Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois

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Vita genuina di montagna ... Voltois UD

domenica 8 febbraio 2009

Tagliatelle all'amatriciana



Ci tengo a precisare che la mia non è una vera Amatriciana, a questo sugo mancano tutti i requisiti per chiamarsi sugo all’Amatriciana, vedi il sito http://www.amatriciana.org/
, però il mio, a lunghe spanne gli assomiglia.
Ci tengo a precisare che non ho cucinato i classici spaghetti, bensì le tagliatelle che ho fatto io.
Ci tengo a precisare che le mie tagliatelle non sono le tagliatelle canoniche, che vorrebbero farina 00 e 1 uovo per ogni hg di farina.
Non avendo in casa la suddetta farina, ho usato quella di semola (che andrebbe impastata solo con acqua) e ho aggiunto anche un poco di acqua, altrimenti diventava un mattone difficile da lavorare.
Dal momento che in cucina molto è concess, basta “dare a Cesare, quel che è di Cesare”, la mia è una simil Amatriciana poiché non ci sono gli ingredienti di quella terra, il guanciale è delle mie montagne e non c’è il pecorino bensì il Montasio tipico formaggio friulano.
Ed ora se vi va di provare … buon appetito

TAGLIATELLE all’AMATRICIANA

per le tagliatelle
200 g farina di semola
2 uova
acqua se serve

per il sugo
60 g di guanciale di maiale tagliato spesso.
250 g di pomodori 1 scatola a pezzettoni
60g di formaggio Montasio stagionato grattugiato.
½ cucchiaio di olio d'oliva extravergine.
1/2 bicchiere di vino bianco secco.
peperoncino poco .
sale q.b.

per le tagliatelle
Inserire nella ciotola del Ken la farina e le uova.
Impastare finchè si è formata una palla liscia, se necessario aggiungere pochissima acqua, affinchè l’impasto non risulti troppo sodo.
Mettere la palla” in campana” … l’appoggiate sulla spianatoia e coprite con una terrina capovolta, per ½ ora.
Ho la sfogliatrice del Ken e quindi passo dei pezzetti d’impasto, sino allo spessore desiderato.

per il sugo
Tagliare il guanciale a quadrettini e metterlo in una padella antiaderente con l'olio e poco peperoncino.
Rosolare a fuoco vivace per qualche minuto finchè il guanciale avrà preso colore.
Bagnare con il vino e, appena è sfumato, mettere i pomodori, poco sale e cuocere a fuoco vivace per qualche minuto.
Lasciare restringere il sugo e condire le tagliatelle lessate.

Spaghetti all'Amatriciana ricetta storia
















AMATRICIANA

http://www.amatriciana.org/

L'Amatriciana è un fior di poesia
lo cito, senza dire un'eresia,
scritta col Guanciale e Pecorino
Peperoncino e un pò di Bianco vino,
un goccio di buon Olio e teneri Pelati
poi gli Spaghetti, ben bene amalgamati,
L'Origine il nome ve lo dice
è quella di "Città dell'Amatrice"

Esecuzine (Rime in dialetto dei Monti della Laga)

Prima affiletta lu Guanciale
e le deta nte fà male
fà le fette a pezzettilli
ma nen fà li strimincilli
su lu focu brillarellu
la padella pe cappellu
Oiu metta e Peperuncinu
la Ganascia taiata a finu
su Guanciale a rosolare
senza prescia lassa annare
quanne è biondu e rosolatu
co le Vinu va spruzzatu
daie tempu qua secundu
che se mischia a lu panuntu
metta appressu li Pelati
doppe avilli già sfragnati
poco sale e mestichemme
lassa coce lemme lemme
quannu arminu li minuti
na decina so sparuti
questa sarza assai nostrana
mo se chiama "Amatriciana"
Li spaghetti ardenti scola
e la padella prestu vola
Pegurinu Sugu e Pasta
mischia bene quantu basta.
Ecche, è pronta la maggia
la scodella empia ev ia
Pecorinu aggiugna ancora
se la voi più sonora.
Ora fà la mesticanza
co sa pasta nella panza
solu questa è Amatriciana
mutu bella bona e sana.
(Tommaso Quattrocchi)


