IL FOGOLÂR

IL FOGOLÂR
“Mandi, è il saluto friulano che equivale a ciao. Il significato si perde nella notte dei tempi e vorrebbe dire “nelle mani di Dio” ;ma forse è di origine precristiana, con la frase “nelle mani degli dei”. Nella lingua latina mandi vorrebbe dire: “La mano di Dio ti protegga” (“Manus Dei”) o, anche “Conservati a lungo!” (“Mane diu”) ed ancora dal latino “mane-diu” Vai nelle mani di Dio.” “che tu rimanga a lungo (su questa terra) ”. Mandi a dûc

My Family - Papy Mamy - Teo & Mary - eee...

lunedì 27 aprile 2015

Torta 46









Ho voluto provare senza una ricetta precisa ... per essere buona è buona, ma è un poco duretta nonostante le mele e il latticello (che dicono faccia miracoli nei dolci.
Forse non era il mio santo giusto ^_____^ , fatto sta che ancora tiepida è ottima, ma poi è diventata altrettanto ottima inzuppata nel latte o nel tè.
Mio cognato era felicissimo e, alle rimostranze di Orsomio, gli ha detto ... eheee che cagnara, sbagliando si impara, fra le tante che ci ha fatto ogni tanto una con qualche difetto ci vuole.


TORTA 46
stampo per crostate Ø 28 

450 g farina 00 compresa la poca per infarinare lo stampo
100 g burro compreso quello per lo stampo
100 g zucchero
250 g latticello
3 uova
1 bustina di lievito
4 mele renette

Accendere il forno a 180°.
Preparare il burro fuso e mentre si raffredda, imburrare la teglia e infarinarla.
Lavare e detorsolare le mele ... 3 tritarle con la buccia nel robot, riducentole in piccoli pezzettini, L'altra tagliarla a fettine sottili,  bagnarle con il succo di limone e tenerle a parte.
Inserire nella ciotola dell'impastatrice tutti gli ingredienti, comprese le mele tritate.
Amalgamare molto bene, iniziando a bassa velocità ed aumentando piano piano per 4 o 5 minuti.
Appoggiare sul fondo dello stampo le mele ben distribuite, versare sopra l'impasto e cuocere a forno caldo per 50/60 minuti. Naturalmente prova stecchetto.

*** L'impasto era troppo per lo stampo e perciò  ho riempito anche 3 piccoli contenitori cuki per muffins.



sabato 25 aprile 2015

Frittata di sclopìt





Bravissimo Gigi, lui conosce bene gli sclopît, sa scegliere quelli più giovani e me ne porta a piene mani ... il cognatino sa che qualsiasi cosa preparo, ce n'è sempre anche per lui.
Dopo il risotto e gli gnocchi, oggi una buona frittata e la prossima volta ci inventeremo qualche cosa di diverso.
L'idea me l'ha data sempre Renza, la sua ricetta la trovate qui:
http://sfiziepasticci.blogspot.it/search/label/Uova
Lo so, non sono la stessa cosa, ma mai avrei pensato di mettere della besciamella nella frittata, in ogni caso questo tocco, abbinato agli sclopît, al pecorino e al montasio grattugiati, hanno conferito alla preparazione, una bontà ed una delicatezza unica. Se poi aggiungiamo la furbilleria delle monoporzioni, il quadro è completo o quasi.
Quasi ... perchè questi magnifici spicchi andavano adagiati su un bel letto di insalata. Vabbè, la prossima volta, quando ne avrò.


FRITTATA di  SCLOPÎT
stampo in silicone a spicchi 

4 uova piccole
110 g sclopît  
1 pezzo di cipollotto
50 g pecorino grattugiato
50 g formaggio montasio grattugiato
300 g besciamella
1 pizzico di salo (occhio che il pecorino è già salato)
burro per spennellare lo stampo

In una terrina sbattere grossolanamente le uova.
Aggiungere le foglie di sclopìt o silene lavate asciugate e tritate fini.
Mescolare e terminare aggiungendo i formaggi, il sale e la besciamella.
Amalgamare e lasciare riposare una decina di minuti.
Scaldare il forno a 180° e intanto preparare il burro fuso.
Spennellare lo stampo e versare l'impasto di uova a cucchiaiate nello stampo.


