domenica 29 gennaio 2012
sabato 28 gennaio 2012
Rindsgulasch della val pusteria
Ho avuto la ricetta di questi teneri bocconcini di carne che si sciolgono in bocca, dalla Nonna Gelmina, una Signora conosciuta a Trento nel periodo in cui siamo stati trasferiti per il lavoro di mio marito.
Trent’anni fa Nonna Gelmina era un’arzilla novantenne che ancora cucinava per se e la sorella ottantenne e oltre alla ricetta, preparata secondo una delle più tipiche usanze montanare, mi raccontò la storia di questo piatto … che riporto a piè pagina.
Questa è una bellissima immagine presa dal web: http://manzotin.blogspot.com/2010/04/il-muscolo-di-manzo.html800gdi muscolo di manzo
5cipolle
2 dita di vino rosso
25gdi farina
1cucchiainodi paprica rossa dolce
1 pizzico di cumino
1 ramettodi rosmarino
1 ramettodi maggiorana
1foglia di alloro
scorza di 1 limone
2bicchierid'acqua
1 cucchiaio colmo di triplo concentrato di pomodoro
sale e pepe q.b.
In ½ bicchiere di acqua, sciogliere la farina con la paprica e versarla sulla carne, quando questa sarà ben rosolata da tutte le parti. Aggiungere subito anche il vino.
Quando tutto sarà evaporato, aggiungere il rosmarino e la maggiorana tritati finissimi con la foglia di alloro e il cumino. Grattugiare finemente la buccia di limone e unirla al composto con il concentrato di pomodoro.
Allungare con un bicchiere di acqua, coprire il recipiente e cuocere per 2 e ½ ore circa, aggiungendo qualche goccio d’acqua durante la cottura, per evitare che si attacchi.
A metà cottura salare e pepare con parsimonia, e alla fine aggiustare con sale e pepe se occorre. Servite caldo, accompagnato da polenta o patate bollite o canederli oppure spatzly
*** Storia del piatto
Il Gulasch è un piatto povero di origine medievale che veniva preparato dai mandriani ungheresi durante le loro lunghe permanenze nei pascoli assieme al bestiame.
La parola ungherese “Gulasch” o “Gulyas” al significato di “pastore o bovaro”, ma anche di “carne preparata al modo del pastore”. Infatti, pare che la parola, originariamente, significasse solo “bovaro”, mentre il piatto fosse chiamato gulydshùs (carne di gulasch), un pasto preparato dai bovari della Puszta regno di pascolo di grandi mandrie bovine; da qui i capi più pregiati attraversavano l’Europa centrale per raggiungere i macelli europei di Vienna, Norimberga o Venezia.
Nonostante le sue umili origini, già verso la fine del XVIII secolo il gulasch si diffuse nelle cucine di corte ed è diventata una ricetta molto famosa ed amata, tanto da diffondersi nell’impero austroungarico e dai confini dell’Austria è passata lungo tutto l’arco alpino orientale diventando un classico tipico del nord-est italiano.
Il gulasch si può preparare in più modi ma l’unico punto sul quale non esiste disputa è che la farina è necessaria per legare la salsa e che la paprika, sempre usata con generosità, conferisce alla zuppa una consistenza cremosa ed una tonalità rossa particolare.
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Pâtè di fegato d’anatra al picolit

PÂTÈ di FEGATO d’ANATRA al PICOLIT
Per 5/6 porzioni
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Piccata di vitello

4 fettine di vitello (anche pollo - o maiale)
farina qb
capperi
prezzemolo
succo di limone
1/2 bicchiere vino bianco
Olio e burro q.b.
sale e pepe
Infarinare le fettine di carne e metterle a parte.
In un tegame che le contenga ben distese, sciogliere il burro nell'olio e quando inizia a spumeggiare appoggiare le fettine.
Rosolare tutti e due i lati e girarla solo quando è ben cotta da una parte.
Salare leggermente.
Togliere la carne dalla padella e tenerla al caldo al caldo.
Unire il vino bianco al fondo di cottura, il succo di limone i capperi, eventualmente tagliuzzati, ed il prezzemolo.
Restringere il sughetto sino a quando si sarà addensato al punto giusto.
ettere le fettine tenute al caldo nel sughetto e lasciarle insaporire.
Servire caldo.
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venerdì 27 gennaio 2012
Canederli di baccalà al pesto
Canederli già formati. (3 li ho messi in una vaschetta e li ho messi a congelari. (una volta congelati, li ho passati in un sacchetto per occupare meno posto). ... Gli altri 3 me li sono mangiati io.
Pane ammollato ... meglio amalgamare con le mani così rimangono i pezzetti (passato al minipimer è diventato papparella.Etichette: Pasta fresca e gnocchi







