Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois

Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois
Vita genuina di montagna ... Voltois UD

giovedì 12 settembre 2013

Aringhe affumicate

Il mio Matteo ha trascorso una bellissima settimana di ferie con la morosina Maria, alle Isole Faroe ... inutile dirvi che ho viaggiato con loro grazie alle bellissime immagini che mi hanno inviato, prima via internet ed ora con un bellissimo reportage fotografico.
Non vi metto tutte le immagini, i miei ragazzi sono giustamente gelosi delle loro foto, ma vi parlo dei bellissimi regali che mi hanno portato.
A parte alcuni diversi tipi di salmoni, mi hanno portato anche alcune scatolette di aringhe affumicate ... (lui sa che sono golosissima, per me baccalà e aringhe sono i cibi, i ricordi, i profumi dell'infanzia), profumi e sapori antichi ma che mi ritornano alla mente gustando questi diversi e nuovi  prodotti che non riesci a trovare al di fuori del loro territorio o territori vicini.



Isole Faroe - Islanda



ARINGHE AFFUMICATE 
per 1 porzione (pranzo) ... per stuzzichini le porzioni cambiano)

1 scatoletta di aringhe affumicate
melanzane ai ferri
sott'aceti
cipollotto fresco
pepe macinato al momento
un filino di olio

Sgocciolare il liquido di governo delle aringhe.
Appoggiarle nel piatto e guarnirle con le melanzane, i sott'aceti e il cipollotto fresco affettato sottilmente.
ssssttttt ... avevo 4 fette di polenta bianca grigliata.
... nù 'babà ^_____^


Bravissimi ragazzi, qui in Italia non si trovano queste buonissime aringhe ... la prossima volta portate anche me ??? magari conosco un bravo vichingo che me le spedisce all'occorrenza ^_____^


Vecchia nave vichinga


Pesci all'aria ad essiccare


Scatoletta di aringhe affumicate


Pulcinella di mare (Fratercula arctica, Linnaeus 1758), nei paesi di lingua Inglese noto comunemente come Puffin, è un uccello di medie dimensioni (circa 30 cm)
Popola i mari e le coste dell'Atlantico settentrionale, solitamente nei mesi estivi.
Importante la sua presenza sulle coste islandesi.
È facilmente riconoscibile per via del suo becco triangolare, di colore rosso, giallo e blu, che ne fa un soggetto fotografico molto ambito.
Le guance sono grigie, la parte superiore nera e quella inferiore bianca. Le zampe sono rosso arancione.


Uno dei tanti fari


Oche Faroe


Bellissimo caprone


Amarcord che uccelli sono ... so che ci sono intere colonie


Paese tipico delle Faroe


Caratteristica di parecchie case


Coste inquietanti dele Isole Faroe


Altre case tipiche delle Isole Faroe


I cannoni non mancano sulle coste più esposte

mercoledì 11 settembre 2013

Trote di monte

Io vivrei di pesce un giorno si e un altro si, ma il mio gentile consorte tratta il pesce come i bambini quando gli si propina cibo che non desiderano ... il bolo del cibo viaggia da una guancia all'altra, fin quando non lo deglutisce con un bicchiere di acqua.
Ebbene, forse sono riuscita, dopo diversi tentativi, di farglielo mangiare serenamente.


TROTE di MONTE
3 porzioni abbondanti

4 trote medie di allevamento (di montagna)
1 patata grande
3 limoni
1 hg di speck
3 arrosticini rimasti dalla cena
1 piccolo porcino
2 uova
sale q.b.

Nel boccale del kenwood inserire gli arrosticini sfilati dal bastone, lo speck e frantumare a motore acceso.
Unire la polpa delle trote accuratamente spinate, il piccolo porcino, il sale e macinare bene il tutto.
Nella teglia degli arrosticini, dove c'era un poco di condimento, ho schiacciato coi rebbi della forchetta la patata sbucciata, le uova e con una manina ho amalgamato tutto per bene.
Non ho aggiunto ne farina ne pane grattugiato. con quel poco sugo degli arrosticini le polpette sono rimaste compatte.
Man mano che le ho preparate, le ho appoggiate sulla placca del forno foderata con carta forno.
Così com'erano le ho messe nel forno caldo a 180° finchè sono diventate dorate da ambo le parti.
Insalatina dell'orto e via.