Impasto per frittatine

Stampo a spicchi

Finita la cottura in forno, messo sopra un piatto e girato la frittata

Porzione Maritorso, ma non pensate che si sia fermato qui neèèè !

Monoporzione sezionata


Non è rimasto più nulla, due a Gigetto, 2 alla mia amica e il resto in bocca all'Orsomio.

venerdì 24 aprile 2015

Sagra del salame di Carnia








Chi si ricorda i fumetti di Jacovitti con Cocco Bill come protagonista ??? Da ragazza ne ho letti tanti e avevo comperato anche un paio di libri, che sembravano i libroni di Mago Merlino.
I miei bambini erano affascinati dalle storie di Cocco Bill che leggevo  a loro e spesso modificanvo le frasi a portata della loro età ... però a loro piacevano gli stacchetti che si trovavano spesso cammin leggendo, e che erano rappresentati dai salami come questa gif.
A quei tempi fra i cartoni animati qualche volta c'erano anche le storie di Cocco Bill e quindi era festa per tutti.
Perchè vi ho scritto tutto questo ???
Me ne sono ricordata quando ho trovato la locandina pubblicitaria sul bancone del panettiere, locandina della Sagra del Salame di Carnia ... mi sono ricordata di Jacovitti e ho riso parecchio da sola.

SAGRA del SALAME di CARNIA
SABATO 25 APRILE

Inizia la danza delle Sagre che si svolgono nei vari paesi della Carnia, paesini che non hanno svaghi e queste sagre sono momenti speciali per ritrovare parenti, amici e socializzare con nuove persone anche solo di passaggio.
Questa volta mi fa molto piacere informarvi della sagra del salame ... serve anche per pubblicizzare la bravura dei nostri norcini che si impegnano a mantenere i prodotti genuini e conformi alle antiche usanze.
La manifestazione si svolge presso l'Agriturismo San Juri che deve il suo nome all'antica chiesetta che si trova nelle vicinanze nella località di Enemonzo.
Vi aspettiamo in tanti, sono sicura che la passeggiata sarà salutare per grandi e piccini ... buon divertimento.


Deviazione per San Juri

Chiesetta di San Juru

Facciata della chiesetta di San Juri

giovedì 23 aprile 2015

Cantuccioni di Renza






Grazie Renza, ne ho fatto felici 3 grazie  alla tua genialata.
Renza è:
http://sfiziepasticci.blogspot.it/2015/04/cantucci-di-colomba.html#comment-form
- mi ha resa felice perchè nonostante sia dietaperennedipendente, qualche volta la manina volge sul dolce proibito.
- hai reso felice mio figlio Orsino che mi ha regalato la colomba che per me era una vera tentazione e ora sa che non è andata sprecata
- e hai reso felice Maritorso che è goloso ... però colomba e panettone lo hanno stufato ma per i cantucci, avrebbe sempre le manine nel sacchetto.
E che cantucci ... da baffo e controbaffo.
Qui sono nella prima infornata, il profumo si diffonde ... marito e cognato sono nell'orticello a vangare la terra (ormai è ora) , sentono il profumino e continuano a chiedermi cosa sto preparando.
Renza, ho arrotondato la dose con 2 panini alla zucca altrimenti questi due non avrebbero avuto abbastanza cantucci da dividersi ^_____^ ... il procedimento e l'idea sono tuoi.
Riuscirò a mantenere il segreto con i golosastri sino alla fine ???


