Foto Rosetta marzo 2017

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Primavera ad Ampezzo

venerdì 6 febbraio 2015

Pan de Mej

M’è venuta una botta di milanesite, sono lontana ormai da un anno … ma non sento la mancanza della città, bensì di una goloseria che un tempo trovava piena soddisfazione acquistando questi dolcetti in panetteria.
Grazie alla ricetta del mio amico Sergio Salomoni che conoscevo sin dai tempi in cui frequentavo Cucinait, di tanto in tanto me li faccio da sola per la prima colazione.
Per domani non ho nulla e così oggi  me li sono preparati … spero di conservarne un po’ per le prossime colazioni; con l’aria che tira, la neve e il freddo smuovono grandi appetiti agli homeni ^_____^ … va a finire che mi trovo le scatole di latta vuote.
Questo è un tipico dolce che per tradizione a Milano si consuma il 23 aprile, giorno di San Giorgio protettore dei lattai e dei mandriani.
In questo giorno, infatti, a Milano si usava mangiare il  “pan de mej “ (pane di miglio), un dolce rustico che un tempo si preparava  con una specie di pasta frolla gialla  ottenuta con miscele variamente proporzionate di farine di mais e di frumento,  decorato con  la “panigada”  ( fiori di sambuco  essicati  che si mangia intinto nella pànera (latte con la panna).


PAN DE MEJ
Ingredienti:
150 g farina bianca 
150 g farina di mais bianca a grana grossa (non ho farina gialla a grana grossa)
150 g farina gialla a grana fine fioretto
150 g zucchero semolato 
150 g burro 
 3 uova intere 
15 g lievito di birra 
2 cucchiai fiori di sambuco secchi 
zucchero a velo
latte
un pizzicotto sale
Procedimento
Setacciare direttamente nel boccale dell'impastatrice le tre farine, e rompervi le uova. 
Unire il burro morbido, un cucchiaio di fiori di sambuco, lo zucchero, una presa di sale e il lievito sciolto in poco latte tiepido. 
Impastare tutto con cura per ottenere una pasta di media consistenza; se occorre aggiungere ancora un poco di latte. 
Radunare bene l'impasto nel boccale della plaetaria, coprirla e lasciarla lievitare in un luogo tiepido per un paio di ore. 
Sulla placca da forno stendere un foglio di carta forno. 
Dopo la lievitazione, mettere sulla spianatoia la pasta, lavorarla velocemente e formare dei panini rotondi e schiacciati, del diametro di circa 10 cm. 
Metterli sulla placca, distanziati tra loro. 
Coprire e far ancora lievitare per mezz’ora. 
Accendere il forno a 190°. 
Passata la mezz’ora, cospargere i panini con poco zucchero a velo e i fiori di sambuco, infornare e cuocere per 30 minuti.
Si servono freddi, secondo la tradizione accompagnati da panna liquida o appena appena montata.
Impasto

Biscotti

Biscotti

Biscotti confezionari e ancora a riposo per 1/2 ora

Biscotti cotti, cosparsi con zucchero a velo e fiori di sambuco

Che bravo il mio Orso, ... per ora non ne ha assaggiato neppure uno e così ho riempito la mia scatola


Non lasciatevi ingannare, i miei biscotti sono Pan de Mej ... la scatola è delle Esse di Raveo, biscotti particolari friulani


QUESTO IL PROCEDIMENTO A MANO DI SERGIO:
PAN DE MEJ
Ingredienti:
farina bianca 150 gr –
farina gialla a grana grossa 150 gr –
farina gialla a grana fine 150 gr –
 zucchero semolato 150 gr –
burro 150 gr –
 uova intere 3 –
lievito di birra 15 gr –
fiori di sambuco secchi 2 cucchiai –
zucchero a velo,
latte,
sale.
Procedimento: Setacciare sulla spianatoia le tre farine, fare la fontana e rompervi le uova. Unire il burro morbido, un cucchiaio di fiori di sambuco, lo zucchero, una presa di sale e il lievito sciolto in poco latte tiepido. Impastare tutto con cura per ottenere una pasta di media consistenza; se occorre aggiungere ancora un poco di latte. Formare una palla, metterla in una zuppiera, coprirla e lasciarla lievitare in un luogo tiepido. Ungere e infarinare una placca da forno. Dopo la lievitazione, rimettere sulla spianatoia la pasta, lavorarla velocemente e formare dei panini rotondi e schiacciati, del diametro di circa 10 cm. Metterli sulla placca, distanziati tra loro. Coprire e far ancora lievitare per mezz’ora. Accendere il forno a 190°. Passata la mezz’ora, cospargere i panini con poco zucchero a velo e i fiori di sambuco, infornare e cuocere per 30 minuti.
Si servono freddi, secondo la tradizione accompagnato da panna liquida o appena appena montata..
sergio  salomoni
Cernusco sul Naviglio

