Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois

Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois
Vita genuina di montagna ... Voltois UD

giovedì 1 ottobre 2009

Premio francobollo










Amici, amiche, ringrazio per i premi che mi avete sino ad ora regalato però, per non passare da persona ingrata vi informo che il mio tempo da dedicare al blog si è ridotto parecchio e il fatto di fotografare, scrivere la ricetta e riportare tutto sul blog stesso mi induce a rinunciare ,(purtroppo) a seguirvi in queste belle iniziative.
Se volete, ogni volta vi riporto questa formula e segnalo da chi l'ho ricevuto ma niente di più, per me siete tutti dei carissimi amici incontrati nella blogosfera.
Il premio l'ho ricevuto da Germana della "terra dei violini" che a sua volta l'ha ricevuto da Barbara da "ricette barbare"
che a sua volta .......
Approfitto del post per ringraziare di cuore Serafina per aver pensato a me nel donare questo bel premio:
Seguo le regole del premio (pubblicare il francobollo sul blog con il riferimento di chi te lo ha donato, passarlo ad altri 10 amici e chiedere loro di pubblicare le regole, assicurarsi che il francobollo passi ad altri affinché si conoscano nuovi blogs), credo che valga davvero la pena dare un'occhiata ai blog di Vale, Morena, Lenny, Nanny, Serena, Roberta, Marica, Germana, Chiara, Gea e per questo lo passo a tutte loro!

Cotenne e fagioli


Yabadabaduuuuuu ! ecco le porcate che mi piacciono di piùùùù !!! …
ma un ze pòòò ! dietaperennedipendente deve stare alla larga da queste leccornìe che un tempo hanno corroborato bambini, giovani e vecchi.
La cotenna, insieme alle trippe e alle frattaglie sono denominate “il quinto quarto” dell’animale cioè lo scarto ancora fruibile e meno pregiato.
Ma si sa, un tempo la fame era tanta, la miseria c’era per tutti coloro che non erano possidenti, benestanti, clero ecc. , questi alimenti costavano molto poco e si trovavano molto spesso sulle tavole dei contadini, operai, minatori ecc.
Le massaie si sbizzarrivano con le ricette e per certe preparazioni il profumino aleggiava nell’aria già dal mattino presto … che dire, i buoni ricordi non si scordano mai.

Veniamo ai giorni nostri, in montagna ho un giro di amicizie mica male e uno di questi, (Vinicio), si è presentato a casa mia con 1 Kg di cotenne e 8 hg di fagioli secchi dicendo che sarebbe tornato a prendermi con pentole al seguito, per una abbuffata serale per la sera dopo ...
… disgraziato !!!!! … vile attentatore alla mia dieta !!!
… ma con la scusa che sono brava a rientrare nei ranghi, con la scusa che era roba di casa e ormai eravamo a metà settembre faceva già fresco e che di lì a una settimana sarei tornata a MI e che non sarei più stata indotta in tentazioni, mi sono lasciata corrompere :-)))))
Eravamo in 5 coppie, 10 persone, il tutto era accompagnato da una grossa polentona fatta rigorosamente da Giulio sul “spolert” (stufa a legna), annaffiato da friulano bianco(ex denominazione tocai) per le donne e vino di casa spremuto da Vinicio e Giulio (spazzolato tutto). Vinicio è anche il nostro fornitore ufficiale di formaggio salato, ne fa parecchie forme che gli bruciano via in un lampo, ma non chiedeteglielo se il formaggio non è ancora maturo, perché non ve lo da neppure se piangete in cinese.

E ora bando alle ciance, eccovi la ricetta.

COTENNE E FAGIOLI
Per 10 persone

1 kg di cotenne
800 g fagioli secchi
2 cipolle
5 spicchi di aglio
1 costola di sedano grande
1 cuoricino piccolo di sedano
2 carote
2 foglie di salvia
un poco di aghi di rosmarino
timo abbondante
2 foglie di alloro
Olio q.b.
1 noce di burro
Sale
2 peperoncini piccanti freschi

Cotenne:
le ho solo lavate, erano già pronte per la cottura, le ho messe nella pentola a pressione in acqua fredda, con 1 cipolla intera, la costola di sedano grande, 1 carota intera e 1 foglia di salvia.
Salare leggermente, chiudere la pentola a pressione, portare a ebollizione e cuocere per 1 ora e 1/2 .
Sfiatare bene la valvola del coperchio, aprire la pentola a pressione, scolare tenendo a parte l'acqua di cottura delle cotenne e tenerle a parte.

