Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois

Foto di Stefano Spangaro - Cral Voltois
Vita genuina di montagna ... Voltois UD

sabato 18 ottobre 2008

Torta sol

Ottima per la colazione

TORTA SOL
400 g uova
400 g farina di cui: 200 g farina 00 + 200 g farina di mais fioretto
150 g burro in pomata Granarolo
200 g zucchero
1 bicchiere (da vino) circa di latte
buccia di 1 limone
1 bustina cremortartaro

Ho usato il ken.
Ho inserito nel boccalele uova, lo zucchero, il burro e la buccia del limone grattugiata. Ho impastato a lungo, finchè la pastella è diventata omogenea a chiara.
Ho poi unito la farina setacciata e ho avviato il ken prima piano, e poi un poco più veloce per evitare di spandere troppo l farina.
Quando tutto è ben impastato, mentre il ken è in movimento introdurre il latte e quando è ben incorporato versare la bustina di Cremor tartaro, a questo punto basta girare poco per amalgamare.
Ungere e infarinare una teglia a cerniera Ø 26, oppure foderarla con carta forno e rovesciare dentro l’impasto.
Forno preriscaldato a 180° per 60 minuti (se vi accorgete che si colora troppo in superficie, dopo 30 minuti aprire velocemente il forno e coprire la tortiera con un foglio di carta stagnola.
Semplice, buona, gustosa per colazione.
*** Acquisto il burro Granarolo spalmabile - è in vaschette ed è morbido in "pomata ".

Torta al ciocco pettinata



Un occhio allenato vede subito il difetto …
Si è seduta nel mezzo e io ho pareggiato con una colata di cioccolata.
L’ho guarnita con mezzi gherigli di noci, tutta spazzolata

TORTA al CIOCCO PETTINATA
300 g farina
200 g burro
200 g zucchero
4 uova
150 g latte
1 bustina di lievito Bertolini +
1 cucchiaino raso di bicarbonato
20 g cacao amaro
Per la copertura:
200 g di cioccolato al latte
1 cucchiaino di burro
Montare con le fruste lo zucchero con i tuorli.
Unire il burro morbido e a piccoli pezzi, la farina setacciata in cui si è mescolato il lievito, il bicarbonato il cacao e pian pianino il latte.
Montare a parte gli albumi a neve fermissima con un pizzicotto di sale fine e unirli al composto un po’ alla volta, girando dall’alto in basso.
Versare in uno stampo a cerniera Ø 24, foderato con carta forno bagnata e ben strizzata.
Spolverare la superficie con abbondanti gocce di cioccolato.
Infornare a 180° per 60 minuti circa (fare la prova stecchino).
Togliere dal forno e sformarlo su di una gratella.
Per la copertura:
Spezzettare il cioccolato e metterlo in una ciotola col burro.
Introdurre la ciotola nel MO microonde per 30 secondi – togliere e mescolare bene
Introdurre di nuovo per 30 secondi – togliere e mescolare
Ripetere l’operazione per la terza volta.
A questo punto il cioccolato è tutto ben sciolto, versarlo subito sulla torta ancora calda, spalmarlo uniformemente e poi pettinarlo con il pettine apposta per dolci.

Volendo, si può guarnire con mandorle – noci – nocciole – ciliegie candite o “fantasia”

TORTA AURORA MORA A FORMA DI ROSA

250 gr farina (ho usato sia la normale che la Cuor d'Italia per dolci) sono tutte e due 00
1 (75 gr) confezione cacao amaro in polvere
4 uova
300 gr zucchero
250 gr burro
1 pizzicotto di sale
1 bustina di lievito
latte q.b. (da aggiungere poco alla volta prima del lievito, se l'impasto è troppo sodo)

- (forno a gas accenderlo a 230° appena si inizia a lavorare il prodotto)

- mettere il burro in un'insalatiera capace, inserirla nel forno per ammorbidire il burro (deve essere morbido per lavorarlo bene)

- estrarlo dal forno, unire al burro lo zucchero e lavorare con uno sbattitore elettrico sino ad ottenere una bella cremina

- se la ciotola si è raffreddata, unire le uova e sbattere di nuovo
- unire il cacao e sbattere bene

- incorporare delicatamente la farina, un pizzicotto di sale e, poco per volta il latte (di solito ne metto 3/4 di bicchiere o uno intero, (secondo la grandezza delle uova e la farina quanto tira) (mica sempre tira giusto)

- sbattere sino ad ottenere un impasto morbido ma non flaccido

- ora mettere il lievito e sbattere di nuovo molto bene, finchè l'impasto forma delle bollicine

- versare nello stampo

- infornare per un'ora, trascorso il tempo, lasciare lo stampo ancora 10/15 minuti senza aprire

- togliere dal forno, lasciar raffreddare ancora per 10 minuti circa e poi sformarla su un piatto

- a piacere spolverizzare con zucchero a velo

Offelle di Parona storia


















OFFELLE DI PARONA
Le offelle sono un dolce tipico della cittadina di Parona, nella Lomellina, la zona nord occidentale della provincia di Pavia.
La specialità dolciaria vanta ormai più di un secolo di vita.
Si tratta di un biscotto, dal gusto unico e dall'inconfondibile forma ovale, nato da un’indovinata miscela di ingredienti semplici e nutrienti.
Pare che le inventrici dello squisito dolce siano state, sul finire dell'Ottocento, le sorelle Pasqualina e Linìn Colli.
Il successo commerciale delle offelle arrivò nel 1969 con l’organizzazione della prima sagra di questo prodotto tipico.
Da allora, la locale Pro Loco tutela la genuinità del biscotto attraverso un marchio di garanzia fornito ai produttori.Il dolce ha conquistato il palato di tanti consumatori italiani ed esteri.


