IL FOGOLÂR

IL FOGOLÂR
“Mandi, è il saluto friulano che equivale a ciao. Il significato si perde nella notte dei tempi e vorrebbe dire “nelle mani di Dio” ;ma forse è di origine precristiana, con la frase “nelle mani degli dei”. Nella lingua latina mandi vorrebbe dire: “La mano di Dio ti protegga” (“Manus Dei”) o, anche “Conservati a lungo!” (“Mane diu”) ed ancora dal latino “mane-diu” Vai nelle mani di Dio.” “che tu rimanga a lungo (su questa terra) ”. Mandi a dûc

My Family - Papy Mamy - Teo & Mary - eee...

lunedì 28 luglio 2014

Crostata di mele - 46 anni di Maria -

Uffa, la mia amica Maria ha festeggiato 46 anni di matrimonio ancora il 10 di luglio ... le ho preparato la crostata che più le piace, ma con tutti gli avvenimenti che ci sono stati nel nostro paese, i lavori vanno a rilento come le autosgtrade italiane ^___^

BUON ANNIVERSARIO - 
GIULIO & MARIA
TANTISSIMI AUGURI ... 
46, un traguardo invidiabile La vostra vita in comune è un esempio per tutti coloro che iniziano a vivere insieme. Congratulazioni ed auguri vivissimi.

CROSTATA di MELE - 
46 ANNI di GIULIO & MARIA


CROSTATA di MELE
Contenitore cuki 









350 g farina 00
200 g panna
50 g burro morbido
2 uova
70 g zucchero
scorza del limone grattugiata (quantità a piacere
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito
1 kg di mele cotte + una nocina di burro
Zucchero a velo
Preparare per tempo le mele saltate in padella con una piccola noce di burro e 1 cucchiaino di zucchero prelevato dal quantitativo ... la torta non deve essere troppo dolce, alla mia amica non piace.
Lasciarle raffreddare e tenerle a parte.
Per evitare che l’impasto si spanteghi troppo, di solito uso una terrina.
Nella terrina versare la farina e fare il solito buco nel quale inserire la panna , il burro preferisco metterlo sempre fuso (raffreddato), le uova (tenute fuori dal frigor per almeno 1 ora), la scorza del limone, il sale, lo zucchero e il lievito.
Impastare per bene gli ingredienti (con le mani), sino a formare una palla e stenderla subito in una teglia della Cuki (senza pressare col mattarello) (va sistemata per bene con le manine, tenendo i bordi alti).
I bordi schiacciarli leggermente con i rebbi della forchetta per fare un piccolo ghirigoro.
Coprire l’impasto con il purè di mele ottenuto, lasciando scoperto un pezzetto del bordo della crostata.
Cuocere nel forno preriscaldato a 180° per 25/30 minuti.


A fine cottura lasciare raffreddare su una griglia ed infine sfornare.


Cospargere con zucchero a velo.

*** 1° - sono arrivata tardi a preparare la torta e ho preferito preparare quella che so che a loro piace.
*** 2° - non avevo latte e ho usato la panna, ma ho aggiunto 1 uovo in più (di solito preparo la crostata Olimondo).
*** 3° - dalla premura non ho pensato che l'umidità delle mele avrebbe ciucciato tutto lo zucchero a velo

Ma la mia amica serafica mi ha detto: 
Tanto la scritta me la sono mangiata prima di portarla in tavola ^_____^ benedetta Maria.
Così nessuno ha visto e amen.

venerdì 25 luglio 2014

Conchiglie al salmone

Ecco la fine del secondo trancio di salmone ... ma che fatica far mangiare il pesce all'Orsomio ^____^

CONCHIGLIE al SALMONE


CONCHIGLIE al SALMONE
per 1 porzione

1 trancio di salmone
fettine di limone
70 g di pasta formato conghiglie
montasio grattugiato
olio q.b.
sale per la pasta
pepe macinato al momento

