Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois

Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois
Vita genuina di montagna ... Voltois UD

lunedì 13 dicembre 2010

Strudel vecchia maniera di Gisella Mancini

Ho sempre avuto un sacro terrore per la preparazione della pasta da strudel … quando pensavo di prepararla, mi sembrava che si stracciasse in mille pezzettini … e lo so, sono un po’ tardona ma a forza di pensarci, prima o poi arrivo.
L’altro giorno mi è capitato sottomano un post di Gisella Mancini de http://www.ilcortiledellematte.com/
… è stato amore a prima vista e ho fatto finalmente il mio primo strudel con la pasta da strudel (prima usavo sempre la sfoglia o la brisè pronte).
Ecco, me ne sono venuti due giganti, li ho dovuti tagliare per farli stare nel piatto grande da pizza.
Che dirvi, i miei uomini e morosina hanno gradito, fatti sabato pomeriggio, stamane si sono contesi l’ultimo pezzettino da mangiare a colazione.
E’ da rifare con sole mele come ripieno … in fase di preparazione, ho visto nell’armadietto della frutta che ho fuori sul balcone, che c’erano un po’ di banane con la buccia nera ( hanno preso il gelo notturno), dentro erano bianche e belle sode e così ho preferito smaltire quelle.

Strudel alla vecchia maniera di Gisella Mancini http://www.ilcortiledellematte.com/

Pasta da strudel

farina 300 g
uova 1
acqua tiepida 100 g
olio extrav. di oliva, ma leggero, 2 cucchiai (ma volendo, anche olio mais o di riso)
un pizzico di sale

Ripieno: consigliato
mele 1 Kg/1,200 Kg (possibilmente renette)
zucchero 150 g
cannella in polvere 1 cucchiaino colmo
uvetta 100 g
pinoli 100 g (volendo, si possono unire anche noci a pezzetti)
burro 100 g
pane grattugiato fine 80
g succo di limone
zucchero a velo per guarnire.

Impastare bene gli ingredienti della pasta fino a farne un impasto omogeneo ed elastico; formare una palla, avvolgerla nella pellicola e metterla su un piattino dentro una pentola calda, chiusa col coperchio (favorisce il lavoro del matterello)
Preparare il ripieno sbucciando e tagliando a fettine le mele; spruzzarle col succo del limone, unire zucchero, uvetta, pinoli e cannella.
Rosolare in una padellina il pane grattugiato con 80 g di burro (il rimanente, fuso, andrà spennellato sui bordi della pasta prima di chiudere lo strudel).
Stendere la pasta (per comodità io la divido in 2 parti e ci ricavo due strudel: più semplice stendere) su un canovaccio infarinato, tirandola sottile (si deve vedere la trama del canovaccio); aiutarsi anche con le nocche delle mani, passate sotto la pasta e tirandola, sempre con le nocche (le dita potrebbero stracciarla).
Cospargere la pasta col pane grattugiato, e poi col ripieno, lasciando liberi i bordi che andranno spennellati col burro fuso,
Arrotolare aiutati dal canovaccio e far scivolare su una teglia imburrata o su carta da forno.
Se si vuole, spennellare con tuorlo d’uovo battuto con un cucchiaio di latte; infornare a 180° per circa un’ora. ( a doratura)
Servire tiepido o a temperatura ambiente cosparso di zucchero a velo.

RIPIENO mio
Per smaltire le banane, ho messo come ripieno:
800 g banane pulite a rondelle
300 g mele de torsolate e sbucciate tagliate a pezzetti
100 g di uvetta
100 g di noci
Tutto il resto invariato

Strudel cotto

Ripieno arrotolato

Sfoglia trasparente e pronta

Sfoglia tirata gentilmente con le nocche delle dita per non romperla

Si iniziano a vedere in trasparenza il canovaccio

Sfoglia ancora da spianare bene

domenica 12 dicembre 2010

Caravanini o mantovanine ?

MANTOVANINE o CARAVANINI

Mantovanine o caravanini ??? quando ho letto questa ricetta ho subito pensato che era il pane che faceva al caso nostro.
Conoscendo il mio scarso successo con i lievitati in genere, non mi sono presa la briga di fotografare i vari passaggi però posso agevolarvi, dandovi l’indirizzo del blog di nonnasole. http://www.nonnasole.blogspot.com/2010/12/sono-loro-o-non-sono-loro_10.html

Vi ho poi inserito per comodità il video dell’esecuzione dei caravanini a pasta dura fornito da Vittorio. Leggete però tutto ciò che ha scritto Vittorio, è molto interessante e di grande aiuto. http://vivalafocaccia.com/category/ricetta/ricetta-pane-pasta-dura/

A rompermi le uova nel paniere è stò forno ad incasso malefico che non si decide mai a rompersi del tutto. Ha quasi 20 anni ma fa dei veri scherzi da prete.

