Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois

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Vita genuina di montagna ... Voltois UD

lunedì 13 aprile 2009

Biscotti di Prato o Cantucci

Spendere due parole per un carissimo amico di vecchia data, fin dai tempi della guerra di pentole e mestoli in Cucinait, è molto poco.
Gabriele Giovannelli pratese doc, buono, generoso, toscanaccio schietto sino al midollo, da lui ho imparato molto e soprattutto l’amore per i prodotti della sua terra, ne parla come se fossero sue creature.
Se poi entrate nel retaggio cantucci-cantuccini, non ne uscite più, potete rimanere ore ad ascoltarlo che non vi annoierete neppure un minuto.
Ma questo ve lo racconterò nella storia dei Biscotti di Prato o cantucci-cantuccini.
Gabriele è da anni in http://www.coquinaria,it/ , amato, coccolato, viziato da tutti/e i partecipanti al forum.
:-))) (se mi legge come minimo mi torce il collo :-)))))))) )
Oggi Pasquetta, mio marito ed io abbiamo deciso di fare un giro al Parco delle Cave non distante da casa nostra … tutto a piedi … gita salutare, così in mattinata ho preparato i famosi cantucci (li chiamerò così perché i miei sono una imitazione) da sgranocchiare con un buon tè al nostro rientro.
Lo so, ci vuole il Vin Santo ma in mancanza di quello, mio marito si è sacrificato ad aprire un picolit (:-))))))) ) che ho assaggiato volentieri.
I miei cantucci non saranno originali, ma sono stati molto apprezzati, la ricetta di Gabriele è azzeccata. Io ho usato metà dose ma vi segnalo la ricetta originale dell’autore.


Allora, per schematizzare visto che non sono stato sufficientemente chiaro:
- i cantucci di Prato, che Mattonella faceva ancor prima di inventare i biscotti, sono delle fette biscottate al sapore di anice;
- i biscotti di Prato, quelli per intendersi con le mandorle, hanno assunto con il tempo il nome di cantucci o cantuccini; ma come detto sopra non è storicamente corretto, anche se ormai di uso universale.
Detto questo, veniamo alle ricette. Semplicissimo: la ricetta non esiste. O meglio, è segreta. Talmente segreta che al confronto quella della Coca Cola fa ridere. Io ne avevo una che trascrivo:

BISCOTTINI DI PRATO di Gabriele Giovannelli di Prato

900 g farina
700 g di zucchero
250 g. di mandorle dolci
4 tuorli d'uovo
4 uova intere
un pochino di sapore d'arancia

Mescolate con forza le uova con lo zucchero; quando l'amalgama è perfetto si aggiungono la farina, le mandorle e il sapore d'arancia. Lavorate molto bene la pasta in modo che risulti né troppo dura né troppo molle. Formate dei piccoli filoni alti due dita e lasciateli riposare nel recipiente di cottura per un'oretta. Prima di infornare spennellare i filoncini col tuorlo d'uovo. Attenti al forno! Pare che il gran segreto stia molto nell'occhio di chi cuoce. Comunque dopo 15 minuti di forno caldo dovrebbero aver preso un bel colore. Toglieteli allora dal forno e tagliateli di sbieco, a fette di di circa due centimetri in modo che prendano la caratteristica e inconfondibile forma. Ripassateli ancora un pò in forno a temperatura più dolce per terminare la cottura e farli asciugare.
In tempi molto recenti ho scoperto che nella ricetta ci sono, udite udite, i pinoli!!!!!
Nessun testo li aveva mai riportati; ma me l'hanno confermato direttamente da Mattonella. Del resto, basta sbriciolarne qualcuno ed i pezzetti si vedono!
Qui a Prato ormai da tempo anche i migliori pasticceri hanno abbandonato l'impresa: nessuno tenta più di copiarli. E quindi giù a farne dei tipi simili, ma senza la pretesa del clone: ed ecco i biscottini (dovrò abituarmi anch'io a chiamarli cantucci, porca paletta!) con il cioccolato a pezzettoni, con l'uvetta, con i pezzetti di albicocca secca, con le noci (Ross accontentata!) e chi più ne ha più ne metta.
Comunque per gli amanti degli originali ho buone notizie, che metto in un topo a parte: andate e leggete, conviene.
Gabriele
Questo è quanto. Però ci sono due punti fermi, per me: niente burro né lievito. E non devono venire duri, ma ben croccanti. Io ad esempio credo che la biscottatura quando avviene debba essere con forno a non più di 100° e per pochi minuti.E non chiedetemi tanto di più, che già quanto sopra per me è quasi fantascienza!!!

