Foto mia

Foto mia
Lavoro amigurumi eseguito dalla mia amica di Ampezzo, Alda Varnerin. Ha mani veramente d'oro, i suoi lavori sono sempre precisi.

domenica 6 dicembre 2009

Brulè della Rosetta



Mamma che freddo !
La mia amica Maria della montagna, mi ha detto che lassù fa un freddo becco.
Il freddo è bello secco e pungente, proprio quello che più gradisco. Qui in Val Padana il freddo è umido, ti penetra nelle ossa e perciò questo freddo non è compatibile con la mia artrosi … bisogna proprio che mi stabilisca lassù.
Va da se che pensando alle mie montagne, ho dato una rispolverata alle mie vecchie ricette e per riscaldarci quando si è in compagnia, ho trovato questa che non è niente male.
Badate però che in montagna questa è considerata roba da femmine, gli uomini hanno bisogno di grappa e rhum :-)))))))))) ………………….
Fate un po’ voi

barbarafalcone.wordpress.com/.../17/vin-brule/ La foto non è mia

BRULÈ della ROSETTA

1 bottiglia di Raboso
½ lt di succo di arance spremute
1 arancia non trattata
30 chiodi di garofano
2 stecche di cannella
1 anice stellato
4 cucchiai di zucchero

Versare in una pentola dai bordi alti, il vino e il succo d’arancia.
Tagliare l’arancia a fette e ogni fetta trapassarla con i chiodi di garofano.
Unirla al vino insieme alle altre spezie ed allo zucchero.
Sobbollire molto piano (senza coperchio) per 20 minuti, abbassare del tutto la fiamma lasciandolo riposare con la fiammella che lo mantiene caldo.
Servirlo filtrato o, chi gradisce, con un pezzetto di arancia.
Si serve in tazze da punch o tipo “mug”.

2 commenti:

Mestolo e Paiolo ha detto...

Buono il brulè, conforta il cuore e lo spirito. Presumo utilizzi il raboso veronese, non quello piave?
Buona domenica.

Rosetta ha detto...

Ciao Stefano ! ero in pensiero per la tua schiena.
Il raboso ? veronesissimo !
Buone feste !
Mandi