Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois

Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois
Vita genuina di montagna ... Voltois UD

lunedì 24 marzo 2014

Muffins yogurt e limone


Ossantocielo, se ti fissi in una cosa e poi te ne esce un'altra, ... bè in questo sono specialista ...
Ma io sono partita con la voglia di fare i muffins al caffèèè !
Solo che c'è qui di passaggio il mio bimbo, so che gli piacciono le torte limonciose e nei muffins ho grattato subito e generosamente la buccia del limone.
Che mi piaccia il caffè non ci sono dubbi, ma non ho mai mangiato dolci con caffè e limone.
Appena il pargolo riparte voglio proprio provare, sarebbe un binomio gradito per chi ama sia il caffè che il limone ... staremo a vedere.
Intanto questa è la ricetta dei muffins ... non chiedetemi di chi è la ricetta, c'è talmente tanto materiele che alla fine ci pastrugni con gli ingredienti che hai, come meglio credi.



Muffin cotto e assaggiato


Muffins appena sfornati


Muffins raffreddati

MUFFINS YOGURT e LIMONE
per 8 muffins grandi

buccia di quasi un limone
1 cucchiaio di sciroppo di agave (poco calorico)
g 170 yogurt greco (total 2%)
30 g olio
3 uova medie
succo di 1 limone

200 g farina 00
1 cucchiaino raso di bicarbonato
1 cucchiaino di lievito
1 pizzico di sale


Sgusciare le uova in una ciotola con la buccia di limone già grattugiata, unire lo sciroppo di agave e mescolare.  
Aggiungere lo yogurt intero,  romperlo con i rebbi di una forchetta e l'olio mescolando delicatamente con un cucchiaio di legno. 
Versare anche il succo del limone, sempre sbattendo con i rebbi della forchetta.
Setacciare  la farina mescolata al lievito e al bicarbonato e aggiungerla al composto preparato.
Mescolare sempre con un cucchiaio di legno o altro ma non con lo sbattitore.
Aggiungere il pizzico di sale.
Versare il composto negli stampini imburrati e infarinati per circa 2/3 della loro altezza. Io ho i pirottini e quindi quest'ultima operazione non serviva.
Infornare a180°C per 15-20 minuti, finchè saranno dorati in superficie.
Lasciare raffreddare e gnam gnam



Impasto muffins inserito nei pirottini


Muffins cotti

domenica 23 marzo 2014

Pere Martin sech al tazzelenghe

Quanto mi piacciono le pere martine, si trovano solo nel periodo fra novembre e dicembre ... non sono molto commercializzate perchè sono pere che si prestano alla cottura, da crude sono molto dure, ma da noi cotte in acqua o col vino, le troviamo sempre squisite.
Al mio paese, nella Lomellina, si cuociono con il barolo, ma qui in Friuli, i vini sono ottimi "in tutte le salse" ^___^.
Oggi vi propongo una vecchia ricetta fatta con il Tazzelengue, che è un ottimo vino raffinato e scontroso che "taglia la lingua" a causa dei suoi tannini robusti che allappano il palato come i cachi acerbi.
In realtà il vino ha dei tannini molto più lisci di altri, forse ingentiliti da un lungo passaggio in legno ...
Il Tazzelenghe è un vino di carattere, uno dei grandi rossi friulani, oltre allo Schioppettino altrettanto ottimo e da apprezzare.
Amare il tazzelenghe è come quando metti un paio di jeans appena lavati che ti stringono dappertutto, ma dopo un’ora che li hai addosso ti accorgi di quanto bene ti stiano!!!
(lo dice Federica Felice de La Viarte).
Personalmente non ho dovuto imparare ad amare il Tazzelenghe, mi è semplicemente piaciuto senza se e senza ma.
Conoscevo bene i vini piemontesi ma da quando mi sono avvicinata ai vini friulani, ho trovato un mondo tutto nuovo.


PERE "MARTIN SECH" 
al TAZZELENGHE
per più porzioni

800 g di pere Martin sech
1 lt di vino Tazzelenghe
zucchero a piacere
qualche chiodo di garofano
1 pezzettino di cannella

Lavare le pere e senza togliere il picciolo e senza sbucciarle, metterle in una teglia alta da forno, che le contenga di misura.
Zuccherare, introdurre chiodi di garofano e cannella e coprire con il vino .
Infornare a 180-200° per 1 ora circa.
Il sugo dovrà restringersi e addensarsi quasi quanto uno sciroppo.
Servirle tiepide o fredde.

sabato 22 marzo 2014

Polpo in 2 maniere

Che il pesce mi piaccia, lo sapete già, e quindi non meravigliatevi se posto ricette a raffica ...
Buon appetito, il pesce fa molto bene !!!