OFFELLE DI PARONA
Storia
"...un'antichita' fatta di dolcezze..."
Le massaie paronesi amavano confezionarle nell'imminenza della sagra del paese che coincideva, alla prima domenica di Ottobre, con la festa della Madonna del Rosario, per presentarle, al termine della colazione festaiola, ai commensali che, per l'occasione, raggiungevano il paese per trascorrere, fra parenti ed amici, ore di serena letizia.
Furono due sorelle, una delle quali di nome Pasqualina (di cui il dolce si assimilò per lungo tempo il nome), a darne il primo carattere artigianale.
Eravamo all'inizio del nostro secolo ed i mezzi pubblicitari non erano certo quelli di oggi, ciò nonostante il prodotto andava a ruba.
Quale il segreto di questo successo?
Facile la risposta.
La superlativa genuinità degli ingredienti che compongono l'Offella di Parona, il loro giusto dosaggio, la indovinata cottura, imprimevano al prodotto un indice di gradimento eccezionale.
Quegli ingredienti, quei sistemi di produzione, anche dopo decenni, sono rimasti invariati: farina di frumento, uova, burro, zucchero ed olio d'oliva fusi in una indovinata sintesi offrono, ancor oggi al consumatore buongustaio, in cerca di alimenti genuini, il meglio di una produzione dolciaria che rivive in tempi difficili come i nostri, tra le imperanti sofisticazioni d'ogni genere.

venerdì 17 ottobre 2008













LUSSEKATTER focacce di SANTA LUCIA

LUSSEKATTER - OCCHI DI GATTO

Focacce allo zafferano sono una vecchia tradizione svedese e sono comunemente mangiate il giorno 13 Dicembre, giorno di Santa Lucia e tutto il tempo fino a Natale.
In questo giorno gli svedesi celebrano la Santa Lucia italiana con molto entusiasmo. Il giorno di Santa Lucia segna l'apertura del tempo di Natale in Svezia. Ci sono un certo numero di forme tradizionali di Lucia focacce, "lussekatt" è il più famoso ed è una "S" e rappresenta la forma di un gatto (il nome "Lussekatt" in realtà significa "gattodi Lucia ").
La leggenda di Santa Lucia. Santa Lucia di Siracusa in Sicilia (Siracusa, 283 ca - 304 ca), chiamata Santa Lucia da Siracusa in italiano, è stata una ricca giovane martire cristiana, che è venerata come santa da parte cattolica e ortodossa cristiani.
Il suo giorno di festa in Occidente è il 13 dicembre, considerata dal calendario giuliano la notte più lunga dell'anno.
Santa Lucia è il santo patrono di cecità ed è rappresentata con gli occhi su un piatto. Ci sono diverse città in Italia, dove si celebra Santa Lucia ma soprattutto è celebrata nella parte sud d'Italia, proprio in Sicilia, dove è vissuta.
Santa Lucia è anche uno dei pochi santi celebrati in Svezia, Norvegia, Finlandia e Danimarca con molti festival pieni di luce .. La leggenda dice che Lucia (il cui nome significa "luce") è stata una cristiana, perseguitata da Diocleziano come tanti altri martiri cristiani.
Ha consacrato la sua verginità a Dio, ha rifiutato di sposare un pagano e la sua dote l’ha distribuitoa ai poveri.
La tradizione cristiana afferma che le guardie quando sono andate a prenderla era così pienia di Spirito Santo che era rigida e pesante come una montagna, ma non hanno potuto spostarla neppure quando si sono presentati con un tiro di buoi.
L’hanno pugnala alla golae nonostante tutto ha profetizzato contro il suo persecutore una
brutta fine.

