Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois

Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois
Vita genuina di montagna ... Voltois UD

lunedì 19 maggio 2008

Angelicamia







Angelicamia guarnita








Angelicamia intrecciata









Salamotto angelicamia tagliato a metà





ANGELICAMIA 03.05.08

Impasto
500 g pasta di pane
350 g farina 00
2 cucchiai colmi di zucchero
125 g burro cremoso Granarolo
2 uova
10 g lievito di birra
50 g latte

Guarnizione e farcia
glassa pronta al cacao paneangeli
gocce di cioccolato
50 g burro fuso intiepidito
Sciogliere il lievito nel latte.
Mettere nell’impastatrice la pasta di pane allargata, la farina, lo zucchero, il burro a temperatura ambiente le uova e il latte con il lievito.
Lasciare incordare e poi lasciare lievitare nello stesso boccale dell’impastatrice per 2 ore circa. (ho messo attorno una copertina di lana perché ho la cucina molto fredda).
Versare l’impasto raddoppiato durante la lievitazione sulla spianatoia leggermente infarinata e stenderlo a rettangolo.
Spennellarci sopra il burro fuso e distribuire gocce di cioccolato a piacimento.
Arrotolare a salamotto stretto, poi tagliarlo a metà per il lungo lasciando attaccata una delle estremità e intrecciare o sovrapporre a treccia le due gambe formate dal taglio.
Dare la forma tonda a ciambella col buco e trasferirla sulla placca per dolci ricoperta
da carta forno.
Coprire a campana con un recipiente e lasciare lievitare ancora un’ora.
Scaldare il forno a 180°, togliere la campana dal dolce e infornare per 40/45 minuti circa, la prova stecchino non guasta mai.
Lasciare intiepidire, sciogliere la glassa al cioccolato e ricoprire l’angelica.
Raffreddare e … gnam gnam !

Questa Angelicamia, è stato un esperimento fatto per il mio compleanno.
… causa dietaperennedipendente non potevo fare un dolce dolce e desideravo qualche cosa che andasse bene da inzuppare poi a piccole quantità nel caffè d’orzo del mattino.
1° mi è uscita un’Angeliconamia più grande del piatto della pizza
2° non era per nulla dolce
3° era più un panebriosciato che briosc

Peccato per le gocce di cioccolato che erano tantine (per me), queste mi hanno trattenuto dal mangiarne qualche fetta in più

… sono stata brava ?

domenica 18 maggio 2008

Ma che belli ..........















Chiesetta di Socchieve










Genziene foto scattata a casa di un'amica










Quadrifogli raccolti a Socchieve











Balcone fiorito di Socchieve











... fiori di Socchieve

Capùt ... cavolo cappuccio o crauto



Se non si è capito, i giorni scorsi, ad un convivio con gli amici, ho preparato la polenta con il fagiano alla Olimondo (ricetta della mia amica Olimpia).
Per accompagnamento, non poteva mancare un buon cavolo cappuccio (crauto) ben condito e un buon formaggio Montasio da tavola (di 3 e 6 mesi ... c'è differenza e quindi si servono in tavola tutti e due).
Anche in Friuli c'è il detto che vi riporto in milanese:
la buca l'è minga straca se la spussa minga de vaca
... e cioè la bocca non è stanca se non puzza di formaggio che è un prodotto della vacca-mucca !
CAPUT - cavolo cappuccio o crauti
1 cavolo cappuccio
olio e aceto q.b.
sale e pepe q.b.
Tagliare il cavolo cappuccio molto sottile con la mandolina.
Condirlo con olio, aceto, sale e pepe q.b.
Da accompagnare alla polenta.

Fagiano alla Olimondo












FAGIANO alla OLIMONDO

1 fagiano a pezzi
6 bacche di ginepro polverizzate
burro q.b.
1/2 bicchiere di pinot grigio
1 mestolo di brodo di polenta
In una casseruola che lo contenga senza sovrapporlo, appoggiare il fagiano (dal lato della pelle).
Cospargere bene con fiocchetti di burro e bacche di ginepro.
Mettere il coperchio e avviare la cottura sul fuoco molto basso.
Appena il burro si è sciolto tutto, rimuovere delicatamente i pezzetti di fagiano e arrostirli per bene da tutti i lati.
Aggiungere 1/2 bicchiere di pinot grigio e lasciar sfumare dolcemente.
Cuocere per 30 minuti circa.
Se necessario, spegnere il fuoco e attendere il brodo di polenta.
Versare nel tegame il brodo di polenta e cuocere piano ancora una decina di minuti.



IL BRODO DI POLENTA
Appena si è versata tutta la farina nel paiolo, e poco prima di mettere sopra la retina paraschizzi, prelevare con il mestolo, il brodo necessario e versarlo in una scodella.
Questo brodo è formato da acqua e farina non ancora addensata.

In Carnia si usa molto questo brodo per addensare intingoli, a volte lo preparano apposta versando un pochino di farina di mais in un pentolino con l'acqua salata.

Polenta con farina di Socchieve






taglio della polenta con lo spago








polenta perfettamente tagliata
... sembra un'opera d'arte





POLENTA
1/2 kg farina per polenta di Socchieve
2 lt di acqua
sale

Portare ad ebollizione l'acqua salata e, appena inizia a fremere, versare la farina a pioggia e mescolare contemporaneamente con una frusta a mano.
Appena è versata tutta la farina, appoggiare sul paiolo una retina in modo che i blob in ebollizione non si spanteghino per tutto il fornello.
Appena l'acqua è stata tutta assorbita dalla farina, cominciare a mescolare con la mescola di legno.
Mescolare e prima di togliere il bastone dare una spaccata a metà al composto, (questa operazione serve per cuocere uniformemente la polenta). (questa spaccata si richiude piano piano da sola).
Dopo un quarto d'ora circa, abbassare un poco il fuoco del fornello e continuare la cottura per 40/45 minuti circa.
Versare la polenta sul tagliere e tagliarla con lo spago sottile, che di solito rimane arrotolato (dopo l'uso), al manico del tagliere stesso.
La polenta non va mai tagliata con i coltelli normali, perciò ho anche il coltello di legno apposta per l'uso. che alterno allo spago, secondo la consistenza della polenta stessa.


La farina di mais di Socchieve è macinata ancora a pietra nel mulino del paese.

Antica osteria al puint di Priùs















Antica Osteria S.Francesco
ora abitazione privata









Lillà







Lillà particolare







Lillà particolare







Fiori spontanei







Fiori spontanei





Ho fatto in tempo a frequentare questa osteria ...
Al ritorno da una bellissima passeggiata che facevo spesso con amici, ci fermavamo a riposarci e a bere qualche cosa di fresco.
Da qualche tempo è un'abitazione privata, ed è abitata da una simpatica famiglia.
Ho chiesto il permesso di fotografare questo bellissimo lillà, per il particolare colore intenso, di solito il colore è tendente al blu sbiadito o bianco.

I miei fiori














... sembra il brutto anatroccolo !
tulipano solitario nel cortile
dell'asilo







mammole - crescono spontaneamente
in una fessura tra il muro e l'asfalto





orticello che sistema mio cognato
... sembra il giardino del rè








altro pezzetto di orticello




bordura di fiori



particolare










altro particolare






vaso in mezzo ai fiori