Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois

Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois
Vita genuina di montagna ... Voltois UD

lunedì 6 ottobre 2008

Vino digestivo al rosmarino


Tempo fa stavo passando il tempo guardando le foto di http://www.stockfood.it/ , mi è capitata la foto che vi espongo, ho letto la didascalia et voilà, l’ho preparato.
Ho lasciato il vino così nature, non ho aggiunto null’altro … più semplice di così !
Più che altro mi sembra un digestivo leggero per donne.

Niente foto grrrr …. La macchina è scivolata dalle mani del maritino mio ed è saltata la chiera che protegge l’obiettivo, domani la porteranno in ospedale per le cure del caso.

VINO DIGESTIVO al ROSMARINO

1 lt di vino Pinot grigio
1 ramo di rosmarino fresco

Se il rosmarino è del vostro orticello o del vaso che avete sul vostro balcone, è ancora meglio.
Tagliatene un bel ramo fresco, lavatelo accuratamente e asciugatelo delicatamente.
Infilatelo nella bottiglia w chiudete bene.
Togliete dalla bottiglia 1 bicchiere di vino, altrimenti infilando il ramo, il vino stesso può tracimare.
Dimenticatelo in qualche angolo per almeno 1 mese (se ci riuscite).
L’ho fatto in montagna a fine Agosto, l’ho portato a Milano e i miei l’hanno gustato domenica …
Il loro parere è stato positivo.

Vino alla radice di genziana








Bellissimo fiore di genziana



















radice del fiore di genziana



Mia suocera preparava sempre il vino con la radice di genziana, da servire come aperitivo.

La radice di genziana è molto amara, questa caratteristica è dovuta alla presenza dell’amarogentina e la massima concentrazione di questo elemento, si ha in primavera.

La radice di genziana è stimolante dell'apparato digestivo per l'aumento della secrezione dei succhi gastrici ed è inoltre utilizzata per stuzzicare l'appetito.

Ora è severamente vietato estrarre le radici di genziana in montagna, poiché è un fiore protetto … va da sé che qualche volta te ne rifilano un pezzettino che dura parecchio in quanto essa mantiene il sapore caratteristico sino a una diluizione 1 a 50.000.

Finito il bottiglione di vino, mamma Katina lasciava la stessa radice e riempiva di nuovo con altro vino.

VINO ALLA RADICE DI GENZIANA

2 lt merlot
¼ di pollice di radice di genziana

Spazzolare bene la radice e passarla con un panno appena umido per togliere le impurità.
Lasciate riposare il vino un paio di giorni, poi potete servirlo in piccole quantità al posto dell’aperitivo.
Finito il vino, tenere la stessa radice e riempire di nuovo con altro vino.
Non mettetene tanta di radice, altrimenti sarebbe tanto amaro da non lasciarvi bere l’aperitivo.

Capperi sott'olio













Dalla trasmissione Melaverde di domenica 05.10.08, il buon Raspelli si è fatto dare una buona ricetta per conservare i capperi pronti per l’uso.
Ne avevo un vasetto in casa e ho proceduto secondo le istruzioni. Oggi ne ho usati per cucinarmi una anemica bistecchina, il sistema funziona eccome.
Niente foto grrrr …. La macchina è scivolata dalle mani del maritino mio ed è saltata la chiera che protegge l’obiettivo, domani la porteranno in ospedale per le cure del caso.

CAPPERI SOTTO SALE


1 vasetto di capperi di Pantelleria sotto sale (sono i migliori)


Prepararli dopo cena
Versare i capperi in un colino e lasciarli sotto l’acqua corrente per 4 o 5 minuti per togliere il grosso del sale.
Mettere i capperi in una terrina, coprirli bene d’acqua e lasciarli riposare tutta la notte in modo che il cappero riacquisti tutto il suo sapore.
Il mattino dopo
Scolarli, asciugarli delicatamente e metterli in vasetti a chiusura ermetica.
Coprire con buon olio di oliva possibilmente siciliano.
Si conservano a lungo e sono già pronti per usarli all’istante.

domenica 5 ottobre 2008

Coniglio ai finferli e zafferano light












CONIGLIO ai FINFERLI e ZAFFERANO light


1 spallotta di coniglio
100 g finferli secchi
1 bustina di zafferano
1 cipollotto fresco
1 spicchio di aglio
1 dadino liebig allo 0% di grassi
prezzemolo
olio se permesso
Sale