In una pentolina antiaderente appoggiare le fettine  di limone e sopra, con la pelle girata verso il limone, il trancio di salmone.
Chiudere con il coperchio e portare a cottura piano piano con il succo che rilascia il limone, eventualmente aggiungere un goccio di acqua. (Per Orsomio il pesce deve essere ben cotto).
Intanto portare a ebollizione l'acqua, aggiungere la pasta e appena torna a bollire salare.
Cuocere per il tempo necessario e prima di scolare la pasta conservare un poco di acqua di cottura.
Scolare la pasta, versarla direttamente nel piatto con 1/2 trancio di salmone già sbriciolato e privato della pelle.
Spolverare con il formaggio, il pepe e un giro di olio.
Mescolare e se la preparazione risulta troppo asciutta, aggiungere un goccio di acqua di cottura della pasta.
Mescolare di nuovo e servire.

*** l'altro mezzo trancio di salmone, il maritozzo se l'è spazzolato con i funghi champignon della montagna.

giovedì 24 luglio 2014

Champignon della montagna

Giornata piovosa, fredda e chi ne ha più ne metta ... insomma, più che giornata, una domenica barbina e quindi i miei fornelli hanno viaggiato un bel pò  per riscaldarci fuori e dentro ^_____^

CHAMPIGNON della MONTAGNA


CHAMPIGNON della MONTAGNA
per 2-3 porzioni

1 vaschetta di funghi champignon già affettati
2 salsicce di Sauris
2 cucchiai di besciamella
NO sale eventualmente solo alla fine se occorre.
pochissimo olio
2 o più spicchi di aglio a piacere

Tritare l'aglio grossolanamente e soffriggerlo poco poco con un goccio di olio.
Sbriciolare le salsicce e unirle subito nella padella insieme all'aglio e intanto che la salsiccia sfrigola felice, risciacquare i funghi champignon e lasciarli sgocciolare nello scolapasta.
Appena le salsicce si sono dorate, unire i funghi appena sgrondati dall'acqua di risciacquo.
Mescolare, moderare la fiamma e cuocere con il coperchio per un quarto d'ora circa.
Completare con la besciamella, controllare la sapidità ed eventualmente aggiustare di sale e un goccio di acqua se la pietanza risulta troppo asciutta.
*** attenti che la salsiccia è già salata di suo.




mercoledì 23 luglio 2014

Salmone vestito con champignon della montagna

Alla lidl ho trovato due bei tranci di salmone e quindi ho deciso di preparare un buon pranzetto domenicale per me e Orsomio, solo che a me piace sbizzarrirmi e il mio trancio me lo sono preparato così.
A Carlo invece l'ho preparato in modo diverso e come piace a lui, liscio liscio senza fronzoli (queste le sue parole), ma lo vedrete più avanti in sequenza.

SALMONE VESTITO
con CHAMPIGNON della MONTAGNA


SALMONE VESTITO 
con CHAMPIGNON della MONTAGNA
per 1 porzione di pesce

1 trancio di salmone
2 cucchiai farina 00 
scorza di 1/2 limone grande grattugiata
aromi ariosto
1 cucchiaino di formaggio grana
aneto - maggiorana tritati finemente
1 uovo
farina di mais fioretto (molto fine)
sale fine e pepe macinato

Al mattino presto preparare la prima panatura fatta con la farina 00, scorza del limone, aromi e il formaggio grana.
Mescolare accuratamente gli ingredienti e passare più volte il salmone, ricoprendolo e compressando la farina da tutti i lati.
Lasciarlo riposare coperto e ogni tanto ricordarsi di ripassarlo e rivoltarlo ... è importante che la farina rimanga ben aderente al pesce.
Quando è il momento giusto, sbattere l'uovo in un piatto fondo, passare più volte il trancio di pesce e questa volta passarlo nella farina di mai mescolata con poco sale e pepe.
Mettere un pezzetto di burro in una padella antiaderente che contenga di misura il pesce e appena il burro è fuso ed inizia a diventare color nocciola, adagiare il salmone.
Lasciarlo dorare da ambo i lati e portarlo alla cottura da voi desiderata.
C'è a chi piace molto cotto e a chi, come me, poco cotto.
Quella panatura è fantastica, croccante e da molta soddisfazione.

