

SAN BIAGIO
Il martire Biagio è ritenuto dalla tradizione vescovo della comunità di Sebaste in Armenia al tempo della "pax" costantiniana.
Il suo martirio, avvenuto intorno al 316, è perciò spiegato dagli storici con una persecuzione locale dovuta ai contrasti tra l'occidentale Costantino e l'orientale Licinio.
Nell'VIII secolo alcuni armeni portarono le reliquie a Maratea (Potenza), di cui è patrono e dove è sorta una basilica sul Monte San Biagio.
Il suo nome è frequente nella toponomastica italiana - in provincia di Latina, Imperia, Treviso, Agrigento, Frosinone e Chieti - e di molte nazioni, a conferma della diffusione del culto.
Avendo guarito miracolosamente un bimbo cui si era conficcata una lisca in gola, è invocato come protettore della gola.
Patrono dei laringoiatri, cantanti, banditori, suonatori di strumenti a fiato, cardatori di lana e materassai.
A quell'atto risale il rito della "benedizione della gola e in quell’occasione il sacerdote usa due candele fra quelle benedette il giorno prima, (la Candelora) ,incrociate e legate da un nastro rosso; ad esse il fedele accosta la propria gola fino a toccarle e poi le bacia.
In Germania invocato contro le emorragie e le ulcere, per il significato del suo nome, Blase, vescica (da ricordare che in latino Blaesus significa balbuziente).Tradizione, non specificamente ambrosiana, ma tipicamente milanese è quella di conservare fino al 3 febbraio un panettone, detto appunto il "panettone di San Biagio" e di consumarlo alla mattina a digiuno insieme ad 1 bicchiere di vino bianco, "per benedire la gola", come popolarmente si dice.
In molte chiese della Sardegna - a Cagliari in quella di San Domenico - vengono distribuiti is piricchittus de Santu Brai o is pistoccheddus de Santu Brai infelicemente tradotti panini di San Biagio.A Loceri per San Biagio vengono portati in chiesa vasetti di strutto e ampolline di olio, per essere benedetti.E' un altro chiarissimo esempio di come devozione, senso religioso, tradizioni popolari si intersecano talvolta in modo non facilmente districabile.









