Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois

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Vita genuina di montagna ... Voltois UD

martedì 3 febbraio 2009

San Biagio 2 febbraio















SAN BIAGIO

Il martire Biagio è ritenuto dalla tradizione vescovo della comunità di Sebaste in Armenia al tempo della "pax" costantiniana.
Il suo martirio, avvenuto intorno al 316, è perciò spiegato dagli storici con una persecuzione locale dovuta ai contrasti tra l'occidentale Costantino e l'orientale Licinio.
Nell'VIII secolo alcuni armeni portarono le reliquie a Maratea (Potenza), di cui è patrono e dove è sorta una basilica sul Monte San Biagio.
Il suo nome è frequente nella toponomastica italiana - in provincia di Latina, Imperia, Treviso, Agrigento, Frosinone e Chieti - e di molte nazioni, a conferma della diffusione del culto.
Avendo guarito miracolosamente un bimbo cui si era conficcata una lisca in gola, è invocato come protettore della gola.
Patrono dei laringoiatri, cantanti, banditori, suonatori di strumenti a fiato, cardatori di lana e materassai.
A quell'atto risale il rito della "benedizione della gola e in quell’occasione il sacerdote usa due candele fra quelle benedette il giorno prima, (la Candelora) ,incrociate e legate da un nastro rosso; ad esse il fedele accosta la propria gola fino a toccarle e poi le bacia.
In Germania invocato contro le emorragie e le ulcere, per il significato del suo nome, Blase, vescica (da ricordare che in latino Blaesus significa balbuziente).Tradizione, non specificamente ambrosiana, ma tipicamente milanese è quella di conservare fino al 3 febbraio un panettone, detto appunto il "panettone di San Biagio" e di consumarlo alla mattina a digiuno insieme ad 1 bicchiere di vino bianco, "per benedire la gola", come popolarmente si dice.
In molte chiese della Sardegna - a Cagliari in quella di San Domenico - vengono distribuiti is piricchittus de Santu Brai o is pistoccheddus de Santu Brai infelicemente tradotti panini di San Biagio.A Loceri per San Biagio vengono portati in chiesa vasetti di strutto e ampolline di olio, per essere benedetti.E' un altro chiarissimo esempio di come devozione, senso religioso, tradizioni popolari si intersecano talvolta in modo non facilmente districabile.

lunedì 2 febbraio 2009

Polenta caprino e pera


POLENTA CAPRINO e PERA
per 1 porzione

polenta fredda
50 g caprino - fromage “soignon” de chèvre
pera abate piccola
olio per strofinare la ciotola

Ungere una ciotola che possa andare al MO (microonde),
Preparare una base di polenta affettata , qualche rondella di caprino, ancora polenta e si termina con il caprino.
Inserire la ciotola nel MO e avviare per 2/3 minuti alla massima temperatura, il mio arriva a 850 w.
Accompagnare questa pietanza con una pera Abate piccola.
Slurp

Crespelle di castagne


CRESPELLE di CASTAGNE

per 3 crespellone

per le crespelle
60 g farina di castagne
40 g farina 00
1 uovo
20 g burro fuso
100 g birra
100 g latte
1 pizzichino di sale
½ cucchiaino scarso di bicarbonato

per la farcia o ripieno
non vi passo la crema che ho preparato con il piladelphia, i miei hanno detto che era un po’ pesantino il ripieno, in casa non avevo ne marmellata, ne nutella, ne una tavoletta di cioccolato da sciogliere così avevo improvvisato una crema con il piladelphia e il Milka slurtp … (fiasco pazienza)

In un’insalatiera mescolare le due farine con il sale, l’uovo, il latte, il burro fuso, la birra e mescolare molto bene con una frusta.
Lasciar riposare e poi preparare le crepes in una padella antiaderente, strofinata con burro sciolto.
Per le crèpes versare poco impasto liquido per volta, roteare la padella perché l’impasto si distribuisca bene e appena si arricciano sui bordi girarle.

Come confezionarle
Spalmare il ripieno sulla crepes, chiuderla in quattro e guarnire con panna.

Definizione fra baccalà e stoccafisso















Isole Lofoten Norvegia

DEFINIZIONE fra BACCALA' e STOCCAFISSO

Credo di far piacere a molti, avere in evidenza lo specchietto delle differenza fra baccalà e stoccafisso; gironzolando qua e la, ho notato che c’è molta confusione nel riconoscere la differenza del la lavorazione del merluzzo.
E sì, perché prima di essere baccalà o stoccafisso, il pesce fresco è il MERLUZZO, dopo, con la lavorazione, il merluzzo viene definito baccalà oppure stocco.

Intanto il baccalà è ottimo in qualsiasi modo e si adatta bene alla frittura.

Lo stoccafisso si adatta meglio agli umidi, perchè sopporta di più le lunghe cotture. (l'altro invece, più cuoce e più diventa stopposo)

RICAPITOLANDO:


MERLUZZO = pesce fresco dopo pescato il merluzzo, la lavorazione lo fa diventare:

BACCALA’ = pescato e liberato della testa, delle pinne, della coda e dell'intestino, viene immediatamente posto all'interno di barili con abbondante quantità di sale che serve per consentirne il prosciugamento e la conservazione.


