Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois

Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois
Vita genuina di montagna ... Voltois UD

lunedì 15 luglio 2013

Calamarata alle vongole

Ohoiii, anch'io mangio la pasta e quando ci faccio festa, festa è.
Carlo preferirebbe sempre pasta al burro o con l'olio o con poca carne macinata soffritta, ma io non sono sempre d'accordo e quindi qualche giorno fa mi sono tolta uno sfizio e Orsomio ha gradito.
Domenica c'era anche Orsino (che sornione, si è leccato i baffi).


CALAMARATA alle VONGOLE
per 3 porzioni

250 g pasta tipo calamarata
1 vasetto di vongole
1 pezzetto di carota
1 pezzetto di sedano
1 bel ramo di origano fresco (usato solo le tgenere foglioline)
3 gambetti di prezzemolo
1 spicchio di cipolla ramata
1 cucchiaino di salsa Ajvar 
olio - sale e pepe q.b.
formaggio grattugiato se si desidera

Tritare finemente le verdure e soffriggerle dolcemente a fuoco basso aggiungendo poco vino bianco e l'acqua del vasetto delle vongole, per stufarle per bene.
Infine salare, e aggiungere 1 cucchiaino di salsa ajvar per rendere il sughetto piccantino, amalgamare e per ultimo aggiungere le vongole.
Cuocere la pasta, scolarla senza sgrondarla troppo, versarla in una terrina, aggiungere il sugo di vongole, mescolare e servire nei piatti.
Chi vuole aggiunge il formaggio e un piccolo giro di olio se è gradito.


Foto http://www.ethnicidaho.com/2010/08/ajvar.html  (non ho a disposizione la mia fotoclick) altrimenti vi metterei la mia foto.

venerdì 12 luglio 2013

Rotoli di melanzane e Asìno

Estate, finalmente di verdure ce n'è in abbondanza e allora andiamo di fantasia. Questa volta ho usato il formaggio Asìno, un formaggio  salato prodotto nella Val D'Arzìno.
Qui ad Ampezzo abbiamo sempre acquistato il formaggio salato Formadi salat, un prodotto locale impareggiabile venduto sfuso sino a qualche tempo fa.
Del formaggio Asìno vi do notizie in fondo alla pagina, se vi va di leggere sono notizie interessanti.
La mia scelta è caduta su questo formaggio, perchè conferisce un sapore particolare alle pietanze.
Vonsumato nature, è ottimo con la polenta o con le patate calde e una bella ciotola di radicchio e rucola.



ROTOLI di MELANZANE e ASÍNO
per 2 porzioni

1 melanzana lunga grandina
100 g pancetta coppata
formaggio salato Asìno
formaggio montasio grattugiato
pomodorini datterini
origano fresco
rucola selvatica
pochissimo olio
NO SALE, c'è già l'Asìno che è un formaggio salato.

Grigliare le melanzane e appena pronte spennellarle con un filo di olio.
Su ogni fetta di melanzana, appoggiare una o due fettine di pancetta, un pezzetto di formaggio Asìno e qualche foglio di rucola selvatica... arrotolare e appoggiare in una pirofila di ceramica da forno.
Cuocere in forno caldo 200° per 20 minuti circa.

