Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois

Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois
Vita genuina di montagna ... Voltois UD

sabato 20 febbraio 2010

Torta al saraceno e mele di Marco

MARCO

Ieri è nato il mio nipotino Marco fratellino di Martino … per ovvie ragioni non ho potuto mettere le mani in pasta, il telefono e il giro vorticoso di e-mail non mi ha lasciato tempo.
Oggi c’è calma, so che il piccolo mangia e dorme, la mamma riposa, Martino saltella silenziosamente attorno al fratellino e fa domande in continuazione al paziente papà Andrea e io … in attesa di fare un salto a Londra per conoscere Marco e riabbracciare l’altro birbantello, mi sono messa di buzzo buono per fare una tortina dedicata a Marco.
Sarà che diventando nonna mi viene più passione per i dolci, sarà perché i lievitati non sono più tanto ostici nei miei confronti, il fatto è che questa torta mi è venuta veramente buona.
Non posso dire che l’ho inventata io, mi verrebbe da ridere al pensiero di Pippo Baudo quando dice “l’ho inventato io” :-))))), io non invento nulla, prendo gli spunti e poi correggo il tiro secondo i gusti dei miei Orsi.
Per questa torta mi è scattata la molla vedendo la ricetta di Tizimi che vi riporto integralmente sotto alla mia. Come vedete non c’è nulla che le accomuna però sono convinta che da idea nasce idea e questa mi è piaciuta parecchio anche se la torta si è crepata in superficie in fase di raffreddamento.
TORTA al SARACENO e MELE di MARCO
Tortiera Ø 26
Per la base:
200 g farina integrale
100 g farina manitoba o americana
50 g cacao amaro
100 g zucchero
120 g burro fuso
2 uova
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale

Per le mele:
500 g mele cotte al MO
100 g zucchero di canna
1 cucchiaino colmo di buccia di limone grattugiata
1 cucchiaino colmo di buccia di arancia grattugiata

Zucchero a velo per decorare.

Per le mele:
Ne sbuccio 1 kg circa (se me ne avanzano le metto in tavola come frutta cotta)
Cuocere le mele al microonde con pochissima acqua per 10 minuti.
Schiacciarle quando sono ancora calde.
Pesare ½ kg di mele già cotte e metterle in un tegamino con lo zucchero di canna e le bucce grattugiate.
Cuocere a fuoco moderato per una decina di minuti, la marmellata ottenuta non deve essere troppo asciutta.
Tenerla a parte e lasciarla raffreddare.

Per il burro fuso:
Sciogliere in un padellino il burro e lasciarlo diventare color nocciola scuretto ma non bruciato, spegnere il fuoco e amalgamarlo piano con lo zucchero e il sale.
Tenere a parte e lasciare raffreddare.

Accendere il forno a 180°

Preparazione impasto:
Intanto che il forno si scalda, setacciare le farine con il cacao ed il lievito
mettere nella ciotola del ken prima il burro fuso raffreddato, le uova e le farine.
Avviare il ken con il gancio a gomitolo e impastare.
Sarò un po’ duro ma con le mele a me è andato tutto a posto.
Quindi aggiungere le mele raffreddate, impastare di nuovo e a questo punto la consistenza dovrebbe essere giusta …” morbida”.
Foderare con la carta forno uno stampo a cerniera, versare sopra l’impasto e infornare per 50 minuti circa. (dipende dal forno) … in ogni caso fa fede la prova stecchino, sarà appena umido per la presenza delle mele ma non bagnato.

Ed ecco l’altra torta


TORTA COTOGNINA

di Tizimi : www.ilcortiledellematte.com
....ecco l'ultima nata: 300 g farina 00 100 g zucchero 120 g burro 1 uovo 100 g latte 1/2 bustina di lievito per dolci 500 g composta di cotogne mix aromatico: 1 cucchiaio zucchero di canna grezzo, 1 cucchiaio cacao amaro, 1 cucchiaino di cannella, una punta di coltello di chiodi di garofano, 1/2 cucchiaino di zenzero In una ciotola fondere il burro mischiarlo con lo zucchero, aggiungere l'uovo quindi la farina setacciata con il lievito e gli altri ingredienti. Aggiungere per ultimo la composta di mele. Se risultasse troppo duro aggiungere ancora un po' di latte. Imburrare ed infarinare una tortiera (diam.22 cm) versare il composto, livellarlo battendo la tortiera sul piano del tavolo e cuocerlo in forno statico a 180° per circa 40 minuti, fare sempre la prova stecchino per verificare la cottura.