*** come accompagnamento, trattandosi di una giornata piovosa e fredda, ho fatto dei funghi champignon alla salsiccia di Sauris. LA RICETTA ve la lascio per domani




Il pane è rimasto, ma il resto l'ho spazzolato tutto ^_____^

venerdì 18 luglio 2014

Cetrioli sott'aceto

Dai che forse arriva l'estate, gli scambi di verdure ormai sono quotidiani e quindi bisogna provvedere e stipare e non buttare nulla ... coi tempi che corrono.
I cetrioli li mangio solo io e qualche cosina in insalata anche gli altri, ma quando invecchiano e infiappiscono, mi piange sempre il cuore.
Lo so, dietaperennedipendente li mangia volentieri perchè non hanno calorie ma quando sono troppi sono troppi.
Lo scorso anno ho fatto scambio merci ma quest'anno ho provato a conservarli sott'aceto in un modo particolare.
Seèèè, se va avanti così mi conviene mangiarli crudi e basta ^_____^

CETRIOLI sott'ACETO "divinooo"


CETRIOLI  SOTT'ACETO "DIVINO"
1 vaso grande (dosi non ne do, dipende da quello che volete conservare)

Approssimativamente ho messo:
2 cetrioli lunghi
1 cipolla bianca
1 peperone verde di quelli carnosi e piccoletti
tante foglioline di basilico greco (sono fantastiche e finalmente crescono anche nel mio otrticello)
2 cucchiai di sale
300 g aceto di vino bianco
300 g vino bianco secco
1 cucchiaio carico di zucchero (non mi piacciono troppo dolcificati).

Lavare e tagliare a mandolina i cetrioli ( senza spelarle ), il peperone e la cipolla.
Mescolarle con il sale e lasciarle "spurgare"? (per fare acqua) per almeno 2 ore) A causa di impegni dell'ultimo momento sono rimaste tutto un pomeriggio.
Portare a ebollizione l'aceto, il vino e lo zucchero (se vi piacciono più dolciastri aggiungetene) ma sarebbe un peccato per i poveri cetrioli. 
Passato il tempo risciacquare sommariamente le verdure, tamponarle grossolamanente con panno carta e invasarli.
Quando è pronta la bagna di aceto e lo zucchero è ben sciolto, versare il liquido bollente nel vaso.
Questo mio vaso era grandino ma se i vasi sono piccoli infilare due forchettine in modo che il liquido non faccia bollicine.
Qui ho appena versato il liquido bollente e capovolto in attesa del raffreddamento del vaso
... ma vi assicuro che prima di chiudere il vaso, avevo già prelevato una piccola parte dei miei cetrioli.
E' la prima volta che li faccio ... vi sembro troppo golosa ???
Non so se resistono una settimana prima di attaccarli. ^___^

giovedì 17 luglio 2014

Storia semiseria dei vini - I magnifici 27 friulani

Sto cercando di districarmi da tante faccende per darvi tante ricette carine e non, intanto godetevi questa storia semiseria dei vini friulani.
E' da un pò che dovevo postarla, ma la mappa era appesa a un chiodo abbastanza alto e dai miei soliti cm dal garrese (^_____^) non sono mai riuscita a toglierla dal chiodo.
Ormai sulle scalette e men che meno sulle sedie o sgabelli non ci salgo più perchè volo planando, abbastanza facilmente, in ogni caso ... prendendo la palla al balzo per sbiancature varie, ne ho approfittato per copiare la storia e fotografare la mappa.
Ormai sapete che non sono affatto brava con le foto, ma almeno sapete di cosa vi parlo.

