Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois

Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois
Vita genuina di montagna ... Voltois UD

venerdì 20 gennaio 2012

Vegetazione del Parco delle Cave Milano-Ovest





Non chiedetemi il nome degli arbusti o sterpi o cespugli di queste foto, non sno botanica e quindi non voglio vendere fischi per fiaschi.
Le foto le ho sempre fatte il giorno 17.01.12 al Parco delle Cave Milano-Ovest, in uno dei giorni più freddi, quando la temperatura non è salita sopra lo 0° neppure a 1/2 giorno.
Sono solo foto (magari un pò da manovale), ma a me piacciono ... migliorerò.
Se vi va di passare qualche minuto in compagnia, accomodatevi, intanto vi preparo un buon tè.













Anatre del Parco delle Cave di Mi-Ovest










Vicino a casa mia c'è il nuovissimo Parco delle Cave, bellissimo in tutte le stagioni e non lo avevo ancora visto nel periodo della galaverna.
Ci sono tanti animali che sembrano quasi addomesticati ... gli passi vicino, li fotografi in lungo, in largo e manco si spostano per un poco di paura, meglio così !
Il giorno 17, nonostante i -3° alle 11 di mattina, loro se ne stavano beate a becchettare, senza nessuna fretta. Tutte ben allineate brucavano l'erba, che nonostante tutto deve essere appetitosa.
Bene, se avete voglia di guardare qualche foto delle anatre, ve le presento.







giovedì 19 gennaio 2012

Elleboro o Rosa di Natale + foto Marco













ELLEBORO o ROSA di NATALE

Ma guarda tu, l'ho sempre considerato un bel fiore decorativo per le feste di Natale, poichè nasce (in genere) sotto la neve, e anche perchè i suoi fiori delicati mi sono sempre piaciuti.

Fortunatamente quando mi sono scontrata con loro, li ho sempre lasciati nel loro abitat ... e meno male, perchè prima di fare questa ricerca, neppure sapevo che fosse una pianta altamente velenosa.
Elleboro è un fiore invernale che viene chiamato anche Rosa di Natale, perché fiorisce appunto in quel periodo.
In Francia lo chiamano Rose de Nӧel , in Germania sono classi ficati come Christrose o Schneerose mentre gli inglesi lo chiamano generalmente hellebore, o Christmas flore la specie Helleborus niger.
Appartiene alla specie delle erbacee perenni e fa parte della famiglia delle ranuncolacee.
Secondo l’etimologia, questo termine deriva dal greco Helleborus ed è form
ata da due parole greche che significano “far morire” e “nutrimento” che uccide, poiché contiene delle sostanze altamente velenose … le parti peggiori sono i rizomi e le radici, è pertanto buona norma lavarsi molto accuratamente le mani, dopo aver toccato le Rose di Natale.
Tutti gli ellebori (e le varietà sono tante), sono velenosi perché contengono dei glicosidi tra i quali l’elleborina e altri alcaloidi che danneggiano gravemente il muscolo cardiaco al pari della digitale.
Le leggende attorno a questo fiore sono tante …
Era conosciuto già nell’antichità e tenuto molto in considerazio
ne per le sue ottime proprietà medicinali. L’introduzione di questo fiore nella farmacologia popolare, si perde nell’oscurità dei tempi.
In una favola si racconta che un pastore di nome Malempo, che era anche medico e indovino, osservando il proprio gregge che si purgava cibandosi di Elleboro, pensò di usarlo come medicamento nelle malattie degli umani.
Con questa medicina potè guarire la pazzia che colpì le figlie di Preto, rè di Argo, che erano convinte di essere state tramutate in vacche.
Le virtù mediche di questa pianta furono enfatizzate al massimo, Cameade la usò prima di scrivere a Zenone.
Gabriele D’Annunzio ne “la figlia di Iorio” lo ribadisce in chiave poetica: vammi in cerca dell’elleboro nero, che il senno renda questa creatura.
Oggi in India si brucia questa pianta vicino al letto delle partorienti, per affrettare il parto e perché lo spirito degli dei entri nella mente del neonato,
In tempi abbastanza recenti è stato bandito dalle farmacie, perché considerata pianta altamente tossica.
Anche essiccata, è velenosa, gli animali che mangiano fieno che contiene elleboro essiccato, corrono seri pericoli.




