Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois

Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois
Vita genuina di montagna ... Voltois UD

venerdì 14 marzo 2008

Insalata di pesce a modo mio













INSALATA DI PESCE A MODO MIO
1 piccola piovra
1 calamaro medio
1 seppia media
1 hg di gamberetti nostrani
1 hg scampi
1 scatola di surim
cozze a piacere

Cuocere tutto separatamente.

Scottare appena, in acqua bollente e aceto, carote, zucchine e peperoni, affettati sottilmente.

Condire con abbondante prezzemolo tritato, olio sale pepe abbondante.Le verdure possono essere sostituite con sott'aceti, ma così trovo l'insalata di mare più delicata.

Guazzetto di polpo












Questo è il guazzetto che preparava la mia nonna per la cottura delle rane.

GUAZZETTO di polpo di nonna B

Tostare in burro e olio la cipolla finemente tagliata, il sedano a pezzettini e il prezzemolo tritato.Tostare insieme l’aglio intero se si vuole togliere dopo la cottura, o tritato insieme al prezzemolo.

Quando il tutto è ben dorato unire il polpo lessato e raffreddato nella sua acqua, poi scolato e tagliato a pezzetti (quindi si può preparare il giorno prima).Lasciare insaporire il polipo girandolo delicatamente, unire 1 bicchiere di vino bianco secco e lasciare evaporare a fuoco vivace.Unire 1 cucchiaino raso di farina bianca, mescolare, aggiungere e pomodori pelati tritati, aggiustare di sale e mettere 1 peperoncino piccante intero.

Cuocere ¼ d’ora circa a fuoco moderato.Se piacciono i sapori forti, l’aglio e il prezzemolo tritati, si incorporano con i pomodori.




El tredesin de mars
























Ieri era il 13 marzo data importante per i milanesi, poichè segnò l'entrata in Milano di San Barnaba che cristianizzò i milanesi, vi propongo due interpretazioni di questa ricorrenza:

El Tredesin de Mars

Proseguendo verso S.Maria al Paradiso, in corso di Porta Vigentina al 14, all’interno della chiesa troviamo incastonata nel pavimento centrale una Pietra forata, con tredici linee incise.
Secondo un’antica leggenda, il 13 marzo dell’anno 52 d.c. San Barnaba predicò il vangelo di Cristo in una radura poco fuori Milano: una località dove era ancora viva la tradizione celtica e nella quale alcuni cittadini si erano riuniti, pare, per una celebrazione attorno a tale pietra. Egli innalzò la croce, sopra una rozza pietra rotonda forata, che ancora è venerata presso tale chiesa. (In origine la pietra si trovava in S.Dionigi a Porta Venezia).
Gli studiosi hanno formulato le più svariate ipotesi, legate al significato simbolico del numero tredici, uguale a quello dei raggi incisi sulla pietra, senza tuttavia prendere in considerazione un fattore astronomico di tali incisioni.
Perché proprio 13 ? una possibile spiegazione ci viene fornita dall’Astronomia.
13 tante quante sono le stelle che formano la Costellazione della Vergine, che in quel periodo, il 13 marzo, era ben visibile.
I Celti, come alcuni di noi sanno, erano soliti celebrare la ciclicità della Vita con le festività legate al movimento degli Astri e del Sole stesso.
È il simbolo del “porre la prima pietra” nella edificazione di città e templi.
Ancora una volta si ritorna al simbolo della dea Belisama, colei che assicura la fertilità, l’amorevolezza, e la produttività.

Tredesin de Mars

è una festa tradizionale milanese nata per commemorare l'annuncio del cristianesimo alla città da parte di San Barnaba (avvenuto il 13 marzo dell'anno 51), il quale piantò una croce in una pietra di origine celtica attualmente collocata nella chiesa di Santa Maria al Paradiso di Milano, in zona Vigentina, al centro della navata.
Nei tempi passati, quando le vie di Milano non erano affollate da tante automobili e si potevano tenere, con maggior tranquillità, fiere e mercati, sul dorso di Porta Vicentina si svolgeva la fiera del «Tredesin de Mars». Era la primavera coi suoi fiori e coi suoi splendori profumati che prendeva possesso della nostra città. I buoni popolani, e non quelli soli, dopo essersi rallegrati alla vista di tanti gai colori, facevano una visita alla chiesa del Paradiso. Adesso la fiera si distende sui viali risultanti dalla demolizione dei bastioni di Porta Vigentina e Porta Ludovico, ma quanto ha perduto della sua primitiva bellezza!Neppur questo, però, è il primo trasloco della fiera del «Tredesin de Mars». Prima del 1783 questa fiera si faceva nei pressi della soppressa Chiesa di S. Dionigi, a Porta Venezia. Li presso vi era la colonna con sopra una croce, detta di S. Dionigi, che il buon Renzo vide nella sua prima entrata in Milano in quel tal giorno fuori dell'ordinario, nel quale le cappe si inchinavano ai farsetti.
Ebbene, là appunto sorgeva la chiesa di S. Dionigi che venne distrutta, sullo scorcio dei secolo XVIII, per allargare igiardini pubblici: là dove, continua il Manzoni, erano orti cìnti di siepi e casucce abitate per lo più da lavandai, si faceva la nostra fiera di fiori il 13 Marzo di ogni anno.La festa del « Tredesin de Mars » è ricordo di un importantissimo avvenimento: il primo diffondersi della religione di Cristo in Milano.
Oscuro è per noi il nome del primo evangelizzatore come pure ignoriamo il tempo preciso.
Si da credito alla leggenda che risale almeno al secolo XV e forse anche al XI. Essa si raccoglie intorno al nome di « Giuseppe, dagli Apostoli soprannominato Barnaba, che vuoi dire « figlio di consolazione », levita, cipriota d'origine, che « avendo un podere lo vendette e portò il prezzo e lo depose ai piedi degli Apostoli »(Atti Apost. IV, 36-37); poili seguì e seguì specialmente Paolo a Tarso, ad Antiochia ed infine se ne separò per venire in Italia.Poiché la tradizione assegna la sua morte al 73 d. C. e dichiara che egli, dopo essere rimasto sette anni a Milano passòa Bergamo ove assegnò per Vescovo S. Narno, a Broscia ove pose su quella cattedra S.Anatalone, in altre cttà ed infinetornò a Cipro a subire il martirio, bisognerebbe assegnare la sua venuta a Milano verso l'anno 51.Dice l'inno ambrosiano che « Egli gettò il seme della salute » presso di noi « e innalzando il segno della Croce cominciò ad iscrivere la prima santa milizia. Poi al sacro fonte sommerse le curve fronti dei 'nostri cittadini e per primo immolòsull'altare la vittima del Celeste Agnello ».Anzi la leggenda procede a successive precisazioni e riferisce ai dintorni della basìlica di S. Eustorgio il luogo dei primibattesimi, precisamente là dove sorse la chiesetta di S. Barnaba al fonte, officiata la prima volta nel 1623 dal Cardinal Federico Borromeo, e descritta dai cronisti fino al 1789, quando fu chiusa per ordine del governo Austriaco per essere, da ultimo, demolita nel 1844. Una lapide sulla facciata della casa che porta il n. 8 di piazza 5. Eustorgio ricorda anche oggi ai milanesi il fonte, tutt'ora esistente sotto quella costruzione
siti di http://www.chiesadimilano.it/ e di http//blog.libero.it