Foto di Tizimi

venerdì 19 febbraio 2010

E' NATO MARCO

Londra, 19.02.10 h 2,05 londinesi

Ė NATO MARCO fratellino del piccolo Martino
Lo annunciano felici il papà Andrea e la mamma Maryka



Rabbit è il peluches preferito di Martino ... non potevo trovare fiocco migliore. Il lavoro è di:
www.blogmamma.it/.../fiocchi-nascita-fai-da-te/

Cronaca di una nascita ! ... con notte movimentata

Ore 3,40 italiane (Londra è un’ora indietro rispetto a noi)
Suona il telefono, salto sul letto e rispondo:

pronto pronto !
dall’altra parte: ciao suocera, sono Andrea … risata

io: Andrea, tutto bene ?

lui: sì, sì e altra risata

io: Andrea cos’è successo ?

lui: la tua bambina mi ha fatto Marco in mano nel bagno !

io: cosa ???

lui più calmo: Maryka alla 1 mi ha detto che aveva una contrazione forte e che andava in bagno a prepararsi; mentre mi vestivo anch’io, ho chiamato l’ospedale, mi hanno chiesto se era dilatata e alla mia risposta negativa mi hanno detto di guardare.
Allora ho avvertito che stava uscendo la testolina, siamo rimasti in contatto telefonico e quando è arrivata l’ambulanza 5 minuti dopo, Marco era già nato.
Ora ci sono qui il medico, l’ostetrica, l’infermiera e non posso dilungarmi, ci sentiamo più tardi.

Nonna Losetta, Nonno Calo e zio Matteo sono felici, emozionati e tornano a nanna.

Ore 5,40 italiane
pronto, ciao mamma !

io: ciao Marykina, cosa mi combini

lei: ridendo mi racconta ciò che le è successo:
Era da qualche giorno che avevo qualche avvisaglia, ma nulla di importante, questa notte alla 1 ho sentito una forte contrazione, sono andata in bagno e ho cominciato a prepararmi per andare in ospedale.
Alla 1,55 ho avuto un’altra contrazione forte e si sono rotte le acque, intanto Andrea aveva chiamato l’ospedale per l’ambulanza …
Alle 2,05 è nato Marco fra le mani del papà, quando è arrivata l’ambulanza 5 minuti dopo, il bimbo era già nato. Hanno tagliato il cordone ombelicale e dopo poco è arrivata l’ostetrica che mi ha tolto la placenta che si era staccata.
Non ho nessun punto di sutura però ora sono in ospedale perché sia io che il bambino siamo RH negativo e quindi ci fanno i test e la terapia del caso.
Marco non è ancora stato pesato, comunque sta bene e mentre ci portavano in ambulanza in ospedale, si è attaccato al seno e ha fatto la sua prima poppata.

Martino non si è accorto di nulla e non si è svegliato neppure quando un vicino di casa, (allertato per tempo) l’ha trasportato in casa sua.

Congratulazioni bambina mia !
Congratulazioni papà Andrea, sei stato un bravissimo ginecologo !
Felicitazioni Martino, finalmente hai il tuo tanto atteso fratellino !

Un grande abbraccio dai nonni e dallo zio felici !!!

Rosetta Carlo Matteo

*** La rampolla ha lavorato in ufficio sino a ieri sera alle 18,30 !

Chi aveva più premura, la mamma o il bimbo ???


mercoledì 17 febbraio 2010

Cotolette di anatra delicate

Dovevo terminare la saga dell’anatra di Natale … della serie: in cucina non si butta nulla.
Potete farle anche con altre carni bollite, sono ottime e digeribilissime, sono andate letteralmente a ruba e il piccolo Martino oltre alla sua, si è mangiato di gusto anche ½ cotoletta di nonna Losetta.