Bom apetit




"...un formadi che in Friul produs la Mònt d'Às..."
Forse il più antico dei formaggi friulani, nato anticamente sul Mònt d'Às, nella splendida cornice della Val d'Arzino, da secoli territorio della Pieve d'Asio dalla quale ha preso il nome (l'attuale zona dei comuni di Clauzetto e Vito d'Asio in provincia di Pordenone), il formaggio Asìno, grazie al suo gusto sapido che in Friuli definiscono salmistrà, ha da secoli conquistato i palati più esigenti, tanto che la sua produzione era per lo più destinata all'esportazione: "...morbido, delicato, candido e quasi spugnoso riesce graditissimo al palato e va ad adornare le prime mense di Venezia, Trieste e delle finitime città" dove ancor oggi, persa nel tempo la sua denominazione originale ma non la fama, viene chiamato formaggio salato o formàio Furlàn.
Probabilmente nato dall'evoluzione di antichissime tecniche di conservazione risalenti già al primo millennio d. C., la prima fonte certa in cui troviamo notizia dell'Asìno è dello storico Enrico Palladio scritta in latino Rerum Foroiuliensium nel 1659: "...qui Asìnum vocant ab Aso pago..." (che chiamano Asìno dal paese Asio). A conferma del successo che da sempre accompagna l'Asìno vi è una lettera del 1749 che il Vescovo di Concordia Giacomo Maria Erizzo inviò al Pievano d'Asio per assicurarsene un'adeguata scorta:"... siamo ora al tempo delli formaggi asìni, non vorrei mi succedesse qualche disguido per tali frutti...". Altri documenti, quali un bando del 1775 che riporta i prezzi del formaggio Asìno e i Calmieri su carni e formaggi del 1812, attestano la diffusione e l'importanza di tale prodotto sul mercato locale.
Le Salmùeries
Il vero segreto di questo prodotto risiede nell'alchimia antica delle SALMUERIES nelle quali viene sapientemente affinato.
Nel 1800 il Pognici scriveva in merito a tale produzione: "...la manifattura è così difficile ed esige tali squisite avvertenze che pochi possiedono l'arte sicura...".
Infatti il segreto dell'Asìno consiste nel lasciare in immersione formaggelle fresche in una salamoia di latte, panna d'affioramento e sale detta SALMUERIE, i cui dosaggi misteriosi, tramandati di generazione in generazione, assieme alla sensibilità ed all'esperienza del produttore, garantiscono un risultato dal buon sapore di ricetta antica con tutta la sua carica di gusti sapidi conservati nel tempo.
Tale miscela, conservata in tini di legno, ha la caratteristica di durare per secoli!
Non viene mai rifatta e si rigenera con la lavorazione stessa del formaggio.
Le salmùeries di Tosoni, fra le rarissime ancora attive in tutto il Friuli, hanno quasi duecento anni!




Le forme di formaggio fresco vengono immerse nei tini di legno contenenti la salmuerie (una miscela di latte, panna d'affioramento, acqua e sale che ha la peculiarità di durare nel tempo se ben curata, anzi, più è vecchia più è pregiata), ove rimangono lentamente ad affinarsi per un periodo di tempo variabile da poche settimane a diversi mesi. La durata dell'immersione varia in funzione del tipo di prodotto che si vuole ottenere.
Una volta estratto dalle secolari Salmueries Tosoni, il prodotto si presenta di colore bianco latte, senza crosta e di consistenza variabile a seconda si tratti di Asìno tenero o classico, quest'ultimo può presentare dell'occhiatura.
La fonte della descrizione del formaggio Asìno e le ultime due foto sono di:

mercoledì 10 luglio 2013

Ampezzo carnico correzione

Mi è stata fatta una segnalazione importante ed è giusto che io ve la riporto ...
Giulia è una brava artista del paese che ha aperto un negozio "Arti Giulia" nella piazza principale , è lei l'artefice delle due madonne che già vi avevo segnalato e che vi riporto.
Giulia mi ha fatto sapere che ciò che ho riportato non è esatto e che altri lo avevano già segnalato così come ve l'ho indicato, ma dal momento che sono venuta a conoscenza della realtà dei fatti, ve le riporto così come le ha indicate Giulia:

ciao Rosetta, ho visto il tuo blog di ampezzo, molto bello! Volevo solo dirti una cosa,cioè che i 2 mosaici 8e non dipinti) non sono stati ristrutturati, sono proprio stati fatti e inventati da zero, perchè in quelle nicchie non c'è mai stato niente. Anche sul bollettino parrocchiale hanno scritto che le icone sono state restaurate, ma non è affatto vero! Sono quadri nuovi, fatti da zero dalla prima all'ultima tessera una anno fa e le immagini sono state scelte dalla giunta comunale. Scusa il disturbo, ma ci tengo che le cose vengano riferite correttamente:)non vorrei che la gente pensasse che siano mosaici antichi o cose del genere! anche perchè non sono una restauratrice, ma una mosaicista. Grazie, ciao ciao!

Giulia Serafin Ampezzo.

