venerdì 4 dicembre 2009

Involtini alla Bartali

Involtini di corsa, fatti in fretta, … freschi di digestione e di stampa :-)))
Oggi il tempo è bruttissimo, tutto grigio, pioggia a volontà, freddo becco, tanta umidità “fuori” e luci accese in casa.
Dopo aver stirato una montagnetta di panni, come propone la mia amica svizzera mi sono detta: scià, zaino in spala, via in cucina.
E che faccio, alle 10,40 c’è solo roba veloce, meno male che ho fatto la spesa ieri sera e ho tenuto in frigorifero un paio di cosette … e mi viene il buzzo di farmi la polenta eee ……..
Vabè, cotto e mangiato
(di contorno c’era la trevisana al MO)

INVOLTINI alla BARTALI (famoso ciclista - ovvero involtini di corsa)

per 4 porzioni

10 bistecchina di lonza di maiale
1 confezione di salsicce
1 cipolla bianca
3 spicchi di aglio intero (che si può togliere – io l’ho schiacciato)
sedano
1 cucchiaio colmo di triplo concentrato di pomodoro Mutti
1 tazza da tè di birra
2 cucchiai di panna da cucina
burro e olio q.b.
attenti al sale
stecchini per saldare gli involtini

1 confezione di polenta bianca precotta
Sale q.b.

Battere leggermente le bistecchine, appoggiare sopra un pezzetto di salsiccia spellata, arrotolare e fissare con uno stecchino.
In un tegame che li contenga, sciogliere una buona porzione di olio e burro.
Rosolare la cipolla tagliata a pezzettini con l’aglio intero, il sedano tagliato a rondelline e appena iniziano ad imbiondire unire e finire di rosolare con gli involtini.
Sciogliere il concentrato nella birra e versarlo sopra agli involtini con la panna.
Alle 11 ha preso bene il bollore e ho cotto tutto sino a ½ giorno … perfetto
Aggiustare di sale se occorre.

- In un paiolo ho cotto la polenta precotta, di solito bastano pochi minuti ma a me piace sentire il profumo della polenta e perciò l’ho cotta per ½ ora, si è formata la classica crosticina abbrustolita sul fondo e attorno ai bordi del paiolo, emanando il classico odore di polenta.

Servito subito … slurp

*** Ho usato tutte le bistecchine di Lonza, erano 10, (con le due che mi sono avanzate insieme ad un poco di sugo, domani faccio il sugo per la pasta asciutta.

*** Mi dispiace dirlo, ma la luganega lombarda non è buona come la lûjania friulana, la prima è dolciastra, ha l’aggiunta di cannella e chiodi di garofano … la seconda è saporita, buona e basta !!!




Trevisana semplice al MO

Eheee !!! che cagnara, sbagliando se impara !?! :-)))
Esperimento rifatto, Orsi contenti !
Avevate ragione, accendendo il combi 4 manual entra in funzione il grill :-))))))))))))
eee, il coperchio del MO a ramengo :- )))
Questa volta è stato perfetto … ho tentato ancora con verdure, per la ciccina vedremo più avanti quando mi sarò impratichita !



TREVISANA SEMPLICE al MO (microonde)

per 3 porzioni

2 cespi di trevisana
3 spicchi di aglio tagliati a metà
olio
sale e pepe q.b.

Tagliare in quattro, lavare bene e sgrondare i cespi di trevisana.
Versare un filo di olio in una teglia per MO, spargere a ventaglio l’aglio e appoggiare la.
Inserire la teglia nel MO, accendere il tasto combi 4 per 5 minuti e avviare.
Estrarre la teglia, girare la verdura e cuocere ancora per 5 minuti.
Togliere di nuovo la teglia, salare, pepare e bagnare con un filino di olio ancora, mescolare e passare di nuovo al MO per 1 minuto.
Servire caldo.
Perfetto ! smack





Baccalà mantecato con la zucca










Ve l’ho già detto che non faccio le cose canoniche, questo doveva essere un baccalà mantecato con la zucca anziché con le patate, … per motivi di “ rotolini “ “un ze po’ mette troppo ojo” …
e così pasticcian pasticciando mi è venuta una leccornìa che gli Orsi mi hanno chiesto di ripetere

