Foto Carlo di Ampezzo

Foto Carlo di Ampezzo
Il nostro bellissimo paesello con tutta la Valle del Tagliamento. Quella nontagna a Punta è il Monte Amariana che svetta sopra Tolmezzo.

domenica 2 gennaio 2011

Il Nodo d'Amore - Tortellino di Valeggio

I ragazzi di Londra, di passaggio dagli altri nonni di Verona, hanno pensato bene di fare una piccola tappa al Ristorante La Borsa di Valeggio sul Mincio e quindi hanno pensato bene di acquistare proprio sul posto un paio di kg di tortellini … “I famosi Tortellini di Valeggio” da regalarmi per Natale.
Qui la tribù era al completo e quindi i tortellini che fra l’altro sono buonissimi, sono finiti in fretta … un poco asciutti e un poco in brodo …
Volete un piccolo assaggio ???, solo in brodo …

Oltre alla ricetta, tratta dal sito http://www.ristoranteborsa.it/ , vi segnalo il ristorante e vi trascrivo la bellissima leggenda del Tortellino di Valeggio che ho ricopiato da una bellissima cartolina inserita nel pacco dono dei Tortellini.



I miei tortellini di Valeggio li ho cucinati con un delicato brodo vegetale, così li hanno gustati grandi e piccini.

Questa ricetta la trovate sul sito del Ristorante Alla Borsa di Valeggio sul Mincio.

TORTELLINI "NODO D'AMORE AL BURRO FUSO E SALVIA"

1 sfoglia di pasta,
150 g di stracotto di manzo,
50 g di maiale,
50 g di polpa di vitello,
25 g di fegatini di pollo,
1 uovo,
burro,
salvia,
noce moscata,
sale.

Tritate finemente la carne e i fegatini e cuoceteli a fuoco lento nel burro. A cottura ultimata aggiungete l’uovo sbattuto, il grana e un pizzico di noce moscata. Stendete la sfoglia sottilissima e tagliatela a quadretti di 3 centimetri di lato. Al centro di ognuno ponete un cucchiaino di ripieno quindi richiudeteli, dando loro la caratteristica forma del tortellino. Lasciateli asciugare un po’ e poi cuoceteli nel brodo bollente per un paio di minuti. Serviteli caldissimi, conditi con burro fuso dorato insieme a foglie di salvia



Questa è la simpatica cartolina trovata nella confezione dei Tortellini Nodo d'Amore di Valeggio

LA LEGGENDA DEL TORTELLINO
(ve l’ho trascritta tutta d’un fiato con i lacrimoni agli occhi, è troppo bella e le leggende mi piacciono un sacco)