Fagioli:
Dopo aver lavato la pentola a pressione, mettere a cuocere metà dei fagioli scolati dall’acqua di geverno notturno e risciacquati.
*I fagioli raddoppiano di volume e la pentola che ho in montagna è di soli 5 lt, perciò
Ho diviso la cottura per due volte.*

Nella pentola con i fagioli aggiungere 1foglia di alloro (NIENTE SALE per carità, i legumi vanno salati quasi alla fine della cottura altrimenti rimangono sassolini duri che non cuocciono mai).
Dal fischio della valvola della pentola a pressione, cuocere per 30 minuti.
Scolare in modo da poter conservare le acque delle cotture dei fagioli riunite.

Preparare un trito molto fine con la cipolla rimasta, l’aglio, il cuoricino di sedano, la carota rimasta, la foglia di salvia rimasta, gli aghi di rosmarino e le foglie fresche di timo.
In un largo tegame che contenga tutto sciogliere il burro con l’olio e i peperoncini, aggiungere il trito preparato e lasciare rosolare per qualche minuto.
Versare i fagioli e le cotenne, mescolare e lasciare insaporire tutto.
Aggiungere 3 mestoli di acqua di cottura delle cotenne e acqua dei fagioli sino a coprirli interamente.
Portare a bollore e poi lasciar borbottare la pentola.
Aggiungere acqua di cottura dei fagioli, man mano che si asciuga la precedente, mescolando spesso e cuocere a lungo finchè i fagioli saranno ben cotti e le cotenne molto molto morbide.
Una decina di minuti prima di spegnere, salare, mescolare e con i rebbi della forchetta schiacciare un po’ di fagioli in modo da formare un puccino leggermente denso.
Ragazzi “chi ghe voeur la baüscina” qui ci vuole il bavaglino: fra l’acquolina in bocca, la fame, l’aria fine di mezza montagna, è stato spazzolato tutto.
Meno male che certe pazze idee non vengono spesso, altrimenti dovrei stare a semidigiuno per una settimana ogni volta.

*** Il tegame era colmo e per paura che si rovesciasse il contenuto durante il trasporto, ho messo una parte di fagioli in un altro tegame più piccolo. Quindi le foto si riferiscono al contenuto del tegame piccolo.

mercoledì 30 settembre 2009

Giuggiole

GIUGGIOLEEEEE !!!!
Dopo anni e anni, sono riuscita a mangiare di nuovo le giuggiole (assomigliano come forma alle olive ma quando sono mature hanno un colore ruggine particolare), sono passata da Monselice a trovare una nipote e gnam ne ho mangiate un poco e pochine le ho portate a casa.
Un tempo erano coltivate anche nella Lomellina, ora vado a trovare le zie ma da quelle parti di piante non ce ne sono più, a quanto pare questa pianta da drupe è stata soppiantata da altre piante da frutto.
Ricordo la nonna che usava le drupe mature, venivano messe in un vaso con altra frutta matura e per infusione ne usciva un succo liquoroso che era tanto dolce da essere chiamato “Brodo di giuggiole”.
Il proverbio diventò famoso per mostrare qualche cosa di molto buono al punto di “andare in brodo di giuggiole” che è sinonimo di “andare in estasi”.


Stracciatella

Di tanto in tanto rispolvero questa ricetta che in casa piace molto, e questa volta l’ho fatta perché ho tanti ovetti di galline ruspanti appena portati dalla montagna.
Non sarà quella canonica, ma è quella buona di casa mia.



STRACCIATELLA

Per 2 porzioni

60 g di minestrina “capellini”
Brodo vegetale (mi regolo ad occhio nel pentolino che uso di solito per due persone)
2 uova
Olio a giro
Montasio grattugiato

Portare ad ebollizione il brodo vegetale, versare la minestrina e portare a cottura (4 minuti circa).
Prima di spegnere rompere due uova in una ciotolina e versarle dentro al pentolino, mescolare velocemente con una forchetta, spegnere e versare nei piatti.
Ognuno si versa il formaggio che preferisce e un giro di olio.

*** In breve la cena è servita – le verdure del brodo vegetale finiscono in insalata cotta mista, un pezzetto di formaggio e via.

Pasta mista con baccalà semplice

Sempre in linea con Mestolo e paiolo - Stefano, col baccalà semplice ho condito una pasta mista, avevo poche eliche e pochi tortiglioni, cuocevano nello stesso tempo e poi li ho conditi con il baccalà.
I miei hanno gradito.

PASTA MISTA con BACCALÀ SEMPLICE

250 g di pasta mista, eliche e tortiglioni
200 g circa di baccalà già bagnato (corrisponde a 1 pezzo)prezzemolo
1 piccolo scalogno tritato finissimo
pepe - (sale attenti)
olio

Portare a ebollizione il baccalà in abbondante acqua e cuocere ancora per 15/20 minuti circa.Lasciarlo intiepidire, sfaldarlo con le mani e metterlo in una terrina che contenga la pasta, con il prezzemolo e lo scalogno tritati finissimi.tritato finemente.Salare, pepare mescolare e unire un mestolino di acqua di cottura del baccalà e mescolare.
Appena la pasta è cotta, scolarla e versarla sul baccalà.