BACCALÀ MANTECATO con la ZUCCA

per 3 porzioni

1 pezzetto di baccalà 250 g circa già ammollato
400 g zucca circa
6 spicchi d’aglio
3 filetti di acciughe sott’olio
3 cucchiai di panna
½ lt di latte
1 generosa manciata di formaggio montasio grattugiato o quello che preferite :-))))) (vero Renzo?)
1 ciuffo di prezzemolo
2 noci di burro
3 – 4 cucchiai di fiocchi di patate da purè
sale solo se necessita e pepe

In un tegame adatto, mettere il baccalà, coprirlo d’acqua e portarlo ad ebollizione.
Appena arriva a bollore spegnere il fuoco e lasciarlo riposare nella sua acqua.
In una padella (ho usato quella piccola da wok della berndes), soffriggere la zucca tagliata a lamelle leggermente salata con l’aglio, per una decina di minuti.
Intanto scolare il pezzo di baccalà, togliere la pelle, le spine e disfare con le mani la polpa.
Aggiungere nel wok il baccalà disfatto, il latte, le acciughe, il formaggio grattugiato, la panna e proseguire la cottura per altri 20 minuti.
Spegnere il fuoco, passare tutto al mixer o al minipimer e rimettere in padella con una noce di burro, il prezzemolo tritato fine e i fiocchi di patate per purè. ( regolatevi secondo la consistenza dell’impasto, aggiungendo 3 o 4 cucchiai di fiocchi).
Lasciare rassodare e servire caldo

*** mettete aglio a volontà, cuocendo con il latte perde molto del suo sapore pungente, pur mantenendo un gentile profumo ed una digeribilità incredibile

DA RIPETERE A NATALE PER I MIEI LONDININI … (per chi ancora non mi conosce ho una figlia sposata con un meraviglioso bimbo ed un altro in arrivo, che vive a Londra)

E' a questo punto che va spruzzato di fiocchi di patate per purè (foto sopra)

Arrosto rifatto

Ecco come si imbrogliano gli Orsi … della serie: uffa, ancora arrosto ???
La mia amica della montagna mi dice sempre … ma come fai ad avere così tanta fantasia in cucina …
E io … Maria, credo che sia la passione per quello che preparo
E lei … ma se non hai fatto scuole o corsi specifici come fai a cucinare così bene !?!
… potremmo andare avanti così per mezza pagina, con una madre che non ha mai cucinato volentieri, lontana dalla nonna che prima mi insegnava tante cose, ho cominciato a frequentare vicine di scala – mamme dei miei compagni di giochi (10 famiglie), stavo attenta, e quando potevo, a casa cercavo di fare quello che avevo imparato.
La mia cucina è caotica, nel senso che con 2 vicine milanesissime, 1 bergamasca, 1 cremonese, 1 sarda, 1 calabrese, 1 istriana, 1 emiliana, 1 piemontese e noi pavesi … con la distrazione tipica di una bambina di 10/12 anni, va da sé che qualche pasticcio (mescolato in tante salse) saltasse fuori, però ho sempre avuto l’istinto di correggere il tiro e da un mezzo flop riuscire a tirare fuori qualche cosa di commestibile.
Le mie preparazioni finiscono per essere un putpurì di tante preparazioni ed è per questo che i cibi, pur facendoli allo stesso modo non mi vengono mai uguali … perché aggiungo uno o due componenti diversi e il sapore non è più quello.
Tutto questo perché, ma perché ai miei ho sempre preparato il bollito rifatto e invece questa volta gli ho propinato “l’arrosto rifatto” che a mio avviso è ancora più buono.
E com’era buono, il piccolo sfotte e dice … papà, pensi che ce lo rifaccia così buono un’altra volta ? e l’altro … scordatelo, in 40 anni di matrimonio non ho mai mangiato la stessa cosa … :-)))))



ARROSTO RIFATTO

per 3 porzioni

5 fette di arrosto di ossocollo di maiale
1 scalogni grande
1 cucchiaino di triplo concentrato di pomodoro Mutti
3/4 bicchiere di acqua calda
sugo di arrosto q.b.
polenta avanzata

Versare in una padella il sugo di arrosto, rosolare per bene lo scalogno tritato sottilmente e poi appoggiare le fette di arrosto cercando di sovrapporle il meno possibile .
Sciogliere il concentrato nell’acqua calda e versarlo sopra alle fette di arrosto.
Coprire e lasciare rapprendere il sughetto piano piano.
Correggere di sale se necessario.
Ungere con olio una larga padella, appoggiare le fette di polenta e abbrustolirle da ambo le parti.
Servire caldo con una fresca insalatina dell’orto.

