
“Mandi, è il saluto friulano che equivale a ciao. Il significato si perde nella notte dei tempi e vorrebbe dire “nelle mani di Dio” ;ma forse è di origine precristiana, con la frase “nelle mani degli dei”. Nella lingua latina mandi vorrebbe dire: “La mano di Dio ti protegga” (“Manus Dei”) o, anche “Conservati a lungo!” (“Mane diu”) ed ancora dal latino “mane-diu” Vai nelle mani di Dio.” “che tu rimanga a lungo (su questa terra) ”. Mandi a dûc
Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois
Vita genuina di montagna ... Voltois UD
martedì 8 novembre 2011
29 settembre 2011 - tramonto

domenica 6 novembre 2011
Anna e gli scarpetti friulani

E' un vero peccato, ci sono ancora poche donne che confezionano gli scarpetti come una volta e questo lavoro piano piano sta scomparendo.
Era il momento dell'imbastitura: affinché la stoffa rimanesse unita, appoggiavo lo stampo, puntandolo con degli spilli, sul pacchetto di stoffa.
Con il “tajo scarpets”, una specie di coltello affilatissimo, con singolare abilità tagliavo la stoffa lungo il profilo.
La suola era pronta per essere cucita a punti fittissimi; operazione faticosa che richiedeva dita forti e mani sicure, per far passare lo spago, impastato ripetutamente nella cera d'api, da un lato all'altro della suola.
Procedevo, poi, con la tomaia: la parte esterna, che tradizionalmente era di velluto nero, era foderata da tessuti resistenti, ripassati nelle cuciture e con l'orlo profilato da una fettuccia di lana nera o rossa.
... le donne di Paularo, nella valle del Chiarsò, abbellivano la tomaia con fiori ricamati, un mughetto, una viola, ma io, della Valle del But, li facevo così...semplici, senza motivi floreali, come nella tradizione carnica.
I scarpets per tutti i giorni non erano di velluto, troppo costoso, ma di panno o tessuti grezzi e la pianta veniva rinforzata con un triangolo di colore diverso, “il puntal”, poi cucito a punto crocetta con lana colorata.
Poi univo la tomaia alla suola, aggiungendo una cordella robusta, cucivo con un ago dalla punta triangolare e tagliente con uno spago di canapa, praticando nella suola con il sobillo, una specie di punteruolo, alcuni fori, per far scorrere meglio l'ago e lo spago.
I scarpets erano pronti.
Se erano per i bambini aggiungevo una fettuccia di velluto, cucita ad un'estremità e abbottonata all'altra, così gli scarpets restavano ben saldi al piede.
Durante le guerre i scarpets erano merce di scambio per procurarsi il cibo.
Cronaca di una grigliata
Polenta, ossocollo, salsiccia
Euest'anno pochi funghie in questa occasione li avevo, li ho cucinati e li ho portati come contorno alla grigliata.venerdì 4 novembre 2011
Trattoria alla Valle di Musile di Piave

Μαmaçita consiglia …
Ancora asinelli e poi ci sono altri animali che non ho fotografato ... dovevo far giocare i miei nipotini.Carniagricola - bontà dei pascoli
Osteria rosa di Cret
mercoledì 2 novembre 2011
Tortino pata-me .. lanzane
TORTINO PATA-ME...lanzane3 patate lessate
1 melanzana
origano
sale
formaggio grattugiato
besciamella
burro
1 cucchiaino di triploconcentrato Mutti
1 cucchiaio di farina
1 bicchiere di latte
sale
Tagliare la melanzana a fette grosse (4 circa) appoggiarle in un solo strato in una teglia da MO, salare e cospargere con origano.
Coprire con il coperchio bucherellato e cuocere a 750W per 10 minuti.
Foderare con carta forno una teglia di ceramica per MO, appoggiare in un solo strato le patate a fette grossine e sopra la melanzana.
BESCIAMELLA
Unire al burro il concentrato e mescolare.
Aggiungere la farina e il sale e mescolare unendo poco alla volta il latte in modo da non formare grumi.
Distribuire questa besciamella sopra alle verdure, spolverare con formaggio grattugiato e cuocere per 10 minuti a 500 W senza coperchio.
Se la besciamella è ancora lenta, continuare la cotture per altri 5 minuti alla massima potenza.



































