Foto Carlo di Ampezzo

Foto Carlo di Ampezzo
Il nostro bellissimo paesello con tutta la Valle del Tagliamento. Quella nontagna a Punta è il Monte Amariana che svetta sopra Tolmezzo.

domenica 10 maggio 2009

Bagnet verd

Una delle poche cose che avevo imparato dalla nonna era il bagnet verd, vedevo le mani di nonna che veloci tritavano sul tagliere il prezzemolo, l’aglio, le acciughe sotto sale e la mollica del pane lasciato macerare nell’aceto. L’odore che emanavano questi ingredienti mischiati a poco a poco insieme, era inebriante e l’acquolina scendeva veloce nel gargarozzo.
Aiutavo volentieri la nonna, anche perché sapevo che qualche piccola quantità finiva nel mio panino della merenda … merenda da Rè.
A volte metteva il tuorlo di un uovo sodo, altre volte no, (diceva che l’uovo legava meglio gli ingredienti) purtroppo dal paese sono andata a Milano troppo piccola e tantissime cose non ho mai potuto chiederle a nonna e via da lei non ho imparato più nulla.

Immagine di rete

BAGNET VERD

1 bel mazzo di prezzemolo
2 spicchi di aglio
3 acciughe sotto sale solo diliscate
mollica di pane
capperi sott’aceto o sotto sale dissalati lavati e strizzati
aceto di vino rosso
pepe
olio di oliva

Mondare, lavare e asciugare accuratamente un bel mazzo di prezzemolo.
Appoggiarlo sul tagliere e dare una prima e buona tritata a mano, aggiungere l’aglio e tritarlo insieme e in ultimo aggiungere le acciughe e la mollica del pane strizzata.
Versare tutto in una terrina, pepare, aggiustare di sale e unire l’olio a filo, sino ad ottenere una salsa della consistenza del pesto.
Invasare coprire a filo con olio, chiudere i vasi e riporre in dispensa.

*** La salsa verde, deve risultare abbastanza liquida e deve riposare per almeno 24 ore prima di essere consumata; se non la consumate subito potete conservarla in frigorifero in vasetti di vetro a chiusura ermetica con sopra un filo di olio d’oliva.

*** volendo, aggiungere l’uovo sodo schiacciato con i rebbi della forchetta e amalgamarlo insieme agli altri ingredienti.

*** vi assicuro che il passaggio degli ingredienti nella terrina, alla fine non era sprecato. Appena nonna aveva invasato il bagnet, noi bambini eravamo già pronti con un pezzo di pane o di polenta per fare la scarpetta.

*** Il nome deriva dal colore del pezzemolo che è uno degli ingredienti principali. Nella tradizione culinaria piemontese fa parte delle salse per accompagnare il famoso " bollito " Il bollito piemontese è composto da sette tagli di carne “ si accompagna anche alla coda di bue, alla lingua di bue, alla testina, allo zampino, alla gallina o cappone, al cotechino e al polpettone.



6 commenti:

ABBI FIDUCIA NEL SIGNORE ha detto...

Buona Rosetta, come tutte le preparazioni delle nostre nonne, ma quanto tempo sii mantiene questa preparazione ,ciao Annamaria.

Rosetta ha detto...

:-))) in confidenza non lo so, perchè anche adesso quando la faccio sparisce in un attimo.
Da non dimenticare che nella salsa c'è l'aceto e anche il sale che sono dei buoni conservanti.
Credo che una quindicina di giorni in frigorifero si manga bene.
Mandi

Diletta ha detto...

Mia mamma fa la salsa verde sempre quando fa la lingua e qualche volta con il bollito...io la mangio con pane abbrastolito e formaggio! Grazie.
D.

Rosetta ha detto...

Lingua e bagnet verd è come il cacio sulle pere ! :))
Mandi

germana ha detto...

Un must per noi cremonesi, da mangiare con il bollito in alternativa alla mostarda.

mandi mandi

Rosetta ha detto...

E' vero Germana, nella bassa Lomellina (dove si trova il mio paese natio), ci sono molte affinità culinarie con il Piemonte, Cremona e altre località della Pianura Padana.
Anche noi abbiamo mangiato più la mostarda cremonese che la cugnà piemontese e al contrario noi e voi mangiamo comunemente il bagnet verd tipico piemontese.
Mandi mandi