I magnifici 27 friulani


I MAGNIFICI
27 FRIULANI

PINOT d’un GRIGIO disse la signora
ALBANA, se tu mostri
GAMAY il
TOCAI, io veder farò a te la mia
FRAGOLA, affinchè il sangue ti
RIBOLLA e tu possa darmi uno
SCHIOPPETTINO di tal potenza, da far
TRAMINER il Friuli tutto, fin a
RAMANDOLO … ma sei proprio un
MERLOT averlo così
PICOLIT, par del
REFOSCO il peduncolo rosso posto tra i due
CLINTONI appassiti di un puar
MALBECH abbandonato dalla bella
FRANCONIA per amor di Italico e Renano
RIESLING e del dottor Hermann
MÜLLER THURGAU … Su non farmi divenir
VERDUZZO, oppur
SILVANER VERDE, già son
ROSE’ come un
BACO’ dopo una simil figura da gran
SOUVIGNON. Non per fare il
PIGNOLO, ma per esser franc come il
CABERNET, inebriarmi dovresti con uno speciale
MARZEMINO, mentre io, cul ajùt de
TAZZELENGHE, assaggerò la sua frizzante
MALVASIA, inneggiando ai magnifici 27 in allegria.




PROSIT - 

giovedì 10 luglio 2014

Torta Margherita alla tabacchiera

Sì, sono veramente buone, profumate, molto gradevoli al palato e siccome si riesce a sbucciarle bene, non vi rimane quella peluria fastidiosa sotto ai denti che spesso mi fanno rinunciare all'assaggio di una pesca pelosa.
E mi poteva mancare una buona tortina come si deve ???
E' molto scenografica ma non farete fatica a farla.
La ricetta è di un carissimo amico conosciuto almeno 15 anni fa nei forum della Cucinaitaliana. Sarò monotona ma quando una ricetta mi viene bene continuo con quella.
Di solito seguo pedissequamente la ricetta solo la prima volta e altre invece, pasticcio con successi o ciofeche  varie.
Sergio Salomoni per me è sempre stato un buon maestro, con ottime ricette e tanti perchè spiegati come si deve, le mie domande di cucina non sono mai state senza risposta.

Se vi dico cosa mi sono costate a fine maggio queste bellissime pesche tabacchiera "a Mortara (PV)" in uno di quei centri che pare crescano come funghi sopratutto in cittadine piccole, schiattate di rabbia, perchè come me, le ho sempre trovate dai 3€ in su.
A fine maggio in quei distributori di frutta e verdura le ho trovate a  0.99 € al kg.
In pratica c'erano solo alcune verdure che avevano prezzi superiori all'€ altrimenti era tutta frutta e verdura a 0.99€

TORTA MARGHERITA alla TABACCHIERA
Torta Margherita di Sergio Salomoni
Questa è la Torta Margherita delle mie parti, nella bassa Lombardia:

100 g di farina bianca
100 g di fecola di patate
200 g di zucchero a velo
200 g di burro, sciolto e raffreddato
6 uova
burro e farina per la tortiera.

Si separano i tuorli dagli albumi. In una bacinella tenuta su un recipiente con acqua calda, si montano bene i tuorli con lo zucchero, fino ad avere una massa bianca e soffice; si tolgono dal vapore caldo e si continua a sbattere sinchè il composto sia raffreddato. A questo punto vi si uniscono gli albumi, montati a parte in neve solidissima, la farina e la fecola unite e passate attraverso un setaccino (mescolare con molta delicatezza dal basso verso l'alto) e infine il burro freddo, stanto attenti a non mettere nell'impasto anche il latticello che si sarà depositato sul fondo. Si versa nella tortiera imburrata e infarinata e si cuoce a forno caldo (175°) per circa mezz'ora o poco più.
Si serve cosparsa di abbondante zucchero a velo oppure tagliata a metà, bagnata con un liquore aromatico (rum o maraschino) e farcita con crema pasticcera. In questo caso veniva chiamata "turta embriaga" (torta ubriaca).

Sergio Salomoni

Ho preparato la torta margherita e prima di versare l'impasto nello stampo Kugeluphf, ho sbucciato e fatto a fette le pesche tabacchiera.


Una volta raffreddata la torta, ho posizionato all'interno del kugeluphf le fragole, un pò tagliate e un pò intere.
Spolverato con con zucchero e velo e il mio sogno profumato si è realizzato.



Mammamia che buona, il profumo delle pesche non si è disperso e accompagnato dal profumo delle fragole maturate al punto giusto, era una goduria sublime.
Mi toccherà andare all'inferno per i miei peccati di gola ... anche se il mio è solo un assaggio ... ma l'occhio e la panza vogliono la sua sostanza ^________^