Note mie:
Ho messo tutto nel Ken, ho montato a lungo uova e zucchero, poi ho inserito la farina ed infine le mandorle e l'arancia.
Ho fatto solo tre panetti che poi in cottura si sono appiattiti.
Siccome erano un poco cicciuti, anche la cottura ho dovuto prolungarla sino a 45 minuti forno caldo a 180°
Per la biscottatura ho abbassato il forno a 100° e li ho lasciati per 7/10 minuti circa.
Tagliarli caldissimi così il taglio viene bene.

domenica 12 aprile 2009

Petronilla zebrata

Una torta zebrata in 9 fotoclick

Gli ingredienti della torta li trovate qui:
http://ilfogolar.blogspot.com/2009/02/torta-zebrata.html#links

Nel link riportato, la torta è cotta in una tortiera (nel forno), mentre queste foto si riferiscono alla torta preparata nella pentola Petronilla (cottura diretta sul fuoco a gas).

L’ho fatta con grande soddisfazione alla fine di marzo, quando ero ancora sui miei monti.

*** La cottura con la pentola Petronilla è di 60 minuti

Ed eccovi la Petronilla zebrata

Gnam gnam gnam gnam gnam !

Versare cucchiaio di impasto su cucchiaio, sino alla fine degli ingredienti

Si vede che l'impasto si allarga da solo con il peso dell'ultima cucchiaiata

Le cucchiaiate si susseguono, versandole alternativamente una sopra all'altra

La cucchiaiata dell'impasto alla cioccolata va versata direttamente sull'impasto precedente, non toccare e non smuovere la tortiera

Prima cucchiaiata di impasto normale

Impasto diviso a metà: metà normale e metà con il cacao
Impasto intero

Pappardelle alla gallinella di mare

Ricordate l’impasto per i ravioli che ho fatto qui ??? http://ilfogolar.blogspot.com/2009/04/gallinella-di-mare-al-limone-ed-erbe.html#links

Ebbene, avevo ravioli e tagliatelle in abbondanza e fuori dagli occhi, mi rimaneva ancora un poco di impasto e ho deciso di provare a metterlo nel congelatore, mi piangeva il cuore buttarlo, tutt’al più pensavo di buttarlo in un secondo tempo se il congelatore avesse tradito la mia fiducia.
Devo dire che l’impasto si è mantenuto integro e credo che un filo di sapore in più l’abbia acquisito.
Quindi ieri, dopo averlo scongelato, ho tirato l’impasto con la sfogliatrice e poi, armata di coltella mi sono divertita a tagliare delle belle pappardelle, eccole


PAPPARDELLE alla GALLINELLA
pappardelle
gallinella di mare http://ilfogolar.blogspot.com/2009/04/gallinella-di-mare-al-limone-ed-erbe.html#links
1 scalogno
prezzemolo
olio
sale

Intanto che cuocciono le pappardelle in abbondante acqua salata,
versare in un padellino antiaderente olio q.b. per condire le pappardelle.
Soffriggere lo scalogno tagliato a rondelle sottili, aggiungere la gallinella cotta e lasciarla leggermente insaporire.
Scolare le pappardelle e metterle in una terrina, versare sopra il condimento , spolverare con prezzemolo e mescolare per bene.
Servire molto caldo con o senza Montasio grattugiato secondo i gusti.
*** Per i miei gusti metterei un pizzico di peperoncino ... ma gli Orsi miei non gradiscono e quindi sorvolo.

Gallinella di mare al limone ed erbe aromatiche

Nella mia cucina è ricorrente l’uso della gallinella, mi piace molto, è facile da pulire (e di solito il compito di pulire il pesce per tutta la tribù è mio), sono rare le spine che capitano sotto i denti e soprattutto si può utilizzare in tanti modi.


GALLINELLA di MARE al LIMONE ed ERBE AROMATICHE

2 gallinelle di mare medie
2 limoni
foglie di alloro
salvia
rosmarino
peperoncino
sale q.b.
½ bicchiere di birra

Tagliare i limoni a rondelle non troppo sottili, appoggiarle non sovrapposte in una teglia, aggiungere le foglie di alloro, la salvia ed il rosmarino.
Appoggiare sopra le gallinelle, bagnarle con la birra, spolverarle con il peperoncino, il sale, appoggiare sopra un foglio di alluminio e infornare in forno già caldo a 200° per 30/40 minuti circa.
Carne gustosa, saporita e molto buona condita soltanto con un goccio di olio.

