Foto mia

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Lavoro amigurumi eseguito dalla mia amica di Ampezzo, Alda Varnerin. Ha mani veramente d'oro, i suoi lavori sono sempre precisi.

lunedì 13 luglio 2015

Torta di riso dei ricordi


Viva gli sposi - Il riso è il simbolo della fortuna
Non ho mai pensato che l'abitudine di lanciare il riso agli sposi fosse un’americanata, però leggendo qua e la, ho scoperto che è un’abitudine indiana.
In India, il riso è sempre stato al centro di riti propiziatori, sia per le cerimonie dedicate agli spiriti, e sia al dono beneaugurante di un sacchetto di riso regalato alle giovani madri e ai loro bambini.
I Romani, grazie ad  Alessandro Magno, apprezzavano il valore alimentare del riso, e lo inserivano nella dieta dei gladiatori perché  molto ricco e rinforzante.
Ben diversa, la realtà del mondo orientale, dove il riso ha sempre costituito la base dell'alimentazione quotidiana.


Le matrone romane usavano come cosmetico la polvere di riso, e la sua acqua di cottura.
Nel Rinascimento il riso ("dimenticato" per secoli e poi reintrodotto in Europa dagli Arabi) era venduto in piccole quantità soltanto dagli speziali, i farmacisti dell'epoca ed esclusivamente per scopi cosmetici e curativi.
Il suo valore nutritivo del riso è ottimo sopratutto quando è consumato nella versione integrale.
Se viene brillato (cioè privato della parte esterna del chicco), il riso è meno nutriente, poiché è privato della vitamina B contenuta appunto nelle glumelle (involucro a più strati, tendente al colore marrone o giallo, dette appunto glumelle)
La prima prova certa della coltivazione del Riso in Italia è una lettera del 1475 con cui Gian Galeazzo Sforza inviava 12 sacchi di riso al duca di Ferrara affinché ne sperimentasse la coltivazione nelle sue terre.

Nei secoli successivi continue opere di bonifica e nuove infrastrutture idriche diedero un deciso impulso alla diffusione delle risaie, nonostante le resistenze delle autorità che consideravano tali zone ricche di acqua stagnante fonte di malaria.


TORTA di RISO dei RICORDI
2 contenitori di carta Frio da plum cake


200 g di riso
100 g di zucchero
80 g di uvetta gigante
50 g di mandorle
vaniglia burbon
3 uova
750 dl di latte
250 dl di d'acqua
50 g di burro
sale
Mettere in una pentola il latte con l’acqua, lo zucchero, la vaniglia e un pizzico di sale e portare a bollore.
Quando bolle, aggiungere il riso e lasciarlo cuocere sino a quando tutto il liquido sarà assorbito,
togliere la pentola dal fuoco e lasciare raffreddare.
Appena il riso si sarà freddato, aggiungere le uova, uno alla volta, incorporando il secondo, quando il primo sarà ben amalgamato. 
Appena saranno incorporate tutte le uova, aggiungere il burro fuso.
Mescolare per bene e mettere l'impasto in una tortiera imburrata e infarinata (Ho preferito usare i contenitori Frio di carta). 
Cuocere in forno già caldo a 200° per mezz’ora.

Appena pronta,tagliare la torta di riso a fette e servirla tiepida.

*** volendo evitare i liquori perchè ne mangiano anche i bimbi, ho sciolto della cioccolata e l'ho versata sulle fette di riso
L'Homo goloso, ha molto gradito ... per me ho evitato la cioccolata e l'ho gustata ugualmente bene.


Porzione servita al marito e al cognato ... con cioccolata calda

Porzioncina mia con marmellata di mirtilli senza zucchero



Monelli, questi non sono da mangiare, è un sottopentola sopra al quale ho messo le due tortine bollenti.

12 commenti:

speedy70 ha detto...

Cara Rosetta, con questo dolce mi fai tornare bambina.... la mia nonna quanto ne ha fatto... che dolci ricordi, grazie!!!!!

Batù Simo ha detto...

ma chissà che buoni questi dolci! e grazie della spiegazione che precede la ricetta, davvero intessantissima anche se non sono sicurissima che gli antichi romani usassero il riso per qualunque scopo... è un prodotto coltivato tipicamente al nord.. mah chi lo sa...
bacioni Mandi

andreea manoliu ha detto...

Una vera delizia in queste torte e con una spiegazione ben curata e con dei ricordi belli !

daniela64 ha detto...

Con questo dolce hai fatto tornare in mente molti ricordi anche a me, grazie per questo bellissimo post. Un abbraccio, Daniela.

Beatris ha detto...

Un dolce delizioso!
Buona giornata da Beatris

edvige ha detto...

Questa la mangerei ma torte di riso no ricordo quella della nonna una vera - scusa - schifezza forse un giorno metterò la ricetta riveduta :) buona settimana. Mandi

Rosetta ha detto...

Ciao Speedy, anch'io l'ho fatto perchè mi è tornata nostalgia dei cibi che preparava nonna e questo era uno dei pochi dolci che piacevano a noi bambini.
Buona serata
Mandi

Rosetta ha detto...

Ricorda Simona, che dai tempi dei crociati i soldati si spingevano sino in oriente e dall'arabia importavano il riso.
La semina da noi è iniziata molto più dardi sotto la dominazione dei Gonzaga.
Buona serata amica mia.
Mandi

Rosetta ha detto...

Grazie Andreea, buona serata.
Mandi

Rosetta ha detto...

Ciao Daniela, noi non avevamo le merendine dei giorni nostri ...
al massimo c'era la cremonese, le brioche e la focaccia dolce o salata.Le pizzette e il resto sono arrivati molto dopo.
Buona serata amica mia
Mandi

Rosetta ha detto...

Ciao Beatris, ti ringrazio per la visita.
Buona serata
Mandi

Rosetta ha detto...

Ciao Edvige, questa è una torta di riso cotta esclusivamente in acqua e latte.
Pochi ingredienti e via.
Mandi