Alla fine del ‘300, nel corso delle numerose guerre che segnarono l’Italia settentrionale, il signore di Milano Giangaleazzo Visconti, detto il Conte di Virtù, raggiunge le sponde del Mincio e vi stabilisce una testa di ponte per lo sviluppo di un piano militare contro i suoi nemici.
Nell’accampamento delle truppe viscontee, il buffone Gonnella intrattiene i soldati alla luce dei falò raccontando un’antica leggenda:
questa vuole che le acque del Mincio siano popolate di ninfe bellissime che talvolta escono dal fiume per danzare in prossimità delle rive ma, una vecchia maledizione le costringe ad assumere le sembianze delle orribili streghe.
Mentre tutto l’accampamento cade nel sonno, provenienti dal fiume appaiono le streghe, che iniziano a danzare tra i soldati addormentati, soltanto Malco il loro valoroso capitano, si ridesta e affronta le misteriose creature che vedendosi scoperte fuggono verso il Mincio.
Una di queste viene raggiunta e nel disperato tentativo di scappare perde il mantello che l’avvolgeva rivelandosi inaspettatamente una ninfa.
Nel breve corso della notte tra i due nasce l’amore el’alba li sorprende a promettersi eterna fedeltà.
Silvia, la bella ninfa, deve ritornare nelle profondità del fiume prima del sorgere del sole e lascia a Malco, quale pegno del suo amore, un fazzoletto teneramente annodato.
Il giorno seguente giungono alla presenza del Conte di Virtù tre splendide ambascerie, durante il ricevimento alcune belle fanciulle eseguono una danza in onore degli ospiti.
Il capitano Malco, riconosce in una di esse, Silvia, che l’amore ha spinto ad affrontare il mondo tumultuoso degli uomini.
Gli sguardi innamorati di Silvia e Malco destano pero, la gelosia di Isabella, nobile dama cugina del Conte di Virtù, che da tempo aspira all’amore del capitano.
Spinta dalla gelosia, Isabella, denuncia come strega al Conte la bella ninfa.ùLa festa viene subito interrotta e dato l’ordine di arrestare Silvia.
Malco impetuosamente si frappone tra la fanciulla amata e le guardie, consentendole di fuggire verso il fiume, poi si arrende e consegna la spada al Conte adirato.
Al calar della sera, Isabella, si presenta a Malco che langue in una cella: tormentata per il suo gesto invoca il perdono e la comprensione del prigioniero.
Mentre i due si parlano, riappare Silvia, ancora una volta emersa dal fiume per salvare l’amato, costringendo Isabella a ritirarsi sconfitta.
Silvia propone a Malco l’unica via di scampo: non sulla terra, dove ormai non ci può essere felicità per i due amanti ma, nelle acque dove vivono le ninfe.
Malco accetta senza esitazione e si dirige con Silvia verso il fiume.
Il Conte di Virtù, allertato dalle guardie si lancia all’inseguimento ma viene momentaneamente fermato da Isabella, la quale pentita chiede rispetto e comprensione per un amore che non conosce limitazioni.
Arrivati al fiume, poco dopo che Silvia e Malco si sono lanciati nelle acque, il Conte di Virtù trova abbandonato sulla riva il fazzoletto di seta dorata, simbolicamente annodato dai due amanti per ricordare il loro eterno amore.
Ancora oggi si racconta come le donne e le ragazze di quel tempo nei giorni di festa avessero voluto ricordare la storia dei due innamorati tirando una pasta sottile come la seta, tagliata e annodata come il fazzoletto d’oro, e arricchita di un delicato ripieno.
Era nata la leggenda del Tortellino di Valeggio.


L'antico paese di Valeggio sul Mincio, felicemente situato tra le città di Mantova eVerona, nòte nel mondo per aver dato i natali a due famiglie Montecchi e Capuleti il cui tragico destino ha fatto innamorare ognuno di noi di Romeo e Giulietta, vànta una propria leggenda tanto da poter chiamare Valeggio sul Mincio: Città dell'Amore celebèrrima la leggenda di Malco e Silvia: il Nodo D'Amore Due innamorati contrastati dal Conte di Virtù,che suggellarono il loro patto d'amore dissolvèndosi insieme tra le acque del Mincio.

Essi lasciarono in pegno un dràppo di seta gialla simbolicamente annodato per ricordare ai pòsteri il loro indissolùbile amore. Le dònne di Valeggio annòdano a mano tutti i giorni, quadrucci di sfoglia dorata con un delicato ripieno di carne brasata, per ricordare la storia dei due innamorati. I famosi tortellini di Valeggio sul Mincio: Nodi D'amore. Ogni anno l'Associazione dei Ristoratori di Valeggio sul Mincio organizza il terzo martedì di giugnomonumento che risale al 1300, una cena per circa 4000 commensali per commemorare i due innamorati e celebrare il Vero tortellino di Valeggio sul Mincio: il Nodo D'AMORE: sul Ponte Visconteo,

3 commenti:

T. Tiziana ha detto...

ehm...come bolognese avrei qualcosina da ridire.....-)Ciaooo

Rosetta ha detto...

Tè sei laggiù, i Tortellini di Valeggio sono tutta un'altra cosa !
Non fare la gelosa TittiSilver ^__^
Mandi

Team Topdomus ha detto...

Rosetta, io ci sono praticamente cresciuto con i loro tortellini. Negli ultimi due anni la titolare sta portando molte altre novità nel menu, e le variazioni stagionali dei tortelli e tortellini sono entusiasmanti. Ora hanno fatto un nuovo tortello, presentato niente di meno a Giovanni Rana nella rassegna Cena di Note. L'hanno chiamata La Goccia del Mincio, e la sua leggenda è altrettanto interessante...