In una padellina antiaderente sciogliere il dadino in poca acqua e appassire appena il cipollotto con l’aglio ben tritati.
Aggiungere la spallotta di coniglio e i finferli ammollati precedentemente in acqua tiepida, risciacuati e strizzati.
Portare a cottura e prima di spegnere il fuoco aggiustare di sale e spolverare con prezzemolo.
Mescolare e servire caldo.
L’olio lo aggiungo a freddo, ne ho 3 cucchiaini a pasto da distribuire fra le varie pietanze, questo è piatto unico.

*** I finferli sono stati raccolti dai miei ometti in montagna, essiccati in soffitta e ora … all’occorrenza sono a portata di mano.

Baccalà alla vicentina di Giovannino























Lo sapete che il baccalà è più buono se cucinato il giorno prima e lasciato riposare ?

E' come il buon vino ...

...certo il baccalà non può invecchiare anni vero ??? però sono sicura che il giorno dopo ve lo sarete già divorato.


Questa ricetta l'ha segnalata oggi il mio amico Giovannino di Alessandria su Cucinait; me la sono accaparrata subito perchè se è segnalata da Giovanni il successo è garantito.

E' vero che di ricette di baccalà alla vicentina ce ne sono tante, ma a me piace sentire le differenze dei sapori ... se ci sono e perciò ho messo in programma questo baccalà per giovedì e lo gusterò venerdì con la polenta bianca oppure con la classica gialla.

Peccato che la polenta mi piaccia calda appena capovolta, altrimenti un bis di polente grigliate non me lo avrebbe tolto nessuno.

Per questa volta sceglierò all'ultimo momento quale colore di polenta fare.


BACCALA' alla VICENTINA

La ricetta di Elisabetta e Carla RigonOsteria da CulataMontegalda (Vicenza)

INGREDIENTI
mezzo chilo di merluzzo essiccato (stoccafisso) di qualità "ragno"
2 acciughe sotto sale,
3 etti di cipolle,
uno spicchio d’aglio,
una manciata di prezzemolo,
farina di frumento,
3 bicchieri di latte,
abbondante olio extravergine di oliva delicato,
sale,
pepe

Tempo di preparazione e cottura: 4 ore e un mezza, più l'ammollo

PREPARAZIONE
Mettete a bagno il pesce per almeno 48 ore in acqua corrente, poi scolatelo, spellatelo, apritelo per il lungo e togliete spina centrale e lische.
Lavate le acciughe, diliscatele e tritatele con il prezzemolo.
Soffriggete in olio le cipolle finemente affettate e gli spicchi d’aglio.
Quando saranno imbiondite unite il trito di acciughe e prezzemolo, amalgamate bene il tutto e spalmatene una parte sulle due metà dello stoccafisso.
Cospargetelo di farina, salate, pepate e richiudetelo.
Tagliate il pesce ripieno a fette piuttosto spesse, passatele nella farina e sistematele in un tegame di terracotta. Versate nel recipiente quel che resta del composto di cipolle soffritte, acciughe e prezzemolo, il latte e una quantità di olio sufficiente a coprire interamente le fette di pesce. Cuocete a fuoco dolcissimo per almeno quattro ore, muovendo ogni tanto il tegame senza mescolare il contenuto.

Servite ben caldo, con polenta fresca o grigliata.
Giovanni 05-10-08

Peperoncino piccante di Giovannino









Questa ricetta è sempre del mio amico di Alessandria, l'aveva postata quattro anni fa su un sito di cucina e da allora tutti gli anni me ne preparo una piccola scorta ... da regalari anche ad amici ... piccantini.
Non ho mai apportato modifiche, perchè la trovo ottima così com'è.

PEPERONCINO PICCANTE
di Giovannino Inverardi (5/10/04)


Personalmente ne faccio una collanae li faccio essicare al sole (15 gg circa).Poi li metto interi nell'olio.Previo un taglio longitudinale perpermettere un contatto dei semi con l'olio.I miei sono calabresi(Soverato?)e ne metto tre per litro di olio.

Scoiattoli curiosi













La curiosità non è solo femmina !

Per staccare un pò ...