AMPEZZO CARNICO CORREZIONE

Il link che riporta questo svarione è:
link del mio blog: http://ilfogolar.blogspot.it/2013/01/ampezzo-carnico.html#links


Di questa facciata mi piace il dipinto sul muro che è stato ristrutturato ... (mia segnalazione)


Anche questo dipinto è stato ristrutturato e mi piace ... (mia segnalazione)

Grazie Giulia per la correzione, se devo essere sincera non mi sono accorta che sono mosaici, anche perchè la mia macchina fotografica non è professionale e quindi non posso fare degli ingrandimenti particolari per potermi accorgere.
Con la mia macchina fotografica digitale, mi sembravano dipinti restaurati e non essendo pratica di ritocchi e sofisticazioni fotografiche, pensavo ad un restauro dipinto.
Buono a sapersi, ci tengo a rettificare gli errori che eventualmente scrivo, se li segnalo sul mio blog.
Il tuo negozio l'avevo pubblicizzato molto tempo fa sulla home, ma di tanto in tanto cambio soggetti per non appesantirne l'apertura.

E a voi che mi leggete, Giulia è quì:


Negozio molto interessante

NESSUN DORMAAAA !!!
Ho sollecitato Orsomio, che è partito da poco con la sua canon a farmi espressamente le foto dei dipinti incriminati.
Non avevo dubbi, Giulia è una giovane imprenditrice corretta e responsabile e queste che vi propongo sono le foto meravigliose dei suoi mosaici, complimenti ancora Giulia.
Capperi, che differenza fra una macchinetta fotografica come la mia e quella più professionale come quella di mio marito !!!




lunedì 8 luglio 2013

Polpette di avanzi

Finalmente sono riuscita ad accontentare il marito, così gli ho rifilato il pollo che ieri non ha voluto a pranzo.
La sottocoscia disossata del pollo è già buono di suo, se poi fatta arrosto e come contorno c'erano i cornetti o tegoline, mi pare che poteva accontentarsi ed essere soddisfatto ... ma va da se che ieri faceva molto caldo,  l'Homen non ne ha voluto sapere, e all'ultimo momento gli ho preparato la solita pasta al sugo.
Mai dire banzai, oggi ho tritato pollo e tegoline,  e via di polpette che finalmente ho cucinato molto bene, con un velo di olio, quindi prive di unto, morbide al punto giusto e buone buone.


POLPETTE di AVANZI
per 2 porzioni

1 sottocoscia di pollo arrosto
100 g fagiolini o cornetti o tegoline
2 patate medie lessate
1 spicchio di aglio
maggiorana, origano, timo freschi dell'orto
1 uovo
pane grattugiato q.b.
sale, pepe
2 cucchiai di olio nell'impasto
1 filo di olio per cuocere le polpette

Tritare il pollo, l'aglio, i cornetti e metterli in una terrina con le patate lesse schiacciate, la maggiorana, l'origano, il timo (foglioline intere) e mescolare.
Unire l'uovo, pane grattugiato (aggiungerlo poco per volta), l'olio il saqle e il pepe.
Amalgamare e lasciare riposare una mezz'oretta.
Scaldare una padella con un filo di olio, preparare le polpette e metterle man mano nella padella.
Cuocere a fuoco molto basso e girarle solo quando sono ben rosolate e acquisito un bel colore dorato. 
Servire con una buona insalatina dell'orto.


Le mie polpette su un letto di cetrioli mmmhhh che profumo


Polpette in cottura, come noterete l'olio è quasi inesistente.


Impasto pronto per le polpette

sabato 6 luglio 2013

Goulasch ungherese di Libera

Anche se la temperatura non è ideale (28°) , ma la polenta ti arriva dall'amica saurana il sabato canonico, ti adatti a preparare qualche cosa di buono.
E finalmente sono riuscita a trovare le guance di vitellone e a preparare un ottimo Goulasch ungherese ... quello di Libera del Blog Accantoalcamino's.
Ragazzi, ora faccio fatica ad alzarmi dalla sedia, buono, buono buono.
L'autore della ricetta consiglia di accompagnare questo piatto con un buon pane alle patate alla moda ungherese, ma sinceramente non mi andava di accendere il forno ... e poi la polenta è arrivata senza faticare sui fornelli ^____^
Grazie Libera, la ricetta che mi hai passato è ottima e la riporto volentieri senza alcuna correzione.