Mi dispiace per la foto, purtroppo non e’ mia, l’Orso pasticcione le carica sul suo pc portatile e poi io non le trovo più ….
worldwidemarket.net


COTOLETTE di ANATRA DELICATE

per le cotolette:
polpa di anatra bollita tritata
1 scalogno tritato
4 ciuffetti di prezzemolo tritato
1 cucchiaino di scorza di limone grattugiato
poca noce moscata
1 uovo
2 patate medie bollite e passate allo schiacciapatate
1 cucchiaio di farina 00
latte se occorre
sale e pepe

per la panatura:
1 uovo leggermente battuto
pane grattugiato
1 cucchiaio colmo di formaggio montasio grattugiato
1 pizzicone di erbe di provenza oppure origano
poco sale

per le cotolette:
Riunire in una terrina tutti gli ingredienti (meno il latte) e lavorarli con le mani a lungo per amalgamarli bene.
Lasciare riposare anche un’oretta.
Preparare dei mucchietti di impasto da 100 g circa appiattirli e dare la forma regolare di una cotoletta.

per la panatura:
In un piatto, battere leggermente l’uovo.
In un altro piatto radunare un poco di pane grattugiato, il formaggio, il sale, le erbe di provenza e mescolare insieme.

per la cottura:
Passare le cotolette nell’uovo e poi nella panatura, facendola aderire molto bene.
Foderare con carta forno una teglia rettangolare (da pizza), ungerla molto bene con l’olio, appoggiare le cotolette, spennellarle delicatamente con poco olio e infornare a forno caldo 180° per 15-20 minuti circa, finchè si è formata una bella crosticina dorata.

giovedì 21 gennaio 2010

Bollito di anatra ripiena di Andrea

Bene ora sapete che non ho fatto il bollito tradizionale per Natale, in alternativa ho fatto quello d'anatra con poco ripieno (espressamente richiesto dal genero Andrea).

Brodo ottimo, il ripieno l'ho servito caldo a rondelle, come antipasto e la carne d'anatra non ha certo gironzolato a lungo.

BOLLITO di ANATRA RIPIENA di Andrea


Per il ripieno:
1 anatra di media grandezza disossata
2 luganeghe (salsicce friulane) che confeziona il macellaio di montagna
2 hg di manzo macinato magro
1 uovo
fiocchi di patate per pure' se serve
la mollica di 1 panino ammollata in poco latte e poi strizzata
prezzemolo tritato
1 cipolletta piccola tritata
1 piccolo trito di lardo (50 g circa) salvia e rosmarino
sale fine e pepe q.b.


In una terrina sbriciolare la salsiccia, aggiungere la carne macinata, l'uovo, la mollica di pane, il prezzemolo, la cipolla, il trito di lardo e cominciare ad amalgamare gli ingredienti.
Se il composto risulta molle, unire dei fiocchi di patate per pure', ricordandosi che questi, in cottura si gonfiano .
Appoggiare l'anatra disossata in un canovaccio fine, dopo averla battuta leggermente con il batticarne per uniformarla un poco e massaggiarla con poco sale e pepe.
Con il ripieno formare un salamotto leggermente piatto e arrotolare bene la carne.
Legarla e arrotolarla nel canovaccio legandone le estremita'.

Per il brodo:
1 gambo di sedano
1 carota grande
1 zucchina
1 cipolla grande
5 bacche di ginepro leggermente schiacciate
3 grani di pepe interi
sale grosso q.b.

Inserire l'anatra in una pentola capiente e coprirla abbondantemente con acqua fredda.
Aggiungere tutti gli ingredienti per brodo e portare a bollore.
Salare, lasciar cuocere a fuoco basso, chiudere con il coperchio e proseguire la cottura per 1 ora circa.
Spegnere e lasciare raffreddare tutto nel suo brodo.
Da preparare il giorno prima.
Scaldare il tutto all'occorrenza, slegare il canovaccio, togliere lo spago con il quale e' stata legata l'anatra ed estrarre delicatamente il ripieno che va tagliato e servito caldo.
Rimuovere la pelle e conservare la carne d'anatra in frigorifero.