DI TUTTO UN PO’
Pane di miglio o Pan de Mej o Pan Meino o Turtej de Panigada
Un tempo i contadini che vivevano in povertà, sapevano creare con semplici ingredienti un dolce entrato nella storia della Lombardia e non solo.
Il pan de mej è un biscotto di pasta al burro lievitata con farina di mais e, secondo la tradizione  spolverato con i fiori di sambuco, detti “panigada”: questo ingrediente ormai è reperibile presso le erboristerie (mentre un tempo veniva raccolto ed essiccato in casa) .
Sulla superficie si usa zucchero a velo misto con fiori di sambuco polverizzati.
Pan de mej in realtà significa “pane di miglio” e probabilmente prima dell’arrivo del mais dalle Americhe era questo l’ingrediente principale.
Secondo un’antica tradizione, il pan de mej si mangiava come augurio di una stagione propizia il 23 aprile, giorno di S. Giorgio, quando venivano rinnovati i contratti fra i lattai e i mandriani, e si gustava con panna montata o crema di mascarpone all’antica e dopo il rinnovo i mandriani tornavano agli alpeggi  posti nelle valli bergamasche.
Se li volete conservare, basta metteteli nelle scatole di latta e durano per 4-5 giorni.
Parlare di Pan de Mej vuol dire parlare di uno dei maggiori miti gastronomici della tradizione lombarda.
Suscita sempre un certo timore per i secoli di storia e gli avvenimenti che l’hanno accompagnato legato molto spesso a povertà, guerre, carestie, saccheggi e sommosse popolari.  
Da Varese a Milano, da Lecco a Como, da Cantù a Bergamo e via cosi; per ogni città lombarda c’è sempre, nella tradizione dolciaria, una panigada un dolce realizzato con la farina di miglio che richiama proprio il nome scientifico della specie botanica.
Lo si prepara per rendere  viva una antica tradizione già nota nel XVII sec, quando in alcuni testi si legge che i mandriani mangiavano abitualmente il pane di miglio intinto nella panna .
Un tempo a colazione, non mancava mai  una tazza di latte e questi deliziosi dolci rustici che saziavano bene sino al pasto successivo.
La seconda ipotesi sull’ origine del dolce lombardo lo vede invece, sempre protagonista nel giorno di San Giorgio, ma in una versione un po’ più “ di buon auspicio”.
Infatti, il 23 aprile a Milano era il giorno del rinnovo annuale dei contratti  e in quel periodo le mandrie erano chiamate bergamine perché la transumanza avveniva nelle valli del bergamasco.
Le mandrie sostavano in stalle di legno costruite nella zona dell’Ospedale Niguarda la famosa  Ca Granda (MI) e fornivano il latte per gli ammalati dell’ospedale.
Queste stalle furono poi distrutte durante le “Cinque giornate di Milano” nel 1848 per costruire le barricate. 
Nel giorno di San Giorgio era quindi usanza che i lattai offrissero una tazza di panna (pànera) a tutta la popolazione contadina proprio per accompagnare questo dolce in segno di “buon auspicio” per la stagione.
Così nacque la tradizione di preparare nel giorno di San Giorgio il Pan de Mej.
Il dolce divenne cosi popolare che si diffuse poco a poco in qualsiasi periodo dell’anno diventando uno dei simboli della Lombardia.
Ora pochi lo producono e purtroppo anche il 23 aprile passa spesso inosservato e con lui la sua storia e tradizione. 
Attualmente, il sapore del Pan de Mej è un ricordo di pochi lombardi perché è un sapore antico fatto di emozioni che sembrano purtroppo …ormai dimenticati soprattutto dai nostri figli che preferiscono le merendine  confezionate.

10 commenti:

Angelica M ha detto...

Che belli dolcetti! Non li conoscevo! Complimenti per la preparazione cara Mandi! Un bacione e buon fine settimana :)

Rosetta ha detto...

Buon fine settimana anche a te Angelica.
Buona serata
Mandi

speedy70 ha detto...

Siiii cara Rosetta, questi ghiotti biscotti li conosco, sono buonissimi così rustici, brava!!!!

simona gentile ha detto...

complimenti Rosetta, sono ottimi, grazie per la ricetta!
buon we simona

edvige ha detto...

Conosco ed assaggiato il pan de mej però non avevo la ricetta. Grazie cara qua bora da urlo.
Mandi

Ale ha detto...

Ciao Rossetta,
che bella idea, sono bellissimi!!!!
Sono appena arrivata sul tuo blog e devo dire che mi piace molto..vado a "sfogliare" il tuo ricettario ^_^
Ti aspetto presto da me!
Ciao,
Ale

Rosetta ha detto...

Ciao Speedy, sei anche tu milanese o giù di lì ???
Buon fine settimana
Mandi

Rosetta ha detto...

Buon fine settimana anche a te Simona cara,un abbraccione
Mandi

Rosetta ha detto...

Ciao Edvige, i pan de mej sono molto buoni pucciati nel latte al mattino.Qui abbiamo avuto vento forte e gelido sino alle 11, ora tutto è quieto e tutto tace ... ma il tempo è irresistibilmente da sballo.
Buona giornata cara amica
Mandi

Rosetta ha detto...

Ciao Ale, fammi finire di scrivere sul mio blogghino e poi passo senz'altro a trovarti.
Buon fine settimana
Mandi