GOULASCH UNGHERESE 
di Libera-Accantoalcamino's
per 4 porzioni

750 g di guance di vitellone
300 g cipolle bianche
3 spicchi di aglio
400 g passata di pomodoro Mutti
paprika dolce
1 cucchiaino di patè di peperoncino, non avevo peperoncino decente
cumino abbondante
1 bicchiere di Franconia del Friuli
olio
sale e pepe
4 patate a pezzi
1 peperone rosso
farina q.b.
brodo vegetale molto caldo se occorre

Rosolare cipolla e aglio affettati sottilmente nell'olio ex.v. e un pizzicotto di sale grosso per non bruciacchiare la cipolla.
Aggiungere la carne a bocconcini e quando è anch'essa ben rosolata, aggiungere prima un cucchiaio di farina (spolverare uniformemente per non fare grumi) e dopo aver mescolato aggiungere 1 bicchiere di vino rosso.
Unire la passata di pomodoro e abbassare il fuoco, aggiungere cumino, sale e paprika e patè di peperoncino, mescolare cuocere per 45 minuti circa.
Mescolare spesso, la farina tende a far attaccare il sughetto e se occorre, aggiungere brodo vegetale per continuare la cottura.
A metà cottura aggiungere le patate e i peperoni tagliati a tocchetti.
A fine cottura lasciare rapprendere il sughetto, aggiustare di sale e pepe e servire molto caldo.
Gli ungheresi preparano un pane alle patate, ma visto il caldo, mi sono accontentata della polenta di Adriana la Saurana (nativa di Sauris).


Mamma mia, aspetto la frescura serale per camminare e smaltire stò ben di Dio !


Guardate, non è una meraviglia ???


Favoloso, da rifare

venerdì 5 luglio 2013

Il gjal e la gjalina di dimpéz - il gallo e la gallina di Ampezzo

Ciao ragazzi, non ho abbandonato il mio blog, sono solo caduta davanti all'ambulatorio (dove uno scalino vergognoso non si vede) (e dove cadono in tanti), e mi sono incrinata una costoletta ... quindi voglia di stare seduta poca, volontà di concentrarmi anche meno, fa male male male ^___^
Ma prima di parlarvi di ricette, vi parlo di un paio di cosette del mio paese, che mi preme farvi conoscere.
Ricordate il mio dilemma su Via Poscjasis, Via Puschiasis, Via Poschiasis che vi avevo riportato a questo link ?
http://ilfogolar.blogspot.it/2013/01/dilemma-via-poscjasis-o-via.html#links
Pare che sia uno svarione nelle trascrizioni e quindi ce le teniamo così come sono, senza se e senza ma.

Ora però voglio parlarvi del vessillo di Ampezzo, un pò l'emblema del paese, che ha accompagnato generazioni e che mi ha incuriosito fin da quando ho scoperto questa riproduzione su pietra, ben protetta e incastonata su un angolo della Piazza principale.

Queste piastrelle scolpite su pietra, sono state immurate chissà quando, sull'angolo di una casa della Piazza principale ... il gallo rivolto verso la Piazza, la gallina rivolta verso la Via Nazionale

Il vessillo o simbolo del gallo (o chiamatelo come preferite), si trova su tanti tetti come parafulmine oppure semplicemente appeso su qualche portone forse in segno scaramantico o forse come "scaccia esattori" ^___^
Questa è la storia scritta in sonetto e ve la trascrivo pari pari come è scritta nel libro di Mario Toller "Uomini e Cose di Ampezzo" (arti grafiche friulane di Udine - vecchia edizione ormai introvabile del 1961)

E' un sonetto che tradisce la sua origine dotta; purtroppo l'autore è ignoto. La poesia richiama i tanti screzi che ci sono stati tra Ampezzo e Forni di Sotto o per la delimitazione di confini o per la manutenzione della strada ora nazionale o per il possesso della malga Montovo. Anche questi versi furono pubblicati e in  "Ricordo di Ampezzo" nell'anno 1906 e in "All'ombra del Tinizza" nell'anno 1955.