*** Se le porzioni sono 3 e le fette sono 5 … chi ne ha mangiata una sola “e piccola” ???
:- )))))
mammina naturalmente !
Ettepareva !!! … ma va sempre bene così

Pasta rape e zafferano light

Mi piace variare le verdure, perciò in inverno non mi mancano mai le rape che metto nelle minestre, nella pasta e perché no, anche crude in un misto di insalata.
Questa è la mia pasta … vedete un po’ voi se vi piace questa idea, a me è piaciuta molto, ma non faccio testo perché mi piace tutto :-)))


PASTA RAPE e ZAFFERANO light

per 1 porzione

40 g di pasta
1 rapa (di quelle bianche)
1 bustina di zafferano
olio consentito
sale affumicato di danimarca (oppure sale normale e pepe)
peperoncino facoltativo

Mettere a cuocere la rapa tagliata a pezzetti con acqua e sale.
A metà cottura aggiungere la pasta (uso le tacconelle che cuocciono in 7/8 minuti ), e portare a cottura.
Mentre la pasta cuoce, versare nella ciotolina lo zafferano, l’olio consentito e un paio di cucchiaini di acqua calda per sciogliere lo zafferano.
Servire caldo.

*** astuzia … per chi deve limitarsi nei cibi, mangiare pasta è molto appagante, ma non usate la pasta grossa, vedrete solo 4 fischiotti nel piatto e cadrete in depressione. Usate la pasta piccola, una volta cotta sembrerà molto più voluminosa e vi sentirete più soddisfatti.

*** cuocete la vostra pasta con le verdure (come si fa per le orecchiette con le rape per intenderci), caso mai metteteci poca acqua in modo da non doverla scolare e che tutte le sostanze delle verdure vengano assorbite dalla pasta stessa, la vostra citola la vedrete colma e vi sentirete più appagate … anche l’occhio vuole la sua parte

*** anziché usare i piatti grandi, usate dei piatti piccoli o delle ciotole come quella in fotografia, vi sembrerà di mangiare come pascià.

Dedica

Questa rosa la dedico ad uno zio molto molto speciale.


Ciao Zio Carlo, sarai sempre nel mio cuore .

mercoledì 2 dicembre 2009

Pranzo al salto












Questo doveva essere il contorno per il pranzo di mezzogiorno ...

Pranzo al salto

Il primo che ride … lo riduco in polpette :-)))))))))))))))))

Ho un bel MO (microonde) da diversi anni, è un Wirpool MT 264 combi 4, forse perché mi piace cucinare in modo tradizionale, o forse perché non lo amo particolarmente, questo arnese non l’ho mai sfruttato come merita.
L’ho sempre usato per riscaldare, cuocere frutta o verdura al vapore e niente più; ho fatto un paio di torte ma con un risultato poco edificante, nonostante avessi seguito pedissequamente la ricetta del libro di istruzioni.
Visto gli ottimi risultati ottenuti da alcune amiche de: www.ilcortiledellematte.com , ho deciso di iniziare di buzzo buono a produrre cotture diverse con il mio MO.
Niete di speciale, ho preparato una cosina semplice semplice … olio, cipolla, zucca … immaginavo già un piattino gustoso fatto in pochissimo tempo
E patatrack !
Cosa sia successo non lo so, ho letto da qualche parte che le verdure devono essere coperte per non lasciarle seccare e io da brava principiante ho messo sopra il coperchio che uso di solito sulle verdure o frutta a 850 W.
Questa volta ho messo il coperchio, ho azionato il tasto manual combi 4 e 15 minuti per la cottura.
… in giro per casa a sbrigare i miei lavoretti e quando suona il taimer … la sorpresa !
Oggiustocielo e il coperchio dov’è finito ?
Sciolto, la calotta superiore completamente sciolta !
Sono rimasta incredula a bocca aperta , con tutte le volte che ho usato quel coperchio non è mai successo nulla, guardate un po’ voi……………
Non abbiamo saltato il pranzo, di insalata in casa ne ho sempre, ma quella zucca che doveva servire per il pranzo era veramente ottima, bella soda e con tutto il suo sapore di zucca … mannaggia, nuttato tutto.
Che dite, devo continuare gli esperimenti o mi fermo qui ? L’Orso grande mi ha detto che ultimamente ne combino troppe, l’Orso piccolo ride e dice: forza mamma … al prossimo carboncino !!!