Baccalà semplice

Oggi mercato settimanale, sono andata dalla mia fornitrice e mi sono comperata 3 pezzettoni di baccalà … non era ancora ben dissalato ma l’ho cotto in abbondante acqua e alla fine della cottura era pronto al punto giusto senza aggiungere altro sale.
Ho preso spunto dalla ricetta apparsa ultimamente su Mestolo e paiolo - Stefano , per me è stato un rientro con una vecchia ricetta che mi aveva insegnato la nonna tanti anni fa … nonna lo chiamava “ baccalà de’ pressia” (baccalà di premura), doveva mettere in tavola 6 uomini e dopo i tanti lavori della giornata a volte non aveva tempo di curare a lungo una preparazione.

BACCALÀ SEMPLICE light

200 g circa di baccalà già bagnato (corrisponde a 1 pezzo)
prezzemolo
pepe - (sale attenti)
olio

Portare a ebollizione il baccalà in abbondante acqua e cuocere ancora per 15/20 minuti circa.
Lasciarlo intiepidire, sfaldarlo con le mani e metterlo nella ciotola con il prezzemolo tritato finemente.
Condire con l’olio consentito, pepe e mescolare.
L’ho accompagnato con cipolline borretane tagliate in 4.

Nel mio baccalà non ho messo l'aglio perchè avevo già le cipolline borretane.

Formaggio salato del Friuli











In Carnia il formaggio salato sta come il gorgonzola fra i milanesi, sono formaggi particolari che piaccciono o non piacciono, non ci sono mezze misure.
Fra le ricette che mi porto dal Friuli, trovate spesso il formaggio salato, proprio perché da quelle parti lo si usa come il prezzemolino.

Gli articoli e le foto che si riferiscono al formaggio salato, sono prese dal web

Salato morbido del Friuli - Origini e area di produzione
Il Salato morbido è nato a Sauris (UD) all'inizio del 1900, e rappresenta un'evoluzione dell'antichissimo Salato duro. Oggi viene prodotto presso alcuni caseifici della zona pedemontana friulana che comprende la Val d'Arzino, la Val Tramontina e il Maniaghese (PN).
Salato morbido del Friuli - Caratteristiche e fasi di produzione
Caratteristici sono il modo e gli strumenti per la sua preparazione, in particolare la "salina". L'utilizzo di questo contenitore, fabbricato tradizionalmente con doghe di larice, ha rappresentato per lungo tempo il sistema migliore per la conservazione del formaggio.Le forme pesano dai 2 ai 5 chili; la crosta è assente, la pasta è tenera e morbida, con occhiatura uniforme, di colore bianco.
Salato morbido del Friuli - Gastronomia e vini consigliati
È un tipico formaggio da polenta. I vini consigliati per l'abbinamento sono Colli Orientali del Friuli, Refosco dal Peduncolo Rosso, Schioppettino di Prepotto, Carso Terrano.

http://www.agraria.org/prodottitipici/robiolasalatofriuli.htm


FORMAGGIO SALATO (Formadi salât)Caratteristica è la tecnica di lavorazione originariamente usata per conservare un formaggio magro nelle dispense di montagna per tutto l'inverno. La maturazione avviene in una salina, la "salmuerie", composta di acqua, sale, latte e/o panna. La base di partenza è un formaggio fresco ed a latte intero. I formaggi non subiscono pressatura ma, in pezzi quadrati del peso di 2-5 kg, sono immersi direttamente in salamoia, dove restano per un periodo variabile tra i due e i sei mesi, a seconda che si voglia ottenere un prodotto tenero o duro.

Le salamoie utilizzate per l'occasione, infatti, non sono semplici preparati a base di acqua, panna e sale: le più vecchie raggiungono anche i 25-30 anni d'età. Naturalmente, periodicamente vengono reintegrate con panna e sale e filtrate per eliminare eventuali residui della lavorazione (di solito, pezzetti di forme che possono rompersi durante l'immersione), ma non vengono mai completamente sostituite. Il risultato di questa lavorazione è un formaggio dalla struttura compatta e pasta morbida e bianca, nel tipo fresco e più dura in quello stagionato. Sapore deciso, delicatamente salato e leggermente acidulo; il profumo intenso e caratteristico si accentua con la maturazione. Ottimo con le patate.
digilander.libero.it/raveo/CUCINA.HTM