Ieri ho posizionato la temperatura a 180 200°, ho infornato il mio pane e dopo 10 minuti sono andata a curiosare attraverso alla finestrella … orrore ! il pane si stava bruciando in superficie e il tarme che ho comperato io e posizionato all’interno del forno segnava 240°.
Il malefico quando sale di temperatura, non permette più di alzare o abbassare la fiamma, la manopola rimane bloccata.
Panico, ho subito messo una stagnola per coprire, poi con uno strofinaccio da cucina e con tanta forza, sono riuscita ad abbassare la manopola per diminuire la temperatura.
Il forno si è spento ma sono riuscita a riaccenderlo subito con un legnetto lungo.
Bon sono riuscita a portarlo a cottura alla perfezione (anche se un poco arrossato all’esterno.
Pane ottimo, oggi era ancora morbido e molto buono, gli Orsi si sono già prenotati.

… ssstttthhhh, Una zia che abita qui vicino mi ha dato una ciotolina di ciccioli (veramente pochini) sa che ne sono ghiotta e me li ha dati solo per assaggiarli (perché non sono affatto ideali per la dieta.
Ebbene, ho tolto un pezzo di impasto dei caravanini e mi sono preparata 3 panini…
In fotografia sono quelli sulla destra. Mammachebuoni !!!

NONNASOLE.BLOGSPOT.COM/2010/12/sono-loro-o-non-sono-loro_10.html

Ingredienti per 4 caravanini da circa 200 gr. (8 da circa 100 gr.)

550 gr. di farina (non specifica, io metto 0)
300 gr. di acqua a temperatura ambiente (275)
25 gr. di lievito di birra (1 bustina di lievito secco 7 gr.)
10-12 gr. di sale
30 gr. di olio evo

Procedimento:
Sciogliete il sale nell'acqua, aggiungete l'olio e metà farina, impastate, aggiungete il lievito, gradatamente la farina rimasta e impastate per almeno 15 minuti con l'impastatrice.
Vittorio sottolinea più volte che l'impasto deve essere molto liscio ("raffinato"; il termine suo). A questo punto lui inizia a lavorare la pasta, io invece la lascio riposare, cosìcche il glutine si distenda (spero sia questo il termine giusto, mi perdonino gli esperti panificatori).
Se li volete fare della dimensione dei miei, tagliate l'impasto in 8 pezzi e con il matterello appiattite il pezzo di pasta
arrotolatelo fino ad ottenere un filoncino (se andate sul suo blog, c'è anche il video).
Schiacciatelo con il matterello fino a farlo diventare una striscia piatta.
Arrotolatela su se stessa, premendo con il pollice sul rotolo e tirando leggermente la striscia fino ad ottenere questa pagnottina.
Coprite e lasciate lievitare fino al raddoppio (quasi un'ora).
Preriscaldate il forno a 200°
Con un coltello affilato o, meglio ancora, con una lametta (io utilizzo un bisturi), fate un taglio molto profondo e infornatelo subito. La cottura dipende molto dal forno. Vittorio dà l'indicazione di 50-55 minuti, a me sono bastati 35.
Ripeto che la lavorazione è molto veloce e la riuscita ottima

sabato 11 dicembre 2010

Bigoli con l'anatra selvatica

Questa ricetta ce l’avevo nel mio archivio da un po’ di tempo, la dedico al mio cacciatore Marco, che ha compiuto gli anni ieri.
Gli auguri glieli ho fatti con un Mojito, oggi gli dedico una ricetta inerente alla sua “arte venatoria” , l’anatra selvatica … queste sì che le trova in abbondanza e un paio di volte mi sono arrivate a fagiolo.
Di solito preparo i bigoli mori però con l’anatra selvatica stanno bene i Bigoli bianchi.
Non avendo il bigolaro, passo l’impasto nel tritacarne del Kenwood e mi vengono bene.
Un mio amico ha fatto le prove con il tritacarne piccolo che vendono anche al mercato, si fanno gli spaghetti con un po’ di fatica per l’impasto abbastanza duretto, ma vengono altrettanto bene.
## tagliando la testa al toro, sono ottimi anche i bigoli di Bassano in vendita in diversi supermercati ##