Il mio amico Marco mi ha inviato le sue foto per arricchire il mio post ... ma Marco fa delle foto eccezionali e lui di fiori e piante se ne intende parecchio ... eccome se se ne intende.
Queste foto si riferiscono all'elleboro nero e, questo elleboro nero cresce spontaneo nei boschi calcarei, ed e' particolarmente apprezzato nei giardini per la sua fioritura invernale e per la capacita' di conservazione dei fiori recisi.
Fino al mese di dicembre, presenta foglie picciolate basali.
Da dicembre a marzo, compaiono i fiori che sono grandi di colore variabile dal bianco al rosa, talvolta leggermente profumati.
Tutte le specie del genere Helleborus sono velenose







lunedì 16 gennaio 2012

Sandwich di salmone e trevisana


La foto che doveva essere più bella, è diversamente una ciofeca ... pazienza, io mi sono mangiata le cose buone che c'erano nel piatto ... mica la fotoooo ^_____^
Questa ricetta mi è venuta in mente quasi per scommessa, ero sicura che mi sarebbe piaciuta, faccio molto spesso da cavia a me stessa, sopratutto quando si tratta di piatti cucinati senza grassi.
Quello che mi è dispiaciuto è che non avevo trovato l'aneto, che per il salmone è proprio indicato e le olive conciate non sono quelle della mia fornitrice del mercato settimanale, ma sono del supermercato ... sanno di poco e non aiutano affatto a insaporire le preparazioni.
Per il resto, se vi dico che era molto buono anche se mi sono dimenticata di mettere l'olio, è tutto dire (l'olio di solito lo metto a crudo), ho messo solo una buona macinata di pepe e via.

SANDWICH di SALMONE e TREVISANA
per 1 porzione

1 cespo di radicchio rosso di Treviso (diversamente detto: trevisana)
1 piccolo trancio di salmone - g 150 circa (surgelato)
1 spicchio di aglio
10 olive nere snocciolate conciate (mettete quelle buone)
2 cucchiai di verdura per soffritto (preparo le verdure per soffritto, le mischio e le tengo nel congelatore)
sale (solo a fine cottura)
pepe macinato a fine cottura
3 cucchiaini di olio (che io ho dimenticato ma sono consentiti dalla mia dieta)

Tagliare a metà (per la lunghezza) il radicchio rosso di Treviso, lavarlo e sgrondarlo dall'acqua di risciacquo.
Appoggiare su metà insalata il trancetto di salmone, chiudere con l'altra metà e legare nel mezzo con un pezzetto di spago da cucina.
Appoggiare il sandwich in una padella come da foto, cospargere con olive, verdure da soffritto, 1 spicchio di aglio, un goccio di acqua e chiudere col coperchio.
Appena iniziail bollore, abbassare la fiamma completamente e cuocere piano.
Dopo 1/4 d'ora circa, girarlo delicatamente con forchetta e paletta.
Salare e continuare la cottura finchè è cotto ... circa 1/2 ora o poco più.
Trasferire subito su un piatto riscaldato, spolverare con pepe appena macinato e condire con l'olio (io me ne sono dimenticata ma era buono ugualmente).

Sandwich di salmone pronto per la cottura


Sandwich legato con lo spago

Preparazione del Sandwich

Cespo di radicchio di treviso lavato, sgrondato dall'acqua e tagliato a metà

domenica 15 gennaio 2012

Inverno a Milano 15 gennaio 2012


Oggi, 15 gennaio 2012 è proprio inverno.
La temperatura non è mai salita sino a 0°, è sempre rimasta ben al di sotto anche nelle ore che di solito sono le più calde (1/2 giorno).
Sono foto scattate dalle mie finestre o dal balcone ...
... garantisco, pur non essendo andata in giro, mi è bastato mettere il nasetto fuori dalle finestre o andare sul balcone per sentire un freddo becco.















sabato 14 gennaio 2012

Cappel del prete stracotto all'Amarone

Avevo un bel pezzo di carne da fare arrosto per i giorni di festa, l’avrei accompagnata con le immancabili patate al forno e avrei reso felice i miei nipotini arrivati da Londra per le vacanze, speranzosi di trovare anche la neve.

Purtroppo alla vigilia di Natale Matteo (Orsino) era a letto con 39 di febbre e io a letto con influenza intestinale e di stomaco e stavo di un male da cani … così malandati abbiamo passato anche il giorno di Natale …

In cucina c’erano mia figlia e mio marito (che saltava come un grillo) sotto le direttive specifiche di Maryka. (avrei voluto essere una mosca per vederli … Carlo sa cucinare a malapena una bistecca ai ferri ^___^)

Andrea si prendeva cura dei bimbi e ogni tanto faceva un salto nelle camere a ragguagliarci su quello che succedeva al piano basso ^___^.

Senza chiedere nulla hanno trafficato, studiato e fatto …

Fra le altre cose, Maryka ha pensato bene di preparare quel bel pezzo di carne con una ricetta del suocero (veronese doc),

Cappel del prete stracotto all’Amarone.