Lussekatter focacce di S. Lucia



LUSSEKATTER - di SANTA LUCIA di Mamyros
Santa Lucia veste di bianco, porta una corona di candele e offre queste focaccine allo zafferano

500 g di farina 00
200 g farina manitoba
150 g di burro
1 bustina di zafferano
3 dl di latte
150 g di zucchero
50 grammi di lievito di birra fresco
sale
1 uovo
uva sultanina

In una casseruola sciogliere il burro, aggiungere il latte e lo zafferano.
Lasciare intiepidire e versare tutto nella scodella dell’impastatrice, sopra al lievito spezzettato.
Aggiungere la farina, lo zucchero, il sale e impastare per bene, l’impasto deve essere morbido ma non appiccicoso..
Versare l’impasto sulla spianatoia, coprirlo con un canovaccio e lasciar riposare per 1 oretta.
Ora dividere l’impasto in una trentina di pezzi.
Da ogni pezzo ricavare un cilindro come per gli gnocchi e poi arrotolare una estremità da una parte e l’altra estremità nel senso opposto formando una S.
Al centro dei due rotolini inserire l’uvetta ammollata.
Lasciare riposare ancora un’oretta, spennellare delicatamente con l’uovo ben sbattuto e infornare a forno già caldo a 250 g per 10 minuti.
Si conservano ben chiuse nei sacchetti di cellophane o nelle scatole di latta per una settimana.
Si possono conservare anche in freezer.
La bustina di zafferano, conferisce un bel colore giallo all’impasto e un sapore molto delicato al dolcetto finito.

giovedì 16 ottobre 2008

Offelle di Parona

OFFELLE DI PARONA - simil-offelle di Mamyros

Questa rispecchia la ricetta originale tale e quale, il sapore si avvicinaparecchio
400 g farina Metton 55 pari alla farina 0 italiana (in casa non avevo la 00)però si possono fare i biscotti sia con una che con l'altra).
175 g di burro a pezzettini
175 g di zucchero
1 cucchiaio di olio ex v oliva
1 uovo più un tuorlo
1 cucchiaino raso di lievito
Ho messo tutto nell'impastatrice e poi il panetto un'ora nel frigorifero avvolto nel cellophane.
Il mio forno non è quel granchè, e quando li ho tolti avevano un poco di rossiccio attorno, i miei hanno gradito molto.
In forno a 200° per 15 minuti





Forma esatta delle Offelle di Parona

Scatola di Offelle di Parona in commercio.
Questa è una ricetta che dicono sia originale.
Per gli stampini ci vorrebbero quelli ovali.
OFFELLE DI PARONA

Dosi per otto persone:
300 gr. di farina,
150 gr. di burro,
150 gr. di zucchero,
1 uovo,
la scorza grattugiata di un limone,
un pizzico di sale.
Preparazione:
disporre la farina in cerchio sul piano di lavoro, mettere zucchero, sale e scorza di limone al centro.
Versare nel mezzo l’uovo e il burro a pezzettini, impastare prima gli ingredienti al centro, in seguito aggiungere all’amalgama la farina.
Formare una palla compatta e omogenea senza lavorare troppo la pasta.
Lasciare riposare la pasta, coprendola con un panno, per mezz’ora in luogo fresco.
Con un mattarello stendere l’impasto, senza più lavorarlo, sul piano di lavoro leggermente infarinato.
Ottenuta una sfoglia sottile, ritagliare con uno stampo ovale i biscotti.
Cuocere in forno a 200 ° per 15 minuti.
Daniela M.M.
OFFELLE DI PARONA
Le offelle sono un dolce tipico della cittadina di Parona, nella Lomellina, la zona nord occidentale della provincia di Pavia.
La specialità dolciaria vanta ormai più di un secolo di vita.
Si tratta di un biscotto, dal gusto unico e dall'inconfondibile forma ovale, nato da un’indovinata miscela di ingredienti semplici e nutrienti.
Pare che le inventrici dello squisito dolce siano state, sul finire dell'Ottocento, le sorelle Pasqualina e Linìn Colli.
Il successo commerciale delle offelle arrivò nel 1969 con l’organizzazione della prima sagra di questo prodotto tipico.
Da allora, la locale Pro Loco tutela la genuinità del biscotto attraverso un marchio di garanzia fornito ai produttori.Il dolce ha conquistato il palato di tanti consumatori italiani ed esteri.
OFFELLE DI PARONA
Storia
"...un'antichita' fatta di dolcezze..."
Le massaie paronesi amavano confezionarle nell'imminenza della sagra del paese che coincideva, alla prima domenica di Ottobre, con la festa della Madonna del Rosario, per presentarle, al termine della colazione festaiola, ai commensali che, per l'occasione, raggiungevano il paese per trascorrere, fra parenti ed amici, ore di serena letizia.
Furono due sorelle, una delle quali di nome Pasqualina (di cui il dolce si assimilò per lungo tempo il nome), a darne il primo carattere artigianale.
Eravamo all'inizio del nostro secolo ed i mezzi pubblicitari non erano certo quelli di oggi, ciò nonostante il prodotto andava a ruba.
Quale il segreto di questo successo?
Facile la risposta.
La superlativa genuinità degli ingredienti che compongono l'Offella di Parona, il loro giusto dosaggio, la indovinata cottura, imprimevano al prodotto un indice di gradimento eccezionale.
Quegli ingredienti, quei sistemi di produzione, anche dopo decenni, sono rimasti invariati: farina di frumento, uova, burro, zucchero ed olio d'oliva fusi in una indovinata sintesi offrono, ancor oggi al consumatore buongustaio, in cerca di alimenti genuini, il meglio di una produzione dolciaria che rivive in tempi difficili come i nostri, tra le imperanti sofisticazioni d'ogni genere.