CANTUCCIONI di RENZA
per 3 pagnottelle

320 g colomba
100 g panini alla zucca
350 g farina 00
4 uova piccole
120 g zucchero (ho ridotto il quantitativo di Renza ma ancora erano troppo dolci)
2 cucchiai essenza di spumadoro (Renza ha usato limoncello)
poco latte per ammorbidire leggermente l'impasto
1 bustina di lievito

Montare a spuma le uova con lo zucchero nella planetaria (con il gancio gomitolo)
Introdurre l'essenza di spumadoro e dare un primo impasto.
Appoggiare un colino grande sull'imboccatura della planetaria e setacciare la farina con il lievito.
Amalgamare per bene, l'impasto deve risultare sodo e un poco appiccicoso.
Se necessario aggiungere un poco di latte-
Formare (nel mio caso) 3 panetti da appoggiare su una placca foderata con carta forno.
Cuocere a forno caldo 170° per 30 minuti, togliere dal forno e lasciare intiepidire.
Tagliare i panetti di sbieco, appoggiarli di nuovo sulla placca foderata e lasciarli tostare ancora per 7/8 minuti.

*** Non fate come il piffero presente, ... nella prima cottura ho messo la carta stagnola al posto della carta forno ... la stagnola ha assorbito e inviato per riflesso troppo calore e la base mi si stava bruciando già dopo 10 minuti di cottura.

*** Di solito non assillo e non disturbo, mi butto a corna tese come un toro e faccio ^___^
... solo che poi le cose non mi vengono bene come dovrebbero.
Per assomigliare ai cantuccini avrei dovuto fare i filoncini più lunghi e più sottili, perchè poi in cottura un poco si spantegano ... e i miei, anzichè cantuccini sono diventati cantuccioni.

Ma va da sé che sono ugualmente ottimi.

 Impasto

Ecco l'errore, infornare con la carta stagnola sotto ... questa invia troppo calore e la base rischia di bruciarsi.


Cantucci tagliati e rimessi di nuovo sulla placca del forno ... ma questa volta con la carta forno

Cantuccioni ben biscottati e divorati dai due golosastri, quasi tutti.

mercoledì 22 aprile 2015

Bigoli trippati




Lo so, a molti non piacciono le frattaglie e la trippa fa parte di questa categoria.
Un tempo la carne era un miraggio e il famoso quinto quarto dell'animale, era composto da trippa, cuore, fegato, rognone animelle, ritagli per lo più di grasso per fare spezzatini ecc. ed erano i pezzi poco costosi che le persone meno abbienti potevano permettersi.
Questi cibi se ben cucinati sono ottimi e ci si può sbizzarrire. La trippa la faccio volentieri sopratutto nelle fredde giornate d'inverno e in qualsiasi modo la cucini ti da soddisfazione.
Quello che non avevo mai fatto, è cuocere la pasta con la trippa, questa volta ho provato e la rifaremo di nuovo.
L'unico disturbo è la cottura che è abbastanza lunga ma alla fine da soddisfazione.


BIGOLI TRIPPATI
per 6 porzioni

1 kg di trippa sbiancata
battuto di verdure (sedano,carota,cipolla,aglio,prezzemolo)
100 g di pancetta affumicata pezzo intero tagliato in 4 pezzetti
200 g di Bigoli di Bassano
1 scatola di fagioli bianchi di spagna
3 patate medie
2 cucchiaini di triplo concentrato di pomodoro mutti
1 dado maggi
sale e pepe quanto basta
grana montasio grattugiato
olio