Per semplificare la pulitura, è bene separare la testa dal corpo. 
Tagliare il corpo con una forbice e rimuovere le interiora, dalla testa andranno tolti gli occhi ed il becco. 
Le ventose, che non tutti trovano gradevoli, si tolgono quando è cotto il pesce, strofinando delicatamente i tentacoli quando  ancora è caldo e verranno via facilmente.
Il lavoro va  fatto subito (con dei guanti di gomma per evitare scottature), quando è freddo è più difficile toglierle.
A causa delle carni durette il polipo richiede una cottura piuttosto lunga, dai 20 ai 45 minuti, dipende dalle dimensioni del mollusco e in ogni caso il tempo va calcolato dal bollore dell'acqua. 
Personalmente cuocio il polpo molto tempo prima e lo lascio raffreddare nella sua acqua, in questo modo si insaporisce e ammorbidisce di più.

POLPO con PATATE alla PAPRIKA
per 2 porzioni

1 polpo diviso per due modi diversi
patate lessate
prezzemolo
aglio
sale
paprika piccante
olio

La mia porzione di polpo era condita con prezzemolo, patate lessate, aglio abbrustolito nell'olio, sale e paprika


Orsomio preferisce il polpo lessato, condito con olio, succo di limone, sale, pepe  e prezzemolo


Queste sono le mie patate alle quali ho poi aggiungo il polpo.


Patate di Orsomio che preferisce in purezza, condite solo con olio sale e aceto.

venerdì 21 marzo 2014

Trevisana brasata alla piastra

Più che verdure cotte, a noi piacciono le verdure crude, brasate o appena stufate ed è per questo che qualsiasi verdura che mi capita, se non è cruda finisce in padella.
Orsomio ed io amiamo molto le verdure e in tavola, come accompagnamento alle pietanze, non mancano mai.

TREVISANA BRASATA alla PIASTRA
per 2 porzioni

1 cespo di insalata trevisana lunga
sale grosso
sale fine e pepe q.b.
olio evo

Tagliare a metà, lavare e sgrondare appena, il cespo di insalata trevisana.
Mettere sul fuoco la padella per la cottura ai ferri, con un pò di chicchi di sale grosso.
Appena la padella è calda, appoggiare le due metà di trevisana e cuocere su tutte e due i lati.
Appoggiarli sul piatto come contorno, condire a filo con l'olio, il sale e il pepe.


Trevisana ai ferri


Trevisana tagliata, lavata e sgrondata dall'acqua

giovedì 20 marzo 2014

Fegato fritto con polenta bianca

In mancanza di tempo e non potendo cercare la mia foto della polenta bianca, mi sono imbattuta in una gustosa ricetta sul sito della www.furlanina.com, ho trovato ifegato fresco, ho provato e siamo rimasti soddisfatti.
Molto spesso tengo di scorta un blocco di polenta in frigorifero, sempre pronto da riscaldare alla piastra se si presentano amici improvvisi.




foto del web: www.furlanina.com


FEGATO FRITTO 
con POLENTA BIANCA
per 2 porzioni

250 gr di fegato di vitello
1 uova
pangrattato
1 rametto di rosmarino fresco
limone grattugiato a piacere
burro q.b.
sale e pepe

Tagliare a listarelle il fegato.
Immergerlo nelle uova sbattute e poi nel pangrattato aromatizzato con il rosmarino e il limone grattugiato.
Friggere nel burro schiumoso, scolarlo e appoggiarlo su carta assorbente.
Salare, disporre su un piatto le fette di polenta bianca, adagiare sopra il fegato, condire con il burro e servire.
Innaffiare la pietanza con del vino Schioppettino tipico del Friuli denominato anche Ribolla Nera, dal gusto poco tannico morbido ma fresco con profumi nettamente fruttati.
Tagliare a fette la polenta e scaldarla in una padella senza condimento.

mercoledì 19 marzo 2014

Calamari in guazzetto

Che stordita, ero talmente annebbiata dal profumo e dalla voglia di mangiare questa meraviglia, che non sono neppure riuscita a fotografare la pietanza finita ... ma provatela e scoprirete da soli quanto sia gustosa, saporita e ottima.