storia dell'Amatriciana

L'Amatriciana viene da Amatrice, paese celebre, appunto, per questa sua meraviglia gastronomica e per i suoi cuochi, conquistatori di Roma.
Quando questo piatto è nato, Amatrice geograficamente era Abruzzo.
Si dice che fosse il pasto principale dei pastori che allora erano numerosissimi, per la sua semplicità e rapidità di preparazione.
Originarimente era senza il pomodoro e si chiamava "Gricia",poi con la scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo che importò in
europa il pomodoro, furono aggiunti i pomodori e divenne "Amatriciana".
L'Amatriciana cambiò casacca poi quando la creazione della provincia di Rieti, voluta dal cavalier Mussolini, provocò una ridefinizione di confini tra tre regioni limitrofe. In ogni caso, riassunto perfetto della cucina dei territori interni del centro Italia, adorata praticamente da tutti (persino la regina Elisabetta, in una visita italiana, rimase estremamente colpita da questo piatto), protagonista ormai da tantissimi anni di una festa di piazza famosissima, che si svolge ad Amatrice tutti gli anni ad agosto e a Roma (Campo de' Fiori).

Ricetta spaghetti all'Amatriciana
Ingredienti
Gli ingredienti per il sugo all'Amatriciana sono semplici e naturali,
non bisogna, proprio per questo, aggiungere o toglire nessun ingrediente
per poter assaporare il suo gusto delicato e perticolare direi unico.
Ingredienti per 4 persone
• 500g di Pasta Spaghetti o Bucatini.
• 100g di Guanciale Di maiale ben grasso tagliato spesso.
• 500g di Pomodori S.Marzano ben maturi o pelati in scatola.
• 100g di Pecorino Non troppo saporito.
• Un cucchiaio di olio d'oliva Extravergine.
• 1/2 bicchiere di Vino Bianco secco.
• Peperoncino Non abbondare.
• Sale Quanto basta.
Sbollentate per pochi secondi i pomodori in acqua in ebollizione quindi passateli sotto l'acqua fredda, pelateli e tagliateli a filettini, privandoli dei semi.
Se utilizzate i pelati,sminuzzateli prima con le mani sfilacciandoli.
Tagliate il guanciale a mattoncini e mettetelo in una padella preferibilmente di ferro con l'olio e poco peperoncino.
Fate rosolare a fuoco vivace per qualche minuto fino a quando il guanciale avrà preso colore.
Bagnate con il vino e, non appena è sfumato, togliete dalla padella i pezzetti di guanciale e teneteli da parte possibilmente in caldo.
Mettete nel fondo di cottura i pomodori, poco sale e fateli cuocere a fuoco vivace per qualche minuto.
Rimettete in padella il guanciale, dopo un altro minuto di fuoco il sugo è pronto.
Nel frattempo avrete messo a cuocere la pasta, scolatela al dente e versatela in un recipiente possibilmente preriscaldato.
Spolverate la pasta con la metà del pecorino e versateci sopra la salsa ben calda.
Mescolate bene e servite la pasta ben calda passando a parte il resto del pecorino.

Porri in salsa


PORRI in SALSA

per 2 persone
3 porri grossi
4 uova
1 cucchiaio di senape dolce
½ mestolo di acqua di cottura dei porri
Olio q.b.
Sale e pepe q.b.

Del porro usare la parte bianca,
Cuocere le uova per 8 minuti, raffreddarli e sgusciarli.
Lessare i porri al dente, dividerli a metà e disporli in due piatti
Nel bicchiere del minipimer inserire 1 uovo sodo intero e gli altri 3 tuorli.
Unire l’acqua di cottura dei porri, la senape, poco sale, pepe a piacere e olio.
Frullare con il minipimer a immersione, muovendolo dal basso verso l’alto in modo da frullare bene la salsina che deve risultare morbida.
Spalmare la salsina sui porri e buon appetito.

*** Se avete più di un commensale, calcolate due uova a testa, porri e uova sono un pasto completo.

Rape 2 ricette



"Testa di rapa", "cavar sangue dalle rape"...
i detti popolari non esaltano certo la fama di questo ortaggio che è ricchissimo di elementi utili al nostro corpo.
Contiene sali minerali che sono i migliori ricostituenti del sangue; il calcio e il magnesio prevengono numerose malattie; i nitrati sono depurativi; il potassio neutralizza i grassi in eccesso; l'acido fosforico è un tonico delle cellule nervose.
La rapa è molto versatile e in cucina non disdegna accostamenti con altri prodotti dell’orto, questa volta ve le propongo con salsiccia e patate e vi do anche un’altra versione di mia cugina piemontese, che è con salsiccia e mele. (l’ho già fatta e mi è piaciuta, per questo ve la propongo.