Le polpette si sono aperte un poco perchè le ho schiacciate con i rebbi della forchetta per appiattirli di più.


martedì 10 settembre 2013

Pesto ai semi di senape

Da poco tempo ho scoperto i semi di senape e li sto usando un poco su tutto, questo pesto non è il pesto originale, se volete chiamarlo farlocco fate come volete, ma è d'un buono galattico.
Se volete trovare un altro nome, fate pure ... io intanto lo mangio


PESTO ai SEMI di SENAPE
per 3 vasetti

basilico profumato dell'orto (a occhio era una bella terrinetta pressata)
50 g pinoli
40 g pistacchi
100 g formaggio montasio grattugiato
sale grosso
2 cucchiai  di semi di senape
1 spicchio di aglio
olio buono

Lavare velocemente e asciugare molto bene il basilico (con il mulinello asciuga insalata).
Nel boccale del kenwood inserire i pinoli, i pistacchi, lo spicchio di aglio, i semi di senape, un poco di formaggio e sale grosso a discrezione.
Avviare il ken per frantumare la frutta secca col sale.
Appena questi sono ben sminuzzati, inserire tutto il basilico e il rimanente formaggio.
Avviare di nuovo il ken e nel frattempo versare a filo l'olio.
Di tanto in tanto controllare la consistenza del pesto che deve diventare una crema non troppo asciutta.
Ormai, come tutti sanno, quando si condisce la pasta il pesto va diluito con qualche cucchiaiata di acqua di cottura della pasta.

lunedì 9 settembre 2013

Tacconelle al pesto nero

Figuriamoci se non faccio la mia pasta preferita, vi presento la mia ultima preparazione ... e non dite che mi piace solo quella pasta, vi spiego subito il perchè 


TACCONELLE al PESTO NERO
per 1 porzione

50 g di pasta formato tacconelle
formaggio montasio a discrezione
2 cucchiai del mio pesto nero
2 cucchiai di acqua di cottura della pasta
olio poco

Cuocere la pasta e condirla con 2 cucchiai di pesto nero, acqua di cottura e poco olio.
Mescolare eee gnam gnam


*** Sapete qual'è la pena di chi è a dietaperennedipendente ? non poter mangiare come vuole la pasta.
Sono golosa di pasta però ho imparato a mie spese che se uso la pasta grande tipo manicotti, tortiglioni, eliche ecc, sulla bilancia sono veramente pochini e la tentazione di aggiungerne ancora 3 o 4 pezzi è grande ... ma poi la bilancia sale e diventano 80 o più g.
Ora la pasta mi piace al dente e la pasta grossa, cuocendola al dente, rimane pochina e si resta insoddisfatti.
Le tacconelle rendono, ne pesi 50 g, le cuoci come vuoi, però nel piatto te ne trovi una bella porzioncina e ti alzi da tavola felice.
Provare per credere.

sabato 7 settembre 2013

Pesto di basilico nero

Questa primavera abbiamo deciso di piantare basilico normale, basilico greco e basilico nero o rosso come preferite. Questa qualità è molto delicata e in cottura purtroppo diventa verde.
Decisa a vedere il suo colore nel piatto, ho gironzolato un pò nel web e ho capito che gli unici modi per conservarlo nel suo colore, è quello di fare del pesto oppure metterlo sott'olio e sale ... in questo modo si conserva il suo colore ma sopratutto il suo aroma.
Gusto piacevole, delicato e il suo colore è assicurato.