***a dopo il seguito .....

mercoledì 20 gennaio 2010

Coniglio di nonna Losetta

A Natale ho rivoluzionato il menu' che avevo pensato, in base ai desideri dei miei ragazzi ... al posto del solito bollito e del solito arrosto hanno espresso altri desideri e nonna Losetta e' sempre pronta ad esaudirli.
Quindi niente bollito misto, solo un buon brodo d'anatra nel quale ho cotto i ravioli preparati da me e nel brodo in eccedenza ho cotto le mie tagliatelle a Santo Stefano.
Niente arrosto, hanno preferito il coniglio e nonna Losetta l'ha fatto veramente buono e insolito.

CONIGLIO di NONNA LOSETTA

1 coniglio ruspante di montagna disossato
2 hg di mortadella
1 filetto di maiale
10 spicchi di aglio
4 scalogni
1 pezzetto di sedano
1 piccola carota
olio
burro ammorbidito
sale
10 bacche di ginepro
2 bicchieri di friulano (ex tocai) (La legge ci ha imposto di cambiare nome)

Ho preso un bel coniglio dal macellaio del paese e me lo sono fatto disossare direttamente da lui.
Ho battuto leggermente la carne per spianarla il piu' possibile e appoggiato sopra le fette di mortadella e sopra ancora il filetto di maiale.
Arrotolare ben stretto e legarlo con lo spago da cucina.
Massaggiare la carne con del burro ammorbidito e leggermente salato.
In un tegame dai bordi alti e che lo contenga bene, rosolare un po' di olio con un po' di burro
(di solito sono sempre abbondante perche' il puccino finale me lo spazzolano ben volentieri), aggiungere il rotolo di coniglio e rosolarlo da tutte le parti.
Unire all'arrosto l'aglio e gli scalogni interi, con le bacche di ginepro leggermente schiacciate.
Versare sopra il vino, incoperchiare e dal bollore cuocere piano per 45 minuti circa.
Togliere il coniglio cotto, avvolgerlo in carta stagnola e conservarlo al fresco sino al giorno dopo.
(l'ho preparato alla vigilia, prima di andare a messa).
Il mattino successivo, ho scaldato il sughetto, ho tolto le bacche di ginepro, il sedano, la carota e ho frullato l'aglio e gli scalogni col sugo.
Riportare il sugo sul fuoco, aggiungere ancora un pezzetto di burro e un mestolo di brodo (ho usato quello d'anatra), lasciare restringere un poco e spegnere.
Riprendere l'arrosto di coniglio, tagliarlo a fette e scaldarlo insieme al sugo, poco prima di servire.
*** Successone, la mortadella ha conferito all'arrosto un sapore straordinario ... o era l'amore che nonna Losetta ha usato come ingrediente per cucinare ?

*** era il giorno di Natale, saltellando a destra e a manca per mettere tutti a tavola non ho avuto tempo di fare la foto ... concedetemi la fiducia e provate.

Susci di Martino

Questa ve la devo scrivere, altrimenti col tempo ... ho la foto e la ricetta non la ricordo piu'.
Ora avrete la ricetta e la foto quando torno a MI ... qui a Londra dovrei chiedere lumi ai ragazzi per le impostazioni (la tastiera e i programmi del pc sono in inglese) e alla sera quando tornano dal lavoro, mi piace stare in loro compagnia.
Una piccola premessa, per Martino il nipotino rubacuori, il "susci" e' sinonimo di pesce (il susci e' quello giapponese, per intenderci).
Stranamente e' uno dei rari bimbi che mangiano a quattro palmenti sia il pesce crudo che cotto, ieri mi ha chiesto il susci e gli ho spiegato che nonna Losetta lo sa fare solo cotto e lui mi ha risposto : ok mangio il susci cotto di nonna ...
Ed ecco a voi il susci di Martino.

SUSCI di MARTINO

2 maccarelli grandini
2 spicchi d'aglio
10 foglioline di salvia
1 limone tagliato a fettine.
sale

pomodorini tipo pachino a piacere
olive conciate (quelle con peperoncino, origano e poco aglio)
olio

Il maccarello e' un pesce azzurro presente nel mediterraneo che appartiene alla famiglia degli sgombridi. Lo sgombro o sgompro o maccarello o lacerto (cosi' e' chiamato in Campania), e' un pesce ottimo, saporito e ha pochissime e lunghe spine.