foto web: http://www.gommonauti.it/ptopic49180.html

CALAMARI in GUAZZETTO
per 2 porzioni

450 g di calamari
1 cipolla ramata grande
una carotina
mezza costola di sedano
1 piccola foglia di alloro
1 limone non trattato 
2 peperoni piccoli rosso e giallo
1/2 lt di vino bianco
Olio ex.v.
sale e pepe
preparato ariosto per arrosti

Staccare i tentacoli dai calamari già puliti e lavati, tagliarli a pezzi e il resto ad anelli.
Cuocerli 15 minuti dal bollore con una fetta di limone e l'alloro.
Scolarli e mettere i molluschi in una casseruola ... saltarli con l'olio caldo e aggiungere la cipolla, il sedano, i peperoni , tagliati ad anelli.
Insaporire, unire il resto del limone tagliato a spicchi (che alla fine sarà tolto).
Coprire con il vino, salare, pepare e aggiungere un pizzicone di preparato ariosto.
Cuocere 1/2 ora coperto mescolando di tanto in tanto.
Ridurre il sughetto a fuoco vivace e servire con polenta abbrustolita o crostoni di pane.

martedì 18 marzo 2014

Erbazzone di sfoglia

Scusatemi, ieri sera diavol-google non ha fatto il suo dovere, non ha memorizzato e non mi ha stampato la ricetta e neppure le didascalie delle foto. Sono molto dispiaciuta perchè questo erbazzone era veramente buono.
Erbazzone, non prendetemi sul serio, il mio è fatto con la comune pasta sfoglia, l'involucro esterno dell'erbazzone è fatto con una pasta di pane che rimane in frigorifero dai 3-4 giorni e io non avevo tutto questo tempo a disposizione.
2 confezioni pasta sfoglia rettangolare già pronte
Tritare il tarassaco già lessato e passarlo in padella on olio e aglio finchè le erbe si sono asciugate molto bene.

E poi l'erbazzone è fatto con spinaci e altre erbe ... e a questo punto non sapevo più che nome dare a questa preziosissima ricettina che credo che mi accompagnerà per diversi giorni ancora.
Qui in paese il tarassaco si trova ormai grandino e si cuoce pochissimo ... ma chi va più in alto dove ci sono solo chiazze di neve sciolta, trova quello piccino che è uno sballo mangiato crudo ...
non fatemelo dire, mi viene una voglia immensa, andrebbe mangiato "cûl lardiel" lardo oppure speck oppure pancetta preferibilmente affumicata.
Per il tarassaco, grazie al tipico “soffione”, che viene fatto volare via in un fiato, gli innamorati si scambiano promesse d’amore: se i semini, dopo il soffio, volavano via tutti, disperdendosi nel vento, i loro desideri, si dice, verranno realizzati. Il tarassaco viene anche definito scherzosamente “Piscialletto” per le sue forti azioni drenanti e depurative.


ERBAZZONE di SFOGLIA
per 4 porzioni (piatto unico)

tarassaco cotto
3 uova
150 g ricotta
2 cucchiai di pane grattugiato
2 manciatone di formaggio pecorino grattugiato
1 manciata di formaggio montasio grattugiato
2 rametti di maggiorana
1 spicchio di aglio
sale e pepe
olio poco
latte q.b.

Lasciare raffreddare e poi unire le uova leggermente sbattute, la ricotta, il pane, i formaggi le foglioline di maggiorana il sale e il pepe.
Amalgamare molto bene e lasciare riposare per una decina di minuti.
Stendere una sfoglia di pasta sulla placca del forno, lasciandola sulla sua carta.
Distribuire l'impasto di verdure, lasciando liberi un paio di cm di pasta sfoglia (come se il tarassaco fosse in una cornice).
Livellare bene e appoggiare sopra l'altra pasta sfoglia (questa volta togliere la carta).
Sigillare tutto il bordo, rivoltandolo verso l'alto.
Bucherellare con i rebbi della forchetta tutta la superficie della sfoglia e spennellare con abbondante latte.
Appoggiare in forno già caldo a 230° per 30 minuti circa o finchè tutto è ben dorato.
Gnam gnam !! Bom apetite


Erbazzone cotto


Porzione di erbazzone


Tarassaco cotto



Piantina di tarassaco


Quando la piantina di tarassaco invecchia, dai suoi boccioli che nascono nel cuore della piantina, sbocciano dei bellissimi e allegri fiori gialli. Quando questi maturano, si formano questi bellissimi soffioni. 


Buona, mi ha soddisfatto in tutti i sensi



L'assalto è stato garantito.