RAPE SALSICCIA E PATATE light

1 salsiccia
140 g di rape
60 g di patate
1 pezzetto di cipolla
1 spicchietto di aglio (a chi non piace non lo metta)
birra
NO CONDIMENTO
sale solo se serve (la salsiccia è già salata di suo)

Rosolare la salsiccia, quando inizia ad imbiondire, trasferirla in un altro tegamino, cercando di scolarla bene dal grasso.
Con la salsiccia unire la cipolla, l’aglio tritati grossolanamente e un goccio di birra.
Lasciar sfumare la birra, aggiungere le patate con le rape, coprire e stufare a fuoco lento finchè le verdure sono morbide e non sfatte.
All’occorrenza aggiungere poca birra per volta.


RAPE SALSICCIA e MELE di Giannina

1 kg di rape
2 mele delizia
Poco olio
timo fresco o secco
sale q.b.

Sbucciare le rape e cuocerle al vapore.
Sbriciolare la salsiccia rosolarla finchè inizia a colorarsi, unire le rape già cotte, mescolare e lasciare insaporire un attimo.
Affettare sottili le mele, metterle in una padella con poco olio, rosolarle, insaporirle con poco sale, una spruzzata di timo e cuocere a fuoco basso, mescolando sovente finchè saranno morbide. (Queste servono da accompagnamento).
Servire le rape con salsiccia, accompagnarle con le mele e con una buona polenta calda.

Pane intagliato

Dopo tanto tempo di collaborazione più o meno felice, il mio forno stà esalando gli ultimi respiri.
Ho voluto provare ugualmente a preparare il pane anche oggi, ma non si riesce ad abbassare la temperatura

PANE intagliato

Per tre pagnottelle:

Lievitino
100 g di farina 00
2 g di sale
2 g di lievito di birra
75 g acqua

Impastare con una forchetta tutti gli ingredienti, coprire e lasciar riposare a temperatura ambiente per 2 ore. Riporre il lievitino in frigorifero per almeno 16 ore.

Impasto – inserire nel Kenwood (in ordine)
1 pizzicone di sale
250 g di farina = (100 g di farina 00 + 150 g farina di semola
Lievitino tolto dal frigorifero
30 g di strutto
15 g lievito di birra
1 cucchiaino di malto di riso
130 g acqua gassata

Avviare il Ken e lavorare l’impasto finchè diventa una palla bella liscia.
Lasciare riposare 10 minuti
Dividerlo in 3 parti, ogni panetto va passato nella sfogliatrice (chi non ce l’ha con il mattarello) nel passaggio più grande.
Dovete formare delle lingue lunghe e poi arrotolarle su se stesse.
Formata la pagnottella, appoggiarla sulla placca da forno foderata con carta forno.
Lasciarle lievitare nel forno con la lucina accesa per 1 ora e 1/2 .
Togliere la placca, coprire con un panno caldo e portare il forno a 240°.
Prima di infornare incidere delicatamente le pagnottelle con il cutter o con un coltello affilato.
Infornare quando il forno è pronto per 10 minuti, poi portare il forno a 200° e cuocere per ½ ora circa.
(non posso essere più precisa, perché come spiegato sopra il forno sta perdendo i colpi).



Coltella o cortella












COLTELLA o CORTELLA

Da quando ho messo in pensione i multibrasch, mi sono modernizzata e ora sono munita di un Kenwood molto pratico.
Oltre al tritacarne, ho la sfogliatrice che uso spesso per tirare la pasta, però non ho voluto i pezzi per tagliare tagliatelle, tagliolini ecc.
Non so perché ma sul taglio della pasta preferisco mantenere la vecchia tradizione, arrotolare la sfoglia su se stessa e poi tagliarla con la coltella in modo cadenzato, nella misura che si desidera.
In questo modo, mi sembra di tornare bambina quando nonna tirava una sfoglia immensa (doveva bastare per 10-12 persone), e poi con pazienza arrotolare la sfoglia e tagliarla in modo regolare e veloce, sulla grande spianatoia si sentiva il ritmo ripetitivo … zic zic zic.
Mi sembra ancora di sentire il profumo del buon brodo di anatra o di gallina che borbottava sulla stufa a legna e noi bambini eravamo incantati a vedere nonna che toglieva la carne e versava le tagliatelle nel pentolone con tanto buon brodo.
La magia continuava sino a quando nonna sollevava le lunghe tagliatelle cotte con un forchettone, le metteva nei piatti e poi versava sopra un buon mestolo di brodo.
Che bei tempi, mi viene l’acquolina in bocca.

Cutter














CUTTER

Fedele amico che tengo solo per la cucina, serve per intagliare pane dolci e altro.