Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois

Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois
Vita genuina di montagna ... Voltois UD

sabato 12 febbraio 2011

Polvere d'oro

POLVERE d'ORO

Ai miei piace il sapore del limone o dell’arancia nei cibi dolci, però detestano i granellini che vanno sotto i denti e perciò è già da parecchio che sostituisco le bucce grattugiate con la polvere ricavata dalle bucce seccate.


Da sinistra : vaschetta con granella di bucce che uso nella frutta cotta

al centro vaschetta con polvere d'arancia e a destra vaschetta con polvere di mandarino - ho quasi pronte le bucce di limone (ho terminato la scorta).

Il mio metodo è il più semplice è prendo due piccioni con una fava ^___^.
Ecco, la polvere la uso nelle preparazioni dolci
E mentre le bucce seccano sul calorifero, lasciano un delicato profumo di agrumi che aleggia per la casa a lungo.
Le arance che consumo al momento le metto a mollo in acqua e bicarbonato per alcuni minuti, poi le risciacquo molto bene e le metto in tavola. (stesso trattamento anche per le bio).
Con lo sbucciapatate tolgo la buccia al frutto e viene tolta solo la parte gialla per il (limone) o arancione per (arancio o mandarino) mentre la parte bianca che è quella amarognola, rimane attaccata al frutto.
Le bucce le metto dentro a cestini di paglia, li metto sopra al calorifero e copro con un foglio di scottex.
Quando sono secche le passo una prima volta nel tritatutto Kenwood, passo attraverso il colino, la polvere la metto in un contenitore mentre i pezzi li ripasso in un macinino del caffè della Mulinex che li riduce completamente in polvere fine. Il contenitore lo chiudo e lo ripongo in dispensa.
Un po’ di pezzetti grossi li tengo in disparte, a me piace metterli nella ciotola della mela che mi cuocio al MO alla sera.

Si possono seccare le bucce anche nel forno, i tempi sono lunghi (4 ore) e non so se il gioco ne valga la candela, tanto più che le arance si trovano proprio nel periodo invernale quando i caloriferi sono accesi.

Grissini benedetti

Li ha fatti Aurora, amica del: www.ilcortiledellematte.it e me ne sono ingolosita … e arriva subito il momento giusto per poterli fare , naturalmente diversi e con quello che avevo in casa, ma li ho preparati.
Aurora ha seguito il metodo di Benedetta Parodi di Cotto e Mangiato e all’ultimo mi sono venuti proprio i grissini “cicciotti” Benedetti per la velocità della preparazione, la bontà e l’appagamento nel vederli così ben cotti eee … mangiati.
Il pargolo è andato a correre con la morosina e prima di uscire mi ha detto: mammina ci prepari qualche cosa di stuzzicoso per quando torniamo ? e sui due piedi e nel giro di 40 minuti cosa prepari ?
… lampadina ^__^ ma i grissini di Aurora !

GRISSINI BENEDETTI

pasta sfoglia rettangolare Belbaker
1 vasetto patè di carciofi
1 confezione fettine formaggio latteria
1 tuorlo d’uovo e goccio di latte

S pennellare tutta la sfoglia con il tuorlo e un goccio di latte sbattuti insieme
Spalmare la sfoglia con il patè di carciofi
Appoggiare le fettine di formaggio latteria (si trovano pronte al supermercato)
Piegare la sfoglia a metà
Pressare un poco con le mani altrimenti trasborda tutto.
Spennellare la superficie della sfoglia piegata
Tagliare con la rotella dentata delle striscioline (per la premura le ho fatte grosse)
Attorcigliare le striscioline e appoggiarle sulla placca foderata con carta forno.
Infornare a forno già caldo 200° circa per 20 minuti. (non guardatemi la temperatura del forno, il mio catorcio non ha ancora esalato gli ultimi respiri e perciò lo tengo così com’è).

