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