Ricetta
Lavare bene i pesci eviscerati, asciugarli con carta scottex, appoggiarli in una terrina da forno che li contenga, appena unta di olio.
Salare il pancino, metterci dentro l'aglio sbucciato e tagliato a rondelline, 5 foglioline piccole di salvia, due pomodorini tagliati a meta' e una fetta di limone tagliata a meta' per ogni pancino.
Sopra al pesce distribuire le fettine di limone rimaste.
Fra i due maccarelli appoggiare i pomodorini (quantita' desiderata) tagliati a meta'.
Unire le olive conciate, cospargere ancora con un filo di olio e infornare per mezz'ora a 180
gradi (forno gia' caldo).

Il piccolo Martino e nonno Orso hanno mangiato gli spaghetti con il susci ... gli altri lo hanno gustato con le patate lessate e un'insalatona mista.

Gnam gnam che buono.

lunedì 18 gennaio 2010

Londra

LONDRA

Finalmente sono in possesso di internet come si deve ...
Sono a Londraaaa !!!
Finalmente sono qui con i miei ragazzi sino alla fine del mese e poi torno sulle mie montagne.
Il piccolo Martino ci ha fatto una festona grande e stamane era tutto gongolante perche' il nonno l'ha portato all'asilo.
Ho scoperto perche' in montagna le pagine si aprono a scartamento ridotto ... le fibre ottiche sono state allacciate solo per il comune, le scuole, la parrocchia e gli uffici ... per gli altri "pippa" ... non c'e' chiavetta che tenga, i ripetitori non sono sufficientemente potenziati per fornirti una connessione decente ... nel 2010 e' roba da quinto mondo.

LO STEMMA del comune di Londra è molto simile a quello della città di Genova, con i due grifonida entrambi i lati. Secoli fa il sigillo venne acquistato dai britannici per dare lustro alle navi londinesi

A qualc'uno può sempre interessare un poco di storia, questa curiosità sullo stemma londinese mi eè piaciuta parecchio e ve la propongo:
Tra i dettagli diversi, la spada verticale in alto a sinistra, accanto alla grande croce. Motto latino: «Domine dirige nos» (Signore guidaci).
Secoli fa, infatti, la popolazione inglese ottenne dai Genovesi - pagando, si intende! - la facoltà di usare il prestigioso vessillo di San Giorgio sulle loro navi.
E come si dice «stemma» in inglese e in genovese? In modo molto simile, ovviamente. In inglese: Coat of arms (pronuncia kout-ov-arms). Zeneize o genovese: Arma. Italiano: Stemma. Mentre l’italiano trae origine dal latino e greco «stemma», corona (secondo il vocabolario Zingarelli), inglese e genovese vengono dal latino «arma», neutro plurale, che significa «armi».
L’inglese discende dal latino attraverso il francese «armes» (Chambers).
Sempre dal latino «arma» derivano il verbo inglese to arm, armare (armâ in genovese) e il sostantivo army, esercito o armata, tramite il francese «armée». Ritroviamo anche la stessa radice e significato simile nel genovese armâ, armata.
Una curiosità: perché l’inglese arm vuol dire «arma» ma anche «braccio»? Ce lo spiega il Klein.
Il latino «arma», armi, viene dalla base indeuropea ar-, che significa «unire»; da questa stessa base deriva anche un altro termine latino, «armus», spalla. L’inglese ha abbinato i due significati di «arma» e «braccio» in un’unica parola, arm, appunto.
Ma torniamo a coat of arms: in italiano è letteralmente «cotta d’arme», che sempre il vocabolario Zingarelli definisce «sopravveste portata da araldi e cavalieri sopra l’armatura».
Quanto al termine coat, viene dall’Old French «cote», a sua volta dal latino tardo «cottus» o «cotta», tunica, veste (Chambers).
Nell'inglese moderno coat significa giacca, cappotto o mantello.

Immagine e testo, presi da:
www.francobampi.it/liguria/stemma/ig050904.htm