IL GJAL E LA GJALINA DI DIMPÉZ
Quant che da Fors vegnì il fatôr dal cont
A domandà a Dimpéz na sai ce tassa
Il popul levà su dut in massaùe
e al disé un nò, grant como una monta.

Ma chel Fornéz, ucel vêr di rapina,
al cjapà tanta fota cul paîs
ch’al minacià:  “ culì dentri trê dîs
na cjantarà mai pì gìal né gjalina “.

Ma Dimpéz par rispuesta fasè fâ
Un gjal e una gjalina su la piera
E tal miez da la placia l’immurà.

E chês besteutis son incjimò là
E: “quant – a cjantin da matina a sera –
Chel biadin nus vegnial a copà “

Io provo a tradurvi in italiano il sonetto, ma sappiate che forse qualche parola o frase è un pò maccheronica ... (vi ricordo che mio marito è friulano, io sono nata in mezzo alle risaie della Lomellina-trapiantata a MI da bimba). La buona volontà e l'amore che ho per questo paese, mi hanno spinto sin dall'inizio ad immedesimarmi negli usi e costumi locali ... se poi mi è molto facile capire e carpire diversi dialetti ... i giochi sono fatti.

Quando da Forni di Sotto viene il fattore del Conte
a domandare ad Ampezzo non so che tassa,
il popolo si è levato tutto quanto in massa
e disse un nò grande come una montagna.
Ma quel Fornéz (esattore) uccello vero di rapina,
ha preso tanta paura con il paese
che ha minacciato: "qui entro tre giorni
non canterà mai più ne gallo nè gallina".
- Ma Ampezzo per risposta fece fare
un gallo e una gallina su pietra 
e in mezzo alla piazza l'ha immurato.
- E queste bestiole sono ancora lì
e: "quando cantano da mattina a sera, quel
poverino non viene di certo ad ammazzarle"

Siete però pregati di scrivermi se ci sono svarioni importanti, quando le critiche sono costruttive sono sempre ben gradite.

 Gallo e gallina immurati sull'angolo di una casa che si affaccia sulla Piazza centrale, il gallo rivolto verso la Piazza e la gallina rivolta verso la Via Nazionale.



 Non chiedetemi perchè c'è un buco nel sottocoda della gallina ... a mio avviso (e qui non ho informazioni), può essere che il buco rappresenti la collocazione dell'uovo che la galina andrà a fare, oppure magari c'era un uovo scolpito in rilievo e qualc'uno se l'è mangiato ^_____^



mercoledì 26 giugno 2013

Sagra dei Ss,Pietro e Paolo patrono di Ampezzo - 2013

Eccomi, con una buona pubblicità per il mio paesino di montagna. 
Domenica ci sarà la Sagra di San Pietro, patrono del nostro paese, i festeggiamenti iniziano già dal 28, ma il culmine della festa, si svolgerà domenica.
... speriamo che il tempo sia clemente, ogni anno le bancarelle domenicali chiudono per pioggia che rompe le scatole al pomeriggio con temporali o acquazzoni.
Incrociate le dita perchè tutto vada per il meglio.

SAGRA dei SS. PIETRO e PAOLO
patrono di Ampezzo - 2013



Queste sono le locandine pubblicitarie








Se preferite una cenetta tranquilli con cucina casalinga, la mia amica Carla dell'Osteria Monte Jòf, sarà felice di accogliervi.


Già da venerdì, ci sarà il tendone con l'orchestra che suonerà per allietare i partecipanti ... con birra e grigliate, come ogni sagra che si rispetta


Questa è la mia spacciatrice di noccioline-mandorle-bagigi  caramellati, torrone e senz'altro qualche dolcetto da custodire finchè arrivano i miei nipotini ... Si sa mai, le zampotte degli Orsi sono sempre in agguato. 
Le foto sono del mio amico Carlo, glie le ho scippate da Facebook
Se passate da queste parti, vi aspetto volentieri.