Lavare accuratamente la trippa
In una pentola capiente versare un poco di olio, il battuto di verdure e la pancetta.
Rosolare un poco e poi aggiungere la trippa sgrondata dall'acqua di risciacquo.
Mescolare un poco per insaporire e unire il dado, il concentrato di pomodoro, poco sale acqua bollente sino a coprire per bene la trippa.
Appena inizia il bollore, lasciar pipiare il brodo (cuocere piano piano), per 3 ore.
A questo punto inserire i fagioli scolati e le patate sbucciate, lavate e tagliate a tocchetti.
Cuocere ancora ed aggiungere eventualmente altra acqua per dar modo alla pasta di cuocere.
Aggiustare di sale e dopo una mezz'oretta mettere i bigoli e portarli a cottura.
Volendo la trippa si può lasciar riposare altrimenti avviate subito gli spaghetti.
I più golosi vogliono anche una buona spolverata di grana grattugiato, pepe o peperoncino
Buon appetito



martedì 21 aprile 2015

Gnocchi sfaticati di sclopît


Mica capito se è la primavera o l'annite, fatto sta che vorrei e mi piacerebbe fare tante cosine diverse e buone, ma la voglia è poroprio zero.
Però non si può rinunciare a qualche cosa che la natura ci regala in abbondanza in questa stagione.
Avevo voglia di gnocchi ma per una serie di rompimienti non ho cotto le patate, gli sclopìt già lavati, asciugati e tritati ... e mò ? aguzza l'ingegno che ti passano tutte le paturnie.
Ho preparato il purè istantaneo e via di gnocchi.
Marito e cognato felici e contenti, ... alla sottoscritta sfaticata ne sono rimasti pochi ^_______^ la prossima volta ne farò di più.


GNOCCHI SFATICATI di SCLOPÎT
per 4 porzioni (preparazione degli gnocchi al cucchiaio)

Impasto:
1 busta di purè
1 bustina di zafferano
1 manciata di SCLOPÎT o Silene
2 uova
350 g farina 00
1 manciatina di formaggio
poco sale

Condimento:
burro fuso
grana montasio grattugiato

Fare il purè secondo descrizione, usando solo acqua e niente latte e burro.
Nell'acqua in ebollizione legermente salata aggiungere la bustina di zafferano.
Mescolare il purè e lasciare raffreddare.
Versare il purè in una terrina, aggiungere le uova leggermente battute, gli sclopìt, il formaggio e dare una prima mescolata.
Unire e incorporare a poco a poco la farina e lasciare riposare una mezz'oretta.
Portare ad ebollizione l'acqua leggermente salata, quando bolle, prelevare 1/2 cucchiaiata o 1 cucchiaino di impasto e versarlo nell'acqua.
Gettare cucchiaiate di impasto sino a coprire la superficie del tegame.
(quando si gettano, gli gnocchi vanno a fondo, alla ripresa del bollore a poco a poco tornano a galla) ... lasciarli un minutino a cuocere,  toglierli con la schiumarola e spostarli nei piatti individuali.
Intanto preparare il burro fuso (sino a farlo diventare color nocciola).
Terminato di cuocere gli gnocchi, spolverare abbondantemente di grana grattugiato le diverse porzioni e versare sopra, a cucchiaiate il burro fuso.
Impasto pronto

Gnocchi cotti

I miei li ho conditi con olio e peperoncino

lunedì 20 aprile 2015

Ossocollo e sclopît (silene)



Non mangio più molta carne, ma spesso e volentieri prediligo quella di maiale, più saporita e, secondo me, l'ossocollo è la parte più gustosa.
A meno che non si faccia arrosto, non richiede una lunga cottura e io preferisco cuocerla al tegamino o ai ferri, senza condimento.


OSSOCOLLO e SCLOPÎT
 per 1 porzione

1 bistecca di ossocollo un poco altina
2 spicchi di aglio
1 manciata di sclopit
sale
1/2 dado maggi per arrosti

In una padellina antiaderente, mettere l'aglio sbucciato e sopra la bistecca (tutto senza condimento.
Cuocere a fuoco vivace e appena inizia ad abbrustolire, girarla dall'altra.
A metà cottura, appoggiare sopra una manciata di sclopît e il dado sciolto in pochissima acqua bollente.
Mettere il coperchio e cuocere per 5 minuti o giù di lì.
Salare solo se necessario c'è già il dado.
Per chi lo desidera, aggiungere un filo di olio e pepe o peperoncino.




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