*** non lasciatevi intimorire dalla lunghezza della ricetta, è più facile da fare che spiegare ... in ogni caso vi ho messo le dosi per fare la pasta, vi ho spiegato come disosso, come fare il brodo e infine come ho fatto il sugo

BIGOLI MORI
Ingredienti:
con 200 g farina di grano saraceno,
150 g farina 00
e acqua q.b. sino ad ottenere un impasto sodo ed elastico)

BIGOLI BIANCHI
Ingredienti:500 gr. di farina bianca50 gr. di burro4 uovalattesale

Preparazione:Versate la farina sulla spianatoia, fate la conca e mettetevi al centro il burro ammorbidito, le uova intere ed un pizzico di sale.Impastate mescolando man mano il latte necessario per ottenere una pasta abbastanza soda.Vi sarete procurati l'apposito attrezzo, il bigolaro, attraverso il quale passerete la pasta così da ridurla nei tipici bigoli.Allargateli su di una tovaglia infarinata e lasciateli asciugare prima di usarli.


BIGOLI CON L'ANATRA SELVATICA

METODO ROSETTA per dividere l'anatra
Viene abbondante sugo che potete dividere a metà. Una parte per i bigoli e quello restante per condire altra pasta o per fare un risotto.

Con santa pazienza disossare i petti del “bestio”,
Staccare le cosce, si possono fare arrosto all’arancia oppure al forno con patate.
Staccare e lavare il durello, il cuore, il fegato e tenerli a parte.
Tenere un poco di grasso.
Per il brodo nel quale cuocere i bigoli:
In acqua fredda con 1 carota, 1 gamba di sedano una cipolla infilzata con 4 chiodi di garofano, immergere la carcassa dell’animale(lavata mi raccomando) con le ali.
Portare ad ebollizione e salare. Cuocere per 1 ora e ½ circa.
Quando è cotta filtrare il brodo ottenuto, travasandolo in un’altra pentola.
In questo brodo dovranno essere cotti i bigoli e quindi dopo il liquido sarà eliminato.

per 4 persone :
4 etti di bigoli freschi
(vedi ricette in alto)

Per il brodo :
3 lt di acqua
1 cipolla grossa
½ carota
1 costina di sedano 3
2 foglie di salvia
½ foglia di alloro
2 chiodi di garofano
1 ciuffetto di prezzemolo
Immergere la carcassa dell’animale con le ali (lavata mi raccomando).
Portare ad ebollizione e salare.
Cuocere per 1 ora e ½ circa.
Quando è cotta filtrare il brodo ottenuto, travasandolo in un’altra pentola.
La carcassa cotta tenerla a parte.
In questo brodo dovranno essere cotti i bigoli e quindi dopola cottura il liquido sarà eliminato.

Per il sugo:
2 petto d'anatra
+ le frattaglie
1 carota
1 gambetto di sedano
1 cipolletta media
1 spicchio di aglio
3 grani di ginepro
1 foglie di salvia
olio evo
30 gr di burro
1/2 bicchiere di vino bianco
½ cucchiaino di triplo concentrato di pomodoro Mutti
1 cucchiaino di creme fraiche (ora la vendono anche al supermercato
-Macinare con il tritacarne i petti con un poco del grasso dell’anatra.
A parte tritare le verdure.
Tritare a mano le frattaglie, magari aggiungendo ancora un paio di durelli e un paio di cuoricini di altro animale.
(il fegato tritato è l’ultimo ad essere inserito nel sugo).
- Sciogliere il burro nell’olio, saltare il trito di carne
Aggiungere le verdure e rosolare per bene.
Unire le frattaglie, le bacche di ginepro e il vino bianconel quale avrete sciolto il concentrato di pomodoro.
Lasciare asciugare piano piano, incorporare la creme fraiche e bagnare con poco brodo per volta.
Dieci minuti prima di spegnere il fuoco, unire il fegato tritato (magari aggiungendone ancora un paio di altro animale. (I rovinazzi o frattaglie, sono facoltativi, però conferiscono al sugo un sapore unico.
Coprire e cuocere a fuoco moderato per 1 ora circa.