***Ahiooòòò ragazzi … altrochè cotto e mangiato … questi sono arrivati, hanno fatto due piegamenti sul balcone e li hanno spazzolati. La Ellis ne ha mangiati 2 perché glie li ho tenuti a parte, Carlo era indaffarato e quando è tornato ha visto il piatto vuoto. ^_____^

domenica 6 febbraio 2011

Pan di Rosy

Questo è uno dei primi pani che mi è riuscito bene al primo tentativo … se gli Orsi parlassero, vi saprebbero ben raccontare tutti i miei disastri lievitati ^___^.
Di questo pane sono rimasti soddisfatti, solo che a me piace cambiare e provarne altri, così questo è rimasto dimenticato.
Se fanno i bravi, torno a farglielo.


PAN DI ROSY
250 g farina Manitoba
250 g farina 00
25 g lievito di birra
250 ml latte
35 g strutto
15 g zucchero Solo per il pane dolce – per il pane salato aumentare leggermente il sale segnato sotto)
1 cucchiaino e ½ di sale
1 cucchiaio di malto di orzo
olio

Nella ciotola del Ken versare la farina setacciata, formare il buco e in un angolino nascondere il sale e lo strutto tenuto a temperatura ambiente.
In una ciotolina sciogliere il lievito, (lo zucchero solo se dolce) e il malto, in poco latte tiepido coprirlo con panno carta umido, sigillare con pellicola trasparente e metterla nel forno con solo la lucina accesa, finchè è raddoppiato di volume (3/4 d’ora circa).
Versare questo impasto in mezzo alla farina.
Impastare a velocità media per 5 minuti.
Togliere l’impasto, modellarlo a palla e metterlo in un contenitore a bordi alti, e spennellare bene con olio da tutte le parti.
Coprire il recipiente con un pannocarta inumidito e strizzato e sigillato con pellicola trasparente.
Lasciare riposare nel forno con la lucina accesa finchè la palla è raddoppiata di volume.
Riprendere l’impasto e dividerlo in tante piccole palline da 60 o 100 g l’uno circa. (me ne sono venute 9 e le ho messe in una teglia tonda con le scannellature del Ø 28).
Modellare bene a pallina liscia e disporle nella teglia, foderata da carta forno.
Lasciare un poco di spazio fra uno e l’altro, in modo che si possano allargare durante questa nuova lievitazione di una mezz’oretta circa al riparo dalle correnti.
Intanto preriscaldare il forno a 200°.
Spennellare la superficie dei panetti con un poco di latte e infornare.
Appena messa la teglia nel forno, abbassare la temperatura a 180° e portare a cottura per 20/30 minuti circa (dipende dal forno.
Sfornare e lasciare raffreddare nella teglia.
MI, 16.05.07 – corretto il 17.05.07 - Rosy era la mia firma in alcuni siti di cucina

venerdì 4 febbraio 2011

Svizzere di baccalà e spinaci













Piove sul bagnato lo so, ma anche per chi è a dieta perenne come me, ha bisogno di allettare la vista oltre che il palato e a volte, la stessa cosa cucinata in modo diverso invoglia di più a continuare e a non sgarrare.
Un altro piccolo trucco che ho adottato, è quello di mettere il mio cibo in una ciotola … in questo modo mi sembra tanto e mi sento soddisfatta.
Al contrario se lo stesso cibo lo metto in un piatto mi sembra poco e sono più tentata di allungare una mano verso il pane o altro.
Anche le posate sono mini … con la forchetta o il cucchiaio normale, con quattro bocconi ho già terminato ^__^, con le posate piccole dei bambini i bocconi sono molti di più e termino le mie pietanze insieme a tutti gli altri. (piccolo accorgimento ma buono).
Ecco quindi la ricetta di oggi; che il baccalà mi piaccia lo sapete già e vedermi il mio solito pezzetto moltiplicato sottoforma di ben 2 svizzere mi ha pienamente soddisfatta.