... e qui sotto c'è il coperchio senza calotta


giovedì 26 novembre 2009

Ossibuchi di tacchino con scalogni e piselli

Tacchino !
I miei arricciano il naso, non è che non piace … ma non li entusiasma proprio, va da sé che ho visto questi bellissimi ossibuchi e mi sono lasciata prendere dalla voglia di cucinarli.
Poi ho aggiunto un posto a tavola, è arrivato al volo mio nipote … e vuoi dirgli di no ???
La zia Rosetta si è fatta due uova al tegamino …
Gli scalogni di accompagnamento erano pochi e così ho aggiunto una scatolina di piselli … tutti felici e contenti come Babbo Natale …………
OSSIBUCHI di TACCHINO con SCALOGNI e PISELLI

3 ossibuchi
1 foglia di alloro
5 bacche di ginepro
5 spicchi di aglio (che ho schiacciato quando eracotto)
½ bicchiere di birra
olio e burro q.b.
sale q.b.

2 sacchetti di scalogno
1 scatola piccola di piselli bonduelle
1 cucchiaio di triplo concentrato Mutti
2 cucchiaini di panna da cucina

Sciogliere il burro nell’olio in un tegame, unire gli ossibuchi con la foglia di alloro, le bacche di ginepro e gli spicchi di aglio. Dopo un poco salare.
Chiudere con il coperchio e cuocere piano piano aggiungendo la birra di tanto in tanto.
Cuocere una mezz’oretta, se sono cotti togliere gli ossibuchi, metterli in un piatto e tenerli a parte.
Versare nello stesso tegame gli scalogni, rosolarli un poco e poi versare il concentrato di pomodoro diluito in ½ bicchiere di acqua calda e la panna.
Mescolare , aggiustare di sale e portare a cottura.
Cinque minuti prima di spegnere, aggiungere i piselli scolati dalla loro acqua di governo.
Lasciare insaporire e servire.

*** Gli ossibuchi sono stati serviti con polenta bianca.


mercoledì 25 novembre 2009

Stinco pressato

Mamma che buono !

… e che avete capito … stinco pressato perché l’ho fatto nella pentola a pressione :-))

Abbiate pazienza, questo l’ho fatto quest’estate con 28° di caldo, in montagna (caldo eccezionale) ma la polenta mi piace un sacco e quindi la faccio ogni volta che mi gira il chiribizzo.
Per evitare ulteriore eccesso di caldo, ho fatto lo stinco nella pentola a pressione … da piangere tanto era buono, saporito e tenero!
Gli Orsi erano concordi … la polenta ci voleva proprio.

Oggi sarebbe stato un piatto divino ... fuori il tempo è uggioso e bigio, in casa sono infagottata perchè non fa molto caldo e con un piatto così rinascerei ... in un sol boccone !!!

STINCO PRESSATO
per 3 porzioni

1 stinco grande di maiale (3 porzioni ci vengono)
3 scalogni
5 spicchi di aglio (da togliere a piacere
1 pezzetto di sedano intero
1 carotina intera
vino Tocai ora la denominazione è Friulano
5 bacche di ginepro
olio e burro (generose porzioni)
sale e pepe q.b.