Questo metodo di cottura è un rimedio vecchissimo per rendere morbida la carne di animali macellati quando sono molto vecchi (perché sfruttati per lavori sino all’ultimo).

Questo pezzo di carne non era di un vecchio animale, ma la cottura è stata ottima ugualmente (così mi dissero)

Foto presa dal web - mancava mammà e i lazzari non hanno fatto neppure una foto (dal canto mio sono rimasta due giorni senza mangiare ... non potevo vedere cibo ... aug)

CAPPEL DEL PRETE STRACOTTO all'AMARONE
Per 8 porzioni

1 e 1/2 kg di carne bovina - taglio Cappel del prete
1 lt di vino Amarone della Valpolicella
1 cipolla ramata di media grandezza
1 costa di sedano
1 carota di media grandezza
3 spicchi di aglio
2 foglie di salvia
qualche aghetto di rosmarino
2 chiodi di garofano
1 pezzetto di cannella
olio e burro q.b. (chi vuole abbondare col puccino metta il quantitativo che desidera)
farina q.b.
sale e pepe macinato fresco.

Appoggiare la carne in una terrina che lo contenga.
Coprirla con le verdure tagliate grossolanamente, le spezie e il pepe macinato al momento.
Coprire tutto con il vino amamarone.
- questo è stato preparato alla vigilia di Natale -
- Il mattino nolto presto :
Sgrondare le verdure con la schiumarola, infarinarle e soffriggerle in una capiente casseruola con l'olio e il burro.
Sgrondare la carne e soffriggerla nelle verdure da tutte le parti.
Versare sopra tutto l'amarone dell'ammollo, salare pepare di nuovo se gradite e chiudere col coperchio.
Dall'inizio del bolore abbassare al minimo la fiamma e cuocere per 3 ore circa.
Spegnere, tenere la carne a parte, passare le verdure al minipimer per ridurle a crema.
Aggiungere ancora un pezzetto di burro e lasciar restringere il sughetto, quel tanto che basta per farlo diventare ben cremoso.
Prima di portare in tavola, tagliare la carne a fette, inserirle nella pentola e scaldare tutto.
C'era un pezzo di polenta del giorno prima, l'hanno tagliata a fette e grigliata al forno.
Perfetto e molto buono ... così mi è stato detto .....
(io nin zò perchè non ho assaggiato nulla.

mercoledì 11 gennaio 2012

il fogolâr furlan










IL FOGOLÂR FURLAN

Non sono monotona ragazzi, è che sono sempre più affascinata da questo antichissimo fogolâr dei miei amici Angela e Marco.

Ve ne avevo già parlato QUI, nonno Checco non c’è più e quest’anno i miei amici sono venuti ad Ampezzo a trascorrere le feste.

Insieme ad altri amici e alle loro figliole e nipoti, abbiamo trascorso delle belle ore seduti sulle panche accanto al fogolâr, con un bel fuoco scoppiettante.

Dovevo anche inaugurare la mia nuova macchina fotografica che mi hanno regalato i ragazzi per Natale, è una Samsung Quick Start Manual EX1.

Per me che non sono una intenditrice, è una forza, devo ancora scoprire tanti modi per usarla ma su questa non ci mette mano nessuno. (La Canon che avevo era una girovaga, la usava il figlio, il marito e i Londinini quando erano qui e avevano lasciato a casa la loro).

Era stata in riparazione un paio di volte e ogni tanto la trovavo con la fotocamera aperta … le code di paglia dopo la terza riparazione hanno pensato bene di unirsi compatti e regalarmi quella nuova.

E’ per questo che trovate diversi soggetti doppi, ma che ci volete fare, mi piace fotografare ma mi dispiace tantissimo cestinare questa o quella, per me sono tutte belle.

Chi la conosce la Samsung ? vi trovate bene ? accetto tutti i vostri consigli.

Ai lati le cassapanche costruite da Checco

il fogolâr è stato costruito dal bisnonno di Angela

La casa-museo di Angela è nel cuore di Ampezzo

Marco è bravissimo a fare il fuoco, l'unico giorno che avevo lasciato a casa la mia samsung, nel camino c'era un grosso legno con un buco in mezzo ... da lì usciva una lingua di fuoco e il fumo, sembrava (il fuoco che esce dalla capanna degli indiani).

La legna è appena stata messa nel camino, ... ha preso bene.

Questa è la seconda nevicata ... tutta qui (quest'anno ne abbiamo vista molto poca), sullo sfondo c'è Marco che fotografa vari soggetti con la sua potente Canon ... ma lui è bravissimo a fare foto.

Particolare del Fogolar
La Cappa del fogolâr furlan