Agnello delle 7 ore con Batate e Patate

Per 2 anni consecutivi ho eseguito pedissequamente la ricetta di Sandra Vacchi di http://www.cucinait.com/ , questa volta ho preferito seguire il mio istinto creativo:-))) e
il risultato è stato soddisfacente .
Dovrei chiamarlo delle 6 ore poiché il pezzo di carne era di soli kg 2,500 contro i 3,500 di Sandra in ogni caso si poteva veramente mangiare con il cucchiaio.
Sandra usa 2 bottiglie di pinot secco, questa volta la mia scelta è caduta sulla birra, da quando ho cominciato ad usarla in cucina, trovo che il mio palato la preferisce al vino … naturalmente “de gustibus” :-)))
Il lavoro è lungo, ma ne vale la pena.




AGNELLO DELLE 7 ore con BATATE e PATATE
1 spallotta con anteriore di agnello kg 2,500 circa (questo è il pezzo che ho acquistato)
6 scalogni ovali grandi
6 carote medie
6 spicchi di aglio
6 foglie di alloro
1 mazzetto garnì composto (mirto, timo, rosmarino, salvia, maggiora)
1 generosa spolverata di erbe di provenza
1 batata grossa (sono patate americane arancione “hanno il sapore della zucca”)
4 patate medie
2 bottiglie di birra
brodo vegetale
sale q.b.
pepe bianco e pepe dei 4 colori (bianco nero rosa verde) q.b.
pochissimo olio, giusto per ungere la teglia.

1) Riscaldare il forno a 220°
2) Sul fondo di una teglia grande che contenga la carne, stendere il trito di carota e aglio e lo scalogno tagliato a rondelline, versare un poco di olio, mischiare il tutto e appoggiare sopra la spallotta, spolverarla abbondantemente con le ebe di provenza, appoggiare in un angolo il mazzetto garnì e distribuire qua e la le foglie di alloro.
3° Metterlo ad arrostire nel forno a tegame scoperto per circa 30 minuti.
4° Togliere dal forno, girarlo, salarlo peparlo e rimetterlo nel forno per altri 30 minuti.
5° Togliere la teglia dal forno (mi raccomando il forno deve rimanere sempre acceso), passarla sul fornello del gas e versare adagio le 2 bottiglia di birra con ½ lt di brodo vegetale.
6° Lasciare riprendere il bollore, spegnere il fuoco, sigillare con la carta stagnola come se fosse un coperchio aderente.
7° Rimettere il tegame nel forno, diminuire la temperatura a 200° e cuocere per altre 3 ore e ½ senza scoprire.

Dopo 5 ore e ½ di cottura iniziata nel pomeriggio, ho spento il forno alla sera della vigilia di Pasqua alle 22 (10pm).

Riaccendere il forno il giorno di Pasqua, togliere il mazzo garnì e le foglie di alloro, inserire le patate e la batata a pezzettoni e cuocere ancora ancora per ½ ora circa.
Alla fine della cottura aggiustare di sale, preparare le porzioni e portarle in tavola ben calde.
La carne era ottima, saporita e tenera.

La batata non è altro che la patata americana di colore arancione, il suo sapore sta fra la patata e la zucca … molto gradevole.

Antipasti

lE FOTO PARLANO DA SOLE

antipasti all'italiana - uova colorate, alici sott'olio, salame leggermente affumicato di montagna, grana Montasio stagionato, cipolline sott'aceto.

Girelle di mozzarella (quella rettangolare arrotolata) e speck del Tirolo

Antipasto di mare: cape sante gratinate, gamberetti in salsa aurora, velo di polenta bianca grigliata con salmone e finocchietto
Il salame l'ho preso qui:

Uova colorate

Mi sono ricordata delle uova colorate di Adriana “La Signora delle doppie” , che ha presentato nel 2005 sul forum di www.coquinaria.it.
Passa il tempo e quando devi cucinare solo per due più di quel tanto non fai , però
Volevo mettere in tavola delle uova diverse dal solito, solo che Adriana parlava di vernice e io non so quale, così sono ricorsa ai coloranti alimentari.
Il colore non è omogeneo come le uova di Adriana, però anche le mie hanno riscosso un buon successo … valà ! ecco le uova di Rosetta !


UOVA COLORATE
uova
colorante alimentare
aceto
olio

Cuocere le uova 10 minuti dal bollore dell’acqua.
Scolarle e metterle in un recipiente che le contenga senza sovrapporle.
Versare acqua sino a sommergere le uova.
Aggiungere un poco di aceto (che fissa il colore) e tanto colorante alimentare quanta è l’intensità del colore che desiderate.
Lasciare le uova sommerse per una mezz’oretta, asciugarle con delicatezza e strofinarle con un panno imbevuto di olio di oliva.
Facile facile !