PESTO di BASILICO NERO
le ciotoline non so quanto resistono, 

domani la mia amica Angela farà la grigliata e questo pesto volerà nei crostini prima di sederci a sgranocchiare costine, saslsicce, alucce di pollo e quant'altro ^___^

una terrinetta di vetro (ikea) piena di foglie di basilico nero
1 spicchio di aglio
1 manciatina di frutta secca (noci,nocciole,mandorle,pistacchi).
sale grosso
pepe bianco macinato al momento
olio q.b. per ottenere una crema piacevole sia da spalmare che da usare come sugo.
100 g di montasio grattugiato

Inserire nel boccale del frullatore (ho il kenwood), 
la frutta secca (se la spelate e tostate è meglio ma non ho avuto tempo) il sale grosso, e una parte del formaggio grattugiato. dare una prima decisiva frullata per frantumare la frutta secca.
Aprire il frullatore, inserire tutte le foglie di basilico, il resto del formaggio, il pepe e frullare aggiungendo contemporaneamente l'olio a filo.
Appena si forma una buona cremina spegnere, versare nelle ciotole ( a me va subito e non ci sono problemi), ma volendolo conservare versarlo in piccoli vasetti monoporzione e conservare ... se a lungo termine, nel congelatore.
Altrimenti in frigorifero sta bene anche una settimana.


Il colore è rimasto naturale



Boccale del kenwood riempito con foglie di basilico nero


Piccola insalatiera di vetro della Ikea colma di foglie di basilico nero

Il termine "basilico" deriva dal greco "basilikos", che significa "erba degna di re", per la grande rilevanza conferita a questa pianta.
Il basilico nero è una pianta originaria dell’India, paese nel quale è considerato la rappresentazione di una trinità divina. Questo avviene grazie alle capacità curative di questa varietà di basilico, in grado di agire sui tre principali livelli che regolano il nostro organismo: mente, corpo e spirito.
Definito da molti naturalisti “la regina delle erbe” per le numerose proprietà curative che lo contraddistinguono, il basilico nero è un ottimo antiossidante, e ha tra le principali virtù quella di essere un ottimo rimedio naturale contro lo stress.
Assumere con regolarità questa pianta contribuisce anche ad aumentare le difese del nostro sistema immunitario, e può aiutarci a combattere febbre, mal di testa, tosse, bronchite ed asma.
Ottimo condimento per i piatti mediterranei, il basilico nero va innaffiato frequentemente e necessita di molto sole.

mercoledì 4 settembre 2013

Zucchina cocuzza al forno con Tropea

Ecco finalmente una regina Cocuzza, le zucchine siciliane.
con una intera me ne è venuta una bella tegliata con la cipolla (simil cipolla di Tropea), fantastiche veramente.
Vamolà, che stamane mi faceva piacere avere il forno acceso, cielo terso - sole splendente - all'ombra frescolino e al sole caldo ... al mattino la cucina è in ombra e si sente freddo, così con il forno acceso mi sono riscaldata.

ZUCCHINA COCUZZA al FORNO 
con TROPEA
per 4 porzioni

1 zucchina cocuzza (non grande come da foto, ma quasi)
6 cipolle rosse simil Tropea
olio a filino
sale e pepe ognuno ha messo il suo

Lavare la zucchina, asciugarla e tagliarla a rondelle.
Sbucciare le cipolle e tagliarle a rondelle
Appoggiare la carta forno sulla teglia da forno, versare un poco di olio e spennarlo bene su tutta la carta.
Appoggiare tutte le rondelle delle zucchine e sopra quelle di cipolla.
Salare e versare appena appena un goccino di olio sopra alle verdure.
Cuocere in forno caldo a 220° per mezz'ora circa senza voltare le verdure.
Servire nei piatti e pepare a piacere


Zucchine pronte, per me con ricotta di malga affumicata



Zucchine pronte da infornare


Zucchine nel forno


La regina delle zucchine di cui vi ho già parlato ... questa era un poco più piccola e nella protuberanza finale c'erano un pò di semi, ma lo scarfto di queste zucchine è pochissimo