SVIZZERE di BACCALÀ e SPINACI

per 1 persona

1 pezzo di baccalà (200 g circa) già ammollato
pomodorini secchi
prezzemolo
1 pizzicotto di origano
2 cucchiaini di fiocchi di patate (purè)
NO sale

3 cubetti spinaci surgelati
1 spicchio di aglio tagliato in 4

peperoncino in polvere
3 cucchiaini di olio ex v al peperoncino

Nel tritatutto mettere i pomodorini secchi con l’origano, il prezzemolo e tritare grossolanamente.
Aggiungere il baccalà tagliato a pezzi e tritare tutto non troppo fine.
Versare il composto in una terrinetta e amalgamare con i fiocchi di patate (il baccalà in cottura rilascia l’acqua e i fiocchi servono per assorbirla; in questo modo le svizzere rimangono belle asciutte e croccanti).
Lasciare riposare e intanto cuocere gli spinaci ancora congelati. Tenendo il fuoco basso non c’è bisogno di aggiungere acqua.
Appena sono scongelati, aggiungere l’aglio tagliato in 4, lasciare insaporire e asciugare completamente la loro acqua.
Versarli nella ciotola e spolverarli con poco peperoncino in polvere.
Assemblare le due svizzere, appoggiarle su una padella antiaderente e cuocerle su tutti e due i lati, sino a farle dorare. (girarle con una paletta con molta attenzione).
Appoggiarle sul letto di spinaci e cospargere con l’olio consentito.

Svizzere pronte da cuocere alla piastra senza condimento

Comodo questo aggeggino, da quando ho il pezzo per tritare la carne con il Ken, la carne la trito da sola e le svizzere le faccio così.

Cavolo cappuccio rosso con stinchetto di maiale

In montagna i cavoli rossi li trovo tutti i giorni quando è stagione e perciò questa è una delle preparazioni abbastanza gettonata dai miei.
La ricetta è vecchissima, l’ho postata anche sul sito di Cucinait parecchio tempo fa, non ho foto e quindi quelle che vedete sono tratte dal web.




CAVOLO CAPPUCCIO ROSSO

con STINCHETTO di MAIALE

per 4 persone

4 stinchetti di maiale
150 g speck tagliato a dadini
1 cipolla
3 spicchi di aglio
1 cavolo cappuccio rosso
2 bicchieri di vino Friulano ex tocai
1 cucchiaio colmo di farina 00

per il brodo vegetale:
1 pezzo di sedano
1 carota
½ cipolla
1 foglia di alloro
2 foglie di salvia
1 pezzetto rosmarino

Sale e pepe
Burro
Olio

Preparare il brodo vegetale, lasciandolo sobbollire per 15 minuti circa, salare, immergere gli stinchetti e sbollentarli per 10 minuti . Spegnere il fuoco e lasciarli riposare nel loro brodo. (questa operazione può essere fatta anche la sera prima).

Sciogliere il burro in un tegame con l’olio e rosolare la cipolla con l’aglio tritati e lo speck tagliato a dadini.
Tagliare a mandolina il cavolo cappuccio e passarlo velocemente sotto l’acqua del rubinetto.
Sgrondarlo e metterlo nel tegame con il soffritto.
Mescolare e aggiungere il vino. Sfumare leggermente e unire gli stinchetti sgocciolati dal loro brodo.
Lasciare insaporire e poi coprire a filo il preparato con il brodo vegetale passato al colino per togliere i residui di rosmarino ecc.
Cuocere lentamente per 40 minuti circa.
Un poco prima di spegnere, mettere la farina in una tazza e stemperarla con un poco di brodo vegetale, quindi versarla nel tegame, mescolare e alzare la fiamma per ridurre la consistenza del sughetto.
Spegnere il fuoco, pepare e servire caldo.


martedì 1 febbraio 2011

Bauletto di verza e formaggi con topinambur light

Aiutati che il ciel ti aiuta …
Già … la dieta, sempre a combattere, non sai mai cosa cucinarti e qualche cosa ti devi inventare per sensibilizzare la voglia a continuare senza ma e senza se.
Lo sanno tutti che in un regime dietetico di formaggio ce n’è pochino ino ino, oggi mi sono lasciata contagiare dal bauletto di baccalà e questa volta mi sono fatta il bauletto con la verza.
Pienamente soddisfatta, una volta alla settimana me lo posso fare cambiando le verdure et voilà
BAULETTO di VERZA e FORMAGGI
con TOPINAMBUR - LIGHT
per 1 persona