" Versare una parte del condimento sopra ai bigoli cotti e messi in una capiente terrina, spolverare con abbondante montasio grattugiato, pepe macinato al momento, mescolare e servire ben caldo.
Spruzzata di prezzemolo tritato finemente eee … alè, buon appetito"

*** Spolpare la carcassa dell’anatra, i pochi pezzetti di carne, lasciati raffreddare possono essere mischiati ad una buona e fresca insalatina mista.

venerdì 10 dicembre 2010

Mojito - Buon Compleanno Marco


Il mio amico Marco di Udine, è un gran cacciatore … il fucile ce l’ha con relativo porto d’armi … il cane ce l’ha e anche molto bello e affettuoso, però a casa torna sempre con delle foto eccellenti … selvaggina rara se non assente.
Ellasciatemelo dire, i cacciatori devono essere così …


Oggi è il compleanno di Marco (mò mi gioco i numeri, è del 44 e compie 66 anni … due bei gemelli)
Potevo forse mancare e saltare gli auguri per un meraviglioso e simpaticissimo amico ???

BUON COMPLEANNO MARCO
ancora 100 di questi anni felici !

So che bevi solo il vino che produci tu, non ho un buon Cartizze o un buon Cabernet da offrirti, ma possiamo brindare al tuo genetliaco con un cocktail speciale ideale in qualsiasi ora del giorno.

Il Mojito rappresenta il modo di bere un cocktail tradizionale molto ricercato e bevuto nel mondo .La sua ricetta originale prevede un cocktail non eccessivamente alcoolico, bensì una bevanda dissetante molto semplice, fatta di ingredienti ormai reperibili.
Ti metto un pò di notizie prese dal web ... più o meno sono riportate allo stesso modo in diversi siti.


ALCUNI ACCENNI DI STORIA
Resta celebre l’abitudine di Sir Ernest Hemingway che ogni mattina si “faceva” il suo mojito alla “bodeguita del medio a Cuba”…mi daiquiri en el Floridita y un Mojito en la bodeguida…
La Bodeguita del Medio, storico locale situato nella città vecchia dell’Avana ha da poco compiuto i sessant’anni.
Fondata agli inizi degli anni 40’, divenne celebre grazie ad Ernst Hemingway che ne fece uno dei suoi luoghi preferiti.
Qui fu inventato il Mojito, cocktail a base di rhum che ora ha fatto il giro delle gole di tutto il mondo.
Il Papa (non Giovanni, si tratta del nomignolo con cui i cubani chiamavano lo zio Hemingway) amava dire "Il mio Mojito alla Bodeguita, il mio Daiquiri al Floridita", un altro celebrato bar della città.
Oggi le Bodeguitas del Medio ufficiali sparse nel mondo sono otto: quattro in Messico (Città del Messico, Puerto Vallarta, Jalisco e Guadalajara), una Palo Alto in California, una a Milano, una a Parigi, una a Varsavia, una perfino a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti ed una a Las Palmas, alle Canarie.
Le caratteristiche sono tutte simili. Un ottima cucina criolla, i cui piatti sono a base di pollo, carne di maiale, riso e fagioli neri.


MOJITO

INGREDIENTI
2 cucchiaini di zucchero di canna
succo di 1/5 Lime (senza schiacciare la buccia, perché renderebbe il tutto amaro).
5 cl di rum cubano bianco
foglie di menta
acqua frizzante o soda water
NOTELe foglie di menta vanno pestate con lo zucchero di canna.
I rametti vanno schiacciati contro il lato del bicchiere per farne uscire l'aroma. Pestarci anche il succo di lime. Riempire il bicchiere di ghiaccio. Questo cocktail può essere fatto "alla cubana" o "all'europea". I cubani riempiono il bicchiere di ghiaccio a pezzi grandi o cubetti, mentre gli europei mettono il ghiaccio tritato fino a riempire il bicchiere. Aggiungere il rum ed la soda. Mescolare circolarmente. Decorare con un rametto di menta.