Non ho molto la mano per le rosolature e perciò la maggior parte delle volte preferisco mettere in pentola tutto a freddo.
Sciogliere nella pentola il burro con l’olio, sistemare lo stinco (rimane leggermente in piedi), e guarnirlo con gli scalogni, gli spicchi di aglio, le bacche di ginepro, il sedano e la carota interi.
Coprire abbondantemente con il vino Tocai, chiudere con il coperchio, accendere il fuoco e, dal fischio della valvola del coperchio della pentola a pressione, cuocere per un’ora.
Spegnere il fuoco, sfiatare la valvola e aprire il coperchio.
Di liquido ce ne sarà ancora, salare pepare e continuare la cottura ancora per un 1 ora e 1/2 circa, ( questa volta con il coperchio normale.)
Controllare il sughetto, se dovesse restringersi troppo, aggiungere qualche goccio di acqua bollente-

*** generose porzioni di olio e burro, perché quello che rimane lo utilizzo per condire una pasta veloce oppure per cuocere le patate che in questo modo risultano molto gustose.

*** pentola a pressione alta da 7 lt

Trippa di casa

Trippa trippa trippa ! che buona …
Lo so non a tutti piace però un tempo questo era uno dei cibi che arrivavano spesso sulla tavola, costava poco, era profumata e soprattutto nelle sere d’inverno ti riscaldava che era una meraviglia.Ora la faccio poche volte, l’unico che la mangia qui in casa è mio marito ma che sia poche volte all’anno, mamma gradisce e Orsino non ne vuole sapere … e pensare che quando era piccolo la mangiava volentieri, poi con l’età si è lasciato influenzare dai giudizi dei compagni di scuola e la trippa non l’ha voluta più.

TRIPPA di CASA

per 3 porzioni

800 g trippa precotta
3 scalogni
5 spicchi di aglio
2 gambe di sedano
2 carote
1 patata
1 scatola di fagioli bianchi di spagna
5 chiodi di garofano
1 cucchiaio di triplo concentrato di pomodoro Mutti
1 dado per brodo Star
olio
sale e pepe q.b.

Mettere a freddo in una pentola l’olio con la trippa e rosolare per bene.
Unire lo scalogno tritato grossolanamente, gli spicchi di aglio interi, le carote e la patata sbucciate lavate e tagliate a pezzetti, la gamba di sedano tagliata a rondelle e i chiodi di garofano e rosolare ancora un attimo.
Coprire abbondantemente con brodo di dado, portare ad abollizione e abbassare la fiamma.
Cuocere 1 ora, aggiungere il concentrato sciolto in un bicchiere di brodo caldo, aggiustare di sale e cuocere ancora per 1 ora.
A questo punto aggiungere i fagioli e il pepe e lasciare insaporire ancora per ½ ora
(cottura totale 2 ore e ½)
Servire molto caldo.

*** purtroppo questa volta l’ho presa già tagliata altrimenti prendo il foiolo e la beretta e me la taglio come preferisco.

*** l’aglio lo potete schiacciare (una volta bollito con la trippa è insapore), oppure lo potete togliere a fine cottura.

*** Qualche informazione non guasta vero ???
La trippa è una frattaglia costituita dalla parte di apparato digerente del bovino compresa fra esofago e stomaco; dopo la macellazione viene sottoposta a pulizia e bollitura. È composta da rumine (la parte a forma di sacco più grande, detta anche trippa, croce, crocetta, pancia, trippa liscia o busecca), omaso (formato da lamelle, detto anche centopelli o foiolo) e reticolo (o cuffia, un piccolo sacco con aspetto spugnoso, detta anche cuffia, nido d'ape, bonetto o beretta). La trippa è un alimento consumato da lungo tempo: i greci la cucinavano sulla brace, mentre i romani la utilizzavano per preparare salsicce. Oggi è facilmente reperibile in commercio; la si trova già pulita e anche lessata.
È preferibile conservarla in frigorifero immersa in acqua, affinché non ingiallisca. Le ricette per la preparazione della trippa sono moltissime, diverse da una città all'altra. È un piatto economico e molto nutriente, dal momento che ha un contenuto molto elevato di proteine e basso in grassi.
www.albanesi.it/alimentazione/cibi/trippa.htm