giovedì 13 marzo 2008

Tajine di agnello con carciofi






Mi piace molto cucinare con la Tajine, in montagna ne ho una grande come questa e ciò che cucino acquista un sapore particolare.

TAJINE DI AGNELLO con CARCIOFI

1 kg di agnello circa

2 cipolle

2 pomodori

6 cuori di carciofo

sale pepe

paprika dolce

1 spicchio d’aglio

prezzemolo

olio

Scaldare l’olio nella Tajine a fuoco basso e rosolare la carne da ogni parte.Unire il battuto composto da cipolle, aglio, prezzemolo, pomodori, sale, pepe e paprika e dpo 5 minuti versare 2 bicchieri d’acqua.

Cuocere ¾ d’ora.Tagliare i cuori di carciofo a piccoli spicchi, aggiungerli alla tajine e portare a termine la cottura.

Picaglia












PICAGLIA
Questa ricetta non è tipica, l'ho vista fare da mia nonna veneta, dalla suocera friulana, da un'anziana vicina milanese doc ma è insolita e gustosa.

Tagliare a pezzettini cuore, fegato, milza e polmone di vitello.
Sono migliori quelli di agnello o di capretto.
Lavare accuratamente con acqua corrente.
Soffriggere in una casseruola con olio e burro in parti uguali,
1 grossa cipolla tritata
insieme a 150 gr. di pancetta,
prezzemolo,
rosmarino e maggiorana.

Mescolare bene, unire un bicchiere di vino bianco secco, salare e pepare.
Unire
2 chiodi di garofano,
2 foglie di alloro,

1 scorza di limone grattugiata.
Lasciar evaporare il vino e poi bagnare con brodo nel quale è stato sciolto 1 cucchiaino di concentrato di pomidoro.
Cuocere a fuoco lento e servire con contorno di polenta.
Se rimane della picaglia si possono condire le pappardelle o il risotto, che si preparano nel solito modo.

foto viaggiatoregourmant

Involtini con salvia e mortadella







INVOLTINI con SALVIA e MORTADELLA

per 4 persone

500 g di fesa di vitello tagliata a fettine sottili

100 g di mortadella

70 g di montasio fresco a fette

prezzemolo tritato

1 rametto di rosmarino

foglie di salvia

40 gr. di burro

1/2 bicchiere di vino bianco secco

3 cucchiai di olio ex v di oliva

sale e pepe

Salare e pepare le fettine di carne.

Stendere su ogni fettina di carne mezza fetta di mortadella e una fettina di montaso, una foglia di salvia e un pizzico di prezzemolo tritato. Arrotolate le fettine e fermarle con uno stecchetto, oppure legarle a pacchetto con un filo bianco. Mettere sul fuoco una casseruola, nella quale saranno state adagiati gli involtini con olio, burro e il rametto di rosmarino.Lasciarli rosolare per bene, girandoli alcune volte.

Appena avranno preso un bel colore, bagnarli con il vino e lasciarlo evaporare.15 minuti di cottura e gli involtini saranno pronti, lasciare restringere il sughetto e servire caldi con purè in inverno e con insalatina di stagione, in estate.

Lombatine di coniglio in gremolata










LOMBATINE di CONIGLIO in gremolada

1 cipollina

buccia di limone

una manciata di prezzemolo

1 acciuga anche sott'olio

burro

poca farina bianca

Tritare la cipollina e rosolarla nel burro; appena è appassita sistemare sopra, le lombatine di coniglio appena infarinatie e sgrondatie dalla farina in eccedenza. Dorare da ambo le parti, unire 1/2 bicchiere di vino bianco e lasciare evaporare adagio. Salare ed aggiungere eventualmente acqua calda sino a cottura delle lombatine.

Quando saranno cotte unire una "gremolata" preparata tritando la buccia di un limone, un pugno di prezzemolo e un'acciuga , mescolare lasciare riposare cinque minuti e servite.