MOJITO
Ricetta Originale


Secondo la tradizionale ricetta cubana, il Mojito si prepara ponendo sul fondo del bicchiere la menta, due cucchiaini di zucchero e il succo di mezzo lime.
Gli ingredienti devono essere pestati delicatamente in modo da liberare l'aroma dalle foglie di menta.
A questo punto si aggiunge il ghiaccio, il rum e infine la soda o in alternativa l'acqua frizzante.
Il composto ottenuto viene poi servito con una cannuccia e un rametto di menta decorativo.
È importante ricordare che la menta non deve essere pestata ma solo leggermente premuta ed amalgamata insieme al succo di lime e allo zucchero.
Questo accorgimento fa sì che della menta si sentano maggiormente gli olii essenziali e che il drink mantenga un colore limpido anziché la colorazione terrosa che spesso si vede quando la menta viene troppo schiacciata.
http://www.mojitoclub.it/Ricetta_originale.html

RICETTA DEI RAGAZZI DEL MOJITOCLUB

Prepariamo il Mojito ponendo sul fondo del bicchiere due cucchiaini di zucchero di canna (bianco in cristalli oppure grezzo), qualche foglia di menta (in genere usiamo menta fresca del tipo Hierba Buena coltivata nel giardino di casa) e pezzettini di lime. Il tutto viene pestato dolcemente (dai nostri due barman ufficiali) in modo che il lime sciolga lo zucchero e si mischi alla menta, stando atttenti che la menta non si rompi. Aggiungiamo ghiaccio (tritato o spaccato con il pestello), rhum (mai chiaro, solo scuro in genere Brugal o Barcelo, anche se sono rhum di origine dominicana) e infine la soda o l'acqua frizzante (levissima intensamente frizzante). Aggiungiamo la cannuccia e brindiamo ad uno dei più buoni drink che ci sia in giro (almeno per noi).


RICETTA EUROPEA

Al di fuori di Cuba il Mojito si è ormai diffuso in una sua variante non propriamente corretta, detta semplicemente "versione europea" o "Mojito sbagliato". Si prepara ponendo sul fondo del bicchiere il lime a pezzi,lo zucchero di canna grezzo e la menta. A questo punto si amalgama il tutto schiacciando vigorosamente con il pestello (muddler) aggiungendo poi il ghiaccio tritato e infine il Rum bianco. Tecnicamente dunque il cocktail che si ottiene con questo sistema non è un Mojito, bensì una Caipirissima alla menta. Tuttavia, come detto in precedenza, tale versione è ormai globalmente accettata al di fuori di Cuba, tanto che il gesto di lavorare la menta con l'apposito pestello, non previsto dalla ricetta originale, è diventato simbolo stesso del Mojito.

Procedimento:
Lavate con cura il lime e tagliatelo in piccoli pezzi, in un bicchiere lungo da cocktail, un tumbler alto, versate un paio di cucchiaini di zucchero ed aggiungete del lime in pezzi. Pestate bene in modo da ottenere del succo di lime impastato con lo zucchero, insieme a qualche foglia di menta
Con un frullatore preparate del ghiaccio tritato e riempite il bicchiere, versate il rum chiaro, meglio se invecchiato di 3 anni, fino a metà bicchiere e terminate con la Soda. Aggiungete al cocktail un altro paio di foglie di menta e mescolate con un cucchiaino a manico lungo
Cannuccia e un fetta di lime a bordo bicchiere ed il vostro Mojito è pronto per essere servito

Consigli
Molti barman a fine preparazione, aggiungono al Mojito un goccio di rum ambrato, invecchiato almeno 7 anni per colorare leggermente il cocktai

giovedì 9 dicembre 2010

Alberelli e stelle comete


Seee, ingrassano loro ……
Quelli sono mostriciattoli senza fondo. Al solo vedere questi dolcetti aumento per benino :- ))),
loro no, mangiano di tutto che è un piacere e io mi consolo mettendo in pratica la mia fantasia.
Non mi sgridate, sono pigra e non me la sento di cimentarmi con la pasta sfoglia, perciò trovo più comodo e pratico acquistarla già pronta..
Avreste dovuto vedere le “fibrisse” (i baffi) dei miei orsi come ballavano insieme agli occhi, alla vista del piatto con sopra questi dolcetti … uno spettacolo



ALBERELLI e STELLE COMETE

2 rotoli di pasta sfoglia Giovanni Rana
nutella o lemon curd - ciò che vi garba
poca marmellata di albicocche
granella di zucchero
mompariglia
zucchero a velo

Srotolare una sfoglia sulla spianatoia lasciando sotto la sua carta.
Ritagliare l’impasto con le formine ad albero di Natale e a stela cometa.
Trasferire il foglio con gli alberelli e le comete sulla placca del forno.
Con un pennellino bagnare i bordi con l’uovo sbattuto.
Delicatamente appoggiare sopra un poco di nutella e chiudere con altri alberelli o comete ritagliati dall’altra sfoglia srotolata.
Non schiacciare troppo i lembi, fare giusto una leggera pressione per sigillare il tutto.
Diluire poca marmellata con pochissima acqua o liquore da voi preferito e spruzare con granella di zucchero o con mompariglia (o codette colorate ).
Infornare a forno caldo 200° per 20 o 25 minuti.