martedì 3 settembre 2013

Rane arrosto

Ho dei cugini che mi vogliono un beeeneee ! Renzo poi è speciale !
Conoscendo il mio punto debole, mi propongono delle golosità che mi ricordano l’infanzia, i cibi buoni cucinati da nonna Maria che era una donna meravigliosa.
Ormai lo sapete che sono nata nella Lomellina, paese di risaie  – località nel triangolo fra Alessandria, Novara, Vercelli.
Il mio paese è posto sulla vecchia strada Milano Alessandria (ora c’è una tale marea di strade, superstrade, rotonde … che se uno non sa di preciso dove andare si trova a Roma senza saperlo … va a capire tu ^___^;  fatto sta che si è più vicini a Casale Monferrato e a Milano, che a Pavia che è la vera provincia del paese.
Il paese è piatto, classico della pianura padana … in primavera gli specchi d’acqua che lambiscono la strada, sono dapprima solo acquitrini, poi si vede crescere una bellissima barbetta verde e man  mano si vedono le piante di riso che crescono.
Un tempo questi campi erano invasi dalle mondine e dai loro canti che arrivavano anche da lontano … donne arrivate da tutte le parti d’Italia, che mondavano e poi tagliavano il riso. Queste donne che spesso lasciavano marito e figli nei loro paesi, trovavano ospitalità nei grandi dormitori delle cascine e qui avevano diritto a pasti caldi.
Per noi bambini, il bello del periodo delle mondine era il sabato sera … era facile che qualche suonatore di fisarmonica iniziasse a suonare sull’aia e pian piano le mondine uscivano dalle camerate e iniziavano a ballare fra di loro oppure si riunivano in allegri cori per sfogare la loro stanchezza.

RANE ARROSTO

Questo ben di Dio una volta era cibo quasi quotidiano, la carne c'era solo per gli ammalati o per le feste comandate. 
Questa è la trattoria ma, come dice Renzo ...

Trattoria con locanda DA CARLA
via Necchi 3/5 fraz. Molino d'Isella Gambolò (PV) tel.0381 939582
Attenzione
Il termine trattoria potrebbe fuorviare, è un vecchio mulino ristrutturato nella valle del Ticino
con salone con ampio camino e salette ben arredate,ottima cucina





Ma parliamo di rane, un tempo le risaie erano piene di rane, di carpe  e altri pesci che stavano bene fra le acque delle risaie.
Quando ormai abitavo a Milano, papà ci portava al paese quando aveva il riposo dal lavoro alla domenica, logicamente alla sera si tornava dopo cena (che per altro in campagna è sempre prestino), ormai era buio, i fari della vecchia topolino di papà illuminavano la strada e quelle stupide rane, anziché scappare a grandi salti, si radunavano sull’asfalto in massa ed era difficile scansarle.
Di conseguenza sotto le ruote della macchina il cric crac delle povere bestiole schiacciate era inevitabile.
… Ma quanto erano buone quelle rane, Nonna Maria e Nonna Marcella le cucinavano divinamente.
Nonna Marcella faceva ed era specializzata nei risotti  che erano sublimi,  Nonna Maria invece le preparava arrosto che sembravano dei piccoli croccanti, oppure le faceva in umido o le metteva nella frittata … insomma erano una goduria.
Le ultime rane che ho cucinato io, le ho mangiate una quindicina di anni fa quando me le ha gentilmente regalate la Zia Tina che con la sua bacchetta magica  se ne andava nelle stradine in mezzo alla campagna a caccia di ranocchi.
Poi più nulla … ormai le rane erano già dimezzate dai diserbanti, alcuni pesci spariti perché le acque inquinate e ora, i cugini che ancora abitano da quelle parti, mi hanno detto che se ne trovano molto poche.
Qualche trattoria buona che le sa cucinare come si deve, c’è e bisogna coccolarle e prenotarsi per poter gustare un buon piatto di fritto di rane.
Quel vile di mio cugino me le ha sviolinate sotto il naso, è stato a mangiarle domenica scorsa, mi ha riportato alla memoria parecchi aneddoti della nostra infanzia e mi ha lasciato pure il nome della trattoria … caso mai mi decidessi a fare una bella visitina …….
 Ma ti pare caro cugino che io parto di qui e mi sgamello quasi 600 km per raggiungere Molino d’Isella di Gambolò (PV) ???
Ma quando ti vedo, non farti beccare ^____^.




Gli aironi erano spariti ... ora con il freno ai diserbanti, sono tornati aironi bianchi e aironi cinerini.

Ecco cugino Renzo, io sto sbavando davanti al monitor ma la prossima volta ti prego, spediscimi un piccolo assaggio tramite la SDA o TNT, fai il bravo.