STOCCAFISSO = il merluzzo viene messo a seccare appeso a rastrelliere ed esposto all'aria con temperature che si aggirano attorno agli zero gradi, si ha lo stoccafisso che, alla fine, appare per la sua durezza, come un "bastone di pesce" ("stock" legno o bastone e "fish" pesce).


BACALA’ = bacalà con una "c" sola, dizione vicentina, non è quello salato ma lo stocco secco. Quando il Querini portò in Italia gli stoccafissi, i vicentini diedero a questa nuova pietanza il nome di “bacalà”, con una “c” sola, ingenerando così un equivoco che si trascina fino ai giorni nostri perché il “bacalà” non è baccalà (salato), ma stoccafisso secco.


"Ciò, co 'sto bàlsemo,
co 'sto bombon,
anca le moneghe perde el timon.
"E le nostre donne non son neanche monache...

Candelora storia ricettina

















CANDELORA

2 febbraio, giorno della Candelora:
il giorno della candelora se c’è sole semo fora, se piove nevica o tira vento, nell’inverno siamo dentro. (e quest’anno nevica, nevica, nevica)

La Chiesa Cattolica il 2 febbraio celebra la Presentazione del Signore, popolarmente chiamata festa della Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di "luce per illuminare le genti".
Secondo la tradizione cristiana, il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme, che era prevista dalla legge giudaica per i primogeniti maschi.
La festa è anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo l'usanza ebraica, una donna era considerata impura per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre, il giorno di Natale ( nascita di Gesù).
Questa usanza della purificazione, è rimasta in auge sino agli anni 60, poi la Chiesa ha abolito questa usanza.
All’epoca romana, si instaurò la tradizione della benedizione delle candele a fine processione che si svolgeva in questo giorno .
Secondo la l’usanza, i ceri benedetti erano conservati in casa dai fedeli ed erano accesi anche per placare i violenti temporali, nell’attesa di una persona che non tornava, o che si pensava fosse in grave pericolo, assistendo un moribondo, durante le epidemie o i parti difficili.
In quest'ultimo caso abbiamo ancora un retaggio degli usi dell'antica Roma che ci fa ricordare che Giunone era detta anche Lucina, dea della luce, protettrice tra l’altro delle partorienti.


Curiosità:
In questo giorno, in Francia, c’è l’abitudine di preparare le crêpes, infatti la Candelora (chandeleur) è conosciuta soprattutto per essere il giorno delle crêpes :
À la Chandeleur , quèrè fait crêpes jusq’à d’heure


Sono dette anche galettes e in proposito vi passo una ricettina per preparare la base:
100 g farina bianca
200 g farina saracena
1 uovo
acqua frizzante
sale
In un recipiente versare le farine con il sale e l’uovo.
Mescolare con una frusta e versare acqua frizzante quanto basta per ottenere un composto appena appena liquido.
Lasciare riposare due ore, se dopo due ore è troppo spessa, aggiungere ancora un po’ di acqua frizzante.
Ungere una padella antiaderente (in mancanza della padella delle crêpes, versare un mestolo di impasto, distribuirlo con gesto veloce del polso su tutta la superficie della padella e dopo due minuti girarla e cuocere dall’altro lato.
Disporre tutte le crêpes su un piatto e farcirle a piacere con ingredienti dolci o salati.

domenica 1 febbraio 2009

Stracotto di cappel del prete


Oggi 1° febbraio … e nevica !
Seguendo le previsioni alla TV, ho pensato bene di avviare un bel pezzetto di carne in umido, da gustare rigorosamente con la polenta.
Il cappello del prete è una parte nobile che si trova fra il collo e la scapola, è la parte ideale per stufati e bolliti.

STRACOTTO DI CAPPEL del PRETE

1 kg di cappel del prete
1 carota
1 gambo di sedano
1 pezzo di porro
1 cipolla
3 chiodi di garofano
una spolverata di erbe di provenza
passata di pomodoro
brodo vegetale
1 cucchiaio raso di strutto
olio ex v q.b.
farina 00 q.b.
sale q.b.

Disporre in una casseruola e tutto a freddo, lo strutto, l’olio, sopra la carne e poi tutti gli altri ingredienti. Coprire a filo con l’acqua, portare a bollore, abbassare la fiamma e cuocere per tre ore circa.
Il sugo rimane piuttosto lungo perciò ne ho messo un po’ in una ciotola, ho stemperato i cucchiaino colmo di farina e la pastella l’ho reinserita nella casseruola mescolare e aggiustare di sale.
Ho continuato la cottura finchè il sughetto si è ristretto.
La carne deve sciogliersi in bocca.
Gnam gnam !

1° febbraio










- La neve dicembrina per 3 mesi la cammina ...
e come volevasi dimostrare, questo è il terzo mese e febbraio inizia proprio con una cascata di neve, che durerà anche domani.

- Febbraio febbraietto è corto ma duretto.

Girellando sul web, ho trovato questa semplice poesia che mi è piaciuta molto, proprio a pennello con il nostro febbraio, ve la propongo, spero che vi piaccia.


FEBBRAIO

E' febbraio monellaccio
molto allegro e un po' pagliaccio;
ride, salta, balla, impazza,
per le vie forte schiamazza;
per le vie e per le sale
accompagna il Carnevale.
Se fra i mesi suoi fratelli
ve ne sono dei più belli,
il più allegro e birichino,
sempre è lui, ch'è il più piccino.

Pubblicata da: mawisogna
postata su: almanacchiamo.splinder.com/