2 foglie di verza
30 g di feta
10 g di formaggio latteria
10 g di gruviera formaggio coi buchi … pesati anche quelli ^__^
1 cucchiaino di olio
NO sale, i formaggi sono già salati di suo

2 topinambur medi

1 cucchiaini di olio al peperoncino

Lavare le foglie di verza e togliere un pezzetto della costola dura.
Sistemarle intere in una terrinetta e sbollentarle al MO 850W per 3 minuti.
Scolarle e lasciarle raffreddare.
Appoggiare su una foglia i formaggi e chiuderla a pacchetto. Inserirlo in un’altra foglia, chiudere e sigillare la foglia con uno stecchetto.
Versare in un pentolino antiaderente che li contenga, 1 cucchiaino di olio, appoggiare il bauletto e i topinambur pelati, lavati e tagliati a pezzetti.
Chiudere con il coperchio e cuocere piano, aggiungendo un paio di cucchiai di acqua bollente se tende a bruciarsi.
A metà cottura girare il bauletto.
Sistemare nel piatto e sgocciolare sopra 1 cucchiaino di olio al peperoncino.Poco, ma buono e pienamente soddisfatta, sino a sera si può stare bene. ^___^
Bauletto di verze e formaggio pronto da cuocere

Foglie di verza sbollentate, si riesce meglio a confezionare il bauletto.

Ho provato a chiudere il pacchetto con le verze crude ma sono poco malleabili.
Meglio sbollentarle e poi fare 1 pacchetto in una foglia e chiuderlo nell'altra foglia, così dal pacchetto non esce nulla.





Quaglie in tegame

Chi non ha mai mangiato le quaglie ? un po’ noiose a dire il vero, di ciccina ce n’è attaccata poca e gli ossicini abbondano, però a chi piace spiluccare e dilungarsi per assaporare meglio il cibo, qualche volta danno soddisfazione agli occhi e al palato.
Per chi è a dieta come me, vedere in un angolo un bel nucchietto di ossicini, ti fa pensare di aver mangiato poco … ^__^ … mera illusione, la bilancia poi la vince sempre. ^____^.
Provate queste, creano dipendenza … di solito ne faccio 2 a testa e Orsino mi dice che devo tirare cinghia, così se ne sgama 3 e io una sola … ma è il mio bimbo, quando volerà dal nido non potrò più coccolarlo come ora.
E’ da un po’ che non vedo le quagliette al super e perciò non ho ancora potuto cucinarle e fotografare il piatto finito perciò la foto del piccolo volatile è del web.
Dimenticavo … questa è una ricetta dei miei amici della montagna … sono cacciatori ma io di quagliette non glie ne ho mai viste cacciare, quando le abbiamo cucinate insieme, le ho prese ogni volta in macelleria … e di allevamento ^___^

QUAGLIE in TEGAME

per 4 persone

8 quaglie
100 g di speck
½ cipolla
100 g burro lurpack salato
2 bicchierini di Picolit
Qualche cucchiaio di brodo di dado o di carne se l’avete
Sale e pepe q.b.

400 g piselli anche surgelati
Brodo di dado

Fiammeggiare le quaglie, lavarle accuratamente e asciugarle.
Salarle, peparle internamente e legarle in modo che le ali e le coscette rimangano unite.
Sciogliere in un tegame 60 g di burro, rosolare le quaglie a fuoco vivace per 15 o 20 minuti girandole spesso e per fargli prendere un bel colore dorato.
Bagnarle con il picolit , lasciarlo evaporare, sgocciolare le quagliette e tenerle a parte.
In un altro tegame sciogliere il burro e rosolare la cipolla tagliata a rondelle sottili.
Aggiungere i piselli con il brodo, salare, pepare e cuocere a fiamma bassa.
Un po’ prima di togliere dal fuoco, lasciare insaporire i piselli con lo speck tagliato a listarelle e terminare la cottura.
Disporre nei singoli piatti le quaglie e disporre attorno i piselli.
Bagnate il tutto con il fondo di cottura ristretto delle quaglie e servire.