*** Si possono fare anche in forma salata, mettendo come ripieno un poco di mousse o formaggio filante o ciò che la fantasia consiglia.
In questo caso le superfici devono essere spennellate con latte e coperte di semini – papavero, sesamo, paprika o altro.


Calzone di sfoglia trevisana formaggi salame

Quando in tavola mi sono messa davanti questo calzone di sfoglia, dicendo che era la mia piccola cena, gli Orsi si sono guardati in faccia stralunati e all’unisono hanno esclamato:
alla faccia della dietaaaa !!!
Mi sono divertita un sacco a vedere le loro facce, in ogni caso ne ho mangiato solo un pezzetto, non ce l’avrei fatta neppure a mangiarne metà.
Buonissimo, soprattutto il giorno dopo


CALZONE DI SFOGLIA trevisana formaggi salame

1 sfoglia caserecce Rana
Foglie di insalata trevisana (le prime foglie esterne che sono le più durette le uso sempre in padella)
1 spicchio d’aglio
olio sale e pepe
salame milano
30 g emmenthal tagliato a cubettini
60 g formaggio montasio poco stagionato

Soffriggere l’aglio in poco olio, unire le foglie di trevisana lavate e tagliate a striscioline, portarle a cottura con pochissima acqua, salare, pepare e lasciar raffreddare.
Srotolare una sfoglia casereccia di Giovanni Rana.
Piegarla a metà per avere una traccia,
appoggiare sopra il salame (lasciare liberi i bordi per poter sigillare il calzone),
aggiungere uno strato di trevisana (metà di quelle preparate), formaggio
poi l’altra metà di trevisana e coprire con altro salame.
Ripiegare sopra agli strati il lembo della sfoglia vuota, sigillare per bene i bordi, incidere dei tagli sulla superficie e infornare in forno caldo a 200° per 30 o 35 minuti circa. Finchè la superficie inizia a colorarsi.

Buono tiepido, ottimo freddo


Calzone cotto a puntino


salame - trevisana - formaggi a cubetti - trevisana - salame


I primi strati


Qui si vedono bene i bordi lasciati liberi - alla fine vanno sigillati e ripiegati su se stessi

Bistecchina anonima ... era

Già, la lotta della carne … ecco un altro modo per propinarla ai miei Orsotti.
Dopo aver ripulito per bene il piatto, mi hanno detto che una buona polentina ci stava bene, evabbè ce l’ho in programma per domani con spezzatini o anatra in umido. … se nevica come previsto :- )))
Staremo a vedere

BISTECCHINA ANONIMA … era
Cipolline borretane e purè


per 2 persone

2 bistecche altine di scamone
cipolline borretane a piacere
1 spicchio di aglio
savor (dado vegetale crudo) vedi http://ilfogolar.blogspot.com/2009/11/savors-di-carnia.html#link1 cucchiaino raso di triplo concentrato di pomodoro Mutti
½ cucchiaio colmo di creme fraiche
1 goccio di vino bianco
aggiustare di sale e pepe
olio burro

per il purè
3 patate lessate e passate allo schiacciapatate
latte q.b.
burro
1 pizzico di sale
montasio grattugiato

Rosolare in olio e burro, le cipolline borretane con l’aglio tritato, 1 cucchiaino di savors e il concentrato di pomodoro.
Sfumare con il vino bianco e lasciarlo evaporare.
Aggiungere 1 bicchiere di acqua calda e la creme fraiche .
Portare a cottura a fuoco basso.
Infine unire le bistecche, aggiustare di sale e pepe, girate le bistecchine e spegnere.
Le bistecche rimangono tenere se appena scottate, spegnere e lasciar riposare un attimo.

Per il purè
Lessare le patate, sbucciarle e passarle con lo schiacciapatate lasciando cadere il purè in una casseruola.
Aggiungere poco latte tiepido per volta e il sale.
Raggiunta la densità desiderata, aggiungere il formaggio grattugiato e una buona macinata di pepe.

Servire ben caldo il purè con le bistecchine e le cipolline.